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Archive for gennaio 2008

L’avevate già notato o devo proprio dirvi tutto io?
Una volta, in Italia, erano tutti Dottori; soprattutto a Roma una botta di …a Dotto’ non si negava a nessuno, salvo qualche sporadico …Capo o il più antipatico …Dica
Oggi abbiamo fatto carriera: sono tutti Presidenti.
Non c’è più un politico che si presenti ad uno dei tanti talk show che non venga chiamato Presidente.
E’ sufficiente che uno sia stato una volta presidente di qualcosa che si è meritato il titolo a vita. Posso capire che rivolgendosi a Prodi, quand’era Presidente del Consiglio, si usasse l’appellativo e, se uno è inguaribilmente nostalgico -non in quel senso là!-  lo facciamo andare bene anche per Berlusconi, che lo è stato e che, se la sfiga ci assiste, lo sarà di nuovo.
E mi può andar bene che lo si usi per Bertinotti, Marini e Napolitano che, al momento, sono Presidenti di qualche cosa.
Ma Casini, Fini e altri mille che mi sfuggono, perchè continuano a chiamarli Presidente? Daccordo, lo sono stati, ma adesso?
A questo proposito apprezzo Cossiga che insiste per l’appellativo di Presidente Emerito, tanto per precisare; ma per tutti gli altri non vale.
Sennò dovremmo chiamare “Presidente” anche la Pivetti, quando chiappe all’aria balla con le stelle dalla Carlucci.
E’ un po’ come se io, che in gioventù ho ingiaccato un paio di personaggi dello spettacolo -sia chiaro, erano personagge dello spettacolo…- scrivessi sui biglietti da visita:
                      “Dottordivago, trombatore di dive”.
Come un defunto amico di mio padre, un ex idraulico, che si definiva “lattoniere per signora” perchè una volta aveva fatto il servizio ad una cliente…
Pensandoci bene potrei anche accettare questo abuso di titolo; in cambio chiedo che vengano citati tutti i titoli  precedentemente acquisiti dai personaggi in questione: se uno è stato indagato, condannato, indultato, pregiudicato lo si aggiunga pure a Presidente.
Mi sembra un patto equo.  

Brutto andazzo, quello di chiamare tutti “Presidente”: la dice lunga sulla piaggeria ed il servilismo di molti conduttori TV.
Lo concederei senza riserve solo a Bruno Vespa, la cui saettante lingua da camaleonte scatta tutte le sere come una molla e si fionda tra le chiappe del politico di turno.

Dottordivago

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AAA Cercasi dittatore

Eh sì, amici miei e nemici dei panda, dobbiamo riconoscere che da questa situazione politica -e non solo- non se ne esce con nessuno virgola nessuno dei nostri attuali politici.
Forse cercando bene, ma bene bene bene, qualcuno lo potremmo pure salvare ma c’è il rischio che a mettere uno dei nostri politici attuali, anche il migliore, in un nuovo parlamento formato -parlando per assurdo- da gente per bene, sarebbe come mettere un bimbo con il morbillo in una scuola materna: magari involontariamente ma li impesta tutti nel giro di due giorni.
Premetto che lo scemo che scrive non è esente da critiche, avendo votato Berlusca dalla sua discesa in campo fino alle ultime elezioni; come tutti i drogati ho cominciato così, per provare, pensando che avrei potuto smettere quando e come avessi voluto. Poi, dopo aver visto cosa combinava, avrei voluto sì, smettere e disintossicarmi, ma le cattive compagnie, inteso come chi gli si contrapponeva, mi hanno tenuto schiavo del terribile vizio.

Daltronde, cosa potevo fare? Votare per l’Ulivo nel ’96?
E così facendo dare il mio contributo per portare al governo metà degli scarti della prima repubblica -l’altra metà stava dalla mia parte…- più quel pugno di ex comunisti che rappresentavano e rappresentano le uniche persone da non votare mai, neanche per finta.
Perchè?No, dico, ci rendiamo conto che questi hanno salvato le chiappe da Tangentopoli solo perchè, non avendo mai governato ufficialmente, venivano dopo i bersagli grossi del pentapartito?
Purtroppo le indagini hanno fatto la fine che sappiamo e Tonino il Poliziotto ha fatto in tempo a fargli fare solo una mezza figura di merda e niente più.
Questi si sono guardati, contati, toccati e, visto che c’erano ancora tutti e che nessuno si era fatto male, si sono accodati all’Uomo Che Demolì Le Partecipazioni Statali, vantando anche, allora come oggi, una presunta superiorità morale.
 
Moralizzatemi ‘sto cazzo è stata la prima risposta che mi è venuta in mente. 

Chi sedeva in Parlamento ai tempi del Califfo di Hammamet, Bettino il Grande, e non diceva niente, o era lo scemo del paese, che non si accorgeva che gli altri stavano rubando tutto tranne le autoradio oppure era ladro lui come gli altri.
E dimostratemi che mi sbaglio.

Visto come siamo combinati oggi, mi verrebbe di votare Lega; mica per altro, solo per interesse: tutti parlano di fare qualcosa per chiunque meno che per me. Almeno la Lega parla -e basta, purtroppo- a favore del Nord, dove mi pregio di abitare.
No, no, non ci siamo.

Quello che ci vuole è un bel dittatore.

Cos’è quella faccia? Dobbiamo ancora raccontarcela con la democrazia? Lo sapete qual’è stata la prima elezione democratica della storia? E’ stata quella che, a furor di popolo, ha liberato Barabba e messo in croce quel povero Cristo.

Ve lo dico io, fidatevi. Daltronde, quali sono le controindicazioni  per  un dittatore?
Libertà generiche, di stampa e di opinione: abbiamo qualcosa da perdere?
Libertà di manifestare. Perchè, se arrivasse uno che mette in galera chi vìola la legge, che applichi la meritocrazia nel lavoro, che tagli sprechi e privilegi, ci sarebbe qualcuno che vorrebbe manifestare il proprio dissenso?
Certo, il dittatore è portato ad arricchirsi in modo vergognoso, ma solo lui e pochi compari: rispetto ad ora sarebbe un bel guadagno.
Datemi retta, il dittatore è un investimento come il mattone.

E poi, nella nostra situazione abbiamo poco da scegliere.
Siamo come naufraghi su un isola in cui gli unici due alimenti sono merda e vomito di pipistrello: quale che sia la scelta fatta, si campa poco con entrambi.

E per quel poco, si vive male.

Dottordivago

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Io vorrei -per indole- e dovrei -per preparazione- parlare solo di cagate, ma a volte mi tocca affrontare argomenti che sarebbe meglio lasciare ad altri più autorevoli e saggi commentatori.
Ma il Dottordivago, l’uomo che non ha mai fatto domani ciò che poteva fare dopodomani, l’uomo che quando vede da lontano  una brutta figura scodinzola come un cane da caccia che scende dalla jeep, poteva mai quest’uomo tacere?
Non sia mai.

Ieri, 27 gennaio, si è celebrato il Giorno della Memoria, in ricordo dell’Olocausto del popolo ebraico.

Io sono un fan sfegatato degli Israeliani.

Tengo a precisare che non ho motivi particolari per odiare o amare gli Ebrei sparsi per il mondo, come daltronde tutti gli altri popoli.
Quasi tutti gli Israeliani, invece, mi piacciono un casino; parlo dei sabra, quelli nati lì e che da lì non li sposti, nè con guerre o con attentati, nè con razzi kassam o pressioni internazionali.
Gente tosta, dai coglioni d’acciaio e cervello fino.
Escludo solo quei matti di ortodossi vestiti da becchino che a sentire la parola "pace"gli esce un grappolo di emorroidi e che, come tutti gli estremisti, dovendo dedicare la vita ad una fede,  non hanno ancora capito che sarebbe meglio darsi alla figa, con l’ovvia alternativa per le rispettabili signore.

Premessa la mia ammirazione per quel popolo, a cui riconosco il diritto sacrosanto di ricordare ciò che hanno subìto, mi ritengo al sicuro da accuse di antisemitismo se dico che di Giornate della Memoria ne servirebbero molte altre.
Certo, se ogni popolo che ha subìto tentativi più o meno riusciti di genocidio dovesse inventarsi un Giorno della Memoria, potremmo pensionare tutti i santi e Festediqualcosa, perchè come ricorrenze saremmo già a posto.
Indiani d’America, popoli andini, Armeni massacrati dai Turchi, stragi coloniali, Serbo-Bosniaci e, nel nostro piccolo, Istriani infoibati.
Come si dice: ringraziando la Madonna, i morti non ce li siamo mai fatti mancare.

C’è però una data simbolo a cui non viene data la dovuta importanza: 9 novembre 1989, la caduta del muro di Berlino.

Questa data ha messo la pietra tombale sul comunismo, quello vero, quello che ha ucciso decine di milioni di uomini, donne e bambini in ogni parte del mondo.
Parlo del comunismo dei morti, dei fantasmi nel ghiaccio, dei torturati, degli scomparsi.
Parlo dei Russi dal Baltico al Pacifico, dall’Artico alle steppe e mezzi popoli europei per settantanni nelle mani di pazzi, Cinesi che hanno vissuto il nostro medio evo fino a pochi anni fa, Cambogiani quasi cancellati dai Khmer Rossi e di tutti quei paesi dove esiste una guerriglia marxista che ancora oggi propugna "ideali" cancellati dalla Storia e dai fatti.

Parlo di quel comunismo, sia chiaro, non di quei quattro pirla che da noi hanno ancora la falce e il martello sulle bandiere e che non hanno capito che per parlare a favore degli operai non serve il succedaneo della svastica sul simbolo elettorale. 
Eppure qualcuno ancora gli dà il voto, dimenticandosi o ignorando che in Italia, le attuali massime cariche dello stato fino a trentanni fa ci raccontavano che l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche era il paradiso dei lavoratori e chiamavano "Il Migliore" il loro amichetto che voleva un’Italia similare.

Come al solito divago. Torniamo "sul pezzo" e riflettiamo su quella data: 9 novembre.
Facciamone una festa nazionale, anzi, mondiale.
A parte ciò che rappresenta, pensateci un attimo: attaccandola ad Ognissanti e ripristinando l’Anniversario della Vittoria,
che ponte coi controcazzi ci verrebbe fuori, eh?

Dottordivago.

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Il titolo è già rivelatore dell’importanza di questo post: se dovessi sprecare inchiostro e anche solo un foglio di carta ci penserei un attimo prima di scriverlo.
Il timore è che mi arrivi un commento in cui mi si faccia notare che la stessa cosa vale per tutto quello che scrivo, soprattutto adesso che, contro il parere di Claudio Chenecapisceparecchio, il mio guru informatico, ho tolto la moderazione ai commenti che ricevo; giusto per pareggiare i conti con quello che scrivo, dove la moderazione non c’è mai stata…

Minchia, Dottordivago, ti sei già perso!

Torniamo all’inutile post.
Dovete sapere, ma è lecito anche che non ve ne possa fregà dde meno, che se non prendo un caffè appena mi sveglio il cervello mi rimane col freno a mano tirato. Quindi è la prima cosa che faccio al mattino e, siccome sono uno di quei culi rotti che gli orari se li fa da sè, lo faccio lungo in tutti i sensi e mi leggo il televideo.

Un po’ come un quotidiano “bentornato nella merda”.

Mi succede spesso di incazzarmi, più raramente di stupirmi; stamattina sono rimasto perplesso davanti a due notizie.
La prima: a Perugia si profila la svolta nelle indagini sull’omicidio di quel pover stelìn della Meredith. E’ venuto fuori un tipo che ha dichiarato di essere stato minacciato con un coltello, la sera  dell’omicidio, dall’allegro terzetto costituito dal pugliese, la zoccola e ‘l negher.
Resto perplesso: non tanto per il fatto che questi tre pirla ammazzano il pover stelìn e si riversano sulle strade come i Visigoti, urlando e minacciando chi capita con l’arma del delitto in mano, invece di mettersi le penne in testa e fare gli indiani; visto il livello dei tre, ci posso credere.
Quello che mi chiedo è: ma dove cazzo è stato ‘sto scemo negli ultimi tre mesi?
Possibile che centinaia di “giornalisti”, per tre mesi, abbiano preso, schiacciato, essiccato, triturato e disperso nel vento solo i miei adorati coglioni?
E’ stato rapito dai marziani? No, perchè se ad impedirgli di svegliarsi prima sono stati i troppi impegni, che cazzo di agenda deve avere quello lì?…

Comunque sia, mi sento di liquidare questa notizia come il parto della mente di qualche “giornalista”, appunto.

Quella che invece di perplessarmi -voce del verbo “rimanere perplessi”- riesce ad insospettirmi -voce del verbo “qui non me la raccontano giusta”- è la notizia che la Fiat sta nuotando nell’oro, proiettata verso orizzonti ancora più rosei, anzi più aurei, sotto la guida del nuovo condottiero, vero Gengis Khan della metalmeccanica, Sergio Marchionne.
Dicono tutti che sia un fenomeno ma, personalmente, riconosco a questo signore una capacità di farsi bello con il lavoro degli altri che ha dell’incredibile. Magari dico delle cazzate, ma mi risulta che, poco prima o poco dopo il suo arrivo, la General Motors abbia preferito tossire un miliardo e mezzo di dollari o di euro (L’Approssimazione Al Potere! L’AAP!.. .era un po’ che non ve la tiravo fuori, eh?) piuttosto che consolidare il matrimonio con quell’azienda con le pezze al culo.
Un po’ come uno che aspetta al bar la sconosciuta tacchinata in chat e che, vedendo da lontano un terrificante mucchio di letame, copre di soldi il cameriere purchè gli presti vassoio e grembiule così da poter fare la bella.
E questo l’ha fatto la General Motors, gente con le spalle larghe…

Il nostro, sempre vendendo Panda, Punto e Grande Punto, cioè i modelli della gestione precedente, ha cominciato a macinare euri su euri (ve l’ho già detto: quando sono tanti sono euri!).
Il fatto è che Fiat e Alfa, su tre macchine, ne vendono quattro a km zero, ergo non gli resta il grano per le sigarette. E lasciamo stare Lancia, che tolte poche Ypsilon e Musa, produce ormai da anni auto così tristi da meritarsi una colonna sonora tipo “Anonimo Veneziano”…E comunque a km zero pure loro.

Sì che sotto la sua gestione hanno preso quel pollo con l’artrite della Stilo e lo hanno spiumato e travestito da pavone, chiamandolo Bravo, ma resta il fatto che in giro se ne vedono pochine.
Ed io non vivo a Montecarlo o a Dubai, vivo ad Alessandria…
Sulla 500 niente da dire: è carina e se ne vendono, ma come insegnano i tedeschi, e gli esperti lo confermano, con le macchine piccole si guadagna poco.

Ora, non è che questo signore, uno di questi giorni, affitta la casa di Bettino ad Hammamet e ci resta un dieci o quindici anni, mentre noi scopriamo un vaso di Pandora che in confronto la Parmalat era come portare i soldi in Svizzera?

Mah… Girerò il quesito a Quattroruote.

E speriamo nel caffè di domattina.

Dottordivago.

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Bon, è andata. Mio papà l’ha sempre detto: “Meglio un figlio frocio che simpatizzante di Prodi”. Ed io, tieni tieni ma alla fine devo dirlo: mi stanno buttando tra le braccia di Romano, o quantomeno mi costringono a provare per lui un sentimento che ricorda la simpatia.

Nel post “Prodi, Giovanni e Giacomo” avevo già accennato alla mia folgorazione sulla via di Bologna -abita lì,no?- dovuta più che altro alla mia ormai nota simpatia per i perdenti. Adesso, vederlo in un angolo del cortile, tutto solo, con la sua testa grossa e i suoi lividi, che non piange, quello no, però comincia a sporgere il labbro inferiore  e a tirare su col naso- da noi si dice fare il casù, ma ci vorrebbe quella merda di una U coi puntini sopra, che non so dov’è…- ed è uno spettacolo che spezza il cuore.

E questo perchè due bulletti, anzi no, due viscidi ruffianetti che insieme non valgono la metà di Romanino, rischiano di fargli cadere il governo.

Il problema di Prodi è l’incompiutezza: è una merda, sì, ma non abbastanza per dei merdazzoni -scusate il neologismo ma merdoni mi sembrava poco- come il Lamberto (e pregiudicata signora) e l’Immondo Clem (con signora in attesa di giudizio).

A loro parziale discolpa posso dire che con quei nomi… sono cose che ti segnano. Se uno si chiama Clemente e non diventa Papa non ha capito un cazzo, mentre l’altro ricorda i fumetti erotici degli anni 70, tipo “Il Tromba, Il Lando e Il Lamberto”.

In realtà c’è poco da ridere: uno voleva che Prodi salvasse il culo della moglie, l’altro che salvasse i culi di mezza Ceppaloni. Il problema è che ne avevano combinate troppe; dovevano accontentarsi dell’indulto, tipo la sciura Dini o cercare di tamponare la situazione e tener duro un mesetto finchè tutto veniva messo a tacere, tipo Mastella, moglie, consuocero e mezzo parentado.

No, questi volevano il percorso netto: tutti assolti, tutti liberi, mille scuse e “quant’è per i danni morali?”. Come uno che gli casca l’orologio nella turca e pretende di ritrovarlo, come minimo, e pulito e profumato, in aggiunta.

Mi rimane una schizzetto di merda sulla giacca? E tu salutami il governo. Tanto ci penserà il Silvio a riportarli sulla poltrona.

Oh mama, il Silvio… Se penso che l’alternativa a Romano è lui, con la sua processione di sacrestani, chierichetti, viceparroci, curati e su su fino ai cardinali… Oh mama.

Sì, ma stavolta col cazzo che lo voto, il Circo di Arcore.

Questo non voto, l’altro nemmeno, come faremo, come faremo? Ormai votantonio votantonio votantonio… Avere un Antonio La Trippa da votare sarebbe già meglio.

E il povero Romano è lì che gira, e non sa a che santo votarsi, e non ha più niente da offrire a nessuno. Mi ricorda un po’ come diceva uno dei miei defunti maestri di vita, Giovanni Scagliotti: se trovo una donna a cui piaccia l’uccello molle, la faccio morire.

Dottordivago.

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Nel post “Perchè non credo?” ho esposto una serie di attività che rendono un mucchio di soldi e che richiedono solo un’immensa fiducia nella sconfinata stupidità umana, proprio ciò in cui io non riesco a credere con la necessaria intensità, rimanendo così  tagliato fuori dai vari business. Da qui l’idea di comperare un set di fruste e cercare clienti da fare neri beccandogli anche un mucchio di euri (quando sono tanti sono euri, ndr).

Ma adesso ferma un attimo che mi scappa di divagare.

Tra le altre cose me la prendevo con l’omeopatia, che consiste nel mettere un cucchiaio d’acqua in un botticino e venderlo, almeno, a quaranta euro, sennò perde l’unico effetto scientificamente provato che possiede: l’effetto placebo.Portavo l’esempio del mio amico Pedro che, all’insaputa di tutti, si è fatto suicidare da un omeopata, convinto di curarsi la leucemia con l’acqua. E neanche quella di Lourdes, no: quella distillata, quella del ferro da stiro, per intenderci. Quando ha capito era troppo tardi.

Torno sull’argomento per rispondere al seguente commento al post in oggetto:

K Says:
Gennaio 4th, 2008 at 02:15 Che immedesimazione presuntuosa è la mia, ma che solitudine si potrà mai aver provato a dover tener nascosto a tutti gli ‘amici’ la scelta di una terapia non convenzionale per paura di essere etichettato come un idiota.

Non potevo rispondere prima perchè ero assente giustificato.

Guarda, K, tu sei un po’ criptico ed io non sono intelligentissimo, ma mi pare di capire che provi simpatia per il povero Pedro, cosa per altro sacrosanta, ma definisci una cosa del genere “una terapia non convenzionale”.

Curarsi con l’acqua, le gemme, i colori, i fumi, gli aromi e altre cagate va bene se non hai niente da cui guarire, se t’ai del bali, come si dice al mio paese, se hai delle balle o le paturnie: in quei casi qualsiasi terapia non convenzionale ottiene un 60% di “guarigioni”, che è ne più ne meno la percentuale di successo dell’effetto placebo in questi casi, effetto che funziona anche con patologie reali ma ovviamente con percentuali molto inferiori.

Ma se tu c’hai un maramau che ti trasforma il sangue in piscio, o un altro che ti mangia un organo, o solo un’articolazione infiammata, DEVI ANDARE DAL DOTTORE! E pregare che sia quello giusto e che arrivi in tempo.

E se mai nella vita scoprirò che qualcuno sta facendo la fine di Pedro, prima lo trascinerò per i capelli in un ospedale vero e, se sarà troppo tardi, lo finirò a calci nel culo. E va’ che deve essere una brutta morte…

Bon, fine della divagata.

Dov’ero rimasto? Ah, già, la frusta. Come arrivo a questa iniziativa commerciale? Semplicemente verificando che moltissima gente ha superato la sindrome da shopping compulsivo -SSC- per approdare alla sindrome da shopping masochistico -SSM-, molto più grave. Conosciamola meglio.

La vecchia SSC ti spingeva a cambiare l’auto. La SSM idem, però te la fa comperare mezzo metro più lunga, mezzo metro più  larga, un metro più alta, il 20% più pesante, il 20% più costosa da acquistare e da mantenere; e, visto che le leggi della fisica non sono belinate, più lenta ed instabile.

La SSC ti faceva desiderare la Perrier, perchè se l’acqua non arriva dalla Francia e non costa come il vino, che acqua è? La SSM ti spinge all’acquisto dell’acqua Fiji, che arriva da sotto i piedi; no, non dal pozzo: dall’altra parte del pianeta, porca troia! Oppure la Iceberg, ottenuta sciogliendo, appunto, il ghiaccio degli iceberg, sul quale mi auguro ci abbia pisciato un Inuit e che venga scongelato a scorregge di otaria.

Con la SSC cambiavi il cellulare e lo volevi piccolissimo e placcato d’oro, o tempestato di swarovsky. Con la SSM  lo vuoi grosso come The Brick, il primo cellulare dell’84 che pesava due chili,  che costi come un acceleratore di particelle e che abbia le funzioni di C1, quello di Star Wars, solo che tu sei iggnorantecanebbestia e ci sai dire solo “pronto”.

Se sofrivi di SSC comperavi “le primizie” dall’ortolano. Se sei inguaiato con la SSM comperi la ciliegie e le pesche a Natale, che sono raccolte acerbe nell’altro emisfero e non sanno di un cazzo, però costano come un rigone di bamba.

E se vai in discoteca, solo posti tipo Billionaire, dove ti beccano, sì, duecento euro ma almeno ti fanno fare tre ore di coda fuori.

Potrei andare avanti delle ore. Solo un ultimo esempio, ultra sfruttato: con la SSC comperi i pantaloni nuovi, con la SSM li comperi già rotti ma spendi il doppio.

Quindi?

Quindi cerco soci per un enorme centro multiservizi dove si vendano dai super plasma che non entrano in casa, così devi lasciarli fuori e guardarli col videocitofono, alle mutande con già la frenata sul culo. Poi un beauty center che fa trattamenti a base di elasticate sulle orecchie ghiacciate o una “terapia asciugante” che prevede come unico cibo salatini, semi di zucca e Pringles e, come suggerito da Elena, Red Bull come unica bevanda . Tiepida.

Per me terrei il ruolo di PR: aspetterei i clienti all’uscita e distribuirei frustate di commiato: con un piccolo sovrapprezzo, of course.

E poi mi congederei con un sorriso e un calcio nella portiera.

Dottordivago.

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Dopo la gita fuoriporta il Dottordivago ha un’idea un po’ nebulosa degli italici accadimenti, visto che la tv in Brasile, o perlomeno in quella parte di Brasile -se non paghi Sky- propone tre o quattro emittenti in cui, se non pregano, parlano di cronaca locale; i giornali stranieri sono disponibili a trenta km e sono quelli di uno o due giorni prima; gli internet cafè sono aggiornati in tempo reale ma sempre a trenta km sono.

Praticamente il paradiso, per un cazzeggiatore come me.

Solo che ora sono un po’ spiazzato: sì, un’idea sull’Immondo Clem che fa pandan con la sua signora ce l’ho ed anche sul resto qualcosina mi è arrivata. Inoltre c’è Pinetz che mi chiede di fustigare a dritta e a manca sugli ultimi fatti: ora, io lo ringrazio di tanta considerazione, ma solo il fatto che qualcuno solleciti il mio parere (..!..) deve fare riflettere sul dove stiamo andando… E poi, lo volete proprio sapere? Non ne ho ancora voglia di travestirmi da sonda per spurghi e rituffarmi in quella merda. Daltronde, voi a me mi conoscete, no? ("a me mi" rafforzativo, ndr) E sapete che subisco il fascino del perdente, per cui, al momento, non me la sento di infierire. Aspettiamo che l’Immondo Clem la faccia franca come tutti gli altri e che torni al suo incarico onusto di gloria, che la signora diventi parlamentare europeo e il suocero senatore a vita: allora sì che ci sarà gusto a mazzuolare.

Mi stimola maggiormente il consiglio dell’amica Elena che nel suo commento al post "Perchè non credo?" propone di lanciare sul mercato il Centro Malessere, dove fornire, a pagamento, maltrattamenti e calci nel culo. Io avevo già nel cassetto qualcosa del genere, compreso il titolo di questo post, solo che gli dò una ritoccatina domani.

Voglio che la mia Bimbi arrivi a casa e che trovi la cena pronta: ormai è l’unica cosa che mi distingue da Homer Simpson…

Dottordivago

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