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Archive for dicembre 2011

2012

I Maya hanno detto che nel 2012 scoppia la macchina della merda.
Non li cago: questi non conoscevano la ruota quando noi stavamo per metterne quattro insieme, staccare i cavalli e attaccarci un motore…
E come le hanno tramandate le loro belinate se non conoscevano la scrittura, quando da noi Dante Alighieri se l’erano già mangiato i cagnotti?
Non me li inculo proprio, i Maya…

Sono i Cinesi, che mi fanno incazzare:
oroscopo

Con tutte ‘ste bestie di merda, quando arriva l’anno giusto?

Tipo quello del Panda…

ilpandadevemorire

che deve morire…

 

Buon anno dal Dottordivago!

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Sottotitolo: Uomini di merda

Sembra facile, dire “vado dal dentista”.
L’immenso Giovanni Scagliotti diceva che

Coi soldi in tasca e l’uccello duro, ciulare non è mai un problema…

Sto scoprendo che dal dentista non è così.
Cioè, non nel senso che dal dentista ci devi andare con un’erezione in corso ma coi soldi in tasca sì.
I soldi per il tipo di barca che piace a me (da venti metri in su) proprio non li ho ma quelli per i denti sì, quindi, sostituendo la volontà di sistemare la mangiatoia all’uccello duro Scagliottiano, risolvere la pratica non dovrebbe essere un problema.
Ho appena fatto un lavoro ad un mezzo amico dentista, considerato molto bravo, con un solo difetto: qualsiasi cosa spieghi a me, cerca sempre paragoni con le finestre, come se io non capissi niente al di fuori del mio lavoro.
Io.
L’uomo che, con le dovute approssimazioni, ha un piccolo bagaglio di conoscenza in ogni campo dello scibile umano, l’uomo la cui rovina è stata l’estrema specializzazione dei nostri tempi; so fare discretamente bene un sacco, veramente un sacco di cose ma nessuna in modo sublime. Se fossi nato diecimila anni prima, in un mondo di cacciatori/raccoglitori, dove non esisteva la specializzazione ma tutti dovevano procurarsi il cibo, imparare a cucinarlo, costruirsi le abitazioni, gli utensili e gli abiti, sarei stato un re, anzi, no, un Dio.
E quello mi spiega tutto sostituendo le finestre ai denti…
Voi, a me mi conoscete, no? E allora immaginerete che un bel giorno gli ho domandato a quali paragoni potrebbe ricorrere dovendo curare una signora acclaratamente ninfomane…
Comunque, mi viene automatico chiedere a lui un primo preventivo, riservandomi poi di interpellare un buon amico che fa lo stesso mestiere.

Trentamila euri, ‘tacci sua…
Tutto compreso, eh, sia chiaro.
Compresa anche una serie di dubbi miei.
1. Spendere una cifra del genere, quando i miei denti funzionano ancora benissimo ed hanno un aspetto più che dignitoso, solo perchè, per una volta nella vita, vorrei muovermi in anticipo, mi sembra eccessivo

2. Mi dice che “ho poco osso”, a cui io rispondo “ma molta minchia”, cosa che diverte molto la bella e giovane assistente ma che non cambia la situazione: nell’arcata superiore, in corrispondenza dei molari, l’osso non consente gli impianti; occorre, quindi, provvedere a innesti, trapianti, riporti ed altre operazioni che mi disturberebbe fare al mignolo sinistro, figuriamoci in bocca, considerando anche che per un annetto mi toccherebbe passare più tempo con la bocca aperta che seduto sul cesso, con uno che mi trasforma la bocca in un hamburger. Naaa… non se ne parla neanche…

3. Per i 16 denti anteriori mi propone le “faccette”, una fettina di dente da appiccicare nella parte in vista, che è un po’ come “pulire dove passa il vescovo”; siccome sua moglie sfoggia un brillantino incastonato in una “faccetta”, la prima cosa che mi viene in mente è di ritrovarmi un sorriso con sedici faccette così:
faccine  
«Cretino, quelle sono le “faccine”…»
«Sarà… ma visto che sono il Campione del Mondo di Bruxismo No Limits, non è che alla seconda dormita che mi faccio, mi sveglio con l’equivalente del costo di un’utilitaria sparso sul letto?»
«A parte che dovresti iniziare a dormire col bite, chi dice queste cose è perchè non è padrone della tecnica d’incollaggio…»
Estrema consapevolezza o ego smisurato?
Veramente a me non ha detto niente nessuno, è un’idea mia: appiccica bene fin che vuoi ma credo sia meglio una corona che circonda completamente il dente.
«Va beh, ci penso, eh?»

Ne sento un altro, conosciuto in palestra, dall’aria molto più normaloide, privo dell’innegabile allure da luminare che ammanta il primo.
Parte meglio: «Faccette? Per un roditore come te? Ma per piacere…» e mi consiglia le corone che, come dicevo un attimo fa, avvolgono e proteggono il dente, ovviamente aiutate dall’inevitabile bite.
Parte meglio ma arriva peggio: più caro dell’altro, senza per altro essere nè famoso nè “di moda” come il primo.

Stessa musica -niente faccette ma corone, il tutto a metà prezzo, circa sedicimila euro- presso uno Studio Odontoiatrico che fa parte di una catena a livello nazionale, cosa che mi induce a pensare che sia solo una questione di ricarico sui “pezzi di ricambio”: anni fa un amico odontotecnico mi diceva che il dente che usciva dal suo laboratorio a meno di centomila lire, passava nelle mani del dentista e entrava in bocca a settecento mila lire.

Mah… chissà come funzionerà nei Paesi dell’Est… 
Mi parlano bene di uno studio in Croazia, con trent’anni di esperienza e che, trovandosi in un bel paese sul mare istriano, non mi dispiace per niente.
Invio panoramica e i preventivi, ovviamente anonimi e privi di prezzi; non mi sembra un discorso serissimo, quello del preventivo senza vedermi, ma ci sono già tre dentisti che, faccette a parte, dicono le stesse cose, che allego.

Ottomila euro.
Purtroppo sono molto sbrigativi sulla mancanza d’osso e sbrigano la pratica con 750 euro, per altro già previsti nel conto, senza avvisarmi che un intervento del genere richiederebbe di fare avanti e indietro come la pelle dell’uccello tra Italia e Croazia per chissà quante volte.
Vedo che la macroscopica differenza di prezzo è sui materiali, le corone costano meno della metà che qui da noi, al che scrivo per avere chiarimenti sui materiali impiegati, a cui segue una risposta del tipo “facciamo questo lavoro da trent’anni e questo dovrebbe bastare”.
No, non basta: replico che anch’io faccio finestre da quasi trent’anni ma se un cliente mi fa una domanda, io gli rispondo. Ciao ciao e scusate il disturbo, niente Cammino della Speranza, niente emigrazione in direzione opposta alla logica.

L’unico dispiacere è che non andando oltre-Cortina non passerò dal Veneto per una gran polenta e baccalà con il “Gruppo Stonati Camagna”.
Va beh, Verona è una bella città da visitare ed è lì vicino: mi sa che ci porterò Bimbi per un week end…

Ora sto aspettando di ascoltare la musica del mio amico Max che, al 99%, sarà quello che mi metterà le mani in bocca e con cui posso parlare papale-papale. L’ho tenuto per ultimo perchè volevo arrivare da lui già con le idee minimamente chiare, dopo aver sentito svariati pareri; non amo rompere i coglioni alla gente ma la bocca è sicuramente il mio orifizio preferito, in quanto anello di congiunzione tra me e le due cose che amo: la facoltà di parlare e il cibo.
Dopo tanto pensare, so già che gli proporrò un accordo. Non ci penso neanche di soffrire, spendere e aspettare per un lavoro come quello dell’aumento dell’osso, il cui risultato -e qui viene il bello- non è detto che sia positivo, potrebbe non funzionare ed io non sarei il primo cornuto e mazziato.
E questo a differenza delle mie finestre, che vanno sempre bene ma, nel caso ci fosse un problema, i soldi ce li rimetterei io, non il cliente.
Insomma, per 26 denti deciderà Max, io mi riservo la scelta del lavoro su tre denti a destra e tre a sinistra dell’arcata superiore: un bel ponte vecchio stile, dal premolare al dente del giudizio, che è una roccia.
Per questa parte di lavoro il costo è ridicolo, il tempo per realizzarlo anche.
La durata non si sa ma almeno posso tenere fede ad uno dei pilastri della mia esistenza: sempre rimandare a domani, possibilmente a dopodomani.
Se fra qualche anno si ripresenterà il problema -e si ripresenterà, se sarò ancora vivo- ci penseremo: hai visto mai che quel giorno mi faranno ricrescere l’osso semplicemente masticando un Vivident Xylit alle cellule staminali?

Ed ora parliamo di uomini di merda.

Ieri mattina è arrivato il Camagna in visita-parenti, pronto per il programma già stabilito: colazione a base di deliziosi panini “dei Parodi” e Prosecco.
Primo uomo di merda: io.
Non ero nè provato nè nauseato dal cibo dei giorni precedenti: non ho un grande cervello ma ho uno stomaco… gente, un tritarifiuti!
Però ero psicologicamente disgustato dal cibo: sono già guarito ma ieri avrei voluto naufragare su un’isola deserta, solo io e un fustino di acqua potabile, niente da mangiare per una settimana.
Così, non senza vergogna, ho proposto un caffè.

Secondo uomo di merda: il Camagna.
Dopo aver letto le mie ultime pagine, probabilmente si era fatto l’idea di trovarsi davanti un povero sdentato, così mi ha portato il suo regalo di Natale:

cesto Camagna

Un cestino di croccante.

No, dico, un altro cretino così, voi, lo conoscete?
E siccome dietro ad ogni grande uomo di merda c’è una grande donna (d’oro), l’ommimmerd’ ha commissionato l’articolo alla mamma, che ha fatto una cosa assolutamente deliziosa: per fortuna i miei denti funzionano benissimo e ieri sera ne ho spazzolato un quarto, alla faccia del Camagna e del fatto che solitamente non amo croccanti e dolci di mandorle, nocciole e affini.
Ma questo è assolutamente sensazionale.
Ringrazia tanto la mamma, deficiente.
Ti voglio bene.

Dottordivago

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Auguri in kit

269715_1968463848554_1151670698_1837161_7722035_n[1]IoIo non ho idea da dove si comincia ma voi, che siete bravi con ‘sta macchina di merda, potete prendere i miei auguri del 1984 e fare il fototaroc con la faccia e la data di oggi.
Andando avanti con la data e imbiancando gradualmente barba e capelli, potrete farvi i miei auguri per tutti gli anni che volete. E io non mi scasso più la uallera… 
Dottordivago

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Denti da sistemare?
Faccio presto, io, a dire «Vado dal dentista e sbrighiamo la pratica…»
Non è come andare dal meccanico se la macchina ha, che so, un cuscinetto che ronza: te lo cambia con un altro uguale e via, non c’è niente da inventarsi.
Oddio, con un po’ di fantasia qualcosa ci si può inventare, come il mio ex meccanico di fiducia.
Lo sapevo, mi scappa di divagare, proprio adesso che ho i minuti contati…

A differenza dei Coreani, i Tedeschi non sentono cazzi: due anni di garanzia e correre, così, per un tagliando qualsiasi, a garanzia scaduta, vuoi mica andare alla BMW e mollargli 60-euro-l’ora-più IVA? Naaa…
Non scherziamo proprio, andiamo dal fidato Antonio.
Una volta.
”Una volta fidato”, intendo…
Oggi, con queste garanzie prolungate, la gente va sempre meno dal meccanico sotto casa: è sufficiente che uno si comperi una Kia e, con sette anni di garanzia, il meccanico lo saluti proprio, visto che, praticamente per tutta la vita della macchina, vai in Concessionaria; così, all’Antonio di turno, non resta che tirare un filino di più la cinghia o sfruttare al massimo ciò che si presenta. Solo che l’ho scoperto 540 euri troppo tardi.
Avrei dovuto sospettarlo: chiunque della mia famiglia fosse entrato in quell’officina, mi diceva che Antonio voleva sostituire la cinghia di distribuzione; per chi non lo sapesse, si tratta di un intervento molto costoso da fare ad un certo kilometraggio o dopo un certo tempo: si può posticipare ma non evitare, altrimenti si rischia che il motore si crepi in due come Gatto Silvestro. Ma farlo a metà del kilometraggio indicato è solo un regalone al meccanico iperprotettivo, se non in malafede.
Ma ci conosciamo da vent’anni, vuoi mica che…
Vuoi mica, appunto. Oltre a cambiare olio, fluidi e filtri, ha pensato bene di sostituire le pastiglie posteriori: bisogna capirlo, la mia macchina ha la catena di distribuzione, eterna, al contrario della cinghia…
«Anto’, le pastiglie dietro? Ma se sono ancora buone quelle davanti, che dovrebbero partire per prime…»
«Sì… ma con controllo di trazione e controllo di questo e quello, le pastiglie vengono molto sfruttate, soprattutto se chi guida è un terrone come te…».
«Anto’, guarda che quello nato sotto il 40° parallelo sei tu…».
«Sì, ma quello che mette la macchina di traverso sei tu…»
«Sarà, ma il computer di bordo segnala se le pastiglie sono da cambiare…»
«Buono quello, il computer di bordo…».
Però sei mesi dopo mi segnalerà perfettamente la necessità di cambiare le pastiglie anteriori…
Va beh, pago e faccio per partire, quando l’occhio mi cade sul contachilometri; caso vuole che, quando ho lasciato la macchina in officina, mi sono segnato i kilometri per regolarmi per il prossimo tagliando.
Chiamo il figlio del meccanico: «La macchina è a posto? L’hai provata?»
«Tranchillo, tutto ok, l’ho provata…»
«Vedo, vedo… hai fatto 140 km, molto scrupoloso, davvero…»
«… Eh?… No… ma…»
«Vi saluto, gente. Per un bel pezzo…»
Alla BMW io avrei speso la metà e il giovanotto avrebbe portato la morosa al mare con la sua Fiesta: marca “bravo” al Dottordivago…

Comunque ho capito che coi denti è pure peggio ma capisco anche che questo è un periodaccio in cui ho poco tempo, quindi vi beccate un…
Continua.

Dottordivago

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Sottotitolo: Giorgio, Giorgio, perchè mi hai abbandonato?

Come anticipato nel “demo” precedente, cosa ci va a fare in Croazia, a gennaio, uno che pensava di andarsene in Oriente a soffrire tanto bel caldo?

A puttane no, non mi porterei dietro la mia rispettabile signora e, soprattutto, andrei in Cecoslovacchia (uff… ‘sta cosa della Repubblica Ceca di qua e Slovacchia di là non la digerirò mai…), vera zona di ripopolamento per la gnocca, un giacimento di figa, un vero “scandalo ginecologico”: due Paesi in cui vivono una quindicina di uomini, altrettante donne e cinque o sei milioni di superpatate, calde e simpatiche come l’icebrg del Titanic ma superpapere di primissima.

Non per voler disprezzare la gnocca locale ma in Croazia si va per ragioni diverse. In estate solitamente ci vanno quelli che hanno una conclamata allergia alla sabbia, tutta gente che, una volta passata Trieste, butta gli antistaminici nel primo fosso bordo strada, ben consci del fatto che imbattersi in un metro quadrato di sabbia in quel posto è come essere divorati da un alligatore a Courmayeur, ci vuole la stessa sfiga.
In compenso non si contano i fachiri deceduti per aver tentato di battere il record mondiale di permanenza sugli scogli che bordano il cristallino mare croato: oltre i quattro minuti e ventisei secondi distesi su quelle Vergini di Norimberga, non è sopravvissuto nessuno.

E in inverno? Salvo essere appassionati di pesca ai calamari o di “fusi al sugo” (da pronunciarsi fuji al sciugo…) in questa stagione, in Croazia, si può giusto andare dal dentista.
Almeno, quella è la mia idea in questo momento, ma ho ancora un mese buono per informarmi bene e decidermi, visto che, contrariamente a Linda Lovelace da piccola, non so ancora cosa farò da grande con la mia bocca.

Qualcosa devo fare: i miei denti hanno trecento anni, come Highlander, solo che non vorrei ritrovarmi come lui a dichiarare solennemente

Ne resterà solamente uno.

Come al solito sto facendo un casino, mi spiego meglio.
Tutti usano i denti per un’oretta al giorno, calcolando i tre pasti principali, ed io faccio lo stesso, purtroppo ci do dentro come un matto tutta la notte (coi denti…) e credo di essere il Campione Regionale di Bruxismo, quindi i miei denti hanno un’usura almeno sestupla del normale. Considerando che poi, da sveglio, mi mangio pure le unghie, è facile intuire che in assenza di dentizione continua come i ratti, un aiutino a ‘sti denti mi tocca darglielo.
Anche perchè mi sto ammazzando: da anni mi sveglio al mattino con la sabbia in bocca, quando non si tratta di vere e proprie schegge di dente.

Sì, lo so, esistono i bite ma, come vi ho detto in altra occasione, già dormo con i tappi nelle orecchie causa sonno leggerissimo, mi manca ancora il bite in bocca… poi, magari, svitare il pisello e metterlo nel bicchiere come una dentiera, così sono a posto.
Inoltre, non vorrei dare a Bimbi la sensazione di dormire di fianco ad una specie di manichino da crash test che, per coricarsi e dormire, ha bisogno di una serie di preparativi tipo la vestizione di un torero…

Ma la verità è che sono l’incontrastato recordman di “Rimandare le Cose”, oltre che uno dei più bei cretini del mondo.
Così mi ritrovo con due molari mancanti perchè spezzati, riparati, rispezzati, quindi tolti tempo fa; altri due molari spezzati di cui resta qualche vestigia e i denti anteriori sani e saldi ma consumati in modo irregolare: niente che mi renda inguardabile, in giro c’è di molto peggio, ma comincio ad avere qualche fastidio. Ovviamente, i cosiddetti “denti del giudizio”, che non servono a un cazzo tranne che a creare problemi al 50% delle persone, nel mio caso sono quattro perle: non li ho sentiti quando sono spuntati e continuo a non sapere di averli e questo giusto perchè non servono a un cazzo visto che, mi dicono, sono dei “fossili viventi”, dei “residui anatomici ancestrali” che non sono stati al passo con la nostra evoluzione, tipo l’appendice o l’osso sacro, che era la prima vertebra della coda. Se fossero stati indispensabili, figurati un po’, li avrei spezzati alla prima digrignata ben fatta…

E qual è il problema? Via due molari e un premolare per semi-arcata, totale dodici, meno quattro a cui ho già provveduto io, e vai con quelli nuovi.
Ehm… Houston, abbiamo un problema…
A forza di rosicchiare mi si è abbassato un po’ il livello dei denti, poca roba, potrebbe essere un millimetro o giù di lì; è ovvio che, rifacendoli, bisognerebbe riportarli al livello giusto, il che mi lascerebbe con gli incisivi inferiori e superiori che non si congiungerebbero, il che significa che mi toccherebbe dare l’addio ai morsi nei panini, salvo morderci dentro e poi, per staccare il boccone, cominciare a roteare come i coccodrilli.
Oppure ricorrere al sistema Inuit, che bloccano coi denti una striscia di carne essiccata o di grasso congelato e la tagliano passando a un millimetro dalle labbra un coltello affilato come un rasoio. 
Oppure abituarmi all’idea di azzannare il pane e svuotare il panino, visto che l’affettato del caso verrebbe via tutto con il primo morso.
E come si può vivere senza un panino col salame? O con la pancetta all’aglio, il San Daniele, il cotto di Moncalvo e tutto quello che vi piace…
La soluzione c’è: rifare tutti i denti, anche quelli davanti.
Ehm… Houston, abbiamo un problema…
Continua.

Dottordivago
E non fatemelo a fette per il “continua”: non avrei proprio avuto tempo ma se oggi non avessi pubblicato qualcosa, il Pirata avrebbe fatto i capricci…

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locandinapg1

Mamma mia
dammi qualche mille euri
che in Croazia io voglio andar…

Dicono la sfiga: per dieci anni sono stato praticamente obbligato a passare le mie vacanze invernali in Brasile, causa acquisto di villa in riva al mare da parte di mia suocera. Ok, aspettate a caricarmi, lo so, può capitare di peggio; però, come vi ho già raccontato in altre occasioni (tipo la serie Bacio le medaglie, Comandante) a me il Brasile sta discretamente sul culo e, pur avendo girato l’80% di ‘sto mondo rotondo, no pais tropical ci sono andato solo dopo che mia suocera si è fatta la casa per svernare.
Ci sono ancora andato quest’anno a febbraio, poi mia suocera ha venduto la casa: evvài, d’ora in poi vado dove voglio io, senza obblighi morali; non che la mia seconda mamma mi abbia mai fatto pesare la cosa, però, se tu a gennaio vuoi andare in vacanza al caldo e loro sono già là, non andare me pareva bbrutto…

Insomma, mi pregustavo un ritorno in grande stile nelle voluttuose terre d’Oriente, terre che Bimbi non ha mai visto e che io, in un’altra vita, ho consumato, ritrovare quei baraccotti dove ti cucinano cose deliziose e spaventosamente piccanti per cui ti tocca bere dei secchielli di birra, all’ombra delle palme…
Uh uh uh uh… Dài che andiamo, dài che andiamo, dài che andiamo…
Solo che…

Vediamo se avete studiato: ho un buco del culo, io?
Bravi, esatto: no, non ho un buco del culo, ho una specie di buco nero che attira con forza incontrastabile tutti i cazzi che girano nell’universo, tutti.
E domani vi racconto la rava e la fava…
Continua.

Dottordivago

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Settimana di merda, un casino dietro l’altro e ne risente la produzione di post.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Homer bello

Ma per i prossimi giorni sono ottimista…

Dottordivago

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Sottotitolo: Il figlio di Superciuk 6

Se ne avete le balle piene di sentir parlare di Manovra Monti, di attuali ingiustizie e prossimi sacrifici, avete perfettamente ragione: sono stufo anch’io, al punto di non aver voglia di concludere la “Seconda Saga del Figlio di Superciuk”. Stringo i denti e mi sforzo di finirla perchè, come ben sanno i miei lettori uomini, poche cose sono peggio che non finire il lavoro mentre ti stai facendo una bella Saga…

Ma devo staccarmi un attimo dall’argomento -non è una divagata classica, è proprio un inserimento forzoso- perchè mi preme l’urgenza (bello “mi preme l’urgenza”, dà proprio l’idea di un pressante fastidio, tipo la vescica piena…) di ribadire un concetto già esposto tempo fa.Jovanotti
Quest’uomo non è diventato un diavolo dall’angelo che era considerato prima.
A proposito del ragazzo morto mentre montava il palco di Jovanotti, vorrei dire una cosa a tutti quelli che incolpano il “Sistema”,  diventando i fustigatori di una “società malata” che conoscono solo loro:

basta

 

retorica, non ne posso più.

Non so quanto serva dire agli improvvisati sindacalisti che non hanno mai visto un cantiere, di qualsiasi tipo esso sia, che nel 99% dei casi si muore quando qualcuno sbaglia, che può essere il progettista, un collega del morto e a volte anche il morto stesso.
La “società malata”, giusto per dare un contentino a questi Indignados del Buonismo, può intervenire nell’1% dei casi,  in realtà non esiste neanche quella misera percentuale: se un progettista calcola male la struttura è un incapace, un singolo incapace, non il membro di una società malata; se il progetto è corretto ma la struttura crolla, è perchè chi la realizza la sottodimensiona per risparmiare, cioè per guadagnare di più, cioè perchè è un delinquente.
Lui, è un delinquente, non la società, non c’è la SPECTRE dietro a tutto ciò.

Non so quali siano le cause di questo crollo, lo scopriranno. So solo che io nei cantieri ci vivo e vedo gente fare cose che vien voglia di ammazzarli, se non dovessero riuscirci da soli: gente su un tetto con l’imbragatura -caso mai li vedesse qualcuno- ma scollegati dal cavo di sicurezza “perchè rompe i coglioni”; cavi elettrici “della 380” della betoniera schiacciati dal passaggio dei camion, magari dentro ad una pozzanghera; operai o artigiani, con anni di esperienza, che si fumano una sigaretta sotto a un carico sospeso o che sostituiscono il disco del flessibile a mani nude e senza staccare la spina, roba che se va male il colpo, per fare il gesto “10” in futuro dovrai aiutarti con le dita dei piedi.
Lì a Trieste è crollata una struttura enorme, non so se nuova di zecca o già utilizzata, quindi non so se è colpa del progetto o di cos’altro, di sicuro quel ragazzo non può avere colpe. Magari capiranno che una gru o un camion hanno urtato la struttura: in quel caso scopriremo che il manovratore o l’autista hanno “avuto un malore” ma non sapremo mai se, cosa probabilissima, stavano mandando un messaggio col cellulare.

La colpa non è mai dei “Sistemi” che molti amano accusare, la colpa è sempre degli uomini, per disonestà, incompetenza o distrazione.
Quante migliaia di contadini sono morti in autunno, nella loro cantina, per le esalazioni della fermentazione dell’uva? Morivano intere famiglie, uno per volta: «Vai un po’ a vedere cosa fa tuo papà…», poi, quando non si vedeva tornare nè padre nè figlio, ci andava pure la mamma…
Tutto ciò senza l’intervento di nessuna associazione per delinquere.

In ultimo, che il ragazzo fosse uno studente-lavoratore rende onore a lui, non rende più grave la tragedia, idem che guadagnasse cinque euro all’ora; non l’hanno attirato con l’inganno e incatenato, lui ha accettato il contratto, forse perchè voleva stare in quell’ambiente, visto che in qualsiasi cantiere edile i manovali prendono sette/otto euro all’ora, in nero: paga scandalosa in assoluto ma sono sempre più di cinque euro.
Tutto il resto è solo insopportabile retorica da giornalisti di terz’ordine o di frequentatori di Facebook, vero brodo di coltura del buonismo più melenso.

Ed ora, un po’ di Manovra?
Ok, ma prima di partire divago giusto un attimo per alleggerire l’atmosfera e per mostrarvi un “suggerimento d’amicizia” arrivato da quell’inesauribile giacimento di cagate che è Feisbuk.
Il bello è -che voi ci crediate o meno- che si tratta di soggetto italiano, con diploma e attività in proprio, per altro di un certo prestigio, almeno come settore:
feisbuk 

…sui libri, mi pare di capire.
Ma dedicare qualche minuto della giornata allo studio della lingua italiana, magari sottraendolo a Feisbuk, potrebbe essere tempo non del tutto sprecato…

Va beh, chiuso con le barzellette, concludiamo pure ‘sta cazzo di manovra e non pensiamoci più.
Giorno dopo giorno mi si incancrenisce un’idea nel cervello: il vostro amico Mario Monti è un sicario. Alto e di aspetto elegante, ricorda più un Francisco Scaramanga che un tarchiato e volgare Giovanni Brusca ma sempre di sicario si tratta: uno “onorava il contratto” poi squagliava le vittime nell’acido, questo si squaglia lui, una volta portato a termine il lavoro sporco.
Ditemi quello che volete (vero Enrico?) sulla necessità di tirare un po’ la cinghia oggi per non doverla tirare troppo domani; è una verità innegabile ma resta il fatto che se ci sono decine di prodotti e categorie da tassare e tartassare, secondo logica e giustizia sociale, e il Salvatore della Patria si attacca ai carburanti e all’IVA… ecco, se non è un sicario, di certo non è un genio.

‘Sta cosa mi sembra proprio un tiro verso un bersaglio sbagliato, mi ricorda un po’ “Io Caligola” di Tinto Brass, in cui l’Imperatore matto esige lo jus primae noctis da una coppietta di neo-sposini ma, invece di ciularsi la sposina come logica vorrebbe, ficca un avambraccio nel culo allo sposo… 
Ora, mi spiace per la sposina -e non consideratelo maschilismo sciovinista bensì semplice pragmatismo- ma sarebbe stata lei quella preposta ad acchiappare un pisello estraneo se pur regale, situazione rivoltante, lo capisco, ma sicuramente più “naturale” e meno invasiva di un braccio nello sgnau.

Chi mai avrebbe voluto suicidarsi politicamente con una manovra del genere?
Ma ve lo immaginate se un anno fa, quando nessuno aveva ancora sentito nominare lo spread e il default -e se sì, credeva fossero robe da barche a vela, tipo il tangone e lo spinnaker di Luna Rossa…- ve lo immaginate, ripeto, cosa sarebbe successo se Berlusconi avesse proposto una manovra simile?
Ve lo dico io: sarebbe stato linciato dalla sua scorta.

Non si poteva iniziare dal superfluo? Se hai una lista della spesa lunga da qui a là e dieci euro in tasca, gli spacchi la faccia con due etti di pata negra o metti nel carrello pasta, pelati, tonno eccetera? Se determinati beni vengono definiti superflui -infatti avevo già scritto “culatello”, che superfluo non è, corretto in “pata negra”, che personalmente mi fa cagare- significa che sono le prime cose da tagliare in momenti di “cinghia” come adesso.

Chi si ricorda l’IVA al 38% sui generi di lusso?
Fu abrogata alla fine del ‘92 per allineare le aliquote tra i Paesi Comunitari, così pellicce, champagne, auto, moto e imbarcazioni “di lusso” tornarono al 19% di allora, come la bolletta ENEL o un paio di jeans da ventimila lire.
A me era sembrata una stronzata allora e lo ribadisco oggi, purtroppo non è possibile reintrodurla, l’Europa non vuole; è possibile ridurla, tipo 4 e 10% ma non è possibile aumentarla.

Lasciando perdere lo champagne, che se glielo sovrattassiamo Sarkò ci bombarda Canelli e Valdobbiadene, perchè non applicare al lusso lo stesso criterio del superbollo per le macchine più potenti? Questa è la vera “finanza creativa”: non si deve più pensare che si tratti di nuove tasse ma di creare nuovi status symbol.

Già il prezzo dell’iPhone come valore d’immagine aggiunto non scherza un cazzo, pensa che smargiassata diventerebbe con una sovrattassa del 50%!…
L’altro giorno ero nel capannone di un amico/fornitore e stavo spiegando ad un suo dipendente equadoregno -tipo “contratto formazione”, 850 euro al mese- come volevo fosse fatto un lavoro; suona il suo telefono, lo tira fuori e… tel chi l’iPhone: l’equivalente di un suo mese di lavoro, in tasca.
A sentire il Cigno, spacciatore di telefonia, quello dei giovani proletari e delle puttane di tutte le età è la più nutrita fascia di clientela dell’iPhone, con  quest’ultime che lo comprano per sfizio e i primi che cercano solo l’occasione per mostrarlo come un’onorificenza attaccata alla parete del salotto buono.

Tornando al superbollo, tassare le potenze superiori a 185 KW (250 CV) è la mossa più logica di tutta la Manovra, è giustissimo, visto che io ho un’auto che non arriva neanche a 200 CV…
Scherzi a parte, hai una macchina da cento/centocinquantamila euro e quasi 300 KW (400 CV)?
Eh beh, pazienza, per quei cento e rotti KW in più dei 185 KW da povero, ti tocca tossire un extra di duemila e rotti euro.
Tranquilli, non si affossano i bilanci di Ferrari, Maserati e Lamborghini, certi mercati non conoscono crisi, ma se pure qualcuno dovesse rinunciare all’acquisto, meglio cassaintegrare dieci operai Ferrari che diecimila della Fiat.
Si creerebbe un nuovo status symbol, il superbollo, e si darebbe la possibilità agli sboroni di esordire al bar: «Gente, qualcuno mi offra il caffè, che ho appena pagato 3000 euro di bollo, porca troia…»

La soglia individuata mi sembra corretta: tassare al di sopra dei 250 CV significa lasciar fuori fino ai tremila turbodiesel più diffusi, che proprio a tirarla per i capelli possono essere ancora considerate auto da lavoro e non di lusso.
Ma la cosa più moralmente corretta è che non vengono a rompere il cazzo a me, che sono molto interessato alla prossima 320 a benzina da 245 CV

Dottordivago

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Sottotitolo: Comma 22

comma 22 Articolo 12, Comma 21

«L’unico motivo valido
per chiedere il congedo
dal fronte è la pazzia.»

Articolo 12, Comma 22
«Chiunque chieda
il congedo dal fronte
non è pazzo.»

 

 

 

mario monti 2Comma 22 bis

«L’unico motivo valido per chiedere
le dimissioni di un delinquente
è mettere al suo posto una persona
onesta, affinchè faccia le porcate che neppure il delinquente avrebbe fatto.»

Comma 22 ter

«Chiunque accetti di fare certe porcate è pazzo o non è una persona onesta.»

Vi sembrava d’aver capito che Monti mi piacesse?
Sì, come figura sì: l’altro giorno stringeva la mano ad un americano, un collaboratore di Obama, e per una volta era l’italiano, quello più alto.
Son soddisfazioni.
Ma “altezza mezza bellezza” poteva andar bene per i figli stupidi a cui trovare moglie, a un Primo Ministro chiedo altro.
Se dico “onestà”, chiedo troppo?
Sono d’accordo, bisognava fare presto: siamo messi talmente male che erano a rischio gli stipendi di alcune categorie, almeno così dicono.
Oddio, congelando per un mese il migliaio di stipendi delle due Camere si paga un numero dieci volte superiore di stipendi normali…
Ma non sono cose da farsi, quindi giù la botta sui carburanti, come è sempre stato fatto: denaro fresco in tempo reale.
Ma una persona onesta avrebbe messo una scadenza, tipo sei mesi, rinnovabile all’infinito ma sei mesi per volta, giusto per dimostrare la volontà di non far assorbire quest’accisa al DNA del prezzo dei carburanti, come tutte quelle degli ultimi 70/80 anni.
Non so a quanto corrisponda il gettito di questo aumento ma so quali ne sono le conseguenze: tutto ciò che viene trasportato -quindi tranne gli ortaggi che si recano ai mercati generali con mezzi propri o gli animali che fanno la fila al macello al mattino presto, per essere segati dopo una bella sgambata notturna, senza dimenticare gli elettrodomestici muniti di rotelle- aumenterà. Tutto quanto.

In compenso so quanti pacchetti di sigarette si vendono ogni giorno in Italia: circa 13 milioni, in media uno a testa per ogni fumatore, visto che ci sono quelli da cinque sigarette al giorno e quelli che, come facevo io dieci anni fa, il primo pacchetto se lo sono già filtrato a mezzogiorno.
Bene, ora prendiamo questi pacchetti e mettiamoci su un paio di euri, dieci centesimi a sigaretta, cosa vuoi che sia, per cinque minuti di autentica goduria…

Il gettito? 26 milioni al giorno, che si pronuncia circa 10 miliardi all’anno, mezza manovra. E senza che ne seguano aumenti, anzi, con un sensibile risparmio, in futuro, nel campo della sanità, che compenserà e forse supererà il calo di gettito derivante dalla logica diminuzione di fumatori.
Naturalmente, il contrabbando di sigarette dovrebbe diventare un reato da Codice di Guerra: fucilazione sul posto.
Purtroppo siamo in Italia e non si può fucilare la gente, quindi mi accontenterei che diventasse un reato, un reato punibile, intendo, non come adesso. Mi accontenterei di individuare tutti i beni del contrabbandiere in questione e dei suoi parenti/prestanome, dopo di che sequestrare, confiscare o requisire (come si dice quando gli prendi una cosa e non gliela dai mai più?) tutto quanto.

Ahi-ai, brutta storia… mò che ho cominciato, mi sa che, più di quella di Monti, vi beccate la mia manovra, a cui seguirà la mia formazione per la Nazionale e la mia ricetta per la Carbonara, tre cose che, come la mamma, ognuno ha la sua.

Il discorso pensioni non mi sconvolge -vorrei aver la forza di lavorare fino a ottant’anni, tanto, che cazzo fai a quell’età?- ma mi sembra il tasto dolente.
Se Monti fosse la persona di specchiata onestà che mi dicono, dovrebbe essere molto, molto distratto per non capire che per le pensioni si deve fare cassa con un altro sistema. Tranquilli, ritoccheranno la proposta, non avrebbe senso passare dal sistema più lassista d’Europa al più ferreo.
E poi uguaglianza, gente, uguaglianza.
E Giustizia.
Proprio stamattina leggevo che per i dipendenti di Camera, Senato, Quirinale, Consulta e Governo -ma chissà quanti ne scopriremo ancora…- a fronte di stipendi tripli o quadrupli rispetto ai loro omologhi, non cambiano i parametri per la pensione: praticamente un ulteriore boccone di carne che il Signore a cavallo getta ai suoi cani da caccia, di fronte al popolo che muore di fame.
Mario… MARIOOOO! MARIO, DOVE CAZZO SEIIII?…

E poi, Mario, un bel tetto a ‘ste cazzo di pensioni, per tutti e da subito: 5000 euro netti al mese, non un centesimo in più, a partire dalla stessa età, per tutti.
Macchè “in ottica futura…” o “una volta a regime…”: sarebbero soldi disponibili dal prossimo mese, se tu e quelli come te foste d’accordo.
Se foste gente onesta. 
E non solo per la punta dell’iceberg rappresentata dai politici ma soprattutto per la parte più corposa: un generale, un dirigente Inps o un boiardo di stato generico, gente che non ha mai reso una lira alla comunità, oltre a non aver mai strappato una paglia, mai pagato per un viaggio in treno, un ingresso a teatro o una partita di calcio.
E per un’auto.

Eh sì, Mario, ti risparmio quella dell’ICI per i locali ad uso commerciale della Chiesa o per gli uffici affittati ai sindacati, ragioni sacrosante, però sarei disposto a cacciarli io, quei soldi, pur di non sentirne più parlare.
Ma il bocchino sulle auto blu te lo cucchi.
Caro Mario, tu che sei bravo a fare i conti, prendi le auto blu degli Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Germania, Spagna, Grecia, Portogallo e sommale.
Fatto? Ora moltiplicale per due e avrai il “parco auto blu” italiano: 650.000 su 30 milioni di auto circolanti, praticamente il parco auto circolante nei primi anni 50 in tutta Italia; nel nostro Paese, se veniamo investiti da un’auto, abbiamo una possibilità su 45 che si tratti di un’auto blu; come dico sempre, sono le stesse probabilità di prenderlo in quel posto nascendo con tre buchi del culo nel Paese dei Cazzi Volanti.

Mario, solo dando retta a ‘sto pirla hai già sistemato le cose senza aumentare una lira o tagliare un centesimo ma voglio fare di più: domani parliamo di cosa potresti fare contro l’evasione fiscale e magari di qualche altra misura generica; ma, soprattutto, nel mio piccolo, ti dico cosa intendo fare io.

Dottordivago

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superciuk

Ho sempre sostenuto che ciascuno deve fare il suo mestiere, odio le improvvisazioni e la mancanza di professionalità, quindi se c’è da prenderlo nel culo, è giusto che lo facciano i poveri, che hanno un’esperienza millenaria: la prostituzione è definita “il mestiere più antico del mondo” ma… va là che anche prenderlo nel culo da poveri è storia vecchia, più da paleontologi che da storici.

Ah, ferma la mula… A proposito del titolo, non è che comincio da “4” perchè son scemo… cioè, per carità, anche per quello ma soprattutto perchè ho già scritto altri tre post in cui mi rifaccio al celeberrimo supereroe che ruba ai poveri per dare ai ricchi, quindi “4”.

Purtroppo il nostro eroe è stato relegato in un angolo: colui che rubava la “schiscetta” contenente il pranzo di un povero manovale, per regalare uno spuntino all’alano di un miliardario, oggi non è più nessuno, come se Batman fosse  degradato a vice- Robin, personaggio che sta al classico supereroe come il Caporal Maggiore della canzoncina sta a Rambo.

Ecco il figlio di Superciuk, il supereroe che ci salverà:

MARIO  SUPERSILVINGER!

Italy Financial Crisis

superciuk

SUPER

come Ciuk, per rubare ai poveri e dare ai ricchi, magari meno di altri ma tutto sommato se la cava bene pure lui…

corna

SILV

come Silvio e la sua innata capacità di raccontare le barzellette, solo che quando le racconta Mario ha più successo…

benedetto-xvi

INGER

come Ratz e il potere di salvare sempre e comunque il culo ai preti, in senso economico, perchè in senso letterale sono gli stessi preti che non lo vogliono salvare…

Quella su Supersilvinger non è ironia: ci salverà, ne sono convinto, ci salverà da questa brutta crisi.
Poi nel 2013 torneranno i

SCILIPOTRANSFORMERS

SCILIPOTRANSFORMER

ricominceranno come prima e nel 2014 sì, che saranno cazzi…

Ma per adesso lasciamo che Monti chiuda la stalla: sì, i buoi sono scappati tutti ma, se siamo fortunati, un paio di galline forse le salviamo. 
Se i SCILIPOTRANSFORMERS non cambiano idea.

Il problema di questa manovra sta proprio lì: non in quello che la propone ma in quelli che devono votarla, che poi sono gli stessi che ci hanno portato dove siamo.
Infatti, al posto di Monti, darei retta a Berlusconi e chiederei la fiducia, giusto per non perdere tempo: sì che Monti è stato invocato da tutti -a parte la Lega, a cui auguro una scatola di topicida nella “Gran Polentada” di Natale- con lui la politica ha accettato di essere commissariata e adesso minacciano di non votarlo se non viene emendato questo e quello.
Per quale motivo? Abbiamo alternative, nell’immediato?
Cosa si credevano, ‘stibbastardi? Volevano lasciarlo lì mezzora e fare come i figli che di sabato pomeriggio lasciano la macchina al padre nella speranza che faccia il pieno per la serata?
Questo, per fortuna, la macchina se la tiene per tutto il wek end…

Per quanto ho approfondito (ricordate sempre il motto, “l’approssimazione al potere”…) secondo me Monti ha fatto una manovra meno che mediocre ma ciò non toglie che si tratta dell’unica -o quasi- manovra che ha qualche speranza di essere votata dai SCILIPOTRANSFORMERS.

E la Patrimoniale…
Patrimoniale no no no no

I tagli alle Province…
Le Province no no no no

I tagli alla politica…
La politica no no no no

La lotta all’evasione…
L’evasione no no no no

Insomma, da qualche parte si doveva incominciare, quindi vai con un guizzo d’ingegno economico: l’aumento dei carburanti.
Poi con l’IVA, quella del supermercato e di tutto quanto il resto, il colpo d’accetta meno selettivo che possa esistere: se mangi, se ti vesti, se ti scaldi, ci sei dentro.
C’è di buono che la pagano tutti, c’è di cattivo che i commercianti disonesti batteranno ancora meno scontrini e si invoglierà la gente a richiedere meno lavori con la fattura.

Faccio un esempio di un settore che conosco: se nel 2010 si sostituivano le finestre con un prodotto certificato per un totale, mettiamo, di 10.000 € IVA inclusa, si recuperava fiscalmente il 55% in cinque anni, cioè 5.500 : 5 = 1.100 €/anno.
Buttali via…
Nel 2011 è raddoppiato il periodo di recupero, cioè 10 anni, quindi 550 €/anno, comunque la differenza tra il bonus fiscale e l’odiata IVA era sempre
55 – 20 = 35%.
Dall’anno prossimo, salvo ripensamenti, la detrazione passa dal 55 al 41%, l’IVA va al 23%:
41 – 23 = 18%

La spesa di 10.000 € diventa 10.250, il bonus fiscale 4.200, cioè 420 €/anno.
Beh, meglio che niente…
Però, senza IVA, i 10.250 € diventano 8.333 meno il “contentino”, quello che, a fronte del guadagno esentasse, qualunque artigiano proporrebbe, quindi diciamo che con 8.000 € questo lavoro si porta a casa.

Mmm… 2.250 € subito o 420 all’anno per dieci anni? 2.250 o 420?…
Al cliente la fattura interesserà ancora o sarà più conveniente diventare evasore? 

Perchè, cari amici, il programma lo fate voi…

Eh sì, dovete ricordare -proprio voi, dipendenti tartassati- che siete voi i primi a “fare scaletta” agli evasori non richiedendo la fattura.
E l’esempio che ho fatto è un caso di “evasore gentiluomo”, che vi fa risparmiare IVA e “contentino”, non come il pizzaiolo che non fa la ricevuta ma vi becca l’IVA comunque, per strafocarsela con comodo.
Gente, se proprio non siete disperati, chiedete sempre la fattura ma, soprattutto, la ricevuta al ristorante o in pizzeria; la ricevuta fiscale è una vera “Patente da Furbo”, senza di cui potete tranquillamente considerarvi dei poveri coglioni, degli stupidi Esau che barattano l’IVA e parte delle sorti del Paese in cambio di un fetente limoncello chimico, manco il classico piatto di lenticchie.

L’IVA è come Lassie, torna sempre, sotto forma di servizi o di risparmio su altre tasse: se tutti pagassero l’IVA, persino i SCILIPOTRANSFORMERS avrebbero dei problemi a mangiare tutti quei soldi, anche perchè al 20% di IVA si aggiungerebbe un 10% stimato del totale, cioè l’IRPEF sul guadagno che a quel punto deve essere dichiarato.
Posso capire che il subdolo fascino dei “pochi, maledetti e subito” irretisca la gente comune, piuttosto mi stupisce che questa realtà sfugga a gente come Mario SUPERSILVINGER, il quale dovrebbe sapere che, in questo caso, il conflitto di interesse è sacrosanto. Tra cliente e fornitore non ci deve essere comunanza di intenti: il sistema “senza fattura” deve avvantaggiare solo uno dei due, così, se l’altro non è un cretino, l’associazione a delinquere non decolla.

Sì, lo so, sono un autonomo atipico: sapete quanto ho versato quest’anno di tasse per l’anno 2010?
Zero.
E quanto verserò nel 2012 per quest’anno?
Zero.
E nel 2013?
Poco.

Non mi sto vantando di essere un evasore, perchè non lo sono.
Nel 2010 ho accumulato un credito IVA (cioè soldi che ho fisicamente tossito ai fornitori, in più di quelli che mi sono rientrati dai clienti) pari, anzi, superiore a quello che ho pagato di tasse quest’anno.
Anche con il credito IRPEF (cioè il prelievo forzoso sui bonifici -manco a dirlo obbligatori- che i clienti effettuano) ho superato la cifra che avrei dovuto pagare quest’anno, quindi ho già le tasse pagate pure per l’anno prossimo. E salvo vertiginosi aumenti di fatturato, improbabili nell’immediato futuro, mi rimarrà –gli rimarrà, visto che ce l’hanno loro- un bel gruzzolo per pagare le tasse nel 2013.
Che bello…

“Che bello” una merda!
Nel 2010 il mio guadagno è finito tutto lì, ho campato con i miei soldi, il fieno in cascina, e con lo stipendio di Bimbi, non con il frutto del mio lavoro, che incomincio a vedere adesso non pagando tasse per tre anni.
Grazie al cazzo, le ho pagate tre anni prima, vaffanculo al vaffanculabile!
Continua.

Dottordivago

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