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Archive for agosto 2011

homer e marge

Dottordivago

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Don Fabbiotte

Per dovere di cronaca vi mostro la foto del viale Tiziano dopo l’intervento ordinato dal nostro Sindaco (nel senso che l’ho nominato Sindaco del Blog) e prima ancora sollecitato da quell’impagabile dito nel culo noto come Dottordivago:

Photo-0055

Ripeto: marca “bravo” al Sindaco, di cui vi mostro un’immagine di repertorio:

don-chisciotte

Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarti Pier? No, eh?
Va beh, pazienza.

Non ce la faremo mai.
Nè lei nelle vesti di Don Chisciotte, nè io in quelle di Sancho Panza.
Già la strana coppia le ha buscate da pochi mulini a vento nella vasta e riarsa Mancha, figuriamoci noi, che ci troviamo in una foresta di mulini a vento, un ginepraio di mulini a vento e dove ci giriamo ci picchiamo la faccia dentro.

Oggi ho assistito alla nostra sconfitta: la mia, la sua e di tutti quelli che vorrebbero far funzionare le cose.
Non abbiamo speranze.

Rientravo dalla corsa giornaliera, completamente sfiatato dalla temperatura e dagli anni che passano; vedo una fila di nuovi cassonetti, vicino a cui si ferma una Fiesta “vintage” da cui scende una cinghiala mannara con sigaretta in bocca, pantaloni purtroppo aderentissimi e zeppa di una spanna che comunque non riusciva a dare il minimo slancio ad una struttura nata per diventare un muletto ma crudelmente convertita in donna.
Ha uno scatolone stretto e lungo, una specie di colonnina 30x30x100.
Si avvicina, devo riconoscere correttamente, al cassonetto della carta; peccato che il senso civico sia già in riserva, infatti vorrebbe infilarlo bello intero: ovviamente non entra dall’apposita feritoia, che sarà un 25×80 o giù di lì, fatta apposta proprio per evitare che con tre scatoloni integri il cassonetto sia pieno.
Senza posare lo scatolone, prova con una mano a sollevare il coperchio: la struttura fisica glielo consentirebbe ma ci vorrebbero almeno due mani per riuscirci, piegando irreversibilmente la meccanica di apertura, inoltre la sigaretta in bocca la sta semi-asfissiando.

Se solo posasse lo scatolone e ci salisse sopra, lo ridurrebbe così sottile da farlo entrare in una cassetta delle lettere…
Invece, dopo una madonna nel suo idioma, qualcosa che suonava tipo

tu-tunnu ti-ta-ta-tao

ha lasciato lo scatolone intonso vicino al cassonetto e se n’è andata.
Non sto facendo il leghista, sto solo riportando i fatti: se si fosse trattato di una signora dell’Alessandria-bene, una caga amaretti scesa da un SUV di otto metri, con tailleur e Fendi tacco 5, l’unica differenza sarebbe stata che non avrebbe neppure provato a sollevare il coperchio.

È un episodio piccolo piccolo ma con una grande morale:

caro il mio Don Fabbiotte, dove cazzo vogliamo andare, con delle teste così?

Dottordivago

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Samarcanda

Il giorno di Ferragosto ero su una strada di montagna con Bimbi seduta al mio fianco.
Io le odio, le strade di montagna.
Posso stare appeso con una mano all’ala di un aereo in volo, tenermi o cadere dipende da me. Ma ho il terrore dell’imponderabile e odio passare sotto a pareti di roccia e pietraie: panta rei, tutto scorre, e tutto ciò che è su, prima o poi cade.

Molti anni fa eravamo su una spiaggia delle Eolie, ai piedi di una falesia altissima: io ci sono rimasto cinque minuti, poi ho sentito un “tac” ed ho capito che era caduto un sassolino.
A costo di sembrare matto, ho obbligato Bimbi a cambiare posto.
Pochi giorni dopo, su quella spiaggia, alcuni ragazzi sono morti sotto una frana.

A volte servono anche le fisse più assurde.

Ridere, ridere, ridere ancora, ora la guerra paura non fa…

Sempre a Ferragosto, su un’auto identica ma su un’altra strada, un’altra coppia si godeva una giornata di festa.

bmw1Non conoscevano la strada ma per queste cose c’è il navigatore…

Io lo odio, il navigatore.
Non ce l’ho, non faccio nè il rappresentante nè il tassista.
Non lo voglio, non mi serve e spesso ti fa spegnere il cervello.
E quelle rare volte che, con qualche amico, sulla sua macchina, cercavamo un ristorante in qualche posto infrattato, tutto bene fino alla penultima svolta.
Poi il cervellone si cagava addosso e passavamo mezzora a chiedere a uno o all’altro, come ai vecchi tempi, solo che allora, senza la sicurezza del cervellone, lo facevi lungo la strada e lo facevi prima, non dopo essere tornato indietro un paio di volte.

Comunque, la nostra coppia ha il navigatore, che li manda su una strada di montagna, una specie di mulattiera.
Capiscono di aver sbagliato strada e invertono la marcia.

bmw1 - Copia In quanti milioni di punti esatti avrebbero potuto riconoscere l’errore e di conseguenza fermarsi? 
In quanti milioni di punti esatti avrebbero potuto fare manovra ed invertire la marcia?
Ma l’hanno fatto lì, proprio lì e proprio in quel momento.

Corri cavallo, corri ti prego

fino a Samarcanda io ti guidero’…

In quanti milioni di punti esatti si sarebbero potuti trovare? Se solo avessero incrociato un’altra auto o non l’avessero incrociata, se solo un animale avesse attraversato la strada e avesse costretto il guidatore ad alzare un attimo il piede, se solo lei avesse detto «Guarda che bello…» e si fossero fermati mezzo minuto.
Sarebbe bastato una starnuto dell’uomo: la sollecitazione del trigemino obbliga a chiudere gli occhi e a rallentare impercettibilmente.
Niente di tutto ciò: tra milioni di punti esatti, loro erano proprio lì.

bmwUn masso del peso di un quintale, smosso dalle recenti piogge, è caduto.
Poteva prendere mille traiettorie, poteva trovare un ramo che lo deviasse impercettibilmente, poteva fermarsi contro le reti di protezione.
Invece ha trovato qualcosa, sì, ma qualcosa che ha fatto da trampolino e quello stronzo, rimasto lì per milioni di anni, ha scavalcato le reti e proprio in quel momento è caduto sull’auto.

T’aspettavo qui per oggi a Samarcanda,

eri lontanissimo due giorni fa,

ho temuto che per ascoltar la banda

non facessi in tempo ad arrivare qua.

Dove c’è lo squarcio c’era la testa di una ragazza di 29 anni.

Capisco di essere particolarmente sensibile a questo tipo di disgrazia ma…
Gente, siamo proprio appesi ad un capello: se solo potete, godetevi tutto ciò che avete, fate come si dice al mio paese…
Prendetela bene.

Dottordivago

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Sono arciconvinto che l’essenza dell’Uomo è un dito: il pollice opponibile.
Da lì nasce e si evolve tutto, dal rollare le canne al dare al corda ai vecchi orologi, dall’invenzione della ruota allo sbarco sulla Luna.

Noi siamo un dito.

Infatti io, nel mio piccolo, sono stato un bel dito nel culo del Sindaco, questa settimana, con la storia del Figlio di Superciuk, a proposito delle condizioni in cui si trovavano il Ponte Tiziano e l’omonimo viale.

L’altro ieri il Sindaco mi ha (“ci ha”, visto che l’ha fatto su queste pagine)comunicato che avrebbe fatto effettuare un sopralluogo ed io, che sono una merda, ho pensato: «Più che un osservatore/supervisore bastava mandare uno con una scopa…»
Ieri sera mi ha inviato il link del suo sito, in cui è visibile tutta una serie di foto del sopralluogo (ma dove cazzo ero? Praticamente su quel ponte ci vivo…) effettuato personalmente dall’ineffabile Sindaco Fabbio.
Per i non Alessandrini, il Sindaco è quello col “baffetto da sparviero”…

Sopralluogo

ponte1

No! Piercarlo non farlo!

ponte2

Tranquilli, non voleva buttarsi, rieccolo sano e salvo, fiore tra i fiori…

ponte3

Si vede il marsupio???

 

Va beh, il sopralluogo l’ha fatto.
Fidarsi ‘na volta di quello che dico io… no, eh?…
Comunque, ieri era il 12 agosto, venerdì, quindi facciamo passare il week end lungo e speriamo che dopo Ferragosto qualcuno si ricordi…

Questa mattina, per essere precisi sabato prima di Ferragosto, verso le nove sto andando in negozio; imbocco il ponte e…

uomo con decespugliatore su pista ciclabile…

intervento2

secondo uomo con decespugliatore sul marciapiede

intervento1

Ecco, il secondo ha fermato per un attimo la macchina infernale, mi ha fatto passare gentilmente, poi è ripartito a palla e mi ha sparato una rosata di ghiaietto nel coppino.
Credo mi abbia riconosciuto…

Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarti Pier? No, eh? Va beh…
Per prima cosa,

marca bravo al Sindaco,

mi è piaciuto il suo intervento.
Solo che… Sindaco, si è studiato una grana…
Si rende conto che così facendo ha generato un mostro?
Ero un improvvisato Gabibbo a scartamento ridotto, con poche speranze di essere ascoltato.
Ma visto che sembra funzionare, d’ora in poi, quando ne vedrò la necessità, non le farò mancare qualche rottura di coglioni extra, promesso.

Dottordivago

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Ufff… ‘sto Sindaco… quasi quasi non lo sopporto più… mò s’è messo pure a commentare a raffica…

In "Caccia ad Ottobre Rosso" il vice presidente degli Stati Uniti dice a Jack Ryan:

Vede, io sono un politico, il che significa che quando mi abbasso per accarezzare un bambino, lo faccio per rubargli le caramelle. Ma significa anche che non mi precludo mai nessuna possibilità ecc. ecc.

Ecco, il nostro Sindaco è un politico, fosse pure un ex criminale della Guerra Balcanica o un insospettabile serial killer, però alle sette e mezza del mattino risponde alle domande del volgo, non dico sul suo sito o sulla sua pagina Feisbuk, bensì su un blog qualsiasi, questo.
Che poi “blog qualsiasi” glielo dite a vostra sorella (“glie” rafforzativo)…

Quando mi domanderò se stia amministrando bene o male la città, dovrò ricordarmi che chi stava su quella sedia prima di lui era una specie di entità metafisica, incorporea e irrintracciabile come un fantasma.
Peccato: con tutte le battute che Berlusconi ha sprecato su Rosy Bindi…
Avesse mai scoperto Mara Scagni (impossibile, non l’avrebbe trovata), avrebbe abbandonato la politica per darsi al cabaret.
A tempo pieno, intendo…

L’ho cercata venti volte, quella babòna panatèra (blatta, scarafaggio, per i non alessandrini) e non l’ho mai trovata, nè personalmente nè telefonicamente.
Poi arriva il Sindaco Fabbio ed ora il rischio è di trovarselo pure seduto sullo zerbino…
Però c’è, questo bisogna riconoscerglielo.
Come gli Americani: possono piacere o meno, però hanno inventato il rock ’n roll, gli altri manco quello.

Bòn, chiusa la Genova/Nizza, per oggi basta così.
Anzi, no.

Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarti Pier? No, eh? Va beh…
Riallacciandomi per un attimo ai post precedenti ed indossando per poche righe i mutandoni del Figlio di Superciuk, oggi ho scattato un paio di foto al viale Tiziano (per i non Alessandrini dirò che è il viale che porta al ponte Tiziano, il famoso “Ponte sul fiume di guai”).

Per non disturbare un paio di negher che facevano la pennica sulle panchine,  non ho fotografato i punti migliori (sai com’è, finisce sempre che credono che con la foto gli rubi l’anima…) ma già un’idea ce la possiamo fare:

Photo-0046 Photo-0045

Lei è sempre presente, gli spazzini molto meno: a distanza di tre settimane da quella domenica di buriana, ponte e viale continuano ad assomigliare al sottobosco nel periodo delle castagne, segno inequivocabile che da lì non passa nessuno da almeno un mesetto.
Ma non si preoccupi: sto parlando di estetica, non di politica…

Dottordivago

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benvenuto benvenuto

Benvenuto ufficiale con cesto d’ordinanza per due nuovi arrivi, giusto per rispettare le tradizioni consolidate.

Devo fare una confessione: sono un uomo di merda, uno schifoso lacchè asservito al potere.
Mentre il buon Tinpa si è fatto la trafila classica –vi ricordo che il benvenuto ufficiale scatta al secondo commento- per il Sindaco di Alessandria ho fatto uno strappo alla regola e ho cacciato il cestino già al primo commento: diciamo che l’ho fatto entrare nel blog a bordo di un’auto blu su una corsia preferenziale.

Cosa volete mai, una volta che gli dai un vizio, poi tocca mantenerglielo…

E visto che qualche giorno fa il Ragionier Pantofola ha contribuito nel rintracciare un brano per un mio amico (“contribuito” nel senso che io gli ho canticchiato al telefono ah-ah uhm uhm lala lala lala là iu nau e lui mi ha detto titolo e interprete…) ed ho ancora il link sotto mano, perchè non offrirvi una robina leggera leggera che aspetta solo di essere canticchiata per regalarvi un po’ di allegria?

Dài, gente, tutti insieme

ah-ah uhm-uhm

la-la la-la la-la là iu nau…

 

Dottordivago

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Non vorrei che a qualcuno venisse in mente che sto baciando il culo del Sindaco.
Mettiamo le cose in chiaro, poche regole fondamentali che mandano avanti il mondo:

  • per una grande parete ci vuole un grande pennello,
  • i negri hanno il ritmo nel sangue,
  • le donne sono tutte puttane,
  • i politici non hanno mai ragione, a prescindere.

Quello che voglio far notare è che anche quando i ricchi/potenti hanno una pensata decente, intervengono i poveri/sottoposti a rovinare tutto.
Sono proprio questi i personaggi che Superciuk, il supereroe che ruba ai poveri per dare ai ricchi, vuole castigare.

Anche perchè le belinate dei potenti non le castiga nessuno, quindi la storia di Superciuk è un modo come un altro per segnalare minchiate facilmente risolvibili, in un modo più disincantato e informale di una “vibrante lettera di protesta”.
Io penso che se tutti –non dico sistemassero- ma anche solo segnalassero ciò che non va, invece di lamentarsi e basta, forse chi di dovere potrebbe convogliare le poche energie (ricordiamoci che la coperta è corta) dove servono. Insomma, la morale assomiglia a quella del detto

scopa davanti alla tua porta e tutta la strada sarà pulita.

Torniamo sul ponte e teniamo sempre a mente che l’idea di bordare di rose i 280 metri del ponte Tiziano, unico ponte cittadino rimasto, è stata ottima.
La cosa che mi stupisce è che le rose non sono ancora state rubate tutte, come succede di solito, e quando succede non si tratta di teppisti: si tratta quasi sempre di dolci signore di una certa età e di distinti pensionati, i quali trovano più conveniente abbellire il giardino con quel sistema che non cacciare qualche euro dal vivaista.
So di cosa parlo: me l’ha riferito mio padre, che passa la giornata con altri pensionati i quali, quando vogliono fare un regalino alla moglie, vanno a sradicare qualche pianta dal verde pubblico per trapiantarla nel proprio giardino:

Eh… intanto, lì… non sono di nessuno…

SONO DI TUTTI, vecchio coglione.

Per chi non leggesse i commenti, faccio notare che il Sindaco mi ha risposto (su Feisbuk, che fastidio… A quando un bel commentino su queste pagine, eh?) cosa meritevole, per un politico, come fa notare la Niki.
Solo che dalla sua risposta ho capito di non essermi spiegato bene

Sì, lo riconosco: con la riga precedente la mia lingua è saettata come quella di un camaleonte e si è fiondata tra le chiappe del Sindaco: manca ancora che dica al Sindaco che non ha capito un cazzo, vi pare?
Non lo dico per due motivi: primo, perchè il Sindaco ha capito benissimo ma non vuole infierire sui suoi uomini, quindi mi ha risposto con un po’ di “zembo”, secondo perchè non voglio svegliarmi con a fianco la testa di un cavallo o ritrovarmi con una macchina dei Vigili attaccata alla mia, come una roulotte…

Ma il figlio di Superciuk reclama teste umili, per i potenti c’è Beppe Grillo.
Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarti Pier? No, eh?
Va beh, comunque sia, venga con me: la porto a fare a fare un giro sul ponte.

Il rossetto al maiale.

Dunque, abbiamo appurato che a piantare le rose ci sono andati tre zozzoni che hanno lasciato i rifiuti di un dopo-concerto e qualcun altro (come è possibile che me li sia persi?) ha installato l’irrigazione in stile Polesine 1951.
Ora, d’accordo che non sono più i tempi di Ernestìn (post precedente) e che se uno è incaricato di fare un lavoro è già grasso che cola se ne fa il 70%, quindi non pretendo che gli zozzoni dal pollice verde o gli ingegneri idraulici si sbattessero oltre il dovuto…
Capisco anche che i lavori nuovi hanno un certo impatto sull’elettorato e l’ordinaria manutenzione no.
Ma sarà andato qualcuno di quelle centinaia di lavativi comunali a vedere che tutto fosse a posto?
E non dico che ci dovessero pensare personalmente i suddetti lavativi ma era troppa fatica fare una telefonata al collega giusto? E magari dire: «Le rose sono piantate, solo che abbiamo dato il rossetto al maiale…» e inviare le seguenti foto:

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Ecco, non dico estirpare una a una le erbacce ma anche solo dargli una bella piallata col diserbante non sarebbe una brutta idea… Non per altro: in alcuni punti sono vere e proprie piantine e stanno sollevando gli autobloccanti… Photo-0033

E non è l’unica cosa che stona con il preteso abbellimento del ponte:

Photo-0043

Questa è fresca di oggi, lunedì 8 agosto, ore 14,30: a parte quello che al mattino è un simpatico stagno alimentato dall’irrigazione e che di pomeriggio diventa un pantano (in secondo piano) su marciapiede e pista ciclabile, a parte quello…
Ma quelle foglie secche… sono lì da tre settimane, da quella domenica di vento terribile che ha pelato le piante del viale e ha staccato dal muro una tenda del mio negozio, ragione per cui me ne ricordo bene.
Bello anche il rampicante che ricopre i primi metri di balaustra ma ormai si è mangiato mezzo marciapiede, mentre un galoppino con un decespugliatore potrebbe sistemare la cosa in cinque minuti.
Mi creda, la foto non rende giustizia: quel tratto è realmente una schifezza.

Ora, a differenza dei suoi detrattori, io non credo che lei debba essere ritenuto responsabile di ogni cosa malfatta. Però vorrei farle notare che se in questi giorni qualcuno ha preso lo stipendio per tenere pulito il ponte, quel qualcuno le ha ciulato il grano.
Il che non sarebbe gravissimo –lei è ricco di famiglia, no?…- se quel grano non fosse pure il nostro…

Però però però… Forse il male peggiore non è nè molto in alto nè molto in basso, temo che il problema sia nell’anello di congiunzione: come dicevano gli antichi

in media stat lavativus

E mi riferisco a quelli che dovrebbero controllare.
Mi scappa di divagare, giusto un momentino.

Abbiamo più leggi di qualsiasi altro paese al mondo ma nessuno che ne controlli l’applicazione.
Ricordo un giorno di una ventina di anni fa, quando erano stati da poco introdotti i limiti di velocità, su proposta di quel cane malato del ministro Ferri, che poi si divertiva a sfrecciare a 250 all’ora con la scorta.
Rientravamo dalla classica mangiata di ostriche a Nizza e, quando siamo arrivati alla frontiera, abbiamo assistito allo spettacolo di una quindicina di stranieri che tentava di capire a che velocità si dovesse viaggiare in Italia: due diverse velocità, in base alla cilindrata, su strade extraurbane; due diverse velocità, sempre in base alla cilindrata, sulle autostrade; meno dieci kmh per tutti nel week end ecc… ecc…
Se ci sono due persone in grado di fare più casino degli Italiani durante una discussione, quelle due persone sono francesi, infatti piantavano un casino della Madonna, quasi si menavano.
Poi tutti quanti salivano in macchina e partivano come Mister Magoo; dopo qualche kilometro, capivano l’antifona e si lanciavano ventre a terra come noi Italiani, tanto ci saranno stati tre autovelox in tutta la penisola.

Torniamo a casa nostra.
Quattro o cinque anni fa eravamo a cena con due coppie di amici.
Nel corso della chiacchiera, Tizio dice a Caio: «Lì, sotto casa tua, a che punto sono i lavori della rotonda?»
«Sì, bella battuta, scemo: piuttosto, quando cazzo finite?»
«Guarda che non sto scherzando, lo sto domandando a te…»
«Ma sei scemo?!… Sei uno dei responsabili dei lavori…»
«Sì, ma è anche una settimana che ci sono 35 gradi e io col cazzo che vado a vedere cosa stanno facendo…Tu, piuttosto, basta che apri la finestra…»
Intervengo io: «Ecco, effettivamente tu prenderesti anche uno stipendio…»
«Ma cosa c’entra!… Lo stipendio lo prendo in quanto dipendente comunale, non per fare la sauna…»

La cosa angosciante è che non stava scherzando, credeva in quello che diceva: lo stipendio lo prendi perchè sei un dipendente comunale, punto. Tutto ciò che si presenta al di fuori della riscossione dello stipendio, è una circostanza sgradevole da evitare per quanto possibile.
Morale: se chi controlla ragiona così, come ragiona chi dovrebbe essere controllato?
Ragiona come quelli che hanno allagato l’angolo dei pensionati o che hanno piantato centinaia di rose a un metro dalle erbacce, senza che li sfiorasse il pensiero di eliminarle.
Esattamente come dare il rossetto al maiale o, come alla corte del Re Sole, dove ci si dava il profumo sulla merda, visto che l’acqua non la vedevano mai.

Ma qui parliamo di rose e erbacce, fatto più simbolico che sostanziale; il problema nasce quando si muovono tanti soldi, parlo delle “cricche”, parlo dei lavori che fanno aumentare il PIL (Porco Ingordo Ladro): se non siamo in grado di controllare le cazzate di casa nostra, come possiamo sperare di dare una sterzata virtuosa all’impiego dei nostri soldi su scala nazionale?

Colpo di genio

Per concludere, ci sono situazioni che non si spiegano neppure con la svogliatezza o con la stupidità: è proprio cattiveria.
Oppure è Genio.

Questo è l’attraversamento pedonale di fronte a casa mia: le strisce sono allineate con lo scivolo del marciapiede di fronte. A parte il fatto che proprio nell’unico posto dove uno non rischia di essere investito, nello spazio tra le due corsie, con la pioggia si forma un lago, per il resto, nulla da segnalare.Photo-0039

Una volta era così anche dalla parte di casa mia.
Poi qualcuno ha giustamente fatto notare cha dove c’è lo scivolo, con la pioggia, si formava una pozzanghera profonda dieci cm.
Sono intervenuti, hanno smontato dieci metri di marciapiede, l’hanno rimontato e adesso la pozzanghera che si forma è di soli cinque cm.
Ma non è quello il punto.
Una volta lo scivolo era allineato con le strisce pedonali, adesso è così:

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Hanno tolto due cordoli per lato (quelli gialli e neri) e, quando li hanno rimessi, ne hanno riposizionati tre sulla destra e una a sinistra, così lo scivolo è sfalsato rispetto all’attraversamento. Non dico di guardare il centimetro ma ‘sti imbecilli sono riusciti a rifare lo scivolo per metà fuori dalle strisce.
Lo so, anche questa è una cazzata.
Ma per fare un lavoro del genere, che cognizione ci vuole?

Signor Sindaco, in quanto figlio di Superciuk dovrei chiederle le teste del cretino che ha lavorato e di quello che non ha controllato.
Ma non lo faccio, semplicemente perchè le ho già:

ciuchinociuchino   Dottordivago

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