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Archive for marzo 2009

In tema di dipartite inizierei con un negrologio, come dice il mio amico Luciano, quello che soffre di menischio, mangia le linguine all’aspice e detesta l’odore delle vernici perchè il solvente è volubile e respirarlo fa male.

Se n’è andato Maurice Jarre, padre di numerose colonne sonore -di cui m’ pass’ manc’ p’o cazz’- la più famosa delle quali, l’unica che mi sta a cuore, è l’indimenticabile Tema di Lara, quella del Dottor Zivago.
Non sto a spiegarvi perchè devo molto a quel film, più che altro al titolo, e alla sua colonna sonora che è stata anche un po’ la mia: anni fa, quando un pugno di amici ha cominciato a chiamarmi Dottordivago, era nata l’abitudine di interrompere le mie divagate cantando a squarciagola “ta-ra-raraaaa” sulle note del Tema di Lara, appunto.
Salvo poi pregarmi “Dài, continua, che faceva ridere…”
Bastardi.
Quindi, due righe di silenzio in ricordo del Maestro.
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Colgo l’occasione per anticiparvi che nel caso della malaugurata morte di Omar Sharif questo blog terrà la serranda chiusa per un giorno; se crepo prima io dategli un colpo di telefono, almeno si regola lui come vuole…

Altra dipartita (oh, è un periodaccio, ‘na strage proprio, eh?…) è quella meno toccante, ma ben più grave per tutti, della credibilità della finanza mondiale:
la Chrysler ripone ogni sua futura speranza nella Fiat.

Da ciò possiamo trarre tutta una serie di deduzioni, la prima delle quali è che Alvaro Vitali sarà molto impegnato, in futuro, visto che Tyson lo assumerà come guardia del corpo, mentre nei ritagli di tempo dovrà insegnare recitazione a De Niro e come si becca la figa a Brad Pitt.
Ah, non è finita: dovrà anche insegnare a suo padre come si fanno i figli.

Forse ho un unico pregio: riconosco quando sbaglio.
In un vecchio post mi domandavo chi fosse questo Marchionne ed esprimevo le mie perplessità in proposito, concludendo col timore che questo signore affittasse un bel giorno la casa di Bettino a Marrakech e ci lasciasse un buco nero di debiti da tappare con una montagna di soldi, nostri, of course.

Contrordine, Dottordivago: quell’uomo è un genio.

Negli USA la Fiat ha una lunga tradizione di figure di merda; negli anni 80 ho fatto un po’ di giri negli Stati Uniti e non perdevo mai l’occasione di criticare le loro auto, quanto di più assurdo esistesse per la mia mentalità di turbotarro, a quei tempi amante delle piccole “pepate”: quando dicevo che con la mia Uno Turbo potevo suonare qualsiasi leviatano made in USA, gli amici mi rispondevano che dopo i primi cento metri la mia Fiat si sarebbe fermata o per un problema o perchè avrebbe sicuramente perso qualche pezzo; infatti, per loro, FIAT era l’acronimo di Fix It Again Tony, avvitalo ancora, Antonio…

Questa fama sinistra è stata ancora più avvalorata dal “Grande Rifiuto” della General Motors, nel 2005: quella che allora era la prima casa automobilistica mondiale ha preferito tossire due miliardi di dollari -sì che i soldi non valgono più un cazzo, ma due miliardi di dollari…- pur di uscire da un’opzione di acquisto della maggioranza Fiat; un po’ come uno che va al cinema e paga cento euro chiedendo se per favore lo lasciano stare fuori.

E Marchionne li ha imbertati.

Adesso fa il salvatore della Chrysler e rischia di imbertare anche sei miliardi di dollari che Obama ha deciso che gli crescono.
Poi, forse, sposterà mezza Detroit in Sicilia, prenderà una carrettata di soldi per “rilanciare il Meridione” e, se lo pagheranno bene, accetterà di trombare Naomi Campbell.

Gente, io non porto cappelli, ma se lo facessi, davanti a quest’uomo mi scappellerei come un Moschettiere al cospetto del Re di Francia.

Speravo che questa crisi portasse un po’ di buon senso nella finanza mondiale, luogo dove l’assurdo è ordinaria amministrazione, dove si mandano a puttane le due regole fondamentali del commercio: vendi se hai qualcosa da vendere e comperi se hai i soldi.
In Borsa si compera oggi senza soldi una cosa che ti impegni a vendere tra un anno, sperando, nel frattempo, di possederla.

Questo sistema mi ricorda Chiarugi, un pazzoide alessandrino un po’ tossico, un po’ alcolizzato e completamente suonato, ma di animo buono.
Anni fa accadeva spesso che in Piazzetta gli offrissimo un panino anzichè dargli dei soldi, con cui si sarebbe solo fatto del male; dopo un discreto numero di panini, un bel giorno ci chiede qualche spicciolo, visto che avrebbe piacere di mangiare un piatto di spaghetti; inteneriti, scatta la colletta, e Chiarugi tira su una bella cifretta.
Naturalmente non è andato al ristorante.
Se li è bevuti o fumati o sparati in vena?
No, è tornato mezzora dopo con due poster di Gullit e Rijkaard.
Quando l’ho visto con l’acquisto gli ho detto:”Chiarugi, cretino, hai comperato due poster e non hai un muro dove appenderli: ti ricordi che dormi sui treni allo smistamento?”
“Magico -mi chiamava così…- magari domani qualcuno mi dà una casa: intanto i poster ce li ho.  Ah, mi mancavano 1500 lire, ma Bertolotti ha detto che ti conosce e non c’è problema: quando passi…”

Mi stupisce che Chiarugi non sia riuscito a sfruttare lungimiranza, sfacciataggine ed ottimismo nel mondo dell’Alta Finanza.

Dottordivago.

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Dipartite

Oltre a me, c’è qualcuno che si ricorda di Cochi e Renato o sono l’unico vecchio rimbambito che riesce ancora a tirarli fuori dai polverosi antri della memoria?
C’è stato un periodo, nei primi anni 70, in cui quei due rappresentavano il massimo della comicità, i primi, a mia memoria, a proporre battute e situazioni surreali; ricordo che a scuola parlavamo esattamente come loro, infilando in ogni discorso una serie impressionante di loro tormentoni.

Ma… “non sono qui per lodare Cochi e Renato, bensì per seppellirli”.
A rivederli adesso ci si rende conto di quanto si cambia; si prova la stessa incredulità che -credo- provino le donne quando vedono una loro foto di dieci o ventanni prima, con quella pettinatura, per non parlare di quei vestiti.
Come una qualsiasi di voi non può farsi una ragione di come abbia potuto girare per anni con le spallone imbottite ed i pantaloni con la cintura sopra all’ombelico, così io non riesco a credere a quante risate ci siamo fatti per degli sketch che visti adesso a malapena strappano un risolino di circostanza; siamo alle solite, il tempo è galantuomo, cancella dolori e false grandezze, mentre lascia immutati i bei ricordi ed il genio, quello vero: io rido sempre fino alle lacrime per alcune scene di Totò e trovo che i completi sfoggiati da Cary Grant siano sempre il massimo che un uomo possa indossare, anche se mi vesto come uno straccione, sia chiaro.

Forse per le donne è diverso: vedo Bimbi incredula, se non letteralmente scandalizzata, quando in televisione una vip qualunque comincia a riproporre i pantaloni a vita alta e la terrorizzo sibilandole che a giorni toccherà a lei, magari abbinandoli a spalle imbottite e pettinature cotonate; lei è conscia di questa spada di Damocle, sa che prima o poi le cascherà sulla testa una mise del genere, e non ci potrà fare nulla, anzi, dopo averne viste tre o quattro diventerà di suo gradimento.
In difesa delle donne dirò che credo e spero che nessuna delle mie lettrici trovi inguardabile un tailleur classico di Chanel di trentanni fa.
Comunque sia, sono cose da donne, io non capisco ma mi adeguo.

E quindi?

Non so come sono arrivato qui, di solito dichiaro che mi scappa di divagare e poi quel che viene, viene; stavolta si è trattato di una divagata bastarda, di quelle che anch’io mi ci ritrovo dentro solo dopo essermi perso.
Mi sono ricordato di Cochi e Renato per un loro vecchio tormentone, quello dei tacchi, dadi e datteri, la storia di uno che vendeva tacchi, dadi e datteri ed aveva chiamato il negozio “TACCHI, DADI E DATTERI”.
Penso che il lato comico fosse quello della totale mancanza di fantasia che portava uno a battezzare la sua attività col nome del prodotto, un po’ come il Medium Pietro, losco figuro che ha operato sul mercato dell’occulto alessandrino alcuni anni fa, che non volendo sforzarsi più di tanto non si era dato un nome da antico dio pagano ma aveva scelto il suo nome di battesimo, forse per non cadere nell’errore di un suo collega che si faceva chiamare “il mago d’Egitto”, cosa che non suona benissimo: “…ma che mago d’Egitto!…” detto da una persona educata suona come “…ma che mago del cazzo…” detto da me.

Quindi tacchi, dadi e datteri, quando eravamo ignoranti, era un’allegoria.

Poi sono arrivati gli anni 80 che, oltre a rimamere impressi nella mia memoria come il punto più alto della mia attività sessuale, hanno lanciato il marketing nell’olimpo delle scienze esatte e trasformato i frequentatori della Bocconi nella categoria dei Bocconiani, praticamente la generazione che oggi è sulla cinquantina e che ci ha trascinato tutti nella merda con le sue rutilanti variazioni sul tema della finanza classica; dovevamo capirlo subito che non era gente affidabile: proprio in quel periodo hanno tramortito la fantasia commerciale con panetterie Nonsolopane, pizzerie Nonsolopizza e tabaccherie Nonsolocancro.

Beh, per la serie “si stava meglio quando si stava peggio” oggi vi annuncio la dipartita (vedi che prima o poi glielo diamo un significato, a ‘sto titolo…) di quella fantasia commerciale già tramortita dai rampanti anni 80.

Me ne sono reso conto quando ho girato un po’ di negozi alla ricerca di un divano: siccome non amo apparire scontato, ho avuto un primo approccio con Chateau d’Ax, e qui col nome ci siamo; purtroppo non avevano ciò che cercavamo quindi siamo finiti da Poltrone & Poltrone, ma niente anche lì;
allargando il nostro orizzonte siamo approdati da Poltrone & Sofà: sarà che è gente indecisa, sarà che chiedono troppo ad una sola attività, ma ce ne siamo andati insoddisfatti.
Abbiamo svoltato in direzione del più spietato pragmatismo e ci siamo finalmente ritrovati da Divani & Divani; ovviamente c’era ciò che cercavamo: con un nome così  nessuno, alla ricerca di un divano, ti perdona niente…

L’altro giorno cercavo un paio di Adidas: ho provato a premiare la creatività girando un po’ di negozi con dei bei nomi di fantasia, ma niente da fare; ho fatto un “fuochino” da Scarpissima, ma mancava la misura.

Lo confesso, mi giravano le balle quando sono entrato da Scarpe & Scarpe.
Però sono uscito con le Adidas…

Mi sarebbe piaciuto comperarle da un “Millepiedi” qualunque, o da un bravo commerciante di una volta che oltre alla faccia ci metteva pure il nome; una volta ad Alessandria c’era “Carlo calzature”, con un cartellone fuori dal negozio che recitava”da Carlo si compera bene” e dentro c’era il signor Carlo che dirigeva un paio di commesse: prima di venderti un prodotto ti vendeva sè stesso.

Eppure, se ho voluto trovare le scarpe che cercavo, ho dovuto piegare il capo e rinunciare alla familiarità ed alla fantasia, per cadere tra le braccia di un fornitissimo ma teutonico e spietato Skarpen und Skarpen.
Fantasia l’è morta…

È il progresso, bellezza.

Dottordivago

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Questo è per Pizia, di cui so quanto ne so di filatelia scandinava.
Certamente trattasi di donna dal nick delizioso e quasi sicuramente dall’indole di bimba: almeno credo, visto che al secondo commento mi ha sollecitato il cesto, come fosse la paghetta.
Semplicemente adorabile.

 cesto18k

Questo, invece, è per l’indimenticabile Magnum P.I.

  cesto18k

Magnum P.I.

o quantomeno per il suo succedaneo alessandrino, Magnum, senza pi-ai.

Non è granchè elegante definire uno “un succedaneo”, sarebbe come dire che il nostro Magnum sta a Tom Sellek come le uova di lompo stanno al caviale.
Intendiamoci, il “nostro” è sempre un gran bel bocconcino, ed una ventina di anni fa presentava una somiglianza impressionante col fascinoso detective; resta il fatto che, anche solo per quei due metri che sfoggia la versione a stelle e strisce, Magnum, te lo devo confessare, e te lo faccio dire da Vito Catozzo:
“Se mai un giorno io diventerei orecchione, mi sceglieressi allùi”

Ma non te la prendere: Bimbi, ad esempio, preferisce le uova di lompo al prodotto originale.
E devo riconoscere che la cosa mi lascia perplesso: non per il fatto che lei possa preferire te al bel Tom – se proprio deve succedere, almeno con un amico…- ma per il fatto che…
Sarà mica che… sulla base di quei suoi strani gusti abbia preferito sposare me, piuttosto che qualcun altro bello, ricco e furbo?…

Dottordivago.

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tarallucci vino

Ho fatto la pace con Alda, e quindi, per proprietà transitiva, credo anche con Giovanna e Giacoma.

Alda ha riconosciuto di non avere letto bene, io di essere una linguaccia di merda.

Mi ripropongo anche di eliminare ogni riferimento personale, nei limiti della mia nota dimestichezza con questa macchina infernale (di solito dico “macchina di merda”, ma non potevo scrivere “merda” in due righe consecutive).
Invece due volte nella stessa riga va bene, eh, cretino…
Scusate, pensavo ad alta voce.

Non volendo trasformare questo luogo di letizia in un succedaneo del blog di Beppe Grillo, da questo momento cancellerò -cosa che non ho mai fatto-  ogni nuovo commento riguardante la vicenda, sia che si tratti di fuoco amico o nemico; se qualcuno avesse ancora qualcosa da dirmi, lo può fare su “Ditelo al Dottordivago”, e lo leggerò solo io.

Qui rimettiamo in moto la macchina delle minchiate.

Un’ultimissima cosa: se qualcuno volesse costituire un altro gruppo contro questo blog, è pregato di muovere il culo e di farlo in fretta: in questi ultimi giorni ho triplicato i contatti.
Non c’ho guadagnato un cazzo, ma sono soddisfazioni…

Dottordivago.

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 Aggiunta successiva: fatto pace, taroccato post.

image 

Immagino e temo che i più saggi di voi se lo siano già fatto a fette con la storia di Alda, Giovanna e Giacoma, i volti nuovi della comicità involontaria: se così fosse, vi capisco.
Solo che io mi sto letteralmente sbudellando dal ridere, quindi vi chiedo di portare pazienza ancora per oggi: praticamente, mi fumo ancora questa e poi smetto…

Nel precedente Alda, quanto ti ho aspettata! cercavo gentilmente di spiegare a tale Alda, una sbarbata con il cervello di un protozoo, che io non mangio i panda, non stupro i panda e neanche cerco di investirli con la macchina, come anche un
ciuchino  capirebbe se leggesse almeno fino a metà “Perchè il panda deve morire”; purtroppo, questa 19/20enne frutto di un sistema scolastico che per dieci anni ha permesso di accumulare debiti anzichè conoscenza, fa parte di quel drammaticamente alto numero di giovani che, come risulta da una attendibile statistica, o legge a stento o, se legge speditamente, non afferra il significato di ciò che legge.
Oppure fa parte di quella categoria che per il mal di testa usa il Lasonil, visto che l’unica cosa che può far male in quel punto è l’osso.
Concludevo il post con un bacio: io la posso capire, ho fatto certe figure dimmerda per aver parlato prima di leggere bene…

Niente, questa insiste e si porta un paio di amiche, che sarebbe una bella cosa se fossimo ad una festa e se loro fossero due maiale, invece arriva con due ciuchino ciuchino

Al che sono partite Boom Boom Antares e Skakkina Mano de Pedra.
Siete mai andati a caccia? Io no, ma ho avuto spesso l’occasione di vedere i cani da caccia saltare giù dalla macchina in preda ad un’irrefrenabile agitazione, un misto di gioia e sete di sangue; esattamente come le mie due ragazze.
E si stavano solo scaldando…

Nel precedente Disinfestazione ho mostrato il Comico Trio-rendendole irriconoscibili- più che altro perchè qualcuno, incredulo di tanta povertà intellettuale, mi domandava se fossero vere o se si trattasse di un anticipo di pesce d’aprile.

Oggi, ieri per chi legge, casualmente, scopro che Alda, l’unico caso di morte cerebrale che non influisce sulla deambulazione, ha creato un gruppo su Feisbuk:

immagine cancellata

Okay, adesso facciamo le cose per bene.

Lei vorrebbe farmi chiudere il sito, io mi accontenterei di farla chiudere in casa, col computer spento, per evitare che continui a fare delle figure da dislessica… no, non è dislessica… come si chiamano quelli che leggono ma non capiscono? Non mi viene il termine giusto, ma con “testa di legno” ci andiamo vicino.
“Beautifull mind” Alda (il nick completo è alda alda, forse perchè fin da piccola dovevano chiamarla due volte prima che capisse…) si presenta così:

Ross

Peccato non si veda il viso, rischia di essere carina, anzi, quasi sicuramente lo è, sennò non si metterebbe così in bella mostra su un’auto scoperta.
Oddio, anche solo per non farsi importunare da tutti i camionisti -parlare di buon gusto mi sembra troppo- sarebbe buona cosa che le gambe fossero un attimino più coperte, ma forse fa parte del suo lavoro: la collaudatrice di minigonne.
Perchè, cosa avevate capito?
Va là, che scherzavo: stava solo facendo prendere aria al cervello.
Nel senso che prende l’aria in faccia! Perchè pensate sempre male, eh?

Lasciamo perdere le altre due, mi sto stufando, e poi la Giovanna ha un musino troppo carino, non ce la faccio; Giacoma si marca da sola, come quei calciatori che litigano col pallone: ha scritto due righe e tre cagate, ve le mostro

sostengo Alda con tutta me stessa. E’ l’unica persona intelligente tra di voi.
non ho mai sentito gente così ignorante e cattiva verso animali ke nn fanno male a nessuno.
se ammassero voi (cosa più ke giusta) come vi sentireste?

Giacoma, tesoro, se ci ammassero, e fosse vero ammore, noi ne saremmo felici.

Bon, chiudiamola qui.

Vi chiedo solo una cortesia:

image

perchè non vi unite al gruppo che vuole la fine di questo blog?
Così potreste lasciare due righe -niente insulti, mi raccomando- solo per spiegare che senso ha tutto ciò ai soci di questa poveretta.
Questo è il link .
Per carità, non vedetelo come un obbligo, semplicemente mi farebbe molto piacere, e voi non vi svegliereste con una testa di cavallo nel letto…

Un saluto a tutti ed un ultimo messaggio ad Alda,Giovanna e Giacoma: state tranquille, da gente come noi i panda, quelli veri col pelo ed il faccione tenero, non hanno nulla da temere; con dei difensori come voi, non lo so…

Dottordivago

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Micro divagata, così mi tolgo il pensiero.

Dio benedica Alda, Giovanna e Giacoma: non c’è mai stata una guerra così, su queste pagine.
Le Charlie’s Angels (mia mamma mi ha chiamato Carlo, non Dottordivago…)
Anna e Skakkina hanno fatto girare lo spandiletame nella zona rossa del contagiri: così vi voglio, Angeli.
Mi spiace solo che non siano saltate nel mucchio due Angeli storici come Elena e Simona -mi sa che sono molto impegnate- sennò ‘o sapess’ ‘a Maronn’ cosa veniva fuori…

Ancora una cosa; guardate cosa ho scoperto (ci sono ovviamente anche le Tre Parche…) e poi ditemi se Feisbuk non è una cosa nata bene ma ormai ostaggio di una banda di coglioni; e dico coglioni perchè, se aderisci ad un gruppo senza sapere perchè, sei un coglione; invece, se prima leggi “Perchè il panda deve morire” e poi aderisci, non hai capito un cazzo, quindi sei un coglione.
Cosa dite, ci infiltriamo?

Dunque, l’aggiornamento, dicevo.
Qualche mese fa, in Minchia Kevin! , alla fine del post vi parlavo dei pargoli della famiglia Iannacone: Nicolas, Entoni e Maicol.
Non so come compaiono sullo stato di famiglia -come sono scritti i nomi, per capirci- ma ho il sospetto che le varie H e Y non siano proprio tutte al posto giusto, così mi sono limitato a scriverli come si pronunciano.

Ho un box in affitto (pieno di tutte quelle cagate che “potrebbero sempre servire”) nel cortile dove imperversano i tre piccoli, rumorosi ma non insopportabili oriundi.
Ho scoperto che esiste un quarto fratello, che non conoscevo in quanto più grandicello, quindi non compagno di giochi di Bufera Nicolas, Tempesta Entoni e Grandine Maicol.
Stava trafficando vicino al suo motorino e, quando la mia macchina è stata colpita da una pallonata, ha brutalizzato i fratellini senza che io avessi detto “Ba”, anche perchè ho un bel rapporto con l’auto: comincio a preoccuparmi quando ci casca sopra un pianoforte a coda; è venuto a scusarsi -un vero ometto- poi si è offerto di pulire lo stampo della pallonata -“ma figurati, lascia stare”- e prima di andarsene si è così accomiatato:”…E se i miei fratelli le scassano la minchia me lo dica ammè, che li faccio neri di mazzate.”
Per la serie “I fratelli so’ piezz’e core”: bravo.

Ah, si è anche presentato: non so come compaia sullo stato di famiglia, so solo che si chiama Stiven.

È stato molto gentile: se mi trovassi nella necessità di contraccambiare un favore, proprio vicino al mio tipografo di fiducia ho trovato il negozio giusto:

Copia di happy

Dottordivago

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Attenzione: post modificato in seguito, dopo che è scoppiata la pace.

Abbiamo verificato l’avvenuta intrusione di parassiti di per sè innocui, direi addirittura stimolanti, però pericolosi portatori di cervello spongiforme..

Alda Giovanna Giacoma

Sono proprio loro: Alda, Giovanna e Giacoma, tre volti nuovi della comicità involontaria.

Ohh, dunque: gente, trattenete il fiato cinque minuti.

velenotossico

Scusate, solo un attimo ancora…

nocivoirritante

Ok, grazie, dovremmo essere a posto.

Mmmm, ‘spetta me… per sicurezza
meglio dargli una passata di l'esorciccio

Proprio per stare tranquilli, glielo metto il collare anti-pirla al panda?

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È che si trovano solo le taglie per cani…

Dottordivago

P.S. Si vede tanto che oggi non avevo tempo per niente di meglio?

Dottordivago

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