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Archive for agosto 2009

…il mio cervello espleterà solo funzioni di controllo per attività di nanna, pappa e cacca.

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Ci sentiamo a settembre, brava gente.

Dottordivago

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Nel post precedente ponevo alcune domande al Sindaco, che mi ha puntualmente risposto facendosi pure un bel culo, visto che lo ha fatto su Feisbuk dove più di tanto non si può scrivere; per aggirare il problema mi ha inviato in cinque rate ciò che state per leggere.
Quest’uomo mi stupisce ogni volta: con la precedente Amministrazione, per rendere noto un problema sono andato almeno quattro volte in Comune e nessuno mi ha cagato quant’ero lungo; stessa sorte hanno avuto una decina di telefonate.
Questo Sindaco qui, invece… eh?
Carissimo Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarla Pier?
No eh?
Va beh, comunque le formulo una richiesta: in futuro, se avrà motivo, modo e tempo per rispondermi, lo faccia qui, sul Panda, luogo che considero casa mia e dove si parla e scrive senza limiti, così non diventa matto con invii multipli; se poi non volesse farlo sotto forma di commento, può mandarmelo a Ditelo al Dottordivago: consulenze private.

Possiamo partire; non ho omesso nulla, ho solo grassettato e contrassegnato alcuni punti che ritengo importanti e che esamineremo più avanti.

Se mi dice dove inviarle il materiale, che, magari non le dà tutte le risposte (ma prometto di trovarle anche il resto), ma molte informazioni sulle ragioni dell’abbattimento, io glielo faccio avere. Il resto, come per esempio la trattazione sulle casse di laminazione o i costi per la segnaletica (per ora presuntivi) e l’abbattimento (definiti dalla gara d’appalto) mi ingegno a trovarglieli lunedì.
Il materiale che le invierò è a disposizione di tutti i cittadini. Molti però preferiscono esprimere valutazioni epidermiche, senza approfondire il tema e soprattutto senza tenere in considerazione che siamo al termine di un processo quindicennale ove le amministrazioni precedenti si sono distinte per non aver voluto decidere o per – peggio ancora – procrastinare sine die la decisione, lasciando in condizioni di grave insicurezza la nostra gente (1).
Ecco perché non ho assi nella manica (2), anche se ho la firma di un protocollo d’intesa in cui Protezione Civile, AIPO, Autorità di Bacino, Regione Piemonte, Provincia e Comune si impegnano a finanziare l’opera in quota parte. In questi giorni si stanno terminando i conti per l’attualizzazione dei costi del ponte Meier, che probabilmente saranno più contenuti di ciò che è stato annunciato. Avuto il via della Sopritendenza per il mantenimento di due arcate (3) e l’armonizzazione del Meier con le stesse, procederemo a due operazione: l’indizione della gara europea per la costruzione del nuovo ponte e la preparazione della firma dell’accordo di programma in cui le amministrazioni firmatarie del suddetto protocollo d’intesa indicheranno le poste dei loro bilanci ove individuare puntualmente le risorse economiche. Mi pare naturale che il tempo per procedure così complicate possa essere calcoltato in otto, nove mesi, del resto era difficile cercare di farsi dare milioni di euro da istituzioni varie senza aver dato la prova dell’effettivo abbattimento del ponte (4).
A ciò si aggiunga che da una ventina di giorni siamo impegnati a difenderci al TAR Piemonte da coloro che hanno ricorso contro di noi perché contrari all’abbattimento.
Come vede non un processo semplicissimo ove, se prevalessero i calcoli dell’opportunismo politico, ancora una volta non avremmo fatto nulla, come da quindici anni succede. Ho preferito sobbarcarmi il peso di una responsabilità grande, perché penso che mi abbiate eletto per questo, non per speculare su un posto di potere (5).
Questione casse laminazione. Occorre tagliare la testa della piena. A quanto equivale? A circa 100 milioni di mc. Calcolando che si possa immagazzinare in grandi vasche vicine al letto del fiume circa 1,5 mt. di altezza di acqua (se le ricaviamo in area golenale dovremmo sottrarre il quantitativo d’acqua che le golene imbarcano, ma questo è un altro discorso) occorrerebbero circa 70 milioni di mq., cioè circa 7000 ettari. Anche qui è bene fare un termine di paragone. Quanto è grande la Cittadella? Circa 40 ettari. Cioè ci vorrebbe una superficie pari a 175 volte la grandezza della Cittadella da reperire tra Asti e Alessandria. Ammesso che vi sia e calcolando che ci vorrebbero opere di contenimento in cemento armato (chiuse per sbarrare l’uscita e l’entrata dell’acqua nelle casse), una prima stima di costi supera di gran lunga i 220 milioni di euro (6). Una questione veramente difficile, anche se, una volta abbattutto il ponte non potremo esimerci da richiedere alle istituzioni competenti un impegno anche in questa direzione. Magari non riusciremo ad imbarcare 100 milioni di mc, ma un poco meno che è sempre una garanzia per la città. Pure io sono però dell’avviso che le casse di laminazione siano – nel loro complesso – difficili da realizzare e costituiscano un vulnus non da poco nell’ambiente. Peccato che con pervicacia siano proprio gli ambientalisti a sostenerle in luogo dell’abbattimento del ponte, ma anch’io capisco che non si possa avere tutto dalla vita. Saluti e a dopo per ulteriori informazioni.
Grazie e a risentirci.
P.S. forse riesco a mandarle un po’ di materiale via mail. Io ci tento,quando lo riceve mi dica se le basta.
 

Beh, signor Sindaco, grazie per le risposte; lei continua a stupirmi con questo rapporto diretto che accetta ed alimenta e proprio relativamente a ciò le ricordo che il motto de ILPANDADEVEMORIRE è “L’approssimazione al potere”, quindi sospenda pure, al momento, l’invio di altro materiale: vorrà mica far sembrare, il mio, un sito serio ed autorevole, eh?
Scherzi a parte, se avrò un paio di domande specifiche da rivolgerle, mi permetterò di inviargliele; ora siamo quasi a Ferragosto: vorrà mica essere l’unico pirla a sbattersi in questo momento, no?

Ora vorrei dare un’occhiata più da vicino ai punti che ho contrassegnato.
Punto (1), ovvero le Amministrazioni precedenti. Quel che dice è vero, anzi, verissimo, tant’è che mi piacerebbe sapere dove, le Amministrazioni precedenti, abbiano messo i quindici miliardi di lire già stanziati per il ponte Meier: non so se esistevano fisicamente ma ricordo perfettamente di aver letto il cartello di cantiere vicino al ponte, parecchi anni fa: di solito, quand’è così, è perchè i soldi ci sono…
Quanto alla sicurezza… Vede, Sindaco (basta col “Signor”, sono un iconoclasta; per par condicio, lei mi chiami pure Dottordivago, senza “Signor”, oppure faccia come molti e mi chiami “Oh, scemo…”, che è un po’ il mio secondo nome…), io sto dalla sua parte, mi creda: voglio un ponte nuovo che funzioni anche quando piove; per quanto riguarda la sicurezza, ed immagino si riferisca al restringimento di sezione del letto del fiume rappresentato dal vecchio ponte, le faccio notare che 800 metri a monte del ponte in questione esiste quello ferroviario che, pur essendo di recentissima costruzione -sottolineo non ad opera sua-, non fa altro che spostare a monte il problema, visto che è stato costruito con un basamento impressionante, rinsaldato dai rottami del vecchio ponte che ‘sti coglioni hanno lasciato lì: in quel punto l’acqua sarà profonda una spanna e questa barriera continuerà a far sì che il fiume non possa attuare la sua opera di scavo  e continui invece a depositare materiale a monte dello sbarramento, con la logica conseguenza dell’innalzamento del letto.

E qui mi collego al punto (3): il mantenimento delle due arcate è una cagata pazzesca. Lo so, lo so, non è colpa sua: come me, lei vorrebbe fare piazza pulita, ma deve pagare ‘sta marchetta per riuscire ad andare avanti; lasciare le due arcate per accontentare quattro somari è come dividere un paio di scarpe tra due che se le contendono: entrambi resteranno con una scarpa ciascuno, cioè con niente.
Il problema è che le due arcate non stanno su da sole, ci vuole il basamento, e così non si risolve il problema: quarantanni fa andavo a pescare sotto al Palasport, dove c’era un fondo di quattro metri, oggi ce ne sarà uno e mezzo, se va bene, grazie all’azione di sbarramento del ponte che permette all’acqua di tracimare ma non lascia defluirere il materiale solido.
Questo problema è sempre esistito ma oggi è molto peggiorato a causa dei moderni sistemi di aratura profonda e di lavorazione dei campi che, con le piogge, riversano nel fiume molta più terra.
Su queste basi, potremo far progettare il ponte a Meier, a Renzo Piano o a Von Braun, ma non avremo risolto il problema.
Si faccia qualche nemico in più e butti giù tutto, ponte e basamento, e fate una bella campata unica: in poco tempo scomparirà la “cascata” ed il letto del fiume si abbasserà.
E se qualche nostalgico le bloccherà i lavori, lei gli faccia una bella foto e la distribuisca agli automobilisti in coda, così che possano ringraziare personalmente chi causa ulteriori ritardi…
A proposito: parlando del traffico futuro c’è chi prospetta scenari apocalittici.
Ringraziando la Madonna, di disagi ne avremo un mucchio, ma spero niente di sconvolgente: daltronde abbiamo già provato a muoverci con un ponte in meno e non è morto nessuno.
Solo che in quei casi si parlava di tempi brevi, non di quattro anni.
Per fortuna c’è da considerare che quelle erano emergenze, senza interventi mirati alla viabilità; ora mi auguro che il rimaneggiamento alla viabilità che state attuando contribuirà a ridurre il disagio.
Oddio!… Un dubbio angosciante!… Non è che le modifiche alla viabilità le ha studiate lo stesso che si è inventato Piazzetta della Lega?…
No… perchè… in tal caso ci ritroveremo con le code di auto “a castello”, come i letti della naja…
Minchiate a parte, faccio una previsione: un punto di crisi sarà la rotonda di fronte all’Hotel Londra, dove è già triplicato il casino ora che in città siamo quattro gatti.

Punto (2). Non ha assi nella manica: le credo e per questo la ammiro; la ammirerei anche se mi stesse raccontando delle balle, visto che lo starebbe facendo in modo superbo.
Se mai io entrassi in una chiesa si metterebbe a bollire l’acqua santa e poi non so pregare, ma se sapessi farlo direi una preghiera per lei: ha mai pensato a cosa sarebbe di lei -non della sua carriera politica, parlo della sua persona…- se succedesse qualcosa al Ponte Tiziano, cosa, per altro dimostrato, non impossibile?
Faccia una telefonata a La Russa e, anche a costo di donargli un organo o le chiappe, si faccia costruire un ponte militare 50 metri a valle del cantiere.
Eh lo so: si fa presto a sacrificare le chiappe degli altri, eh?

Punto (4), ovvero l’abbattimento anticipato. Okay, mi sembra che un senso ce l’abbia o perlomeno che abbia un senso considerando il Paese in cui viviamo, dove si deve abbattere un ponte per dimostrare che è da rifare: cazzo, non bastava che ci incatenassimo io e lei ad un’arcata? O fuori da Palazzo Chigi?
O, meglio ancora, fuori da Villa Certosa, dove rischiavamo pure di rimorchiare un paio di putane? (Con una “t”sola: siamo alessandrini, no?)

Punto (5), ovvero il peso della responsabilità: le credo anche su questo punto; è più facile pensare che un politico abbia sempre secondi fini, ma se non cominciamo a fidarci di qualcuno, da questa situazione non se ne esce.

Punto (6), ovvero le casse di laminazione. Lo dicevo nel post precedente: non siamo in Kazakistan; da noi è quasi impossibile allargare di un metro una strada, figuriamoci fare un lavoro tipo Diga delle Tre Gole in Cina: giusto gli ambientalisti più stupidi possono pensare in un modo così lontano dalla realtà, gli stessi ambientalisti che nei primissimi anni 90 promuovevano l’uso della benzina verde anche nelle auto non catalizzate, ignorando che il benzene della “verde” -eliminato dal catalizzatore- è cento volte più cancerogeno del piombo tetraetile della “super”: marca “bravo” agli amici del panda…

Basta, chiudo, anche perchè in giro non sento parlare d’altro ed un po’ di nausea mi sta venendo.

Carissimo Sindaco… Piercarlo… posso chiamarla Pier?
No, eh?
Va beh, le auguro buone vacanze, se le fa.
Se ho detto qualche grossa cagata, me la segnali e, mi raccomando, si riposi.
Perchè qui, a settembre, sono cazzi.

Dottordivago

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No, non quello di Messina: non essendo io un dirigente del Ramo Cementi di Cosa Nostra, non comparendo nel CdA della ‘Ndrangheta Acciai, non avendo interessi nel Sistema Camorra e Sacra Corona Unita (che qualcosa beccheranno di rimbalzo dalle consociate calabro-sicule), non potendo sperare in un subappalto in quanto affiliato alla Stidda e non avendo un cazzo a che fare col governo attuale, quel ponte non lo voglio.

Sto parlando del Ponte Cittadella di Alessandria.
Ponte Cittadella 
Per i non Alessandrini, questo è quello attuale che a breve sarà demolito tra gli strepiti e la disperazione di quelli che si stracciano le vesti per la perdita di questo gioiello dell’architettura che ad ogni pioggia rischia di crollare e che quindi viene regolarmente chiuso; a volte non serve neanche un periodo particolarmente piovoso: spesso è sufficiente che ad Asti, a monte rispetto a noi, organizzino una Festa della Birra o che esagerino coi diuretici.

Non che ‘sto ponte sia stato costruito male: il problema è che durante l’alluvione del ’94 si è beccato una portata d’acqua che l’Orinoco gli faceva le pippe e della cosa ne ha risentito; anche se molti espertoni sostengono il contrario, cioè che quel ponte può resistere altri duecento anni, ritengo che ci siano degli innegabili rischi; non ho nessuna esperienza in fatto di ponti, ma capisco qualcosa di paraculaggine e so che nessun sindaco lo chiuderebbe a cuor leggero e soprattutto mai, dico mai, lo chiuderebbe senza motivo in un periodo pre-elettorale come è successo questa primavera.

Naturalmente sono nati come funghi mille comitati contro il nuovo ponte.
Lasciamo perdere il pregio del manufatto, è lì da vedere: siamo sinceri, non è nè il Pont Neuf nè il Golden Gate…
Vabbè, c’è un discorso affettivo, ma non stiamo parlando del nonno o del vecchio cane di famiglia quindi, pur a malincuore, preferisco un ponte che funzioni sempre.
Quelli che mi fanno più ridere sono i sostenitori della conservazione del ponte e del conseguente, indispensabile dragaggio dei fiumi per abbassarne l’alveo, belinata di portata cosmica; per loro ho qui una foto:
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Si chiama Grand Canyon, in alcuni punti è profondo 1600 metri ed il merito è del fiume Colorado.
1600 metri? Cristo Santo!
E chi cazzo se l’è dragata, tutta quella roba?

Il Colorado, appunto, perchè i fiumi, da quando esistono, scavano.
E non hanno bisogno che qualcuno faccia il loro lavoro, a patto di lasciarli scorrere; qui da noi, invece, per secoli si sono costruiti ponti con dei basamenti che sbarrano la strada ai fiumi, i cui letti diventano vasche di decantazione; non è nient’altro che il problema delle dighe: passa l’acqua ma si deposita la parte solida, quindi il fondo sale e continuerà fino a che lo stesso fondo sarà a livello degli sbarramenti, ma a quel punto il fiume si sarà trovato un’altra strada, in Corso Roma o dove gli piace di più.

Da perfetto ignorante ritengo che cominciando a sostituire i vecchi ponti con altri nuovi, a campata unica -200 metri malcontati, visto che parliamo del Tanaro e non del Rio delle Amazzoni…- ed eliminando i vecchi basamenti, ritengo che il fiume possa scorrere liberamente e trascinare la nitta di Tanaro in Po e da lì nell’Adriatico, e mi dispiace per Rosolina Mare se col tempo il mare, o quella specie di minestrone che la lambisce, sarà sostituito da terra nuova; daltronde, ho sempre preso per il culo un amico che andava lì in vacanza; gli dicevo che gli avrei mandato una testimonianza riguardo al posto dove soggiornava: in perfetto Dottordivago Style, avrei contrassegnato uno stronzo ad Alessandria che nel giro di pochi giorni si sarebbe arenato sulla sua spiaggia…

Poi ci sono quelli che

Ciò che è mancato, invece, è la realizzazione delle aree golenali per la laminazione delle acque eccedenti durante gli eventi eccezionali.

Significa realizzare aree sgombre in cui il fiume si possa sfogare in caso di piena; niente di più facile, se fossimo nel Kazakistan; ma anche da noi non è impossibile: basta convincere un migliaio di contadini a cambiare mestiere e per farlo è sufficiente istituire la Provincia di Solero, quella di Pavone e quella di Pietra Marazzi, così i villici potranno diventarne dirigenti e portare comunque a casa la pagnotta.

Stiamo parlando di un ponte, non di un inceneritore o di una centrale nucleare, eppure sembra prendere il sopravvento l’atteggiamento NIMBY o, peggio, BANANA.

Con NIMBY (acronimo inglese per Not In My Back Yard, lett. “Non nel mio cortile”) si indica un atteggiamento che si riscontra nelle proteste contro opere di interesse pubblico che hanno, o si teme possano avere, effetti negativi sui territori in cui verranno costruite; gli anglofoni, per indicare la degenerazione estrema della sindrome NIMBY, utilizzano l’acronimo BANANA che sta per Build Absolutely Nothing Anywhere Near Anything (lett. “Non costruire assolutamente nulla in alcun luogo vicino a qualunque cosa”).

Insomma, secondo me questo ponte s’ha da fare, oltre a tanti altri ponti che sbarrano i fiumi, a patto di non fare stronzate come per la costruzione del Ponte Tiziano, dove si è costruito sul vecchio e si è addirittura buttato il rottame nel fiume, per la gioia dei cormorani che si possono appollaiare sui tondini che spuntano dall’acqua, profonda venti centimetri in quel punto: marca “bravo” ai nostri politici…

A proposito…
Ehm… signor Sindaco… si ricorda di me?
Carissimo Sindaco Fabbio… Piercarlo… Posso chiamarla Pier?
No, eh?
Va beh… Signor Sindaco, possiamo evitare di fare un’altra minchiata?
Io ho votato per lei e la stimo, questo sia chiaro.
Ma qui mi scappa di divagare.

Spero che lei non sia arrivato in tempo per porre la sua mano nella realizzazione della nuova Piazzetta della Lega, ombelico della città che ha subito due lifting negli ultimi ventanni; solo che non stiamo parlando di una diva che non si rassegna al tempo che passa, parliamo di una piazza rifatta non in silicone ma in solida pietra, che solitamente dura alcuni secoli; certo che se ogni volta che si deve dare una picconata per terra la si fa poi rappezzare con una carriola di asfalto da qualche imbecille non controllato da qualche lavativo, è logico che un selciato diventi un merdaio e che una piazza duri meno di un buon frigorifero.

Speravo che l’incapacità progettuale alessandrina trovasse un’unica valvola di sfogo in Piazza Marconi, per anni oggetto delle peggiori brutture, fermo restando il fatto che le brutture in oggetto non sono a carico della sua Amministrazione; oggi lì ci avete messo una pezza e devo riconoscere che ne è uscita migliorata dagli ultimi interventi, anche perchè, volendo essere cattivi, fare peggio era francamente impossibile.

Purtroppo nella nuova Piazzetta della Lega uno vorrebbe guardare il cielo per non intristirsi, ma non può, perchè deve stare con gli occhi ben piantati per terra come un cercatore di funghi, per evitare quegli aggraziati canaletti di scolo il cui compito istituzionale è quello di scavigliare i passanti.
Bella anche l’idea delle panchine in stile Arte Funeraria, sulle quali si può friggere un uovo già col sole del mattino, lasciando all’immaginazione del lettore l’effetto letale della combinazione sole pomeridiano / chiappe; e sempre a proposito delle menzionate panchine vorrei domandarle se è corretto far progettare una panchina -mi dicono dietro compenso- ad un dipendente comunale già stipendiato per svolgere il proprio lavoro, lavoro che dovrebbe consistere nello scegliere prodotti realizzati da chi ne ha la capacità.
Ed a proposito di materiali, le faccio notare che quelli impiegati si stanno sporcando ad una velocità impressionante ed è quasi una fortuna che -a detta dello stesso uccellino- la pavimentazione si stia già muovendo dopo due mesi, così si farà poca fatica per rimuovere tutto quanto…
Comunque spero che mi abbiano raccontato delle minchiate e sarei onorato di una sua risposta in merito.
Ahhh… dopo una bella divagata mi sento sgravato.

Parlavamo del ponte.
Signor Sindaco, sono con lei: lo voglio.
E sa qual’è il problema?
Il problema è che lo voglio!
Sono egoista: lo voglio per me, non per le generazioni future.

Ora, io sono un pirla ed in quanto tale non ho il cervello al fulmicotone; diciamola tutta: sono un po’ lento e quando c’è da capire qualcosa, faccio quello che posso, quindi sono quasi certo di aver capito male.
Nell’attesa di una spiegazione da parte sua, le sottopongo ciò che ho letto e che mi ha, sicuramente a sproposito, messo in allarme:

Così, il Comune di Alessandria avvierà immediatamente le opere di demolizione del ponte. Mentre Regione, Provincia, Governo e Comune si impegnano a reperire i fondi necessari per la realizzazione del nuovo ponte che assicurerà al più presto il ripristino del collegamento tra le due sponde del Tanaro. A tal fine, entro dicembre sarà sottoscritto l’accordo di programma che comprenderà il piano finanziario e il cronoprogramma.

Naaa… ho capito male, quindi mi vado a leggere ancora qualcosina:

Previsto, per gli ultimi giorni dell’anno, il lancio della gara d’appalto internazionale, che durerà 5 o 6 mesi, per la costruzione del ponte.
Variabile che avrà un peso importante all’apertura delle buste saranno i tempi. Per l’estate 2010 si consegnerà il lavoro al vincitore ed il tutto dovrebbe esser terminato nell’arco di due o tre anni.

Oh cazzo, ma allora avevo capito bene!
Mi corregga se sbaglio: il 3 agosto avete chiuso il ponte ed inizierete la demolizione, entro dicembre deciderete cosa fare e stabilirete se ci sono i soldi per farlo; tra un anno si rischierà di sapere chi costruirà quello nuovo e fra quattro anni forse usciremo dal Girone della Merda?

Ma lei, se desidera cambiare un paio di scarpe, butta via quelle che calza e va a piedi a Cuneo per comperare quelle nuove?

Se le cose stanno in questi termini, io mi auguro che lei abbia un asso nella manica, tipo il ventilato ponte militare provvisorio proposto tempo fa da La Russa.
Se così non fosse, al suo posto farei una riflessione: quando lei è diventato sindaco, le elezioni sono state poco più che una formalità, visto che dopo Mara Scagni la gente avrebbe votato anche per la buonanima di Saddam Hussein, pur di togliersela dalle balle; la stessa gente tornerà a votare prima che il ponte sia finito ed ho il sospetto che, salvo assi nella sua manica, un eventuale ritorno di Mara Scagni otterrebbe una percentuale bulgara.
Oltre al fatto che per qualche anno lei, ad ogni passo in città, verrebbe guardato come un cane in chiesa.

Pensavo di chiudere il pezzo in simpatia, dicendole che nel caso lei volesse cambiare casa e dovesse disgraziatamente ragionare come per il ponte, lascerebbe la sua attuale abitazione prima di averne trovata una nuova e si ritroverebbe in mezzo ad una strada per quattro anni; avrei voluto dirle che in quel caso, Signor Sindaco, per lei, a casa mia, ci sarà sempre un tetto ed un piatto di minestra.

Solo che non ho voglia di chiudere ridendo: sento parlare di 426.000 euro solo per la segnaletica -no, dico, e ve ne vantate?…- di fronte ai quali i circa 700.000 euro per la demolizione sembrano un affarone, se solo la demolizione avvenisse il giorno prima di iniziare il ponte nuovo e non un paio di anni prima.
Che disperato bisogno di soldi ha l’impresa demolitrice per muoversi con un tale anticipo?
E chi, in Comune, ha accettato questa marchetta, e perchè?
E se sembravano uno sproposito i 15 miliardi di lire che voleva spendere la Calvo per il “suo” ponte, cosa dire dei 20 milioni di euro di cui sento parlare per l’attuale?
E se il ponte vecchio crea problemi di sicurezza, perchè lasciarne un pezzo, cosa che non permetterà la rimozione del basamento, il che renderà inutile, in quanto a deflusso, il nuovo ponte?

Io, il ponte nuovo, lo voglio.
Lo voglio come tutti i tedeschi volevano uscire dalla spaventosa crisi della Repubblica di Weimar: ci riuscì Adolf Hitler, ma nel modo sbagliato; alla pari dei tedeschi di allora, tutti noi vogliamo un ponte funzionante ma direi che siamo partiti maluccio…

Se dico che mi fido di lei, non è per baciarle le chiappe: quando ho portato alla sua conoscenza un problema nella zona di casa mia, lei è intervenuto e l’ha risolto in un attimo.
Ora non voglio neanche accennare al merdaio che diventerà l’ingresso in città, lo sanno già tutti e sembra che solo lei non se ne renda conto: sta facendo la cosa giusta, signor Sindaco, ma nel modo più sbagliato possibile.

Voglio chiudere dicendo che -guarda che culo…- sto aprendo un’attività in Borgo Cittadella, per cui dovrò passare almeno due volte al giorno sul Ponte Tiziano; sono portato a pensare positivo, quindi, alla peggio, mi procurerò una mascherina e ci andrò a piedi: poco più di dieci minuti.
Però, sappia, signor Sindaco, che se la vedrò passare sul ponte su un’auto blu, dribblando la coda, mi piazzerò davanti alla sua auto,  come fece il cinesino con i carrarmati in Piazza Tien An Men.

tienanmen89  

È una promessa.

Dottordivago.

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