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Archive for maggio 2012

RisPost 11

Dicesi “RisPost” una cosa che è partita come risposta ad un commento ma che, per deformazione dello scrivente, diventa lunga come un post, da cui l’elegante calembour.

Eh lo so, mi ero ripromesso di uscire dal filone politico, almeno nei rari -da un po’ di tempo- momenti che riesco a ritagliarmi tra misure, preventivi e vari  succhiamenti di fava.
Però, come ben sapete, non resto insensibile nè “alle grida di dolore” dei miei lettori nè ai loro vaffanculi o semplici distinguo.
Dice Marco:

Oè dott. da che ti leggo credo sia la prima volta che registro un sereno e compatto anchecheno alle tue proposte.
Qui il problema mi pare sia chiaro: i corrotti non piacciono a nessuno, e magari qualche misura grillina (mandati limitati ecc) li ridurrebbe, ma: e la politica? cioè, una visione politica, un indirizzo di fondo riconoscibile, una strada indicata con chiarezza? Non pretendo il nitore quasi elementare (ma funzionale) della campagne elettorali americane, ma a me il mantra problema/soluzione è l’unica cosa che può farmi muovere il culo e andare alle urne, o perchè ce n’è uno che mi piace o per stoppare uno che penso sbagliato. Come la pensa un grillino sulla patrimoniale? Che rapporti pensa di mantenere con Israele se bombarderà l’Iran? Che dicono del mercato del lavoro? ecc.
Ok non è che li segua più di tanto, ma a me arrivano solo i vaffanculo, o stronzate di una tale bestialità, come la “dichiarazione preventiva” di utilizzo dei tributi (ma si è mai sentita una cazzata del genere?) da farmi apprezzare un monologo di Vendola, lisca compresa.

Considerato che per i commenti così-così Marcolino non spreca le maiuscole di inizio periodo, questo deve essere un parto sentito.
Ah, colgo l’occasione… Ho una certa età ed un discreto grado di bollitura, nonchè un preoccupante calo dell’attenzione. Se poi vi ci mettete pure voi con la scrittura creativa, quella senza maiuscole e punteggiatura, quella per cui il maestro Gavazza vi avrebbe minacciato con la mano di legno, per poi, purtroppo, appiopparvi uno schiaffone con la mano buona, quella con cui faceva tutto da cinquant’anni, ecco… con quel tipo di scrittura mi fate fare una fatica… 
Colpa mia, eh, sia chiaro, ma proprio non riesco ad abituarmi.
Comunque vi ringrazio per la buona abitudine di evitare l’esse-emme-essese, cosa che, per altro, porterebbe all’immediata cancellazione del commento o a un sano vaffanculo, dipende dall’umore.

Tornando a noi, caro Marcolino, te lo dico io come la pensa un grillino, inteso come candidato e non come elettore, sui temi che tu proponi:
al 90% la penserà al contrario del sottoscritto.
Ma io lo voto lo stesso.

Perchè?
Un pochino ormai mi conosci e avrai già capito che se mi propongo di votare per chi la pensa diversamente da me, per la spiegazione non bisogna scomodare alti ideali e massime immortali del tipo:

Non la penso come te ma sarei disposto a dare la vita perchè tu possa esprimere liberamente le tue idee.

Ecco, se non la pensi come me puoi pure crepare, o quanto meno andare a dar via il culo, altro che tante nobili balle…
Va be’, non proprio, comunque se cercate qualcuno che doni la vita per voi,
♫ è inutile bussare,
♫ qui non vi aprirà nessuno…

Io voterei il grillino per il semplice motivo che credo di aver capito le intenzioni di Grillo: tirare su un po’ di voti e un po’ di facce nuove della politica, abbastanza da spaventare i politici che già conosciamo, al punto da indurli a fare essi stessi le cose che minaccia di fare lui.
Vuoi mica che Grillo sia convinto di andare al governo, no?
E se anche ne fosse convinto, non ci riuscirà.
È sufficiente che i suoi avversari, più per paura che per amore, si mettano insieme anzichè presentarsi divisi come alle amministrative, e la maggioranza che sostiene Monti, se coesa, è sufficiente per governarci a vita, gli altri possono fare ciò che vogliono.
Ma se in Parlamento cominci ad avere una ventina di rompicoglioni che tutti i giorni propongono tagli degli sprechi e cancellazione dei benefici più assurdi, non puoi continuare ad ignorarli, prima o poi qualcuno che ha votato per Alfano, Bersani o Casini gliene chiederà conto sì o no?

Intanto, nella mia infinita onestà, comincio a realizzare che Grillo qualche cagata me l’ha già fatta fare.
Solo grazie al suo appoggio -e alla decisione di non votare mai più per i soliti banditi- per le ultime Europee ho votato De Magistris e Sonia Alfano.
Il primo, dopo tre giorni, se n’è andato a fare il sindaco di Napoli, la seconda l’ho sentita oggi, per la prima volta, in collegamento con il TG di Sky, mentre sbrodolava immani cazzate -davvero, sembrava Filippo Tommaso Marinetti e le sue parole in libertà- a proposito dell’attentato di Brindisi.

Mi consolo pensando che voto per degli imbecilli da più di trent’anni, quindi…
Continua.

Dottordivago

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Grave dimenticanza del tenutario di questo blog.

Ci sarebbe da dare una mano all’amico Enrico, pensionato che non sa come passare il tempo e che, dopo aver rotto i coglioni tutto il giorno a chiunque dia una picconata per strada, torna a casa e, complice la fine di “Passaparola”, si mette a scrivere di due o tre gite fuori porta che ha fatto negli anni.

Ora gli serve il vostro voto per qualcosa che ha a che fare con Lonely Planet, quella guida da Gi-Ottini saccopelisti che non ne azzecca una ma grazie a cui non ci si sente completamente abbandonati quando esci dal tuo cortile.
Non so lui cosa vuole fare per loro, forse gli mandano i volumi che sono usciti con qualche “orecchia” e lui la raddrizza o forse divide col cutter le pagine ancora unite… non lo so, non ho capito…
Ma sembra che lui ci tenga, quindi non facciamoci conoscere e muovete il culo, bastano un paio di clic:

https://tuelonelyplanet.it/photocontest/enricobo2/

Dottordivago

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Sciapò

Stamattina, a proposito del comizio di ieri sera della Santanchè in appoggio al Sindaco Fabbio, ho pubblicato ‘sta minchiata su Feisbuk:

sindaco

Sì, carina… ma niente di che…

Molto, molto meglio il commento del mio amico Bruno:

Si chiama “scandalo scommesse”.
Tu prendi la Santanché e la fai parlare.
Poi scommetti contro te stesso.

Sciapò.

Dottordivago

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Benvenuti vari

Quando avevo voglia di fare il gadàno con le lettrici mi firmavo

Dottordivago, blogger per signora,

mentre quando avevo un po’ di tempo da dedicare a ‘sto povero blog d’un Panda mi piaceva dare il benvenuto ufficiale ai nuovi commentatori, benvenuto che scattava al secondo commento -il primo potrebbe essere casuale- e che prevedeva il cesto d’ordinanza.

Da un po’ di tempo mi ritrovo tutte le sere a pensare: «Cazzo, avevo un paio d’ore e non so più dove le ho messe…», così tralascio quel minimo di galateo che mi ero imposto: è ora di rimediare.

benvenuto

 

 

 

Benvenuta

 

Ade

benvenuto

 

 

 

Benvenuto

 

Scurpenin

benvenuto 

Benvenuto

 

Un

 

Nome

 

Inventato

Di Ade non so nulla, di Scurpenin so che è di Zena come il pesto e il cundigiùn, di Unnomeinventato so che si è scelto un nick che fa cagare ma credo si tratti di un bravo Ragazzo di Calabria, quindi glielo perdoniamo.

Benvenuti.

Dottordivago

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Copio e incollo dal blog di Beppe Grillo la traduzione di un articolo di TIME, poi credo che per un po’ non vi scasserò più la minchia con la politica.
Cercate di capirmi: a parte il fatto che non ho tempo per scrivere, è sempre interessante sentire cosa gli altri pensano di te. time-grillo-2012-post

La dice lunga per la politica italiana che la figura politica più potente dopo l’ex Primo Ministro Silvio Berlusconi, travolto dagli scandali, sia un comico brizzolato ed esplosivo di nome Beppe Grillo, noto per aver organizzato i V-Day, giornate di protesta nazionale contro la corruzione del governo. Un desiderio di cambiamento attraversa l’elettorato europeo, gli Italiani vogliono avere una possibilità di scelta e, con l’eccezione di Beppe Grillo, l’Italia non ha un solo leader nazionale che non fosse già in politica nel 1994, l’anno in cui Berlusconi prese il potere.
Le elezioni municipali di maggio sono l’ultimo concreto test politico prima delle consultazioni nazionali del prossimo anno. Se i sondaggi sono corretti, i politici italiani prenderanno la stessa lezione dei tiranni della Primavera Araba: la repressione del cambiamento si traduce in un sollevamento popolare. La fiducia nella classe politica è a una sola cifra. Gli scandali e la corruzione si contendono lo spazio nei giornali con una frequenza che sconvolge anche il pur assuefatto elettorato italiano. È opinione condivisa che il governo di tecnici non eletti di Mario Monti – la sua stessa esistenza è la prova dell’incapacità della democrazia italiana di produrre un’alternativa migliore – sia stato incaricato di ripulire il disastro che i politici sono stati incapaci di risolvere.
La politica italiana è diventata burocrazia. I protagonisti storici cercano di respingere gli sfidanti non con piattaforme di idee, l’oratoria o la politica, ma con la macchina radicata dei loro partiti. Se aprite un paio di giornali degli ultimi 18 anni, troverete gli stessi nomi. Prendete Pier Ferdinando Casini. Ha iniziato la sua carriera politica nella Democrazia Cristiana, ha poi rotto e da allora ha guidato altri due raggruppamenti nati da scissioni e fusioni. Nel resto del mondo, i partiti rimangono gli stessi, ma cambiano i leader“, dice Matteo Renzi, il sindaco di Firenze e uomo politico che ha lottato per sfondare nel panorama nazionale. “Per noi, è il contrario.” Secondo la legge elettorale – introdotta nel 2005 – gli elettori non votano i singoli candidati, ma liste di partito stilate dai leader politici che, come prevedibile, selezionano in base alla lealtà. Berlusconi è stato cacciato in novembre e il suo alleato di lunga data Umberto Bossi, capo della xenofobica Lega Nord, si è dimesso in aprile tra le accuse di spesa di fondi del partito per conto della sua famiglia. Ma entrambi sono stati rimpiazzati da sottotenenti scelti con cura. Nel frattempo, i loro avversari a sinistra continuano a scandagliare le profondità delle loro gerarchie di partito per una serie di burocrati poco stimolanti.
Con i leader del Paese concentrati sul loro gioco di poltrone, i problemi della terza economia più grande d’Europa sono rimasti in larga parte trascurati. L’attuale generazione di politici ha governato come se fosse determinata a prosciugare il Paese prima di morire. Dal 1994 in Italia i partiti hanno ricevuto 3,3 miliardi di dollari di finanziamento pubblico delle campagne elettorali, ma solo 800 milioni sono stati contabilizzati come spesa elettorale; il resto è scomparso nelle casse dei partiti. Nel frattempo l’economia è in stallo. Nel mese di aprile, l’Istituto Nazionale di Statistica ha rilevato che l’11,6% della forza lavoro aveva rinunciato a cercare lavoro – da sommarsi al tasso ufficiale di disoccupazione del 9,8%.
Finora, la reazione del Parlamento è stata un altro “gioco delle sedie musicali“. Il 19 aprile, Casini ha presentato il Partito della Nazione, che spera comprenda membri del governo tecnico del Primo Ministro Monti. Per non essere da meno, il successore di Berlusconi, Angelino Alfano, ha dichiarato che lui e l’ex Primo Ministro faranno presto un annuncio “che cambierà il corso della politica italiana nei prossimi anni.” Anche i politici di sinistra parlano di rimpasto.
Per coloro che vogliono che i loro partiti sopravvivano, il messaggio non dovrebbe essere “abbottonarsi”, ma “aprirsi“. In caso contrario, non dovrebbero sorprendersi se gli elettori prenderanno in prestito una citazione di Beppe Grillo per dire loro cosa fare di se stessi.

Ok, l’articolo finisce qui.
Mi sono preso il mal di pancia di evidenziare in rosso qualche riga: siete sempre convintissimissimi che sia così sbagliato dare un voto a qualcuno, uno qualunque, che non ci prenda per il culo da almeno vent’anni, quando va bene?

Ora, Grillo è come la trippa: io la amo, mentre a qualcuno potrà pure fare schifo; ma se l’alternativa sul menu è il vomito di pipistrello, come può continuare a farvi così schifo la trippa?

Dottordivago

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xxx

Napolitano va scusato: ha duecento anni e capisce quello che capisce; sta lì per sistemare il nastro sulle corone di alloro, per firmare qualche legge di Berlusconi, per ignorare referendum disattesi, stravolti o affossati e proposte di Leggi Popolari sepolte in Senato.
E per opporre lo scarno petto al primo, vero nemico del sistema marcio che gli paga uno stipendio d’oro da… quanto? 50? 60 anni?
A parte lui, penso che nessun altro possa negare il boom del Movimento 5 Stelle alle ultime elezioni amministrative.

Napolitano ha scelto di ignorare il fatto solo per scoraggiare tentativi di emulazione, come per i sassi dai cavalcavia, altri vedono Grillo come il Demonio: altro che l’Antipolitica, qui sembra di parlare dell’Anticristo.
Ma lo è?

Primo: di com’è Grillo, non me ne frega un beneamato cazzo.
Non ho votato Grillo, nessuno ha votato Grillo: Grillo non si è candidato.
Grillo ha fatto una proposta: se qualcuno, senza pendenze o precedenti penali, che accetti di non vivere tutta la vita di rendite derivate dalla politica, vuole tentare di fare qualcosa per la sua città o per il suo Paese, sarà il benvenuto nelle Liste Civiche che potranno godere dell’appoggio del “Sistema Grillo”, che può schierare sul campo armi convenzionali del calibro del suo blog, tra i 10 più seguiti al mondo, e armi non convenzionali come la sua capacità comunicativa e l’innegabile simpatia.

Eppure a molti non è simpatico, anche se dire “apprezzo Grillo come comico ma molto meno come politico” è diventato un luogo comune come dire che “i negri hanno il ritmo nel sangue” o “i meridionali, quelli bravi, sono meglio di noi”…

Ho parlato di “arma non convenzionale” perchè nessuno -♫ nessuno, ti giuro, nessuno ♫-  può pensare di accettare un contraddittorio con Grillo e non uscirne massacrato, annichilito: se Grillo ti attacca, anche se per assurdo tu dicessi cose più giuste delle sue, non avresti speranze, saresti lo zimbello di chiunque sia lì ad assistere.
È talmente forte da essere illegale.
Come il finanziamento ai partiti.
Ecco: Grillo è il rimborso elettorale anticipato al Movimento 5 Stelle.
Non economicamente, sia chiaro, ricordiamoci che è di Genova, però è il carburante della macchina, come lo sono i nostri soldi per i partiti, con la differenza che nessun referendum ha mai tentato, per altro inutilmente, di abrogare Beppe Grillo.
Anche se… vi piacerebbe abrogarlo, eh?… 

A chi non piace Grillo?
Prima una risposta oggettiva, poi una mia personale.
Grillo, innegabilmente, non piace nelle “Terre delle Mafie”, dove la politica significa denaro facile, dove tradizionalmente si vota per i Cetto Laqualunque, per i candidati dell’unico potere costituito e riconosciuto in quelle regioni: l’illegalità.
Sono forse io un compromesso storico moderno? Un Grilleghista?
Sbaglio se affermo che quasi non c’è traccia di grillini nel meridione d’Italia?
E se una cosa non è apprezzata in un’area sempre ultima nelle classifiche virtuose e sempre prima in quelle viziose, è sbagliato pensare, per proprietà transitiva, che si tratti di una cosa positiva?

Ed è sbagliato pensare che chiunque abbia trovato il coraggio o l’incoscienza di dare un voto a chicchessia, di qualsiasi estrazione, abbia già preso un voto in precedenza, abbia messo le palle in un cassetto e l’abbia chiuso di scatto?
Vorrei ricordare una cosa a tutti quelli per cui “Grillo non è la risposta”:

However beautiful the strategy, you should occasionally look at the results

L’ha detto Winston Churchill e significa

Per quanto bella possa essere la strategia, ogni tanto bisognerebbe valutare il risultato”

Vi sembra che sessanta e passa anni di questo tipo di politica ci abbiano portato in una situazione apprezzabile? Bene, se vi piace dove siete arrivati, allora votate pure per chiunque abbia contribuito a portarvici.

Non so voi ma ‘sti delinquenti dimmerda sono più di trent’anni che li voto, ora basta. Ho già contribuito a mandare un paio di grillini in Consiglio Regionale del Piemonte, ricevendo gli ironici complimenti di chi mi ha dato la colpa del ritrovarci governati dalla Lega anzichè dal PD.
Perchè, cosa cambia?
La merda di cane puzza più o meno della merda di maiale?

Nei laboratori gli animali capiscono più o meno rapidamente quale pulsante premere per avere cibo e quale non premere per evitare una scossa.
Evidentemente per noi non sono sufficienti sessant’anni e decine di voti dati per capire che premendo quel pulsante, non si sa se da destra o da sinistra, ma sicuramente qualcosa ti saetta su per il culo?

È così difficile capire che votare Movimento 5 Stelle significa non votare per un comico che urla parolacce ma per gente comune che ha accettato condizioni economiche e di rigore personale che nessun altro partito propone?
Nessuno degli altri accetterebbe mai i due mandati secchi e poi a casa, nonchè la riduzione drastica di soldi e benefici. Nessuno.

Forse me compreso.
E domani vi spiego perchè mi fido poco anche di me stesso.
Continua.

Dottordivago

ilpandadevemorire2

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Sì, lo so…

…sto scrivendo poco.

homer1

Però, non vi ci mettete pure voi, eh?!…

Dottordivago

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