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Archive for aprile 2012

grillo1

Lo sport del momento è il Tiro al Grillo.
Persino il presidente della repubblica (minuscolo lui e pure la repubblica) si è sentito in dovere di dargli del demagogo o populista o tutti e due, non ricordo bene. Ma se tutti ne hanno paura, Napolitano compreso, non è per i voti che rischia di prendere, bensì per le iniziative che può intraprendere e magari convincere un tot di persone a seguirlo: non potranno sempre ignorarlo -ED IGNORARCI!- come hanno fatto con le 350mila firme, sette volte il necessario richiesto dalla Costituzione, raccolte in un solo giorno su tre disegni di legge.

Sintesi: 1) Nessun cittadino può candidarsi in Parlamento se condannato in via definitiva o in primo e secondo grado in attesa di giudizio finale. 2) Nessuno può essere eletto alle Camere per più di due legislature (10 anni). 3) Basta con i deputati e i senatori «nominati» dai capi partito e via alla riforma elettorale perché possano essere votati dai cittadini con la preferenza diretta.

Da quattro anni il senato non risponde.
Hanno ragione i nostri politici:

Populismo e demagogia hanno le gambe corte, basta rispondere in modo serio e concreto agli attacchi scomposti di certi personaggi…

Ecco, bravi, rispondete a questo attacco scomposto di 350mila cittadini.
E già che ci siete, rispondete a quanto segue e fategli fare una figura di merda, a quel demagogo populista di Grillo…

Beppe Grillo, 29/04/2012
Scudo Fiscale: fuori i nomi.

Se due indizi fanno una prova, si può dire in tutta tranquillità che lo Scudo Fiscale è stato usato anche per ripulire i finanziamenti elettorali dei partiti e i conti dei politici. Luigi Lusi, il tesoriere della Margherita dell’inconsapevole Rutelli, li ha fatti rimpatriare dal Canada. Gianluca Pini, parlamentare e leader della Lega in Emilia Romagna, ha fatto un bonifico più ravvicinato, dalla Repubblica di San Marino, di 400.000 euro sottratti al fisco. Le leggi se le votano e se le cantano
Prima di aumentare le tasse sullla casa con l’IMU, l’IMU bis e il SUPER IMU, di controllare gli scontrini in agriturismi negli alpeggi, di incrementare la pressione fiscale sugli stipendi di operai e impiegati, di alzare l’IVA sui beni di consumo come gli alimentari, di spostare le pensioni fino all’ora della nostra morte, di incrementare il prezzo della bolletta, della benzina, prima della falcidia delle nuove tasse comunali e regionali. Prima di morire letteralmente di fame con gli stipendi più bassi d’Europa e le tasse più alte di qualunque Paese civile. Ecco, prima di tutto ciò, prima di portare il Paese alla miseria per salvare lo spread e gli sprechi immani dei partiti nell’ultimo ventennio che ci hanno regalato duemila miliardi di debito pubblico, vorrei sapere nomi, cognomi e indirizzi di chi si è avvalso dello Scudo Fiscale per decine di miliardi. E’ un mio diritto di contribuente, è un diritto di tutti gli italiani che pagano le tasse senza un condono del 5%. E’ un diritto di chi ha onorato sempre i suoi impegni di fronte al Fisco senza fiatare.
E’ possibile che altri parlamentari e lobbisti legati ai partiti abbiano goduto dello Scudo Fiscale. Fuori i nomi allora, tutti i nomi, per eliminare qualunque ombra. Lo Scudo Fiscale è stato voluto sia dal Pdl che dal Pdmenoelle. D’Alema alla domanda sulla sua mancata presenza in aula al voto sulla incostituzionalità dello Scudo Fiscale rispose così (video): “Si, ero assente, perché avevo una manifestazione e non mi era stato spiegato bene che era un voto importante“. Rigor Montis deve pubblicare i nomi degli scudati. Se andiamo al macello sociale dobbiamo sapere almeno chi ci ha portato! Non ci andremo da soli. Fuori i nomi dei piranha dello Stato, e presto!

Sono queste le cose da far girare su Feisbuk, non i cani squartati, i bambini deformi e i vaffanculo alla Fornero.
Bòn, chiudo, oggi non ho voglia di ridere: si vede?…

Dottordivago

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Oscillo.
Tentenno.
Guarda come dondolo.
Il Pendolo del Dotto’.

Sono fuori posto. A stare a sentire alcuni acchiappa-nuvole-per-la-coda, il nostro universo è in realtà un insieme di infiniti universi, tutti differenti. 
Ed io proprio in questo dovevo finire?

Facciamo un po’ d’ordine.
L’elemento scatenante -ma più che altro direi l’ultima goccia- sono state le prossime Elezioni Amministrative nella mia città: cazzo, bisogna votare, c’è un Sindaco da eleggere, dopo una settimana il Comune verrà commissariato… ed io non ho niente da mettermi.
Più che altro non so con chi mettermi, situazione che si ripete a livello nazionale.

Va be’, lì adesso c’è Monti e per un po’ non si vota ma pensando a come è combinato il Comune di Alessandria, mi domando come sia possibile che a qualcuno possa interessare diventare Sindaco, salvo che si voglia fare come a Tripoli, quando i primi ribelli che entravano nelle regge di Gheddafi, dopo aver ripreso e messo su Youtube le immagini dei rubinetti d’oro, si affrettavano a smontarli e a farli sparire…

In giro per la città ci sono i manifesti che raggruppano gli elenchi di liste e candidati Consiglieri: in totale sono 33 liste per 32 Consiglieri.
Bene che vada, per una lista è già garantito il percorso netto.
Nel “nuovo che avanza” c’è di tutto: gente che ci crede -poca- e gente che ci prova -molta-, gente che non ha nessuna speranza di essere eletta ma che intende far fruttare in sede di ballottaggio quei pochi voti del primo turno.
I vecchi protagonisti li conosciamo già.
E io devo perdere un quarto d’ora al seggio per essere loro complice?

Così oscillo, tentenno.
Questo no, quello neanche, l’altro… uh Signùr, no, per carità…
Eh… bei tempi, solo una decina di anni fa, quando credevo in Berlusconi… 
E non era male anche dopo, quando lo votavo turandomi il naso: almeno sapevo quasi sempre da che parte stare.
qualcunodaodiarePoi ho scoperto che Babbo Natale non esiste e, credetemi, è stata dura, durissima: uno resta scioccato, al punto di fare delle cazzate, tipo votare per Veltroni, gesto che ho sempre definito “più che uno scheletro nell’armadio, una specie di Ossario di Redipuglia”.
E comunque, sempre grazie a Berlusconi, grazie alla volontà di votargli contro, ho trovato

“una ragione per vivere: odiarlo”

come Tom Courtenay nei confronti di George Segal, in quel grandissimo film che è “Qualcuno da odiare”. Anche se per me la ragione non era odiarlo ma semplicemente non votarlo (come disse Silvio un giorno “non ho il know how per odiare”…) ma quella volta, almeno, ho ancora votato con un minimo -minimo, eh…- di convinzione.
E questa è una cosa che bisogna riconoscere all’Uomo di Arcore: uno spessore, una -magari luciferina- personalità, una certa quale grandezza che crea amore e odio, a differenza del piattume misto-merda generale.

Oggi oscillo, tentenno, dondolo.
Non riesco, proprio non riesco a trovare qualcuno che mi rappresenti, le ragioni che ho per scegliere uno vengono sempre, ampiamente, annullate dal rovescio della medaglia: li ho già presi in considerazione quasi tutti ma… niente. 
Andy Wharol diceva quella del “quarto d’ora di celebrità che, prima o poi, tocca a tutti”; io dico che anche l’uomo migliore del mondo, prima o poi, nella vita, una cazzata la dice e che, per contro, anche l’ultimo imbecille, sempre in una vita, può tirar fuori una figata.
Infatti io vorrei prendere il mio voto e darne il 15% a uno, il 26% all’altro e così via, fino ad esaurimento dei centesimi, a pioggia, sulla base di ciò che dicono che mi piace.
Ocio che mi scappa di divagare…

Se a livello locale non vedo nessuno, a livello nazionale fa eccezione un uomo per cui, guarda caso, non posso votare, almeno non ancora, un uomo a cui non ho mai sentito dire una minchiata: Matteo Renzi.
Eh lo so, l’ho detta grossa, eh?
Questa non me la passate, cari palati fini della politica, vero? 
Non ho capito perchè se dici Pino Rauti o Landini della FIOM riesci a trovare qualcuno che li apprezzi, se dici Renzi manca solo che la gente si tocchi…

È solo un populista…

Allora io sono populista.
Mi piace ciò che Renzi dice, oltre a come lo dice: vorrei scrivere a Renzi e con lui vorrei fondare il Partito Populista Italiano.
Perchè deve essere screditante il fatto che uno dica ciò che il popolo pensa?
Amo le cosa semplici, non riesco a capire le cose troppo intelligenti.
Faccio un esempio che non c’entra con il pensiero di Renzi: se mi dite

Nessuno tocchi Caino

prima resto un po’ lì con la faccia di quello che sta elaborando un concetto più grande di lui, poi mi domando perchè il bastardo debba sempre farla franca e contrappongo, come ho già detto, che

Abele si è rotto i coglioni

Sono fatto così, sono prevedibile: se sei un delinquente, devi andare in galera e restarci; se sei disonesto e/o incapace, se sei in politica da trent’anni e quello che hai fatto è sotto gli occhi di tutti, significa che oggi, come dice Renzi, te ne devi andare: vista la situazione in cui ci troviamo, sarà mica il caso di insistere con gli stessi personaggi, no?
E se dovessi fondare il Partito Populista con Renzi “il Rottamatore”, vorrei aver l’onore di occuparmi io del turnover politico e  diventare “il Calcinculatore”.

Torniamo tra Tanaro e Bormida.
Il mio quasi-amico online Piercarlo Fabbio, il Sindaco uscente, a fronte di alcune cose positive che gli riconosco, ha purtroppo continuato a percorrere la strada tracciata da decenni di politica come noi la conosciamo e adesso abbiamo le pezze al culo. Se ricordo bene -non garantisco eh… ricordate “l’approssimazione al potere”…- l’ultima giunta Calvo, nel 2002, ci aveva lasciato con una decina di milioni di gobbo, portati a una cinquantina dalla giunta Scagni, nel 2007.
Oggi siamo circa a cento. 
Cioè, in effetti, più che le pezze al culo, non abbiamo neanche più gli occhi per piangere: per ripianare il buco di bilancio, ogni alessandrino dovrebbe tirar fuori, se bastano, mille euro, per arrivare ai 100 milioni del gobbo. 
Se poi penso che già ne devo 30 o 40.000 alle banche per il debito pubblico, mi dico che meno male che alle spese condominiale ci pensa puntualmente Bimbi, perchè un ulteriore debito con l’amministratore mi potrebbe portare al default.

Potrei proporre un voto di scambio al mio quasi-amico Fabbio: fino a non molto tempo fa, giuro, avrei votato per lui, a gratis: l’ho già detto, dove ho segnalato qualcosa, ho potuto verificare il suo intervento risolutivo.
Purtroppo, più che i tre anni senza ponte, sono quei 50 milioni di aumento del vecchio buco di bilancio quelli che pesano. E visto che rappresentano 500 euro ad Alessandrino, guardi, signor Sindaco, facciamo che me ne dà altrettanti e io la voto senza guadagnarci una lira.

Faccio un gioco sporco? Ho semplicemente capito che qui in Alessandria non sono tempi per le frivolezze, per il bel gioco, per lo spettacolo, quindi proporrei sia localmente che a livello nazionale, “fuori Arrigo e dentro Nereo”.

 sacchi rocco

Diamo retta a Gianni Brera, che fu il profeta del “calcio all’italiana”, del catenaccio.

Convinto dell’inferiorità atletica degli italiani, le uniche risorse a cui i nostri connazionali potevano attingere, per battere avversari più forti, erano, secondo lui, l’astuzia, la difesa accorta e il contropiede malandrino e micidiale.

Il problema è che, sia il nostro allenatore locale che quello della Nazionale, non hanno capito che il calcio totale, spettacolare, con la “squadra corta”, è per colossi con polmoni d’acciaio e piedi di cemento, per gente dotata di grandi mezzi fisici, non per mezzeseghe dai piedi d’oro e cervello fino come noi.
Bisogna spiegare ai nostri allenatori/amministratori, locali e nazionali, che dobbiamo rinunciare allo spettacolo del “calcio bailado” e tirare una riga in terra, come faceva Burgnich, o Gentile dopo di lui, e da lì non deve passare più nessuno. 
Non possiamo più fare come quelle coppie che hanno un giro di amici più ricchi di loro, amici di cui tenere il passo al ristorante, in vacanza, coi regali di Natale…
Queste coppie, prima danno fondo a tutte le risorse, poi scoppiano.
Oppure devono rinunciare all’orgoglio e dire: «Ragazzi, noi non ce le facciamo, andate avanti voi», che poi è anche un bel sistema per testare la qualità degli amici, per vedere se sono disposti a limitarsi o ad aiutarti, pur di stare insieme.
O se…

«Vediamoci una di queste sere, eh? Non sparite, mi raccomando…»

Le cose che non ci possiamo più permettere sono, fondamentalmente, gli attuali politici, sempre come dice il mio nuovo idolo, Renzi.
Lo dice anche Grillo,

altro populista…

e con piena ragione; peccato che a dare retta a lui, nelle notti senza sole (quasi tutte, direi…) e senza vento, il nostro Paese tornerebbe indietro di duecento anni, salvo trovare qualcuno che ci venda un po’ di energia prodotta con lo sporco petrolio o l’immondo nucleare.
Le sue liste prenderanno voti, abbastanza per mandare un messaggio ma, fortunatamente, pochi per governare un Paese o amministrare un Comune, sufficienti, però, per mandare a lavorare qualche culo di cemento che ha sempre vivacchiato di politica.
Considerando che l’alternativa, per me, sarebbe quella di non andare a votare, la Lista 5 Stelle potrebbe essere una buona soluzione ai miei tentennamenti, a patto che non lo facciamo in troppi. Non per altro: ok il voto di protesta, ok mandare il messaggio e tutto quello che volete; ma non vorrei ritrovarmi con i NO TAV che, tipo Guardiani della Rivoluzione, impongono il blocco della circolazione privata, una sorta di ramadan automobilistico, per 23 ore al giorno, nonchè i punkabbestia al posto degli usceri comunali.
Diciamo che penso ad un mio eventuale voto alle Liste di Grillo come ad un rilancio all’asta senza avere i soldi, giusto per fare spettacolo, sperando che arrivi l’offerta di qualcuno con intenzioni serie…

Resta il fatto che non ci possiamo più permettere gente che ci è costata il lavoro di un paio di generazioni e che continua a costarci molto più di quella pipata di tabacco che è il loro pur lauto stipendio: è l’indotto, che ci frega. 
È la corruzione, che costa, sono le tangenti, che costano, sono i lavori e gli acquisti inutili, sempre per ricavare tangenti, che costano.
Bon, con questi amici non possiamo più uscire: niente ristorante, niente Ponte di Messina e niente squadriglie di nuovi F35; giusto uno strappo alla regola, stringendo i denti, per la TAV: non dico che serva, ma è una cosa per cui ci siamo impegnati con l’Europa ormai da vent’anni.

E a livello alessandrino, niente Ponte Meier.
Primo, perchè con venti milioni di euro, un ponte di 150 metri lo puoi fare in Swarovski e Capodimonte, non in ferro e facendo una cosa normale, con cinque milioni ci scappa anche qualche opera di contorno; secondo, perchè con quei soldi sarebbe meglio pagare gli stipendi ai dipendenti delle Municipalizzate. Anche se per una buona metà si tratta di lavativi che non se lo meriterebbero, ormai, come per la TAV, abbiamo preso l’impegno e sarebbe una cosa che farebbe muovere l’economia locale più di un ponte “firmato”.
Ci sarebbero anche le ditte fornitrici, che da anni aspettano il pagamento di lavori per cui hanno già pagato a loro volta i loro fornitori e per le cui fatture emesse hanno già versato l’IVA, oltre alle mazzette erogate in anticipo per assicurarsi gli stessi lavori…

E poi mi sa che quel ponte prezioso porti sfiga, come il diamante Hope.
Il mio quasi-amico Fabbio ci si è strinato le piume ma lo posso capire: il boccone era ghiotto e valeva il rischio; chi, invece, ci si avvicina per tagliare l’erba sotto i piedi a Fabbio, spesso fa dei figuroni, come l’ineffabile candidato del video che segue.
Solo due dritte per chi non conosce la storia:  il Ponte Cittadella, quello “nel cuore degli Alessandrini”, è quello che è stato abbattuto nel 2009; il Ponte Meier è quello costosissimo, che ancora non esiste e che, speriamo, non esisterà mai.

Dunque, la tipa, pagata per farlo, domanda al candidato-pagatore cosa ne pensi del Ponte Meier e questi parla con nostalgia di un ponte che non esiste e non esisterà mai. È un lapsus, d’accordo, ma… se ne fosse accorto uno! Non dico l’intervistatrice ma anche solo un cameraman, uno al montaggio…

Quasi quasi lo voto: se sulle eventuali future delibere di questo sindaco ci sarà un controllo come sulla propaganda, invece che con l’IMU alle stelle potremmo ritrovarci con la maria legalizzata.
Se poi, anzichè la difesa personale, riuscisse ad introdurre la nobile arte del burlesque nel corso per vigilesse, il futuro si tingerebbe di rosa, gente.

Dottordivago

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Nota dell’autore: in questa categoria esprimo brevi pensieri in libertà, una specie di limitato firmamento di poche stelle opache.
Più realisticamente, trattandosi di pensieri miei, li considero pensieri/pennellata, come virgole di merda sulle piastrelle dei cessi della stazione.

corna

Berlusconi:

Mantengo

le ragazze

rovinate

dai pm.


È una vergogna: solo perchè le ha ciulate lui, ora non le tromba più nessuno.

Oltre che un peccato, è un eccesso di prevenzione : una bella doccia e un gondone di marca sono più che sufficienti…

olgettine

 Dottordivago

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Si sente? Sì?… No?…
Lo scopriamo subito.
Questa “prova microfono” (“sound-check”, per i caga-amaretti esterofili) è per tutti -o quasi- i candidati Sindaco di Alessandria, a cui invierò il link di questo post. E permettetemi di farmi un momentino schifo da solo: se solo qualche anno fa mi avessero detto che mi sarei ritrovato a scrivere “il link del post”, avrei dato del pazzo al mio interlocutore.

Dicendo che lo invierò a “quasi” tutti i candidati, intendo a tutti quelli che si rendono reperibili in rete o che comunque riesco a rintracciare senza tanta fatica (avrei anche un lavoro, io…), dopo di che li inviterò a rispondere su queste pagine e il tutto finirà anche su Feisbuk. 
Sono un inguaribile ottimista, quindi proverò a contattare anche l’ex sindaco Mara Scagni, sempre ammesso che esista: nei cinque anni in cui è stata sindaco, non sono mai riuscito a trovarla, nè la dozzina di volte in cui mi sono recato in Municipio nè la ventina di volte in cui ci ho provato  telefonicamente.
Mi era venuto il dubbio che si trattasse di un “brand” inesistente, inventato di sana pianta da un pubblicitario stravagante, come il “Lego for Adults” di pochi anni fa
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o come “l’Uovo Palluca” degli anni 80, quello del tuorlo blisterato, senza albume, di cui non ho trovato traccia in rete: peccato, ricordo che le massaie lo cercavano al supermercato, un po’ come me con il sindaco Scagni…

E qui spezzo una lancia -ma anche un labbro a chi dice il contrario- in favore dell’attuale Sindaco Fabbio.
A quei tempi io volevo segnalare al Sindaco una serie di sfighe che avevano trasformato la zona di casa mia nella famosa “Striscia di Gallia” in cui, come a Gaza, non si sa bene chi comanda ma, sia chi sia, chi ci abita lo prende regolarmente nello sgnau.
Messa da tempo una pietra sulle speranze di trovare il vecchio sindaco Scagni, mi domandavo se era il caso di provarci con quello nuovo.
Scrivo due minchiate e gli mando il link sul suo sito: due giorni dopo ho un paio di persone sotto casa che mi aspettano.
Ma non in stile “Soprano’s”, non per spezzarmi le ginocchia…

No, vogliono capire il problema.

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’Spetta… non ridete… è vero!…

Uno è un graduato dei Vigili Urbani, l’altro un funzionario del Comune e vogliono rendersi conto dei problemi di cui parlo, poi se ne vanno.
«Hasta la vista, baby, grazie per avermi fatto perdere dieci minuti e a mai più rivederci…» penso.

Dopo un paio di settimane il problema è risolto.

risate_117

È la verità, cazzo c’è da ridere?…

Proprio così, in quattro e quattr’otto.
E non è stata l’unica volta, la cosa si è ripetuta per altre mie segnalazioni e chi ogni tanto si fa un giro in questo cortile ne ha letto i resoconti.

Sindaco Fabbio… Piercarlo… posso chiamarti Pier? No eh?… Pazienza.
È un po’ che non ci sentiamo, vero? Non volevo disturbarla: con la campagna elettorale capisco che ha poco tempo per le belinate.
Però mi ha fatto prendere uno spavento…
Ha presente i suoi primi manifesti elettorali? Be’, un giorno vedo un cartellone con ‘sto bell’ometto d’un sindaco e di fianco leggo:

Piercarlo
Sostituzione panchine

«Oh madonna, ha già cambiato mestiere? -mi sono detto- Devono proprio avergli presentato dei sondaggi dimmerda, eh…»
Poi ho visto che c’erano altri manifesti e in ognuno elencava le varie cose fatte, così ho capito e mi sono dato del pirla.
A proposito di cose fatte… Volevo solo farle notare che, forse per eccesso di buona volontà, non ha capito bene alcune delle cose che la cittadinanza chiedeva: noi avremmo voluto allargare il ponte e spianare il passivo di bilancio.
Purtroppo -e capisco che sono cose che succedono quando uno è molto impegnato- lei ha confuso le due cose e la storia è andata come è andata…

Lo so, sono uno stronzo ma mi faceva ridere e non potevo non scriverla.

Comunque, come Guareschi faceva dire a Don Camillo, speriamo che questi salmi finiscano in gloria.
Quello che chiedo al prossimo sindaco di Alessandria, Fabbio o un altro, è la capacità –almeno– di ascoltare la gente; se poi riuscisse anche a mettere una pezza ai vari problemi che si presentano, tanto meglio, ma di sicuro un cittadino trova intollerabile che oggi un Sindaco si nasconda.

Sulla pagina Feibuk del Sindaco Fabbio ho letto “cose che voi umani ecc. ecc.”: c’è stata gente che sottoponeva al Sindaco svariati problemi di ordine pubblico, tipo prostituzione e spaccio di droga, di pertinenza della Questura, oppure si andava dai quesiti sui “grandi sistemi” fino al chiudere le scuole perchè i “bambini” potevano scivolare sulla neve…
Leggevo e mi domandavo perchè mai una persona normale voglia essere Sindaco di una città, piuttosto che un oscuro consigliere provinciale o regionale, o dirigente di una municipalizzata, gente a cui nessuno rompe mai i coglioni, a fronte di stipendi doppi o quadrupli, per altro… 
Secondo me, se uno lo fa davvero, senza nascondersi o darsi alla macchia,  essere Sindaco è uno di quegli sporchi lavori che, però, qualcuno deve fare.

Ora, giusto per capire se ‘sti sindaci “ci sentono”, facciamo una domanda.
Sappiamo che le cose da fare sono veramente tante e non si può risolvere tutto con un colpo di bacchetta magica: spostare una discarica puzzolente o uno stabilimento inquinante, non è uno scherzo; tenere sotto controllo fiumi e forze della natura, poi, è un casino; creare lavoro per tutti è quasi una missione impossibile; combattere capillarmente la criminalità, soprattutto la microcriminalità, quella più percepita, è inutile, visto che se mai convinci un giudice a metterne in galera uno su dieci, quell’uno te lo ritrovi comunque in giro, causa carceri affollate.

Ma almeno alle più lampanti violazioni della legge, quelle che non avvengono nell’ombra e nel silenzio bensì in mezzo alla strada, facendo pure un casino della Madonna, o quelle che riguardano i “beni al sole”, cioè proprietà immobiliari o auto, almeno per quelle, possiamo sapere se c’è la volontà di fare qualcosa?
Certo, sarebbe bello che appena uno si allontana lasciando sul marciapiede il souvenir del suo cane, intervenga un Messo Comunale che lo acchiappi per il coppino e lo spinga con la faccia nella merdazza.
Intendo al padrone, non al cane.
Sarebbe bello che quando qualcuno butta a terra cartacce o lattine di Coca Cola o bottiglie di birra si materializzasse un “operatore ecologico con licenza di uccidere” o anche solo autorizzato a prendere a calci in culo lo zozzone.
Sarebbe bello ma impossibile.

Però, visto che il Comune è pulito come uno specchio e non abbiamo più neanche gli occhi per piangere, considerato che gli uffici pubblici sono pieni di impiegati che non sanno come far venire l’ora di andarsene a casa, perchè non tentare a livello locale ciò che non si può o non si vuole fare a livello nazionale?
Tipo fare cassa mazzuolando gli stronzi, intendo.

Quanti immobili ci sono in Alessandria?
Non ho voglia di fare una ricerca: siamo circa 100.000 abitanti, facciamo una media tra case vuote e famiglie numerose e buttiamo lì un 30.000 immobili.
Ora, non dico di trovare i biblici “dieci giusti in Sodoma e Gomorra” ma prendiamo dieci impiegati lavativi inattivi, che negli uffici pubblici è un attimo, è come cercare le lumache dopo la pioggia, e gli si dice:
«Ora vi prendete 3.000 immobili a testa e in sei mesi ci dite di chi sono.»
Si fa un elenco dei proprietari con le relative proprietà intestate e si vanno a vedere le loro dichiarazioni dei redditi:
«Cara casalinga, moglie di idraulico, proprietaria di quattro appartamenti, come fai a possedere un patrimonio immobiliare di un milione di euro a fronte di un reddito pari a zero? Facciamo che un paio di appartamenti li mettiamo all’asta e che il grano lo imberta il Comune, va bene? Altrimenti ti metto in galera, e ci resti, per riciclaggio di denaro sporco o qualcos’altro che mi viene in mente…»

In un anno si risana il bilancio, senza contare il gettito della stessa operazione rivolta ai proprietari di auto; non necessariamente quelle costose, basterebbe sequestrare parchi-auto come quello del pensionato da 700 € al mese che era intestatario di un centinaio di auto, di cui alcune di lusso, su cui circolavano i vari Radko, Vasile, Irina o ‘Ngulallah…

Dopo aver lavorato tanto e trasformato Alessandria nella “terra in cui scorre latte e miele”, vogliamo toglierci qualche soddisfazione?
Ce lo meritiamo, no?
E soprattutto, a differenza della realizzabilissima utopia precedente, questa è una cosa che si potrebbe fare a partire da domani, vero Sindaco Fabbio e tutti quelli -sindaci e comandanti dei Vigili- prima di lui?…

Voi avete mai visto un handicappato entrare o uscire da un’auto munita di regolare permesso per disabili? Rarissimamente, vero? 
9Datemi retta, conservate questo santino.
Non è una semplice immagine stilizzata, non è uno status symbol, non è neppure una vergognosa abitudine tutta italiana.

È un talismano.

Meglio, molto meglio di tutti i Santi e le Madonne che conoscete, questo si mangia vivo Quellolà, il frate che io non nomino mai.

Non ci credete?
Provate a tenere d’occhio i guidatori di auto che sfoggiano la Santa Icona: pensavate di trovarvi di fronte a svariati casi umani? A poveri infelici dai movimenti penosamente impacciati?
Ma per piacere…
Vedrete solo persone sane come pesci, veri gioielli: non un colpo di tosse, una punta d’ernia, un’unghia incarnita… niente.
Bella gente su belle auto: non le DAF di una volta, col variatore automatico come il Ciao, bensì SUV alti due metri e station wagon lunghe cinque.
Questo tagliando fa ‘o miracolo!
È come i bozzoli di Cocoon, come l’Occhio di Zoltec, rende invulnerabili, invincibili. E non multabili.
Nonostante ci sia una legge che, per usufruire delle agevolazioni  concesse,  richiede che il disabile si trovi a bordo; se il disabile non è a bordo, lì non parcheggi, bello mio, e là non passi, anche se eri disabile e sei guarito grazie ai poteri taumaturgici della Santa Icona.

Domanda: se chi sta leggendo queste righe è un futuro Sindaco di Alessandria, come pensa di comportarsi sull’argomento?
E non fare quella faccia, futuro Sindaco, che ti vedo… Pensi che sia una cazzata? Guarda che il tuo futuro compito non sarà mandare missili su Marte, bensì occuparti anche di queste cose.
Perchè i Vigili non vigilano? Non è un problema da poco, anche se è un fatto di forma più che di sostanza, è sintomo del disinteresse generale e del lassismo di chi ha una funzione pubblica.
Non sto parlando di scovare associazioni segrete, portare alla luce crimini avvolti nel mistero: sto parlando di una cosa che succede tutti i giorni, migliaia di volte, sotto agli occhi di tutti.  Ed è vergognoso che un disabile trovi il suo parcheggio occupato da un magnaccione con un paio di amici “giusti” in Comune o al “Comando”.

Ma almeno il magnaccione ha pagato qualcuno o ha fatto un regalo all’amico, quanto meno “ha fatto girare i soldi”, come si dice.
Esiste, invece, un’altra violazione della legge sistematicamente ignorata dalle forze dell’ordine, di qualsiasi razza siano, un reato che non rende niente a nessuno, che non fa girare i soldi ma i coglioni sì, da matti.

Quando avevo quattordici anni i Vigili mi inseguivano se il motorino faceva un minimo di casino, oggi ci sono fior di imbecilli con monocilindrici supermotard che in accelerazione sembrano raffiche di bacchettate sui denti, bicilindrici che fanno più rumore che strada -vero Harleyisti?- o quattro cilindri che ululano come l’ex sirena di Borsalino.

E-non-c’è-uno-che-gli-dica-un-cazzo.

Eppure non sarebbe difficile, no?
Se ci sono leggi che stabiliscono i limiti di velocità, c’è qualcuno che, magari non sempre, ti barba soldi e punti-patente; e se c’è un tetto alle emissioni sonore, perchè non farle rispettare? Uno che passa col rosso è pericoloso per sè e per chi è lì in quel momento, uno che si fa la circonvallazione a 100 decibel è meno pericoloso nell’immediato ma lo fa a fette a migliaia di persone.

Un amico mi ha segnalato questa cosa:

Il Nos di Arezzo del Corpo Forestale dello Stato con gli uomini dei Comandi Stazione di Stia e Bibbiena, ha svolto un’intensa giornata di controlli sulla Provinciale 556 Passo di Croce Ai Mori che nel fine settimana è frequentata da migliaia di motociclisti. Tra le 15 e le 18.30, tanto è durato il servizio, sono state controllate cento moto e 50 le violazioni contestate. Tra queste tre i fermi amministrativi per altrettanti centauri pizzicati in salita mentre facevano sorpassi pericolosi ad alta velocità. Non solo, le targhe delle loro moto erano state inclinate per renderle meno visibili. Si sono così beccati una multa di oltre 250 euro, 10 punti in meno sulla patente oltre al fermo amministrativo per tre mesi della moto. Inoltre 20 moto sono state ‘spedite’ a revisione straordinaria, con ritiro immediato della carta di circolazione oltre a 400 euro di multa. La carta di circolazione è stata ritirata anche a due motociclisti che avevano modificato completamente nelle caratteristiche costruttive moto da pista. Nei loro confronti è scattata anche una sanzione da 400 euro e l’obbligo della visita di revisione. Altre tre moto avevano invece l’impianto elettrico modificato e e montato centraline after-market per modificare le prestazioni del motore. Altri sei sono stati pizzicati con pneumatici non riportati sulla carta di circolazione e dieci invece con scarichi da pista non omologati per la circolazione su strada. Otto senza specchietti retrovisori per aumentare l’aerodinamica delle moto a discapito della cosiddetta sicurezza attiva, con riduzione drastica della visibilità in strade che sono già a visibilità molto ridotta. Dieci montavano invece specchietti retrovisori non omologati per la circolazione su strada che riducono la visibilità del conducente addirittura al 50 per cento.

Ora, se non vi è chiaro lo scritto, seguite il labiale: «Sto-parlando-solo-dei-motociclisti-che-fanno-casino-non-di-tutti-quanti-è-chiaro-o-devo-mandare-a-cagare-il-primo-che-mi-dice-che-non-bisogna-generalizzare?»
Comunque sia, se lo fa la Guardia Forestale di Arezzo, i cui cazzi istituzionali sono ben altri, perchè non lo fanno i Vigili di Alessandria per i quali questa cosa dovrebbe essere pane quotidiano?
Forse perchè gli uffici del Comando sono molto ben insonorizzati?
Uffici da cui molti non sono mai usciti? Lo sanno, sì, che rischiano di fare la fine delle cernie tropicali, che si cibano dei pesci che entrano nelle loro tane, da cui non escono mai, fino al punto da non poterne più uscire, perchè diventano più grosse del passaggio…

Per finire, io vorrei sapere dai candidati sindaci di questa città come intenderebbero regolarsi per questi fatti specifici, rappresentativi di un’assenza conclamata e ingiustificata delle istituzioni, malcostume che si conferma anche per reati più gravi. 
‘Azz’… per una volta, pure il finale serio, vi beccate.

Dottordivago

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Seconda Marzullata.
Mi sono indignato per l’arresto dei nostri soldati accusati di aver sparato ai pirati/pescatori. Poi ho fatto un paio di riflessioni.
A parte la minchiata, che abbiamo già trattato, di lasciare le acque internazionali per entrare in un porto indiano, mi domandavo che senso avrebbe dire di non aver sparato a qualcuno se invece l’hai fatto e se, soprattutto, l’hai preso.
In quel caso… 
«Avete sparato?»
«Certo, abbiamo sparato a gente armata e speriamo di averli presi, siamo qui apposta.»
«Ma erano pescatori…»
«Strano modo di pescare: quelli a cui abbiamo sparato noi, erano armati.»
E così ti sei parato il culo: hai fatto il tuo mestiere e hai sparato a gente armata. Ah, l’ideale sarebbe spiegarglielo via email, quando arrivi in Italia…

Ventilavo anche l’ipotesi che i morti fossero davvero pescatori, uccisi dai pirati per scoraggiare l’impiego di scorte armate sulle navi, ipotesi da non scartare, considerato quanto vale la vita umana per quella gente.
Insomma, di riflessione in riflessione, mi sembra sempre più improbabile che i nostri abbiano sparato su una barca di pescatori.

Ma se l’avessero fatto?
Il momò che hanno fatto gli Indiani per attirare in porto la nostra nave, l’ostinazione nel trattenere la stessa nave e l’equipaggio, la volontà, in spregio a tutte le leggi internazionali, di ingabbiare e processare i nostri due militari, sono tutte cose che mi danno da pensare: saranno pure Indiani, gente per cui non provo una grandissima stima, però mi sembrano abbastanza sicuri di quello che dicono.

Perchè mai due professionisti dovrebbero sparare su una barca di pescatori, ben diversa da un motoscafo di pirati sia per l’aspetto che per l’atteggiamento dell’equipaggio?
E perchè il super addestrato pilota statunitense di un EA-6B Prowler dovrebbe tranciare il cavo di una funivia, facendo una marmellata di sciatori, solo per fare il cazzone in volo tra le valli alpine?
E che dire del comandante sorrentino -popolo di navigatori, quello…- di una splendida nave da crociera, uomo iperqualificato a cui sono affidate migliaia di vite, che apre la chiglia come una cozza, strisciando sugli scogli in un punto in cui non avrebbe mai dovuto passare?

Morale della riflessione?
Mi sono stufato di riflettere.

7843

La merda

 

càpita.

Per chi proprio con l’inglese non ci prende, spiegherò che si tratta di un gioco di parole tra “it happens” (succede, càpita) e “shit” (merda).

Negli Stati Uniti è l’adesivo più venduto nella storia, negli anni 70/80 lo potevi vedere sul retro di due automobili su tre, sui libri degli studenti, sui lampioni.
Quelle due parole sono finite su tante di quelle T-shirt, che nei locali per bene, in quegli anni, si affiggevano cartelli di divieto di ingresso per chi portasse una maglietta del genere.

No “S” word allowed

È proprio andata come in “Forrest Gump”:

Un tizio calpesta una merda e tira una madonna; un passante lo guarda con riprovazione e domanda cosa capita: «La merda, càpita…» risponde di brutto il primo, come dire “fatti i cazzi tuoi”.
Poi, appena pronunciata la frase, lo smerdato ci pensa e se la annota.
Ci stampa un adesivo, con l’accortezza di farne un marchio registrato.
E diventa multimilionario, in dollari.

Perchè è vero: la merda càpita.

Dottordivago

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Non approfondisco nulla, non ci penso su, non analizzo, non sviscero.
Però a volte mi faccio qualche domanda e mi do qualche risposta, come suggeriva l’Insopportabile Gigi.

Stamattina, mentre facevo colazione, seguivo il TG24 SKY: apertura obbligata sul Padanian Pride, quello delle scope.
Come ho già detto nella risposta ad un commento, con Bossi ho un rapporto strano. Lo detesto per la Grande Truffa, non quella dei pochi euro rubati, intendo la truffa politica, quella del parlare dell’impossibile secessione per non affrontare ciò che sarebbe possibile e sancito dalla Costituzione, cioè l’Autonomia Regionale. Nel frattempo, però, ne hanno approfittato per infiltrarsi ovunque, con approccio imprenditoriale lombardo, nel senso che hanno raddoppiato le percentuali delle tangenti richieste rispetto a Tangentopoli.
Addirittura la cresta sul conto degli autisti…

Stacchetto musicale sulle note di “Attenti al lupo” di Lucio Dalla:

foto-trota

Padania mia fai bene a stare in pena,

questo Trota è una balena,

troppo ingorda da saziare… ecc. ecc.

Attenti al Trota, attenti al Trota…

Ah… se solo fossi capace di pasticciare con Youtube, questa mi diventava il tormentone dell’estate…

Torniamo al padre.
L’unico motivo per cui mi piace è il suo approccio da politico anglosassone, nel senso che quelli, solitamente, esordiscono con una battuta, lui con una cazzata. Ha rispettato il copione, parlando di complotti e di Roma Ladrona, l’obolo immancabile per i poveri di spirito, un tozzo di pane per la fame di minchiate degli attivisti più stupidi.
D’altronde la Lega ha sempre fatto così: a differenza di molti movimenti che partono dagli intellettuali e si allargano man mano alle fasce culturalmente più basse, loro hanno iniziato raschiando il fondo del barile, tirando dentro i più stupidi, poi c’è stato un momento in cui sono riusciti ad attirare le simpatie, se non degli intellettuali, almeno di gente che sapesse leggere e scrivere dignitosamente.
Ma la base è quella e tocca tirargli un boccone.

Poi si è scusato per la sua famiglia e lì gli ho voluto bene; ha anche detto di aver sbagliato, che avrebbe dovuto tenerli lontani dalla politica: sembrava di sentir parlare un vero pentito di mafia e della brutta fine che avevano fatto i figli seguendo le sue orme.
Una velata ammissione della fogna che è questa “seconda repubblica”, costituita da personaggi che fanno sembrare giganti i protagonisti di Tangentopoli, dal Grande Latitante Craxi al Forlani con la bavetta agli angoli della bocca, fino agli Armanini, i Cusani e i Greganti, tutta gente che, comunque, ha fatto almeno qualche mese di galera.
Ecco, sto già andando per i cazzi miei, sono sempre a rischio divagata.
Ora rientro.

Se non me lo sono perso, Bossi non ha detto niente su Rosi Mauro; Maroni sì, è chiaro che ce l’ha a morte con la pasionaria celtico-salentina e con gli altri ex magico-cerchisti.
Subito mi sono indignato per il rifiuto della Nera di dare le dimissioni, poi mi sono domandato se, per assurdo, questa abbia fatto bene; poi mi sono dato la risposta: se io avessi la coscienza a posto, col cazzo che do le dimissioni.
Siamo tutti d’accordo che l’iter corretto della “pratica Rosi Mauro” avrebbe dovuto prevedere un prolungato soggiorno in un reparto psichiatrico, dopo la famosa votazione sulla Legge Gelmini, quella in cui chi sostituiva la seconda carica dello stato (buono, quello…) ha fatto un’esibizione a metà tra un ospite di Biscardi e Sergio “A-va-va Amici” Baracco. 
Ora, salvo che -cosa possibilissima- io sia poco informato, non ho sentito gravi accuse a carico della Terrona Redenta, nè nell’intervento di Bossi nè dalla Magistratura; si vocifera di fondi neri girati dalla Lega al Sindacato, nel qual caso bisognerebbe dimostrare cosa ci ha fatto di sbagliato (salvo qualche aiutino al fidanzato che lei, per altro, disconosce) o di disonesto con quei fondi ma, soprattutto, ci sarebbe da domandare a “Pulizia” Maroni dove si trovasse in questi anni.  Resta il fatto che, a differenza del Trota, la Nera non l’hanno ancora incastrata con video o prove.

Lo so, con Rosi Mauro sto difendendo l’indifendibile, diciamo che faccio come quelli che scommettono su un cavallo morto, che mettono un euro su un bidone quotato mille a uno: difficile che vinca ma se ci azzecchi fai un figurone.
Visto che quasi certamente non ci azzecco, potrei addirittura suggerire un futuro per la Rinnegata, per quella che da Zio Tom leghista potrebbe diventare una sorta di “Buon Selvaggio”, una volta integrata nelle fila di un’eventuale Lega Sud: «I terroni nascono buoni, è al Nord che ce li rovinano…».
Tutto è possibile.
Continua.

Dottordivago

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Nota dell’autore: in questa categoria esprimo brevi pensieri in libertà, una specie di limitato firmamento di poche stelle opache.
Più realisticamente, trattandosi di pensieri miei, li considero pensieri/pennellata, come virgole di merda sulle piastrelle dei cessi della stazione.

bossi dimissioni

bossi_dito_medio110891_img«Atto dovuto:

ho l’artrosi

alle dita e,

soprattutto,

con la bocca

storta mi

vengono male le

pernacchie»

Dottordivago

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