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Posts Tagged ‘lodo alfano’

Denis Verdini

“Dunque, stasera bisogna far chiudere prima il Centro, che Bertolaso deve andare a farsi massaggiare la minchia…come “Ancora?”… nooo, non c’è problema, di ‘sta storia non si ricorda più nessuno ; poi bisogna mettere una pezza alla storia della casa di Scajola, anche domani, non c’è premura, anche questa sta per passare in cavalleria…; piuttosto, quella storia di avvicinare quelli della Consulta… sì, come per il Lodo Alfano… mi sa che abbiamo un paio di cose da pilotare… Ah… a proposito: vediamo di non fare più casini come quando c’era da infamare Caldoro per far eleggere Cosentino: bella figura da ricuttari abbiamo fatto…
Minchia, adesso pure quella dell’eolico: quel cristiano di Martone… nel Lodo Alfano non riusciamo a farlo entrare manco con la vaselina… magari vediamo per un Legittimo Impedimento… ah, e magari cerchiamo di abrogare l’Anselmi… dài, su, sveglia… la legge sulla costituzioni di società segrete… Uh… non ci dobbiamo dimenticare di Carboni… e come si fa a dimenticarlo? Quello puzza come un morto di due settimane… Ostia! Pure Cappellacci… Gente, ‘sta Sardegna, tra l’eolico e tutto il resto, sta diventando un dito nel culo…
A proposito, qualcuno mi mette giù due righe per capire cosa cazzo è ‘st’eolico? E perchè lo si dovrebbe fare in Sardegna? Cos’è, roba che riguarda le pecore?… Non ce l’ha un tappo, ‘sta cazzo di isola? Lo togliamo e la mandiamo a fondo…
Uff… fare il Coordinatore Nazionale del PDL sta diventando ‘na Via Crucis…
Va beh, andiamo avanti, che qui abbiamo una montagna di merda da coordinare… se rinasco faccio il prete…
Uh… a proposito di preti… passami la pratica del cardinale… MA NO! Non quella dei ragazzini, quelle se le vedono loro… intendevo Propaganda Fide… lì sì che ce n’è, da coordinare…”

Dottordivago

P.S. E c’è ancora gente che pensa che i politici non facciano un beneamato cazzo tutto il giorno…

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Dopo aver scoperto che Berlusconi possedeva il telecomando di Veltroni e che lo usava spesso per fargli fare tutto ciò che gli veniva in mente, a Franceschini hanno detto: “Fà quello che vuoi, basta che non ti fai trattare da pirla come quell’altro”; così l’uomo si è messo d’impegno a non fargliene passare una.

Voglio dire, a parlar male del Silvio è difficile sbagliarsi: ad azzeccarci ci sono le stesse probabilità di far centro come nel tirare una fucilata in un volo di storni, anzi, nel caso di Franceschini è stato come giocare alla roulette russa con un’automatica (se questa è troppo specialistica ditelo, che ve la spiego…).

È andato a toccargli i figli, nel Paese in cui i figli sono piezz’e core da piccoli e bamboccioni da grandi, comunque sia sono sempre un’istituzione e vengono tirati in ballo in ogni situazione.

Và, mi sa che ci scappa la divagata.
Una cretina col bimbo attraversa la strada senza guardare, tu inchiodi e quella non ti chiede scusa ma tenta di girarti la frittata dicendo “Ma insomma, c’è un bambino!…”; il bimbo l’ho visto, il problema è l’imbecille che lo porta a spasso.
Sulla stessa linea ci sono dei venditori che per risultare più affidabili buttano lì un “Guardi, sono un padre di famiglia…”, garanzia di cui poteva fregiarsi anche Stalin e la maggior parte dei gerarchi del Terzo Reich.

Sarà che non ho mai sopportato i bambini e figli non ne ho, ma ‘sta cosa mi infastidisce; succede spesso, chiacchierando con i clienti, che alla mia affermazione di non avere figli segua quasi sempre un momento di imbarazzo, che lascia spazio allo stupore o all’indignazione quando aggiungo “…e bene che sto”.
Una volta una signora ha accennato “…ma il primo istinto di un uomo è quello di volere dei figli…”; l’ho corretta dicendole che è il primo istinto di tutti gli animali, quindi anche dell’uomo, compresi i polipi del corallo che all’improvviso, senza che nessuno sappia come facciano a mettersi daccordo, rilasciano ognuno il necessario affinchè avvenga la riproduzione; eppure, anche un comportamento così poco responsabile -è un po’ come mettere sperma nelle confezioni di lavande vaginali- viene premiato con la nascita di miliardi di nuovi polipetti.
Inoltre, mi conosco bene, e so di non avere tutto ‘sto di più da trasmettere ad una nuova generazione, col rischio, anzi, di mandare in giro delle teste di cazzo come il loro padre.

Tornando a Franceschini, stavolta si è sorbito un po’ della sua medicina: ripeto, premesso che Berlusconi sarebbe da portare dal veterinario e farlo sopprimere, non puoi continuare a gridare allo scandalo se il Silvio fa “cu cù” alla Merkel, non puoi lanciare allarmi per il rischio dittatura se quello parla di rivedere la Costituzione -figlia di un preciso momento storico oggi dissolto-, non puoi invocare la moralità cavalcando l’uragano Noemi e farla sempre franca; sono tutte cose di cui, nel profondo, Franceschini se ne sbatte le balle, ma sono ottimi pretesti per colpire l’avversario politico.
Allo stesso modo, i figli di Berlusconi se ne fottono allegramente della sua uscita, ma ora fanno gli offesi e l’incauto esternatore deve invocare il fraintendimento, cosa nella quale il Silvio gli mangia in testa.

Attaccarsi alle cazzate è un’arma a doppio taglio, un po’ come i superpoteri per Superman: è comodo godersi super-vista e super-udito, ma col super-olfatto c’è il rischio che una quaglia possa essere peggio della kryptonite…

Invece di attaccarsi alle cazzate, Franceschini e soci dovrebbero provare seriamente a mandare in galera l’Uomo di Arcore, ma anche lì bisognerebbe essere coerenti: non puoi invocare la revoca del Lodo Alfano e spostare la Forleo e De Magistris se indagano su D’Alema o Prodi/Mastella.

Insomma, decidetevi, come ho detto stamattina dopo che un amico coetaneo, invidioso del fatto che sembro suo nipote, mi ha domandato “Quando ti decidi ad invecchiare?” e dopo cinque minuti che dicevo minchiate ha aggiunto “Quando ti decidi a crescere?”.

Un Peter Pan decerebrato e scurrile: ecco con chi state perdendo cinque minuti.

Dottordivago

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