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Archive for aprile 2008

Un telegiornale mostrava un servizio sugli attacchi israeliani  come ritorsione ai lanci di razzi kassam e la cosa mi ha ricordato una situazione simile, anche se molto meno cruenta, della mia infanzia.
No, non sono cresciuto a Gaza.
Passavo ogni minuto di vacanza in campagna, a casa dei miei nonni, ed eravamo un bel gruppetto di disgraziati, io e i miei amici.
Non ci facevamo mancare niente: abbuffate di fragole, ciliege, pesche -eravamo gli antesignani di Slow Food, solo frutta di stagione e del territorio, mica come adesso che se una pera non arriva dal Sud America non la vuole nessuno- purchè, rigorosamente, mangiate sulla pianta e ad insaputa del proprietario.
Animati da spirito western cacciavamo con l’arco le galline che gli ingenui campagnoli lasciavano libere, per poi renderle immangiabili con improvvisati barbecue clandestini.
Costruivamo capanne faraoniche, disboscando interi versanti di colline, e le proteggevamo con improbabili trappole viste nei film di avventura in bianco e nero -non ho duecento anni, è che la Rai passava quello-.
Di queste normali nefandezze infantili cancellavamo ogni traccia, e nessuno, a casa mia, ne sarebbe mai venuto a conoscenza.
Se non fosse esistito Giorgio.
Questo essere immondo aveva quattro o cinque anni meno di noi, diciamo sette/otto contro undici/dodici, e ci stava sempre appiccicato. Era assolutamente insopportabile.
Lo scacciavamo regolarmente ma lui non ne voleva sapere di giocare con quelli della sua età, quindi finiva sempre per prendere una buona dose di schiaffoni prima di andarsene piangendo e minacciando di dirlo a casa, cosa che puntualmente faceva.
Ma prima ci seguiva di nascosto, per rincarare la dose, l’infame.
Poi spifferava tutto.

Per i miei amici la cosa non rappresentava un problema perche non avevano rapporti stretti con la famiglia del bastardello; per me era un incubo, visto che mia zia -la mia mamma di campagna- viveva praticamente in simbiosi con sua madre, una santa donna che aveva il sospetto di aver generato uno stronzo e che non girava le spiate all’amica (sempre mia zia).
Ma questo non rappresentava un problema per Giorgio, che andava direttamente a spifferarlo alla mia vice mamma -con un’aria santa che manco il gatto di Shrek…- appena se la trovava per casa, quindi tutti i giorni.
E per me erano cazziatoni terrificanti.
Ed io mi ci mettevo d’impegno, per non farlo nero.
Ma era tutto inutile: la cosa che gli veniva meglio era di sedersi vicino a noi -in quegli interminabili pomeriggi estivi in cui si passavano le ore più calde a decidere che danni fare- e ci ascoltava per cinque minuti, dopo di che cominciava a ripetere ad alta voce ogni nostra parola.
La cosa, riconoscerete, è un fastidio assoluto, quindi, se non era Marco era Piero, o Beppe o Maurizio, fosse chi fosse, qualcuno lo batteva come un tappeto. Io, che già sapevo che l’avrei pagata per tutti, mi facevo violenza e, invece di strangolarlo come avrei voluto, lo difendevo.
Beh, volete sapere cosa faceva il mostriciattolo?
Mentre io dicevo ai miei amici di lasciarlo stare, che poi sarebbero stati cazzi miei, lui riusciva, pur piangente e mazziato, a ripetere le mie parole!
Sembra incredibile, eh?
Permettetemi una breve sceneggiatura.

Marco_ Vai via! (schiaffone)
Giorgio_ Ahia, bastardi… (comincia a piangere)
Piero_ Bastardi a chi? (calcio)
Giorgio_ A te, faccia di merda… e a te… e a te.. (piangendo a dirotto)
Maurizio_ Vai fuori dai coglioni! (botte da orbi)
Giorgio_ Ahhh… ahia… stronzooo… ahhh…figliodiputtanaaa…!!!
Io_ Dai, lasciatelo stare, che poi sono cazzi miei…
(Come per magia smette di piangere, e con un ghigno sporco di lacrime e moccio del naso dice)
Giorgio_ Dai, lasciatelo stare, che poi sono cazzi miei…
Io_ Smettila, che ti ammazzo…
Giorgio_ Smettila, che ti ammazzo…

Come finiva? Che andavo veramente vicino ad ammazzarlo.
Salvo poi scontare qualche giorno di punizione a casa.

Per fortuna l’ho perso di vista, anche perchè non vado quasi più al paese. Per correttezza devo riconoscere che l’ho incrociato un paio di volte in trent’anni e l’ho trovato decisamente migliorato, affabile e assolutamente non odioso come da bambino.
Ma devo anche dire che mi sono giunte sue notizie qualche anno fa: lo hanno gonfiato come una zampogna, roba da ospedale.
L’informatore mi diceva che Giorgio, come tutti gli uomini di merda, picchiava le fidanzate di turno; una volta l’ha fatto con quella sbagliata, una piena di fratelli con un unico sopracciglio lungo una spanna e la fronte alta un dito, che parlavano un italiano semi incomprensibile.
La cosa non ha costituito un problema, visto che non l’hanno messa sulla cultura.
Per un attimo mi è balenata l’idea di andare a trovarlo all’ospedale e ripetergli ogni parola dei medici…
Poi ci ho rinunciato: la giustizia aveva già fatto il suo corso.

Tornando ai Palestinesi, qual è il legame con Giorgio?
E’ che, come lui, rompono le palle a quelli più grandi.
I loro capi non hanno ancora capito che l’unica via è la pace?
Beh, oddio, i loro veri capi, quelli che stanno a Damasco piuttosto che a Teheran, l’hanno capito benissimo, infatti li incitano a comportarsi come Giorgio, ma i capetti, quei quattro pirla che sparano i razzi dai cortili delle scuole,  quanti morti devono piangere ancora, prima di farsi un’idea?
Paradossalmente, trovo più sensati gli attentati kamikaze: quanto meno, se secondo loro l’unica possibilità è il terrorismo, fanno danno.
Quei razzi del cazzo sono solo punture di zanzara, ma scatenano ritorsioni feroci che massacrano donne e bambini.
Poi, per mostrare a tutti quanto sono determinati, passano delle mezze giornate a sparare in aria, durante i funerali.
Anche lì: non hanno ancora capito che se sparassero metà di quei colpi agli Israeliani, non ci sarebbe più un ebreo vivo in tutto il Medio Oriente?
Cosa che io non auspico, però bisognerebbe farglielo notare.

Non lo so: sembra che stiano al mondo per rompere i coglioni.
Come Giorgio.

Dottordivago.

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Bin, lo so che tu sai che io scherzo sempre, ma guarda che stavolta è una cosa seria.
Capisco anche i tuoi problemi a metterti in contatto e quindi non mi preoccupo più di tanto per il tuo silenzio: lo prendo come un "chi tace acconsente".
Però non facciamo scherzi, eh?
Quella delle Torri è stata una minchiata, volevo dirtelo, ma questa è l’occasione per darti una ripulita all’immagine che, qui da noi, non è proprio il massimo.
Se ci fai questo favore, te l’ho detto, qui per te si mette bene: mi sa che ci scappa pure una Velina o articoli del genere, comunque roba che, dove sei tu, non si trova nei fossi…

Sto sentendo i risultati delle elezioni e te lo dico proprio seriamente: non fare lo stupido.

Per l’organizzazione non è cambiato niente: rileggiti l’ultimo post e, se non ti è chiaro qualcosa, chiamami.

alitalia

Dottordivago.

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Osama Bin Ladennon è che le avanzano tre o quattro stupidi che abbiano voglia di far danni con qualche aereo?
No, non per altro, è che ci servirebbero proprio.
Se poi avesse l’accortezza di servirsi di aerei dell’Alitalia sarebbe una sinergia non da poco, visto che a breve non serviranno più; come diceva il Kurgan nemico di Lambert/Highlander "meglio ardere in un’unica vampa che spegnersi lentamente un giorno dopo l’altro", quindi non aspettiamo che questi poveri aerei marciscano a terra e facciamoli finire in gloria schiantandoli su alcuni siti che ora le indicherò.
Lo so, con lei non ci siamo comportati bene: siamo venuti con gli americani a cercarla in Afghanistan ma noi, in queste situazioni, facciamo poco danno, più che giocare segnamo i punti, quindi non se la prenda per così poco.
Tenga anche conto che, se va in porto l’affare che le propongo, anche lei avrebbe la sua bella convenienza: gli aerei, il carburante e i bersagli ce li mettiamo noi, la pelle ce la metterebbe qualche suo galoppino e il merito sarebbe tutto suo. Mi creda, per l’idea non voglio niente; poi, magari, mi presenterà alla sua famiglia di palazzinari, visto che io ho sempre un’azienda di serramenti da mandare avanti…
Ma non anticipiamo le cose, torniamo al lavoretto.
Ora, per organizzare la cosa, pensa che le possano bastare un paio di settimane? Dopotutto, col know how aquisito per l’11 settembre, molti aspetti logistici dovrebbero essere pressochè automatici, anzi, il rischio è di muoversi troppo in fretta.
Vede, a noi verrebbe proprio comodo per fine mese, o anche più tardi.
Allora, il tredici di questo mese si vota, il che non sarebbe un problema per me che non ci penso neanche a presentarmi al seggio; poi ci saranno gli scrutinii e le prime consultazioni;
eh, mi sa che, gira e rigira, prima di fine mese non conviene muoversi.
Io farei passare anche il Primo Maggio, per sicurezza, che così è anche più facile trovare bel tempo; domenica 6 fa luna piena ed io sono impegnato perchè devo imbottigliare del Dolcetto d’Acqui… Come? Ah, già, la sua religione non lo permette…
No, no, non mi serve il suo aiuto per quello.
Stavo solo pensando che, anche se il grosso del lavoro sarebbe di sua competenza, vorrei tenermi libero per l’occasione perchè -ed arriviamo al punto- potrebbe essere necessaria la mia presenza.
Allora, gli aerei si dovrebbero schiantare su tre bersagli belli grandi, quindi mandi pure i più stupidi dei suoi ragazzi.
Si tratta di tre palazzi famosi: Montecitorio, Palazzo Madama e il Quirinale.
L’ordine e la data -purchè feriale- li decida pure lei ma me lo comunichi, per sicurezza, e mettiamoci daccordo per l’orario: vorrei trovarmi nei paraggi per finire a calci eventuali sopravvissuti.

Signor Osama… Posso chiamarla Bin?
Caro Bin, non si preoccupi per eventuali conseguenze penali: qui, da anni, non va in galera più nessuno e poi lei diventerebbe una specie di Garibaldi del Nuovo Risorgimento.
Potrebbe lasciare quel posto lì dove vive adesso -sì, bello leggere "Il cacciatore di aquiloni", ma per me resta un posto del cazzo- e trasferirsi qui da noi; se teme la nostalgia, si porti pure qualche amico e non si preoccupi, che qui per i clandestini è una specie di Gardaland.
E poi, per gente col suo talento, il lavoro non manca; pensi quanti palazzi sedi di consigli regionali, amministrazioni provinciali, comunità montane: un aeroplanino oggi, un’autobomba domani, lei ci fa un po’ di pulizia e noi non le facciamo mancare niente.
Uh, dimenticavo: sempre a Roma, già che è di strada, ci sarebbe anche il Vaticano; guarda te che scemo, mi scordavo proprio quello che rompe le palle da più tempo.

Signor Bin… Bin, posso darti del tu? Guarda, sento già di volerti bene come ad un fratello.
Ti aspettiamo.

Dottordivago

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Due parole sull’essere immondo che in un commento si firma "cigno", con la minuscola.
A questo proposito -e non dovrei essere io a farlo, visto che, dei due, il Liceo Classico l’hai fatto tu- ti ricordo che nomi, cognomi e soprannomi si scrivono con la maiuscola per regola; nel tuo caso, se la minuscola è sicuramente più consona al tuo pisello, è incontrovertibile che, quanto meno per un fatto di panza, una bella maiuscola te la strameriti.

L’essere immondo, dopo una vita passata a dar fastidio a tutto il genere umano, ora ha scoperto l’ "e quindi?" che compare nel commento: è una di quelle cose che ridefiniscono il concetto stesso di "fastidio". Tu sei lì che parli e lui ti si para davanti col sorriso sul faccione dicendo "e quindi?".
Io lo odio.
Da sbarbati abbiamo diviso un tot di case -oddio, le case erano sue, ma io ci stavo spesso per un motivo o per l’altro, e questo vuol proprio dire cercarsele…- ed in quegli anni ho avuto modo di conoscere l’essenza stessa della fastidiosità: avete presente il gesso che fischia sulla lavagna? Bene, ora provate a convivere con un gesso di ottanta chili (era un fuscello, allora…) che scrive su una lavagna di duemila metri quadrati e rapportate il fastidio: praticamente un coccio di bottiglia nelle mutande.
Una per tutte: una delle sue teorie più insane recitava che "dato un amico in piedi davanti al water che si sta facendo una bella pisciata, se tu gli ficchi un dito nel culo quello smette di pisciare".
Non smette solo di pisciare: gli si ferma il cuore, stronzo.

Ma il destino è un galantuomo e il contrapasso si materializza a distanza di molti anni nei panni di una tipa che non sarebbe niente male, se stesse zitta, ma che si qualifica come l’essere più odioso della galassia se solo apre bocca.
Forse non mi sono spiegato bene: non sto parlando di una persona antipatica, sto parlando della Bestia, dell’Anticristo.
E quindi?
Si conoscono, e Fastidio cosa fa? La scaccia? La ignora?
No, la tromba.
E da lì comincia una serie di cazzi suoi che non vi fate un’idea.

Morale? Non si può passare la vita a rompere le palle al prossimo e farla franca: prima o poi gli accidenti attaccano.
E quindi?…
Quindi niente, anche perchè, giusto per dar fastidio, il Cigno ha confutato una mia teoria che dice:"Se un rompicoglioni trova una stronza che gli fa un culo così, smette di rompere i coglioni".
Assolutamente falso: incrollabilmente è come se avesse una missione da compiere.
E poi è stupido, ma così stupido, che se un brutto giorno mi trovassi nella merda, ma così nella merda per cui tutti quanti saranno scappati, sono certo che lui sarà ancora lì.
E quindi…

Dottordivago

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Quando ho scritto il post precedente ero un po’ di corsa e ho dimenticato un paio di cose.

Dal tono sembra che io sia una specie di Mr. Endicott tutto casa e famiglia visto di fronte, nonchè un merdoso bigotto, conservatore e benpensante visto di profilo.
Niente di più sbagliato.
Sono un grandissimo stronzo che, dopo mezza vita di irrequietezza e comportamenti non proprio adamantini, ha trovato un periodo, che mi auguro lunghissimo -mai dire mai-, di grande pace con una persona meravigliosa.
Non vorrei dare l’impressione di essere un ghettizzatore di malmarià, una di quelle persone che, parlando con un tono normale, quando devono dire "è un/a  divorziato/a", abbassano la voce come quando dicono "un brutto male".
Purtroppo la maggior parte dei miei amici è composta da separati e dico purtroppo per loro e per me, visto che questo fatto mi ha anche privato della compagnia di splendide coppie di coglioni che non sono riusciti a tenersi ciò che avevano; per fortuna mi ha anche liberato da improbabili coppie il cui unico torto è di essersi formate, non separate.
Inoltre conosco un sacco di separati che, come logico, sono persone rilassate e più o meno soddisfatte della propria vita, esattamente come tutti: niente a che vedere con i protagonisti del post precedente, che stanno ai neo single come il super suv sta all’auto di tutti i giorni o come Valeria Marini sta alle donne vere.
Una caricatura, nientaltro che l’aspetto peggiore della categoria.
Bon, finito.

Dottordivago

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Tipica accezione in dialetto alessandrino che letteralmente significa “mal maritati”: una volta si usava per le coppie che non vivevano un’unione felice, sia che si trattasse di matrimonio combinato o comunque in crisi.
Oggi le coppie in crisi non esistono più, per lo meno restano in crisi trenta secondi poi ci si separa e non se ne parli più, quindi il termine “malmarià” si usa per indicare separati o divorziati.

No, tranquilli, non intendo scrivere un post elettorale sui valori della famiglia; non mi ci metto proprio a far concorrenza a Casini, inarrivabile esempio di paladino della famiglia: come diceva non ricordo più chi, Casini ci tiene così tanto alla famiglia che se ne è già fatte un paio.

Facevo solo una riflessione: quante volte vi è successo di pensare ad alta voce? Beh, a me capita di pensare per iscritto.

L’altra sera mi ritrovo a prendere l’aperitivo con un paio di quasi-amici (sono quelli con cui stai anche bene, ma se non li vedi per due anni non ti vengono in mente una sola volta), a cui pian piano se ne aggiungono altri e tutti quanti parlano solo di locali, discoteche, after hours, pub, disco bar, chioschi di orzata o caldarroste: praticamente ogni posto dove si va per passare un po’ di tempo mangiando e bevendo qualcosa.
“Mortacci vostri -dico io- ma dove la trovate la voglia di uscire tutte le sere? Io sarò diventato un uomo di merda, ma quando arrivo a casa sono -come si dice da noi- nel rosso dell’uovo, cioè sto benissimo. Se solo voglio andare, che so, al cinema, devo cenare fuori perchè, se faccio tanto di mettere i piedi in casa, non esco più neanche in caso di incendio”.
Risposta di uno per tutti:”E che cazzo ci facciamo a casa? Guardiamo Sky?” e giù risate e pacche sulle spalle.
Li guardo meglio: tutti, se non in formissima, sono comunque decenti: abbastanza curati nella persona, abbigliamento confort-trendy, velo di abbronzatura, tecno-accessori top di gamma.
Se a tutto questo si aggiunge il tono della voce -leggermente più alto del necessario- e l’occhio che, dopo ogni affermazione, saetta qua e là in cerca di consensi, il ritratto che si ottiene è quello dei più classici malmarià.
E infatti sono tutti separati.
“Ma come, anche tu? E tu, pure? Oh cazzo! Aspetta… no, tu lo sapevo e tu anche… Ma tu…minchia, non ci posso credere…”.
Probabilmente, anche se non lo vedo, esce uno spicchio di luna: ed ha inizio la mutazione.
Mi sento come in quei film dove il protagonista è l’unico che non si sta trasformando in lupo mannaro: qualcuno ulula, qualcuno ringhia, altri si contorcono perchè sono ancora in piena trasformazione; qui qualcuno sghignazza, qualcuno meno, uno cambia proprio espressione.
Comunque fanno gruppo e mi mettono in mezzo, gli uomini lupo; per cinque minuti è il loro turno: libertà, casa nuova (chi può; chi non può riscopre la cucina di mammà), macchina nuova, fusi orari sballati.
E donne. Vere, presunte o free-lance.
Mi attaccano da tutte le direzioni: “Dai, vieni con noi.. Non sai cosa ti perdi… “. Qualcuno si inventa un garbato “cazzo fai a casa, coglione…”.
Ribatto qualcosa, ma le mie munizioni non hanno alcun effetto: ci vorrebbero pallottole d’argento.
Zanne, artigli. Sto per soccombere.
Poi, hanno un attimo di sbandamento: sono entrate due o tre tipe, vampire che vogliono piantare i denti nel collo… di una bottiglia di Traminer.
Ne approfitto, in un attimo mi dileguo.
Guidando verso casa percorro un viale largo e dritto; in fondo c’è il palazzo dove abito, all’ottavo piano.
Da lontano vedo la luce accesa.
Bimbi è a casa.
La mia pallottola d’argento.

Dottordivago

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…ma quando parla male di certi "artisti" fa un’opera meritoria.
Due perplessità: la prima è che non capisco perchè ‘sta cazzo di macchina s’è messa a scrivere in corsivo -e non riesco a rimetterla a posto…-, la seconda è che sia tutto vero quello che mi è arrivato per e mail.
Se lo fosse, sarebbe da rintracciare il tipo e rompergli il culo con le mani.
Io, comunque, vi giro pari pari quello che mi è arrivato.
Poi vedete voi…
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Nell’anno 2007, Guillermo Vargas Habacuc, un finto artista, prese un cane di strada, lo legò con una corda corta ad un muro all’interno di una galleria d’arte e lo lasciò morire lentamente di fame e di sete:

Durante i parecchi giorni dell’ ‘esposizione’, l’autore di questa orribile crudeltà e i visitatori della galleria d’arte sono stati gli spettatori impassibili dell’agonia del povero animale, fino -finalmente- alla sua morte, sopravvenuta sicuramente dopo che la povera bestiola ha passato un doloroso, assurdo ed incomprensibile calvario.

Ecco le immagini:

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Ti sembra forte??? Artistico???

Questo non è tutto: la prestigiosa Biennale Centroamericana di Arte decise, incomprensibilmente, che la bestialità che aveva appena commesso questo sconsiderato individuo era arte, ed in questo modo, tanto folle quanto incomprensibile, Guillermo Vargas Habacuc è stato invitato a ripetere la sua crudele azione alla Biennale del 2008.

OSTACOLIAMOLO !!!  
Firmate qui: http://www.petitiononline.com/13031953/petition.html, non bisogna pagare, né registrarsi… niente di rioschioso, e ne vale la pena! È molto facile, ci vogliono 10 secondi.

Firmate la petizione … e che questo ‘uomo’ non riceva  congratulazioni o applausi per questi soprusi, né sia chiamato ‘artista’ per un tanto crudele atto, per tanta insensibilità e piacere nell’osservare il dolore altrui.   
Se non perdiamo il tempo rinviando o credendo che queste siano solo sciocchezze a cui nessuno crede, possiamo cercare di evitare che un altro animale innocente soffra la crudeltà di questo, (come di altri) sadico e ripugnante ‘essere umano’:   
RINVIA QUESTO MESSAGGIO A TUTTI I TUOI CONTATTI, PER FAVORE.
PS: se metti il nome del ‘artista’ in Google vedrai le foto da questo povero animale, e ti usciranno sicuramente anche pagine web dove potrai contrastarlo. 


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