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Archive for novembre 2010

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Ha sempre volato alto e non si è smentito: un ultimo volo e vaffanculo alle tribolazioni dei 95 anni ed al marcione che voleva rovinargli la festa.

Giù il cappello, gente, questa volta se n’è andato un genio, uno di quelli veri, non uno dei tanti battezzati così da chi si accontenta.
Il suo genio lo ha dimostrato con la grandezza dei sentimenti veri, quelli della gente vera, magari brutta ma vera, senza mai strizzare l’occhio a quattro intellettuali del cazzo.

È facile fare un film sconclusionato che a (dire di) capirlo sono i soliti quattro di cui sopra; molto più difficile è raccontare una storia con risvolti profondi ma comprensibili e divertenti: se hai le basi, puoi leggere tra le righe ed apprezzarne le perle, se sei un normaloide puoi sempre farti quattro risate e un po’ di sangue buono.

Non potrò mettere fiori sulla sua tomba terrena, lo faccio qui:

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la grande guerra LA%20ARMADA%20BRANCALEONE%20INTERNET 
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Tutti ammiravano la sua longeva lucidità, tutta gente con la metà dei suoi anni.
Diglielo, Mario: essere vecchi fa schifo.
Ed essere vecchi e malati, con un futuro -da augurarsi breve- di sofferenze e di dipendenza, è pure peggio.
Magari con il terrore dell’insulto supremo: un corpo che sopravvive al cervello.
O quello ancora più spaventoso: il cervello che sopravvive al corpo.

Mi sembra di sentirlo, Il Grandemario: “Finchè ce la faccio ancora, lo faccio io”.

Giù il cappello, bigotti usurai che vorreste lucrare anche sull’ultimo centesimo di vita che vi resta.
Giù il cappello, ho detto: voi non volerete mai.
Perchè, come direbbe il suo Marchese del Grillo

Io so’ io (Lui è Lui) e voi nun sete ‘n cazzo!

Dottordivago

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Mandiamoli a Sanremo.

Giuro che non volevo.
Mi ero ripromesso di non dire niente su tutta la faccenda ma… come si fa? Su mezzora di telegiornale ci sono venti minuti di “rivelazioni catastrofiche”, con frequenti aggiornamenti nel corso dei dieci minuti che restano.

Morale di tutta la storia?
 molto rumore per nulla
Molto rumore per nulla. Tutti schivano i commenti e si limitano a minimizzare, salvo l’ineffabile ministro Frattini che considera la sparata da gossip come l’11 settembre della diplomazia. Più che altro mi sembra il Primo Novembre; prima il disbrigo di una noiosa incombenza diplomatica (visto che il 90% delle persone va al cimitero per vedere la pelliccia nuova di una parente…), poi tutti a casa con le gambe sotto al tavolo, con un bel piatto di ceci e cotiche innaffiato da un bicchiere di quello buono: chi muore giace, chi vive si dà pace.

Sulle eventuali conseguenze di questa catastrofe diplomatica, vediamo un po’ di storia, che c’è sempre qualcosa da imparare.

Bill Clinton ha fatto quello che voleva, non ha dato le dimissioni, è tuttora considerato dai suoi elettori “il miglior Presidente dopo Kennedy” e dopo ogni conferenza se ne va con una valigiata di dollari.

I politici italiani, coinvolti in tutti gli scandali possibili… lasciamoli stare, che c’è solo da mangiare del nervoso.

Kate Moss, beccata a dare una bella schiacciatina seguita da un pippone da giorno della festa, ha visto cancellati metà dei suoi contratti pubblicitari, per vederseli triplicare nel giro di un mese.

Fabrizio Corona, ingabbiato qualche giorno, tornato a casa lanciava mutande dalla finestra alle fans in delirio.
Poi si scopre che si è fatto (fare) un culo così per un paio di milioni di euri più un appartamento, nel prezzo, ed hanno ricominciato a caricarlo di soldi per un’intervista o una comparsata in TV.

Lapo Elkann ha passato i suoi guai dopo una figura di merda di portata planetaria ma io continuo ad essere pronto ad uccidere, se servisse, per essere al suo posto; magari tenendomi il mio cervello, che non sarà tutto ‘sto “di più” ma ormai mi ci sono affezionato…

Marrazzo non ha ancora messo a frutto la disavventura ma, sulla base dell’esperienza maturata nel settore, con due coccole ben fatte a Vendola non dovrebbe avere grossi problemi per le prossime elezioni; magari le Europee, che non danno nell’occhio…

Metà delle troie che l’hanno succhiato al Berlusca sono diventate star del jet set, le altre sono meritocraticamente distribuite tra Parlamento, Commissioni o Consigli Regionali.

Bon, piantiamola lì, che viene lunga, ‘tanto avete chiaro il concetto, no?
Non succederà nulla: è tutta gente che dà uno scrollone come i cani e la merda che avevano addosso schizza su quelli come noi.

Cosa abbiamo scoperto di inedito?
Berlusconi è un puttaniere, Putin è un mafioso padrone della Russia, la Merkel ha poca fantasia (giusto per chi la credeva l’autrice di Harry Potter…), Sarkozy si gonfia come un rospo ma non combina un cazzo (incredibile, per un politico francese…), gli Arabi sono falsi come l’oro delle bombolette spray.

Jaws dropping news, notizie da far cadere la mandibola…

E tutto questo dovrebbe essere la Vittoria della Verità?

codice d'onore

Ma ve lo ricordate Jack Nicholson in “Codice d’Onore”?
“Volete la Verità? Voi non siete pronti per la Verità!”
Ci sono cose che quelli come noi non devono sapere; primo perchè non siamo pronti per la verità, secondo perchè non sapremmo cosa farcene, esattamente come i bambini piccoli con il sesso: a otto anni, cosa ti cambia sapere come realmente nascono i bambini? Spermatozoi, liquido amniotico, placenta, sangue, dolore… Che schifo!…
Naah… meglio cicogne e cavoli, date retta, così, almeno, non ci provano prima della Cresima.

“Volete la Verità? Voi non siete pronti per la Verità!”
Vi migliorerebbe la vita scoprire che quella pizza meravigliosa che adorate è fatta da un pizzaiolo con la goccia al naso perenne? O che non si è mai lavato le mani dopo una bella pisciata?
E se fosse proprio quello, l’ingrediente segreto?

Se qualcuno di voi, ingenuo al punto di pretendere sempre e comunque la verità, trovasse riprovevole il comportamento delle varie diplomazie, si guardi allo specchio e rifletta… Cioè, no, è lo specchio che riflette… cazzo, mi sto incasinando…
Comunque, dite la verità: quanti di voi possono affermare di non aver mai detto qualcosa di antipatico su un amico o un parente a cui volete un bene dell’anima?
Non solo l’avete detto, lo pensate ancora e siete pronti a ripeterlo, non al diretto interessato, ovviamente, ma questo non vi impedisce di apprezzare la persona oggetto delle vostre critiche. Nessuno è perfetto, nè io nè voi, quindi ci sarà sempre un aspetto della nostra personalità o un nostro comportamento che va su per il culo a qualcuno; se questo qualcuno ci vuole bene, continuerà a farlo, anche se si concederà qualche piccolo pettegolezzo su di noi.
Quelli che ci detestano li conosciamo e non li frequentiamo, anche perchè, se mi detesti, cazzo ci stai a fare con me? Quindi il problema non si pone.

baudo

“Hai toppato, Wikileaks, hai toppato…”, direbbe il Pippo nazionale.
E giusto parlando di Baudo, mi viene un’idea: l’algido Assange, teniamocelo buono.
Se Wikileaks diventasse una specie di franchising con tante filiali nazionali e dirottasse le sue attenzioni dal bersaglio grosso per rivolgerle a fatti singoli, hai visto mai che qualcuno che sa e che non può parlare riesca a trovare il cantante giusto per la sua canzone?
”Caso Mattei”, ”Piazza Fontana”, ”Piazza della Loggia”, “Stazione di Bologna”, “Ustica”, “Falcone e Borsellino”, tanto per dire qualche titolo: vi farebbe tanto schifo una specie di Sanremo con una scaletta del genere?

Dottordivago

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Ore 15.40: notizia Ansa

Berlusconi: le rivelazioni sono false.  
Non frequento i ‘wild parties’ e non so cosa siano”.

Ore 16.20: nuovo documento di Wikileaks dal corrispondente di Arcore:

Silvio, “wild parties” l’è ‘l bunga bunga.
Adess t’è capi’ cusa l’è, testina?

Dottordivago

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Gli animali si leccano le ferite dopo essersele procurate, gli uomini si sono addirittura inventati malattie psicosomatiche ed ipocondria.
Gli animali vanno in letargo quando arriva il freddo, alcune persone mandano in letargo il cervello quando qualcuno dice loro che farà freddo.
Ci sarebbe anche da dire qualcosa sulle donne, che se non hanno un problema se lo devono inventare ma questo è un altro argomento e voi sapete che non amo divagare…

Berlusconi ha capito tutto: siamo diventati una banda di teledipendenti rincoglioniti.
Tutto ciò che esce da quella scatola di merda è oro colato, anche se quell’oro dovesse andare contro al buonsenso o all’evidenza; e lui lo sa, da lì la ragione di esistere dei vari Fede, Minzolini, Vespa e personaggi minori, anche se parlare di figure “minori” di Emilio Fede, dovrebbe far pensare…

Abbiamo ricominciato con il telefreddo o freddo virtuale o come cazzo lo volete chiamare: la televisione dice che fa freddo e trovi in giro solo gente che sta morendo dal freddo.
Venerdì sera ero ospite con Bimbi a casa di un amico che fa la bagna cauda più buona del mondo: è talmente buona che deve organizzare almeno tre serate per accontentare tutti, visto che ama stare comodo ed il suo enorme tavolo quadrato, che potrebbe accogliere dodici/sedici persone, non ne conta mai più di dieci per volta. E dieci eravamo.

Mi scappa di divagare.
La tradizione prevede il consumo di verdure varie pucciate in quel Nettare degli Dei che è, appunto, la bagna cauda ma la maggior parte delle persone ignora che passarci dentro una fetta di carne cruda ha come effetto certo quello degli occhi che si incrociano, seguito dalla frustata di un selvaggio orgasmo gastronomico.
Io sono il Profeta di questa fede, quindi mi presento regolarmente con un quarto di manzo affettato che mi premuro di sporzionare tra i vari commensali, riservandomi la parte del leone senza alcun imbarazzo:
“Tu cosa hai portato? Una bottiglia di Asti Spumante per il dolce? E tu una scatola di amaretti per asciugare lo spumante? Bene, io ho portato due chili di ciccia di primiera, quindi mezzo chilo me lo sderno io”.
Sono fatto così, sono antico, anzi, ancestrale: per il cibo sono disposto a incurvare la schiena, rizzare il pelo, estrarre artigli, mostrare zanne o, più solitamente, incassare brutte figure e cadute di stile.

Introduzione ai fatti: la televisione parla di ondata di gelo da un paio di giorni.

Per svolgere le mie mansioni di iniquo distributore di cibo, mi presento in anticipo: sì, in giro ci saranno un paio di gradi in meno del dovuto ma il freddo è un’altra cosa.
Arrivano i commensali alla spicciolata, tutti accomunati da una postura che sembra quella del Comandante Scott e dei suoi uomini, poco prima di rimanerci tutti secchi, nella Tenda Rossa 
Tenda Rossa_storica Asterisco

“Madonna, che freddo… È tutto gelato!”
Occazzo… e io, non me ne sono accorto?
271762 Sono arrivato da mezzora e, temendo il realizzarsi dell’incubo prospettato nel film, esco in cortile a verificare: le pozzanghere sono molli pantani fangosi.
”Scusate, ma da dove arrivate? No, perchè… fuori ghiaccio non ne vedo…”
Risposta: ”Non hai sentito le previsioni? L’ondata di freddo dalla Scandinavia…?”
”Ho sentito le previsioni ma do più peso alle constatazioni: ghiaccio non ne vedo e tutto ‘sto freddo non lo sento…”

Ognuno ha le sue fisse; io, tra le tante assurde, ho quella di ragionare con la mia testa, a costo di fare discussioni: anni fa ho praticamente litigato con la titolare di un bar e qualche avventore.

Anno 2003, fine gennaio, “giorni della merla”, già normalmente i più freddi dell’anno; da un paio di giorni i meteorologi delle varie TV prospettano l’arrivo di “un’imponente massa d’aria siberiana che porterà le temperature parecchio sotto lo zero”.
Il mezzobusto di un TG si lascia addirittura andare ad un amichevole ed allarmato consiglio: “Guardate che non è il solito allarme tanto per dire: farà veramente freddo, tirate fuori sciarpe, guanti e cappelli…”
Vado a letto pensando a dove avrò messo quelle tre o quattro sciarpe che mi hanno regalato e che non ho mai cagato; i guanti già li uso, il cappello no, mi rifiuto, non sopporti i cappelli. E poi, in quella zona ho poco da perdere, capelli a parte…

Mi alzo alla mattina e come prima cosa controllo l’Oregon, più che altro un’occhiata veloce, e vedo un 3 che interpreto come –3 (si chiama trappola mentale: non vedi quello che c’è ma quello che ti aspetti di vedere): ovvio, vuoi mica che ci sia +3, no? L’ha detto la televisione…
Comunque, è una di quelle rare belle giornate con il cielo limpido e le montagne all’orizzonte, e anche con –3 non mi serve la sciarpa.

Esco: boh… io tutto ‘sto freddo non lo sento…
Salgo in macchina, segna +0.5
Ma…? Allora l’Oregon segnava +3!
È normale, il trasmettitore è appeso alla ringhiera del balcone ma risente del caldo del palazzo, quindi marca sempre un paio di gradi in più del piazzale sotto casa, lo verifico tutti i giorni.
Infatti si sta da Dio: temperatura sopra lo zero, sole e niente umidità, roba da farci la firma.

A quel tempo facevo colazione al bar, ora la faccio a casa: quando vedo panini e focaccine, non mi tengo, così mi uscivano delle colazioni da boscaiolo, innaffiate con una Beck’s… Adesso, con the e biscotti, la colazione è più triste ma di fronte a me c’è Bimbi, quindi…

Entro nel bar e la padrona sgrana gli occhi, facendo il classico gesto “Madonna… che roba…”, la forma di Body Language che vale per gran caldo, gran freddo e situazioni di merda generiche.
Vorrei risponderle nella stessa lingua ma davvero non capisco a cosa si riferisca, quindi uso la voce: “Eh?…”
Ripete il gesto e rincara la dose: “Ha sentito che roba?…”
”No, cos’è successo?”
”Lei è giovane, non patisce niente… ma non sente che freddo?”
”Magari alle cinque, quando è arrivata lei ma guardi che adesso è una bellissima giornata e non fa freddo…”
”MA NON HA SENTITO LA TELEVISIONE???”
”Sì, l’ho sentita ma lei, vuole sentire il mio naso e le mie orecchie?”
”Oh signùr… lei è sempre Bastian Contrario…”

E fino lì… Non posso darle torto, così mi creo l’alibi azzannando la prima focaccina pomodoro-mozzarella-pancetta-patè d’olive-acciughe… Mmmm…
Sorso di Beck’s accompagnato da un brivido della titolare e da un “non so proprio come fa…”
Entra un tipo sulla quarantina, duro come uno stoccafisso, che si tiene le mani e mima un brivido, così alza la palla per la schiacciata della socia, in questo assurdo doppio misto: “Fa freddo?…” dice la tremebonda.
Lui: ”Madonna, c’è da morire…”
A me: “Ha visto? Meno male che c’è ancora qualcuno che ragiona…”
Lui, l’alzatore, è lusingato, quasi si schernisce :”Mah… senza ragionare tanto… basta sentire la televisione…”

Ho capito.
”Dov’è la telecamera? Eh eh… vi ho beccati! Questa è una Candid Camera, eh? Per un attimo ci sono cascato, credevo diceste sul serio…”
”CERTO CHE DICO SUL SERIO –sbotta la barista- È SOLO LEI CHE DICE CHE NON FA FREDDO…”
Interviene un altro: “Freddo? Ma se è una giornata da cinema…”
L’alzatore non ci sta e lo fa notare, fiancheggiato da qualche altro cretino.
In un attimo scoppia un mezzo pandemonio; due gang si fronteggiano: gli algidi Frost, per cui Meteo5 è una sorta di Cuba e Giuliacci ne è il Che Guevara, contro i rubicondi Heat, in minoranza ma determinati a sostenere che è una bella giornata.
Per fortuna è mattina: già all’ora dell’aperitivo poteva scapparci la rissa.

Solo che i Frost, sentendosi dire “ma andate fuori a sentire e poi ditemi se fa freddo”, sentono crollare il loro mondo di certezze televisive –è pazzesco, sanno solo dire che “l’ha detto la televisione”!- e la prendono male.
Noi Heat ci guardiamo come i protagonisti di “Dal tramonto all’alba” di Tarantino, quando, nel locale, tutti quanti cominciano a trasformarsi in vampiri e mostri assortiti.
Ho capito: fuori le croci e le pallottole d’argento.
”OH BANDA DI… –vorrei dire “coglioni” ma mi tengo– SUONATI… siamo a gennaio, siamo sopra lo zero, c’è il sole… Ma lo capite o no che, più che lamentarci, dovremmo festeggiare?”
Poi vado loro incontro, mi ammorbidisco: “Salite in macchina, guardate il termometro e se siamo sottozero giro una settimana con una maglietta con su scritto “scemo”.

“Perchè, serve il termometro per capire se fa freddo?”
No, ci vuole la televisione, imbecille…

”Avete freddo? Tenetevelo, io sto bene così…” e finisco la Beck’s.
Non sono rimasto senza argomenti nè mi è mancata la voglia di lottare; semplicemente mi sono ricordato di una massima immortale, che dovrei seguire in ogni momento della vita ma di cui ogni tanto mi dimentico:

Non discutere con un idiota: qualcuno potrebbe non notare la differenza.
Inoltre, un idiota ti porta prima al suo livello, poi ti batte con l’esperienza.
Arthur Bloch (?)

Dottordivago

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Nota dell’autore:
in questa categoria esprimo brevi pensieri in libertà, una specie di limitato firmamento di poche stelle opache.
Più realisticamente, trattandosi di pensieri miei, li considero pensieri/pennellata, come virgole di merda sulle piastrelle dei cessi della stazione.

protesta

Domanda:
se alcuni installatori di antenne salissero su un tetto per protesta, li cagherebbe qualcuno?
O sarebbe come se una talpa, per protesta, si sotterrasse viva?…

Dottordivago

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Cala il sipario…

Bimbi ed io siamo a Casa Zenda da tre settimane –e bene che stiamo…- quando telefona una vicina per informarci che tutti gli allacciamenti sono stati ripristinati: il condominio ha di nuovo acqua, luce, gas, telefono ed ascensore.
Molto bene, grazie.
E farsi i cazzi suoi, no, eh?
Da un po’ Bimbi caragnava che voleva tornare a casa, “che Mauro e Lella sono i nostri migliori amici e le persone più gentili ed ospitali del mondo ma, insomma… magari avrebbero piacere di starsene un po’ tranquilli…”
Eh sì, perchè in una casa grossa come il Vaticano, noi due gli creiamo una confusione…
Finchè avevo l’asso nella manica della casa fredda e buia, Bimbi se n’è stata buona; mò che quella sucaminchia si è premurata di avvisarci, chi la tiene più?
Così lasciamo Casa Zenda, tra la costernazione della Lella che non avrà più Bimbi per fare Cip e Ciop sul divano, sotto la copertina –non tutte le sere, quanto meno…- e il disappunto di Mauro, che non avrà più il sottoscritto a svegliarlo quando in tv c’è un momento interessante…

Torniamo a casa.
Funziona tutto ma non c’è una bella atmosfera; e poi c’è una puzza di gasolio-misto-merda che staziona sulle scale che, in certi momenti, filtra pure in casa.
Ma Bimbi è la persona più dolce del mondo ed è con voce dolcissima che mi sussurra: “Beh, visto che tu hai mille cose da fare ed io no, quasi quasi… vado qualche giorno ad Aosta da mia mamma”.
”Brava, fai solo in fretta, che io riesco a trattenermi ancora cinque minuti, poi ti strangolo”
Allora capisce di averla fatta sporca, così, con voce ancor più dolce sussurra: “Ok, vado…”

Ecco.

Va beh, pensiamo al lavoro.
Ancora una settimana a pieno regime, poi qualcosa che assomiglia ad un ritorno alla normalità ci toglie gradualmente buona parte dei “clienti”.
Ormai è dicembre e lo sbadilamento più grosso è terminato; gli sfollati, salvo i casi più gravi, hanno le case nuovamente abitabili e noi ci stiamo trasformando in base logistica per gli aiuti specializzati, tipo quelli di Soresina ma anche tanti altri tecnici volontari che arrivano ancora da tutto il Nord Italia.

Sabato 10 gli “amici” assessori mi comunicano che verso metà settimana verranno restituiti i container alle aziende che li hanno messi a disposizione, quindi si sbaracca.
Domenica 11 dicembre, più che l’atmosfera da ultimo giorno di scuola, c’è quella di fine vacanza, tutti hanno il muso lungo: abbiamo lavorato tanto, è vero, però, una volta passato il momento più brutto, abbiamo anche fatto tanto di quel ridere…
Due giorni dopo è Santa Lucia, che ad Alessandria si pronuncia lacabòn, deliziosi bastoncini di miele e zucchero caramellato: è il caso di dire che ho contattato gli ambulanti che li producono?
Me ne arriva una tonnellata, così festeggiamo Santa Lucia in anticipo ed alla sera abbiamo i denti marci e la glicemia di una meringa.

Lunedì c’è una calma relativa, così ho il tempo di organizzare lo smantellamento.
Contatto il Capitano-mio-capitano per il ritiro di tende e cucine da campo, ai container ci pensa il Comune.
E mi si spezzerà il cuore, quando una ruspa abbatterà il mio monumento, il cesso provvisorio fatto con le mie mani che, in realtà, ha smaltito molta più merda di quelli chimici arrivati in seguito.
Oh, alla gente piaceva, faceva molto “Casa nella prateria”…

Mi resta da capire cosa fare con viveri e materiali che sono ancora a disposizione di chi ne ha bisogno; mi viene risposto di consegnarli all’Economato Comunale.
OK.
Un momento… “Ok” una bella merda… Tutto ‘sto ben di Dio finisce in un magazzino comunale, senza un inventario (lo faranno loro, mi viene detto…), senza che nessuno ne debba dare conto…
Mi informo meglio ma tutto è nebuloso, la cosa non ha ufficialità: non mi piace.
Io ‘sto film l’ho già visto: tempo un paio di settimane e finisce tutto in casa di qualche bisognoso –di un sacco di legnate- o in qualche negozietto di “amici”.

Come posso evitarlo?
Tutti gli addetti del Campo mi guardano…
Colpo di coda del Maschio Alfa dell’accampamento: organizzo i presenti per l’imballaggio e chiamo i “Miei” –li chiamavo proprio così,”I Miei”- i più fidati collaboratori, quelli che hanno rimesso in moto un’ambulanza classificata “in fuori uso” e che per settimane hanno battuto mezza Italia, tornando carichi di ogni ben di Dio.
Così, quintali di scatolame, vestiti nuovi, stivali, scarpe, scatoloni di torce elettriche con montagne di batterie, stufe elettriche e catalitiche finiscono negli scatoloni: ci vorrà qualche viaggio…

Per dove? 
Chi ha il posto e la statura morale per tenere tutta questa roba, senza rischiare di andare in galera –o di fare una figura di merda- se lo beccano?
Chi ha l’onestà per farla finire nelle mani giuste?
Ma soprattutto, chi è la persona di cui mi fido di più al mondo?

Esatto: il Prevosto. 

Riempiamo uno stanzone della canonica e subito al mio grande, insostituibile amico, maestro e padre dello spirito, il Prevosto, appunto, brillano gli occhi, pregustando già il bene che potrà fare con quel piccolo tesoro.
Mi permetto di sciacallare uno scaldasonno, quelle trapunte riscaldate da mettere sul letto e lo piazzo sul suo letto; è bellissimo ed immacolato ma io, con un pennarello indelebile grosso come un manico di scopa, ci scrivo sopra “buon riposo, Prevosto”, così non lo potrà regalare a nessuno: ha sempre dato agli altri tutto ciò che aveva, anche a costo di vivere al freddo.
Infatti morirà cinque anni dopo, con i polmoni distrutti da anni di freddo, umidità ed esalazioni di una stufa a kerosene che faceva andare quando ce l’aveva, il kerosene.
L’unica opera buona che non gli è riuscita è stata quella di inculcarmi la fede nel suo Dio: ma non l’ha mai saputo e pochi giorni prima di andarsene, ormai in coma alla rianimazione di Casale Monferrato, spero mi abbia ancora sentito, di fianco al suo letto, recitare le preghiere come facevamo insieme, di mattina, tanti anni prima.
Solo che una volta le conoscevo, le preghiere, in quel momento dovevo leggerle…
Anche voi, se come me non sapete pregare, trovatevi una persona come quella, a cui rivolgere un pensiero ogni tanto: può farvi solo bene.

È dura, gente…
Ok, datemi un minuto, che mò riparto…

Era mia intenzione spandere ancora un po’ di merda sulle istituzioni e sugli interventi successivi, tipo gli imponenti, costosi ed inutilissimi lavori eseguiti dal Magistrato del Po nell’alveo del fiume, oppure i soldi già stanziati per il nuovo ponte e misteriosamente “destinati ad altre priorità”…
Potrei dirne mille ma il Prevosto ha la capacità di ammorbidirmi: vuol dire che ne parlerò in un’altra occasione.

Voglio finire con una cosa bella.
Tra le tonnellate di roba che ho trasportato con la mia macchina, c’è stato anche un sacco di lenticchie, una ventina di chili, maritate con decine di cotechini, visto che per lo zampone era un po’ presto.
C’era un buchino, nel sacco, e parecchie lenticchie si sono sparse nel bagagliaio.
Ora le auto hanno dei bagagliai rifiniti come alcove, mentre la mia Peggiotta 205 GTI –o quello che ne restava dopo quaranta giorni di fango, botte e forature- aveva la sua bella lamiera a vista, tranne uno spesso tappetino sul fondo che si fermava a mezzo centimetro dal metallo; lì si era riempito di terra e sporcizia, ormai inviolabile anche dal più potente aspirapolvere: ci sarebbe voluto lo scalpello.

Bene, un bel giorno soleggiato di gennaio –merce rara, qui da noi…- avevo parcheggiato in un piccolo piazzale davanti ad una vetrina che i miei posatori stavano sostituendo e, stufo di stare in piedi a guardare, ho aperto il portellone con l’intenzione di sedermi nel baule.
”Ma che cazzo è ‘sta…?”
Tutto intorno al perimetro del fondo, in quella sporcizia, vedo una trentina di germogli alti un centimetro.
“Ma cosa…?” 
Delicatamente ne tiro via uno, un’unica fogliolina bianca –ovvio, non è che prendessero tanta luce…- che spuntava da… una lenticchia!
”Ma nooo… non ci posso credere!”
Faccio immediatamente manovra e piazzo la macchina in modo che il sole entri nel bagagliaio e la Peggiotta si trasforma in girasole: dalle due alle cinque, quando il sole se n’è andato, ho continuato a spostarla in favore di luce.
Poi ho recuperato una latta vuota, l’ho riempita di terra buona, con estrema delicatezza ho estratto i germogli e li ho trapiantati; arrivato a casa ho trasferito tutto in un vaso.

Gente, Bimbi mi è testimone: dovevate vedere, in primavera, cos’è diventato quel vaso; piantine alte quaranta centimetri, fitte fitte, che creavano una palla di fiori bianchi piccoli e bellissimi, una specie di palla di neve, e pure bella grossa.
Non ho mai cagato le piante di casa mia; ma quella…
La mangiavo con gli occhi, era bellissima.

Sì, l’alluvione era passata e la vita, ne avevo la prova tangibile, rifioriva.

Dottordivago

P.S.

Che sembrar possa fantasia,
che sembrar possa esser chimera,
amici miei, lo giuro,
questo mio diario è una storia vera.

Ecco, mi mancavano solo più le rime…

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Normalmente questa rubrica inizia così:

Nota dell’autore:
in questa categoria esprimo brevi pensieri in libertà, una specie di limitato firmamento di poche stelle opache.
Più realisticamente, trattandosi di pensieri miei, li considero pensieri/pennellata, come virgole di merda sulle piastrelle dei cessi della stazione.

A questa delicata introduzione segue la notizia o il pensiero in questione.
E adesso vi spiego perchè dovreste impegnare meglio il vostro tempo, invece di perderlo su queste pagine.

Oggi (ieri per chi legge) ho dedicato la rubrica al libro di Bush e l’ho battezzato “Il cesso della stazione 25”; clicco “pubblica” e non succede niente.
Va beh, con ‘sta macchina sono un povero scemo, lo so: rifaccio.

Niente.

Eh no, adesso sono sicuro di aver fatto tutto giusto: ci riprovo ancora qualche volta ma il post non compare, sulla home page c’è sempre “Tutti a bagno 9”.
Merda, mi sa che si è arrostito Windows Live Writer…

Vado a casa, lo riscrivo –sono due righe e una foto, roba di un minuto- e clicco “pubblica”.

Niente.

Oh cazzo, non è possibile che anche sull’altro computer sia partito WLW…
Vuoi vedere che…
E mi parte un embolo terrificante, in cui mi sembra di vedere la lunga mano di Echelon, l’NSA, la CIA…
Possibile che possano fare una cosa del genere?
Va beh che ancora un paio di anni fa anche il copia/incolla era un arcano, per me, su ‘sta macchina di merda tutto mi sembra fantascienza…
Ma questa mi sembra grossa.

Come è possibile bloccare sul nascere una piccola cazzata all’indirizzo di G.W.Bush che, tra l’altro, pare creato dal Padreterno proprio per essere preso per il culo?

Ma cosa mi viene in mente? Facciamo le persone serie: di questo passo darò ragione a quelli che sostengono che i governi finanziano l’introduzione di fluoro nei dentifrici perchè è considerato un potente rincoglionente, più che un toccasana per i denti.
Proviamo a pubblicare un’altra cosa. 
Avevo già messo giù una parte di “Tutti a bagno 10”, che doveva essere l’ultimo della Saga dell’Alluvione: non ho tempo per finirlo, così lo pubblico, per verificare il funzionamento del sistema con un post non offensivo per George II, lo Scemo.
E funziona!
A ridaije con Echelon, l’NSA, la CIA…
Così indago.

E scopro per la 18.500esima volta (praticamente i giorni della mia vita, visto che mi succede una volta al giorno) di essere un fantasmagorico, inarrivabile ed inenarrabile imbecille.

Allora, avevo già pubblicato un “Cesso della Stazione 25”, così me l’ha sovrascritto sul vecchio, cancellando l’originale: il post è stato pubblicato correttamente ma, considerandolo una correzione, nella data dell’altro n° 25, quindi non compariva sulla home page.
Poi sono andate a puttane le leggi dell’informatica e, forse, pure quelle della fisica: ho questo potere.
E sono riuscito a cancellare anche il n° 24…
Tutto sparito, non c’è traccia, arrivo fino al 23, poi il nulla.

Ok, scrivo solo cazzate ma aver cancellato qualcosa della mia produzione… mi rode il culo da morire.
Va beh, anche se l’ho già preso in odio dopo tutto il culo che mi sono fatto, proviamo a pubblicare ‘sto famoso post:
 

bush

Ansa:

Libro di memorie di George W. Bush ha già venduto 1,1 milioni copie.

Prosciugato il patrimonio di famiglia.

Dottordivago

P.S. …e tutto ‘sto sbattimento per una belinata del genere?

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