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Archive for luglio 2010

Nota dell’autore:
in questa categoria esprimo brevi pensieri in libertà, una specie di limitato firmamento di poche stelle opache.
Più realisticamente, trattandosi di pensieri miei, li considero pensieri/pennellata, come virgole di merda sulle piastrelle dei cessi della stazione.

Berlusconi dichiara che Fini è incompatibile con il PDL.
Giustissimo: lì, chi parla di questione morale, ci sta come il rabbino Goldstein nel Terzo Reich…

Dottordivago

P.S.

cade

Dai che cade

dai che cade

dai che cade

dai che cade

dai che cade

dai che cade

dai che cade

dai che cade

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un giorno di...

Esasperato da vuvuzelas spara e poi distrugge bar con l’auto

VICENZA – Esasperato dal suono delle vuvuzelas provenienti da un bar un uomo ha prima sparato alcuni colpi di fucile in aria e poi ha devastato il locale entrandovi con la propria auto. L’uomo, 51 anni, di Pievebelvicino (Vicenza) è stato ricoverato nel reparto psichiatrico dell’ ospedale di Thiene, in stato di arresto. Questa notte, infastidito dai rumori molesti prodotti dagli avventori del vicino bar ‘Coco Bamboo’, è sceso in strada imbracciando un fucile da caccia con il quale ha minacciato una ventina di persone. Non riuscendo ad ottenere che il rumore, generato anche da alcune vuvuzelas, cessasse, l’uomo ha dapprima esploso alcuni colpi di fucile in aria e poi ha usato la sua auto come un ariete. Per almeno tre volte è piombato dentro il bar in auto, devastando il locale e senza fare una strage solo perché i clienti del bar sono stati lesti a scappare.

Peccato: se fosse riuscito a segarne qualcuno, sarebbe stato il mio eroe.

Tenete d’occhio la cronaca: mi sa che, a breve, si parlerà di me.
Odio il rumore e chi lo produce.
Addirittura ero un adolescente atipico: quando tutti smarmittavano il motorino, io mi industriavo nella produzione di silenziatori, partendo da bombolette spray vuote e realizzando veri capolavori, con camere di abbattimento e lana di roccia, per poi regalarli agli amici più tarri i quali, dopo averli provati, mi coprivano letteralmente di complimenti.

Poi li buttavano via.
Giravamo per i paesi ed era sempre un fuggi fuggi quando incrociavamo i Carabinieri; io l’avrei anche fatta franca nonostante il motorino fosse ovviamente truccato come Moira Orfei, però non faceva casino; quel coglione di Piero, invece, avrebbe fatto il pieno con i petardi: il suo motorino era ufficialmente una “Macchina del Rumore” che, funzione secondaria, lo portava anche in giro.
Morale, abbiamo fatto più strada scappando dai Carabinieri che girando per i cazzi nostri.

Oggi non succede più, oggi continuo a subire degli stronzi trenta-quaranta-cinquantenni –non dico ragazzini, che sarebbe quasi normale, dico cinquantenni- che girano con l’oggetto dei loro sogni, l’unica motozappa con le ruote in linea: l’inimitabile Harley Davidson.
Oppure Ducatisti che sfoggiano il loro pompone, Dio li maledica, per non parlare dei più grossi imbecilli del creato: i possessori di supermotard smarmittate.
A grandi linee, per chi non lo sapesse, dicesi supermotard una moto con telaio da cross e ruote lisce, praticamente una roulette russa nata per essere instabile, infatti va guidata di traverso, in derapata; ma in pista, non in città, da un  semaforo all’altro, accompagnata dalle maledizioni di tutti quelli che si trovano nel raggio di un paio di km; ovviamente mi riferisco ai modelli da duri e puri, i monocilindrici a scarico libero che ricordano molto il rumore dei motocarri diesel dei muratori anni 50/60.

Di questa banda di deficienti, non ho mai visto un poliziotto o un carabiniere fermarne uno: ok, prossimamente provvederò personalmente, magari con un 460 weatherby… 460 weatherby

Non ne posso più.
Al ristorante è una gara tra chi urla più forte, in primis le donne: se poi hanno un bicchiere di vino nella pelle, è finita, tocca bisticciare.
Ma dico io: gli spagnoli sono un popolo di casinisti ma mai, nè in Spagna nè nel resto del mondo, ho sentito il casino che c’è in un ristorante italiano.
Poi ci sono i bambini piccoli; l’organismo raggiunge la massima efficienza intorno ai 25 anni ma il massimo della prestazione acustica si ha a 3 anni: senti certi bambini lunghi mezzo metro che sviluppano una pressione sonora da Jumbo al decollo.

Occhio a starmi vicino, gente: mi sa che, a giorni, ci siamo…

Dottordivago

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Benvenuto Diego!

benvenuto

Tre commenti ma sullo stesso post… mmm… dovrei vedere il regolamento… ma credo proprio di potergli dare il benvenuto ufficiale con cesto d’ordinanza.

Al Dieguito sarei tentato di dare un bel voto: mi ha fatto fare la figura dell’ignorante –va beh, diciamo dell’approssimativo…- ma lo ha fatto con classe; il suo commento al post “Io sto con i cattivi” è decisamente illuminante, se uno ci vuole credere: io, personalmente, mi fido, quanto meno della sua buona fede.

Ricordo a tutti che il motto del blog è

L’approssimazione al potere

quindi diffido naturalmente di chi approfondisce gli argomenti, anzi, lo odio proprio: non per altro, è solo invidia, a me non mi riesce (a me mi rafforzativo…).

Ma il Dieguito non ha fatto il professorino saputello: mi sa di primo della classe tipo Botter, quello che mi ha passato i compiti di matematica dalla terza alla quinta superiore, niente a che vedere con quello stronzo di Gastaldo, primo della classe ex aequo con Jimmy (Botter era il ritratto di Jimmy Carter…) ma che metteva i sacchetti di sabbia sul banco, pur di non farti vedere niente, il bastardo…

La stessa classe continua a dimostrarla nel rispondere a due mastini come Marco e Anchecheno. 
È stato così gradevole che vi giro il suo primo commento, così, una volta tanto, su queste pagine vi leggete qualcosa che, se non è la verità, almeno non se ne allontana troppo.

Ciao, io purtroppo faccio lo storico e quindi quando leggo degli errori a livello storico cerco con tutte le forze di trattenermi ma alla fine non ce la faccio…quindi sarò noioso, ma esserlo fa parte del mio lavoro credo…nel ’56 “i pecorai uniti dell’islam” (l’Egitto) non hanno tentano di fare un bel nulla a Israele…hanno semplicemente nazionalizzato il canale di Suez e a quel punto Francia, UK e Israele hanno occupato il Sinai… mentre nel 1967 furono gli israeliani ad attaccare a sorpresa (l’Egitto era a tal punto sul piede di guerra che aveva l’intera flotta a terra che venne infatti completamente distrutta).. nonostante Israele abbia poi sostenuto di aver attaccato preventivamente perché temeva un attacco egiziano, gli stessi documenti di intelligence israeliani (e anche un tot americani) sulla base dei quali l’attacco era stato ordinato dicevano espressamente che un attacco egiziano era estremamente improbabile..(ci sono i documenti, io li ho letti). Da qui in poi c’è tutta la questione dei territori occupati che è ciò che fa davvero incazzare i Palestinesi…perché un’occupazione militare rimane un’occupazione militare. aggravata dal fatto che ha portato all’insediamento di colonie civili…insomma è come se i nazisti avessero iniziato a radere al suolo le case degli italiani al nord per farci delle belle colonie piene di crucchi… insomma girerebbero i coglioni a chiunque… se gli israeliani se ne tornassero ai confini del 1967 non credo che nessuno avrebbe da ridire granché…ma finché occupano non possono che essere loro gli stronzi…
So che le regole prevedono due commenti per avere il cesto… ma mi permetto di sottolineare la lunghezza del commento…vale almeno per due…
Sforzandomi in futuro di evitare di sproloquiare così a lungo ti saluto
Diego

Bravino, eh?
Da parte mia, solo una precisazione: ho sempre letto che le guerre preventive del ‘56 (Suez a parte) e ‘67 sono state precedute da ammassamenti di truppe ostili ai confini di Israele e sono portato a crederci; il fatto che gli Egiziani non avessero la Marina pronta potrebbe significare solo che Nasser, insieme al suo Stato Maggiore, era un coglione; d’altronde, quando parlava di Anwar Sadat, lo definiva “un paio di baffi sul nulla”, un nulla che si è rivelato il più illuminato e lungimirante leader arabo che io ricordi.

Ancora una cosa: dici “purtroppo faccio lo storico”; dici bene: l’altro giorno ero in coda in autostrada, causa lavori di riasfaltatura; c’erano 35 gradi ed avevo i finestrini chiusi ma ho sentito distintamente un operaio a torso nudo che, mentre allargava l’asfalto col badile, ha detto al suo collega che lo aiutava: “Và che c’abbiamo già un bel culo, eh? Pensa a quei poveri disgraziati che fanno gli storici!…”
Oppure, pensavo, non te l’avrà mica detto il dottore?

Signora, il bambino ha le scapole un po’ alate… Veda lei: o gli fa fare nuoto o lo storico…

Diego, non fare quella faccia lì, ho capito perfettamente il significato di “purtroppo”, ti sto solo tirando le balle: se fai un mestiere del genere significa che ti piace e per questo ti invidio da morire.
Sei il benvenuto.

Ah, giusto per ricordarti che hai comunque a che fare con uno stronzo reazionario…
Israele

Dottordivago

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Dicevo proprio ieri di non poterne più di parlare di finestre tutto il giorno e che mi manca il gusto del confronto, dello scambio di opinioni, del dibattito.
Così ho tirato il sasso nello stagno e qualcosa si è mosso; inoltre, ho addirittura dieci minuti per replicare: che bello!

Carissimo Enrico, tu hai un’esperienza diretta che a me manca e ti capisco: anche per me è importante la sensazione “a pelle” che si prova stando in un posto, soprattutto in una realtà sfaccettata come quella della Terra Santa.
Però, lasciando perdere i giornali, ho esperienze riportate da gente che è andata a Gaza pensandola in un modo e tornati con molte meno certezze; uno, medico volontario, addirittura folgorato sulla via di Gaza City che mi ha dichiarato “Piuttosto che andare a curare quella gente lì, vado a scappellare a gratis gli Ebrei…”

Mi scappa di divagare: a questi amici è successo un po’ come ai vecchi comunisti che partivano per il “Paradiso dei Lavoratori”, la grande Unione Sovietica e, una volta tornati, stracciavano la tessera del PCI.
L’ha fatto addirittura il sig. Maggio, una specie di Peppone alessandrino ormai defunto, amico di mio padre: ha avuto un figlio negli anni 50 e lo ha chiamato Primo (come diceva Peppino a Totò: “…e ho detto tutto.!…”); un paio di anni dopo ha avuto il privilegio, grazie alla sponsorizzazione del Circolo del PCI, di recarsi in Unione Sovietica.
Tornato dopo due settimane, ha inchiodato (letterale: con chiodi e martello) la sua tessera sulla porta della Casa del Popolo, poi si è spostato di 50 metri per mettersi d’accordo col Parroco per far battezzare il figlio di due anni ed è diventato socialista.
Democristiano no, non gli avrebbe retto il cuore.

Tornando a noi, io, semplicemente, prendo una posizione per il gusto di prenderla, ben sapendo di non risolvere nulla, quindi scelgo chi sento più vicino a me, anche se testa di cazzo come gli altri.
Anzi, per certe cose, peggio degli altri: non gli perdonerò mai quello che non mangiano!
Mi riscappa di divagare.

A ‘sta banda di pirla è vietato mangiare almeno la metà delle cose più buone del mondo e la lista dei cibi proibiti è interminabile ma io ne voglio elencare qualcuno.
Uno è troppo facile: il maiale. 
Meno male che è proibito: se scoprissero che cosa sono certi salami, sposterebbero in casa nostra i loro conflitti del cazzo, litigando per il possesso di Varzi anzichè Gerusalemme.
Niente animali che non abbiano lo zoccolo spaccato, tipo gli equini; Enrico, tu mi puoi capire: se penso ai perduti salamini di Gidòn, mi vien voglia di passare dalla tua parte, questi non capiscono un cazzo.
E allora vai di vitello, vitellone, manzo… Ferma la mula (vietata pure lei, per altro): niente quarto posteriore, visto che “non sono consentite le parti di animale terrestre che contengano il nervo sciatico”; e non perchè si rischia di far la fine della mucca pazza, no, il motivo è molto più serio: in ricordo dell’azzoppamento di Giacobbe da parte dell’angelo! 
Se parliamo di formaggi andiamo poco più in là della ricotta, non ricordo per quale ragione balzana: dico io, puoi costituire la lobby finanziaria più potente del mondo ma a cosa ti serve, se devi vivere senza gorgonzola?
Vogliamo aggiungere che possono mangiare solo pesci con le pinne e le squame? E quindi ciao ciao cozze, vongole, ostriche, gamberi, aragoste,polpi, calamari…
Mah, mi sa che i tedeschi avevano l’occhio lungo… 
Mi fermo prima di cominciare a pensarla come Ahmadinejad.

Diciamo che la mia difesa d’ufficio di Israele è più che altro un atto di ribellione verso le verità precostituite: se c’è una cosa che mi fa imbestialire sono quelli che non hanno mai messo il naso fuori di casa e non leggono un giornale, però, se ne intervisti dieci, nove considerano i Palestinesi alla stregua di martiri; è una sindrome che ha anche un altro sintomo: quella di considerare Fidel Castro un eroe.
Questa è un’altra cosa che mi manda la merda al cervello: sotto la dittatura di Fulgencio Batista gli oppositori erano incarcerati e torturati ma l’economia cubana era una locomotiva che come carburante impiegava ingenti capitali stranieri, per buona parte soldi di mafiosi; ma pecunia non olet… 
Da cinquantanni, sotto Fidel, gli oppositori sono incarcerati e torturati ma l’economia è defunta ed il popolo, nel cui nome tutto questo viene fatto, è col culo per terra ed i cubani sono diventati ruffiani, se maschi, e puttane se donne.
Però uno era un dittatore fascista, l’altro è un eroe.

È un po’ quello che afferma Giorgio, cioè che esistono cose “buone” a prescindere e questo non mi va; un esempio per tutti, in casa nostra: parlate male del Nord e troverete amici, parlate male del Sud e sarete chiamati razzisti.

Condivido con Marco e Anchecheno l’ammirazione per chi ha ancora il coraggio di difendersi, cosa a cui noi abbiamo rinunciato.

Condivido anche il totale disaccordo di Misterpinna: lo sai, sì, che sei sempre il mio “comunista di merda” prediletto, neh?

Condivido con Annina il giudizio sul post precedente: non piaceva molto neanche a me ma… era già bello pronto… E poi ho premesso che forse era meglio una bella passeggiata al fresco: non amo dire “te l’avevo detto”, però  te l’avevo detto te l’avevo detto te l’avevo detto!

Dottordivago

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Sto raschiando il fondo del barile.

A fronte di tanta gente che si lamenta, io sto lavorando parecchio.
Oddio, il tempo per scrivere due cagate, ce l’avrei; solo che dopo discussioni, spiegazioni, conti, preventivi e programmazioni, ora di mettere giù due pirlate ho il cervello che mi sembra di averlo giocato mezza giornata in un flipper.

È un peccato, mi viene a mancare la gratificazione del dialogo, della concentrazione, dell’argomento avulso dal lavoro, della discussione: passo le giornate parlando con clienti che pendono dalle mie labbra, semplicemente perchè ne so più di loro, come è logico che sia; oppure parlo con gente che pago, quindi ho quasi sempre ragione io, mentre con gli amici capita raramente di affrontare un argomento serio.

Poi ci siete voi.
E qui, ogni tanto, capita anche di dirsene educatamente quattro, esponendo ognuno il proprio pensiero, cosa che trovo più stimolante che parlare tutto il giorno di finestre.

Ah, a proposito, una comunicazione di servizio: il 2010 è l’ultimo anno buono per ottenere la detrazione fiscale del 55% sull’acquisto di serramenti; se pensate di provvedere, pensateci entro l’anno, dal primo di gennaio è troppo tardi.
Se qualche lettore lontano volesse saperne di più, può mandare due righe al qui presente Piero Angela del serramento, in vena di regalare consulenze.

Ok, finito.
Rispondo all’ Enricone nazionale .
È una storia vecchia ma mi ero riproposto di rispondergli, cosa che ho fatto ma che non mi andava di pubblicare; lo faccio con oltre un mese di ritardo, visto che mi sono ritrovato il post bello che pronto: in questo senso sto raschiando il fondo del barile ed anche nel senso che mi sembra un post di seconda scelta ma il tempo e le energie per roba di prima, al momento, scarseggiano.
Quindi, o vi accontentate o andate a farvi una bella passeggiata in qualche bel posto fresco, che è pure meglio.
Copio e incollo il vecchio post.

Enrico, letto il post Il sionista Bastiano , mi manda il seguente garbato commento:

Molto sommessamente volevo solo aggiungere che il blocco navale a Gaza è unilaterale e illegale e non approvato dall’ONU. Inoltre un’ azione di questo tipo in acque internazionali viene comunemente denominata pirateria. Concordo che se cerchi di difenderti dai pirati con dei bastoni, sei un coglione e finisci ammazzato.

Messa così, Enrico, avresti quasi ragione.
Ma io sto comunque con i cattivi.

Togliamo subito di mezzo l’approvazione dell’Onu: parliamo di gente che non riesce a fare tò-tò sulle manine a Libia, Iran, Corea del Nord, Sudan e compagnia cantante, gente che prima di spianare Milosevic –e ci voleva poco- ha aspettato che facesse quasi pari con Stalin, parlando di genocidi.
Per non parlare di Saddam.

Sono un piccolo fan degli Israeliani: non ho motivo nè di amare nè di odiare gli Ebrei come persone; anzi, se proprio devo dirla tutta, mi stanno un po’ sul culo come tutti i popoli che improntano la proprio vita sulla base di dettami religiosi: ebrei, musulmani, cristiani, buddisti e creduloni assortiti non hanno mai avuto la mia simpatia, qualunque Dio essi adorino.
Ma gli Israeliani, parlando di quelli che non battono la testa contro il Muro del Pianto, quelli che hanno trovato deserti e pietraie e li hanno trasformati in giardini, quelli che rappresentano una percentuale numericamente ridicola dell’umanità ma che vincono più Nobel di chiunque altro, quelli mi piacciono parecchio.

Anche se, a volte, la fanno fuori dalla tazza.
Li capisco: hanno subito, nei secoli, tutta una serie di soprusi e violenze per cui mi sono venuti su un pochino teste di cazzo.

Provate voi a vivere da Ebrei nell’Europa cristiana degli ultimi 2000 anni; il primo che si svegliava male o che era andato in rosso in banca vi etichettava come “eretici” e, considerato che gli ebrei sono sempre stati bravi a far soldi, la definizione di “assassini del Cristo” era una specie di codice del bancomat: urlava a squarciagola la password e vi dava un sacco di mazzate, dopo di che si prendeva tutti i vostri averi; mi sembra di ricordare un Re d’Inghilterra, roba di 500 anni fa malcontati, catturato dai Francesi, il cui riscatto è stato pagato confiscando le proprietà di tutti gli Ebrei del regno. 
Oppure provate voi, al giorno d’oggi, a vivere in perenne allarme, provate voi ad essere circondati da Stati che prevedono nella propria Costituzione –o che comunque auspicano- la vostra distruzione.
Per non parlare dei vicini di casa; quelli di Israele non camminano per casa con gli zoccoli, non buttano le cicche dal balcone, non hanno il cane che abbaia tutto il giorno: quelli lanciano i razzi Kassam, che non saranno un’arma di distruzione di massa ma sono sempre un gran bel dito nel culo.

Enrico fa notare che la Palestina si chiamava così perchè c’erano i Palestinesi; giusto, ma finchè quello stronzo di Maometto non è arrivato a rompere i coglioni, i Palestinesi erano ebrei: forse da lì è nato il modo di dire che “la razza peggiore sono proprio i parenti”.
Quindi, se stiamo a vedere, i primi cacciati sono stati gli Ebrei, unica voce fuori dal coro in una regione diventata musulmana.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale –e pure prima…- la Società delle Nazioni, oggi ONU, ne ha fatte più di Bertoldo, definendo Stati e territori e mettendo confini dove non ne erano mai esistiti; da allora, decine di popoli hanno ottenuto o continuato a cercare l’indipendenza; semplicemente, gli Israeliani hanno fatto quello che Bossi non è ancora riuscito a fare: darsi lo status di Nazione.

L’hanno fatto nel ‘48 ed il giorno dopo avevano tutti gli eserciti del mondo arabo in cortile, con l’Inghilterra che gli dava una mano di nascosto.
E li hanno fatti neri.

I Pecorai Uniti dell’Islam ci hanno riprovato altre due volte, vado a braccio ma credo nel ‘56 e nel ‘67, ma sono stati beccati con le dita nella marmellata mentre accumulavano armi e uomini al confine, così hanno fatto la fine del ‘48; nel ‘73 sono stati un po’ più furbi, non si sono fatti beccare prima, quindi sono riusciti a sferrare un attacco –grazie al cazzo, hanno attaccato un giorno festivo…- ma hanno finito per prendere un sacco di legnate come da programma. 
E tutte le volte, gli arabo-palestinesi, che inneggiavano all’arrivo dei fratelli musulmani, hanno fatto la bella alla prima fucilata.
Hanno telato alla velocità della luce senza pensare per un momento di difendere il patrio suolo; così, finite le varie guerre, gli Israeliani si sono allargati un momentino: un po’ per crearsi una zona di sicurezza, un po’ per il gusto di allargarsi, come ha fatto l’Italia con il germanico Sud Tirolo nel 1918 o la Jugoslavia con l’italiana Istria; e mai che uno di noi abbia detto “beh”.
E non hanno lasciato rientrare i profughi: per la precisione hanno chiusi fuori i Pecorai di Allah ma non hanno mai chiuso la porta a chi voleva lavorare, un po’ come abbiamo fatto noi con i nuovi padroni dell’Istria che, se volevano mettere insieme il pranzo con la cena, cantavano “Ma che bello lavorare da Trieste in giù…” e venivano a lavorare in Italia.
Fine delle analogie con l’Istria, non fosse altro perchè, a differenza dei Titini, gli Israeliani non infoibavano nessuno.

Voglio precisare che il territorio originale dello Stato di Israele era costituito da terre acquistate dagli ebrei, a partire da metà ‘800, con impennate all’inizio del ‘900, quando nell’Europa dell’Est tirava una brutta aria, ed un vero e proprio boom negli anni trenta, quando in tutta Europa l’aria era pure peggio.

Ribadisco il concetto: acquistate; poi, col pretesto della religione e con la voglia di mettere le mani su territori che, grazie all’operato degli “invasori”, valevano cento volte quanto incassato a suo tempo dai Pecorai di Allah, gli ex proprietari hanno invocato l’aiuto dei “Fratelli Arabi” per riprendersi le terre “occupate” dai perfidi Sionisti, tentando malamente il colpo riuscito con successo ad un mio amico che, molti anni fa, ha venduto cinque o sei volte la stessa autoradio…

Ok, lo confesso: sono di parte, non divento matto per i Palestinesi.
Il Novecento è costellato di avvenimenti che hanno costretto interi popoli a lasciare la propria terra ma solo i Palestinesi hanno devastato i posti in cui si sono trasferiti, vedi il Libano: prima di loro era la meta preferita dei bancarottieri di mezzo mondo, sicuro come la Svizzera ma con un clima che i cioccolatai se lo sognano.
Arrivati i Pecorai di Allah si è trasformato nel Girone delle Merda.

E la Striscia di Gaza?

Io, al posto degli Israeliani, la Striscia di Gaza la staccherei dal continente e la capovolgerei in mare, così i palazzi servirebbero da zona di ripopolamento per i pesci, contro la pesca a strascico; a differenza dei Palestinesi, saraghi e orate non si riproducono alla velocità dei batteri, anche perchè i pesci devono procurarsi il cibo, gli abitanti di Gaza no; e dato che i divertimenti sono quello che sono, passano la giornata trombando: le donne palestinesi hanno il più alto numero di figli pro capite.
Ok, anche tra loro c’è tanta brava gente, come ovunque nel mondo; il problema è che i vecchi vanno a lavorare in Israele mentre i giovani si sono abituati a vivere grazie agli aiuti internazionali: lo sapete che i Palestinesi ricevono pro capite la cifra più alta al mondo di aiuti “umanitari”?
E lo sapete che in Israele stanno importando braccia dall’Oriente perchè non si trova più un giovane palestinese che abbia voglia di strappare una paglia?

C’è da dire anche che quei pochi che vorrebbero lavorare sono segregati nella Striscia da Hamas, che da una parte accusa Israele di chiudere le frontiere e dall’altra non vuole che nessuno esca, allo scopo di incattivire la popolazione, inculcando in essa un odio assoluto nei confronti degli Ebrei.
Proprio pochi giorni fa leggevo un servizio su Gaza che mi ha confermato quanto raccontato da un paio di amici medici volontari che ci sono stati: Gaza è un inferno.
Ma non per “l’oppressione sionista”, no: la gente è terrorizzata da Hamas; per un palestinese che urla contro Israele ce ne sono dieci che vorrebbero disfarsi di Hamas ma non possono neppure pensarlo.
’Sti pezzi di merda di filo-iraniani, quelli che girano col kalashnikov in braccio e per cui ogni occasione è buona per sparare in aria –tra l’altro, detto da un medico, non si contano i feriti, anche gravi, colpiti dalle pallottole in caduta verticale…- quegli stessi che, se avessero sparato metà di quei colpi agli Israeliani, adesso non ci sarebbe un ebreo vivo nel raggio di chilometri, questi coglioni, appunto, hanno irretito la popolazione con regalie ed aiuti made in Iran poi, presi un po’ di voti, si sono impadroniti militarmente della Striscia ed oggi non si contano le carceri segrete dotate di camere di tortura.

Il sistema carcerario di Gaza ha una caratteristica tragicomica: per non far vedere che la gente è detenuta, alla sera mandano a casa i prigionieri –tanto, dove scappano?- con l’ordine di ripresentarsi la mattina dopo per farsi fare tondi tondi di mazzate: praticamente un day-mazzuoling, il passo che precede il day-hospital.
Chi sono i prigionieri?
Efferati criminali tipo ragazze sorprese a parlare con un ragazzo o studenti che ascoltavano musica occidentale.
Se penso che una parte delle tasse che pago finisce in tasca a quella gente, vorrei destinare il mio cinque per mille all’acquisto di Viagra e l’affitto di escort per il nostro Premier, così la mia coscienza si sentirebbe meglio.

No, dico, questi sanno benissimo che gli Israeliani sono in grado di individuare il luogo di partenza dei razzi, così li lanciano dai cortili delle scuole, per fare un esempio, e poi telano, così la cannonata di risposta arriva lì: qualche bambino morto da mostrare alle telecamere fa sempre comodo alla causa.
A proposito delle televisioni: prima dei Mondiali di Calcio del 2006, la cinese LG, giusto per fare un bel gesto, ha domandato alle alte sfere palestinesi di quali aiuti avessero più bisogno in quel momento.

Si sono fatti mandare due tir di televisori al plasma…

Quello che mi disturba è l’ipocrisia –ma nel caso di Enrico parlerei di eccesso di buonismo- di non capire che la “Freedom Flotilla” è stata una provocazione bella e buona: è bastato infilare alcune faine in un pollaio di “attivisti” e lasciare che le cose facessero il loro corso.
Nessuno si domanda perchè i morti sono tutti turchi?
Sarà mica perchè si trattava di integralisti islamici con l’incarico, per altro eseguito, di riempire di legnate il primo Israeliano che fosse salito sulla nave?
Nient’altro che kamikaze senza esplosivo ma con un effetto mediatico dirompente, mentre i volontari della Flotilla, quelli pacifici, sono stati un’ipocrita cassa di risonanza.

È per questi motivi che, quando sento parlare di pirateria, mi girano le balle.
Gli Israeliani vogliono, giustamente, verificare cosa c’è negli aiuti umanitari: tu porti la roba dove dico io, la controllo, poi riparte per la destinazione; se non hai niente da nascondere, dov’è il problema? Scavalcare i sacrosanti controlli è, nella migliore delle ipotesi, pura provocazione.
Come quando dico di voler essere intercettato da chicchessia: non ho niente da nascondere, a differenza dei nostri politici.

Finchè le cose staranno così, continuerò a considerare quella gente sempre dalla parte del torto e non darò mai una lira per i tartassati Palestinesi, così come non do niente a tossici incompresi e zingari discriminati.
Io sto con i cattivi.

Dottordivago

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benvenuto Maresciallo Carotenuto

In questo blog il benvenuto ufficiale, con cesto d’ordinanza, scatta al secondo commento: è una regola ferrea.
Ma per “La Gente di Baleta” faccio un’eccezione…

Caro Maresciallo,
per te sono addirittura andato a cercare un’immagine dell’immarcescibile Maresciallo Carotenuto, interpretato dall’immenso Vittorio De Sica, uomo di inarrivabile classe e charme; a pensarci bene, proprio per queste sue caratteristiche, non c’entra un cazzo con te, però apprezza comunque il pensiero…
E già che ci siamo con le cariche: tu hai scritto

Carissimo Carlen,” LUI” ha fatto STORIA e non vè GRAZIE che ripaghi quanto, purtroppo, è stato.
A te un dovuto GRAZIE da un piccolo frammento di un mondo irripetibile.
VIVA ” BALETA ” il maresciallo

Ecco, se tu l’avessi scritto in un post su Baleta, la gente avrebbe capito; scrivendolo in un commento ad un post su Berlusconi, quel “LUI ha fatto la storia” non suona proprio benissimo, ciulandàri…

Ho incontrato il Maresciallo, Frucio per gli amici (con la U, non è un refuso…) esattamente quarantanni fa, all’oratorio; io avevo 10 anni, lui qualcuno di più e si spacciava, con noi banotti, per il figlio di Valcareggi, l’allora CT della nazionale italiana di Mexico ‘70, quella di Italia-Germania 4-3.
Spalleggiato da un giovane Sbarbi che diceva, a tutti noi che correvamo dietro al pallone nel cortile del prete, di impegnarci al massimo, perchè il figlio di Valcareggi ci stava valutando, ci facevano sputare l’anima e si pelavano dal ridere, i due stronzi, mentre il Maresciallo ci incitava con quella disarmonica onda quadra che si ritrova al posto della voce.

Poi è sparito dall’oratorio per raggiunti limiti di età.
L’ho rivisto qualche anno dopo, da Baleta, appunto: lui non si ricordava neanche di me, mentre io tutte le volte pensavo: «Cosa ci fa sempre in Alessandria il  figlio di Valcareggi?…»
A quei tempi c’era ancora Baleta senior ed io, con una punta d’orgoglio, posso dire di essere stato cacciato dal locale, perchè troppo giovane, dal Grande Vecchio in persona; e non una: almeno tre o quattro volte…
Poi, nel corso di un “foglio di via”, devo aver detto qualcosa che gli è piaciuto, così mi ha detto: «Adès va fora, ‘n’atra vota uarduma se t’at cumporti ben…» e dalla volta successiva non mi ha più spedito.
Poco tempo dopo, in un momento di calma, senza più il timore di essere incamminato, mi sono avvicinato ad Angelo e gli ho domandato cosa ci facesse sempre lì il figlio di Valcareggi…
«Ma che Valcareggi, is l’è cul gnuränt d’ Ramèla…»  
«Ah cominciamo bene…» ricordo di aver pensato.
Poi, quando mi sono fatto una posizione nel microcosmo baletiano, sono stati anni fantastici.

Il Maresciallo,oltre a svariati soprannomi, ha decine di qualifiche e specializzazioni, quasi tutte millantate come la paternità calcistica.
Si tratta di un uomo che, lasciato in una landa desolata, teoricamente -più che altro a suo dire- può sopravvivere per anni di ciò che la terra offre, da qui l’appellativo di

pescacciator-lumacar-funghista-trifulau-sentierista

Ovvio che lo specializzarsi in tutti quei campi gli abbia lasciato poco tempo da dedicare al lavoro e, secondo alcuni volgari detrattori, alla figa…

Non datemi retta.
Basta la parola Baleta per ritrasformare ognuno di noi nella peggio-merda dalla linguaccia tagliente… Credo che il “tiramento di balle” fosse scritto sulla licenza del locale come obbligo imprescindibile e si trattava della norma più osservata, più di quelle igieniche o anti-incendio.
Non amo dirlo ma… quando ci vuole, ci vuole: bei tempi!…

Caro Maresciallo, benvenuto.

Dottordivago

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Ansa
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Devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire,

devi morire, devi morire, devi morire, devi morire

nella merda.

Io

Non per altro: solo perchè

ti ho votato un sacco di volte,

maledetto coglionecoglione

coglionecoglionecoglione

coglionecoglionecoglione

coglionecoglionecoglione

coglionecoglionecoglione

che sono.

E mò potete pure sputarmi in faccia.

Dottordivago

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