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Posts Tagged ‘zingari’

Berto

Ripensavo a quanto scritto nell’ultimo post; non tanto sull’argomento “figa” –era tanto per dire due belinate…- quanto la parte relativa a Bertolaso.

E se fosse un galantuomo?

Continuo a sostenere che ha una bella faccia onesta, che mi piace molto, anche se assomiglia un po’ troppo a Michele Cucuzza ed è difeso a spada tratta da Berlusconi e dai suoi chierichetti, due circostanze aggravanti mica da ridere.

Quando si parla di politici, boiardi di stato e zingari, solitamente non ho dubbi: un sospetto di disonestà diventa certezza granitica, matematica.
…Ostia, devo ancora iniziare che già mi scappa di divagare.

Odio gli zingari.
E, come diceva Himmler, non sono razzista; non odio alcuna razza umana ma detesto con tutto il cuore alcune culture perverse.
Una volta si diceva che “Gli zingari rubano, punto e basta: ce l’hanno nel sangue”; giusta la prima parte, sbagliata la seconda; è lampante che un bimbo rom, preso alla nascita ed affidato a una famiglia appartenente al genere umano, avrà le stesse probabilità di diventare il Primo dei Grandi Uomini come l’Ultima delle Teste di Cazzo.
Rimanendo con gli animali che l’hanno generato, con la prima poppata comincerà ad assimilarne pensiero, usanze, indole e comportamenti.
E ricomincia il giro.
Non hanno scusanti nè alibi: ci vorrebbe una Strage dei Colpevoli, un genocidio selettivo che, a differenza della Strage degli Innocenti, salvi i neonati ma cancelli tutti  quelli già corrotti da quella putrida cultura che porta a vivere come zecche sul culo dell’umanità.
E non raccontatemi che sono così perchè non hanno casa e lavoro: non hanno casa e lavoro perchè sono così. ‘Ngi dla!
Ecco, adesso mi tocca spiegare, a chi non lo sapesse, che ‘Ngi dla, in lingua Zulu, significa “ho mangiato”, ed è ciò che i Zulu –“i Sùlu”, si pronuncia con la esse, non “gli Zulù”…- dicevano quando estraevano la lancia –assagai– dal corpo del nemico ucciso, e qui mi fermo: sapete che non amo divagare… 
Chiusa la divagata.

Non ho dubbi che nella gestione delle “emergenze” –e se non sono emergenze, basta farle diventare tali- ne abbiano fatte più di Bertoldo in Francia.
Bertolaso non è un pirla, saprà più di quello che, per ora, dice, però potrebbe considerare il tutto come un male necessario.

Parlavo poco fa con un amico, ex amministratore di una società di capitali; quando il bilancio della società ha cominciato a battere i coperchi, lui, davanti al notaio, ha consegnato i libri contabili ad un liquidatore e si è messo in paziente attesa dei soldi che avanzava dalla società, l’equivalente di un dignitoso bilocale in una grande città: ad Alessandria ci scappava anche il trilocale.
Il liquidatore -lo dice la parola stessa- dopo due anni si è squagliato con il liquido rimanente ed il mio amico, misteri della giustizia, si è ritrovato un avviso di garanzia per bancarotta fraudolenta, per cui il codice penale prevede da tre a dieci anni di reclusione: cornuto e mazziato.
Visto da fuori è un bancarottiere, conoscendo meglio la storia torna ad essere un galantuomo.
Se fosse un politico beccato con le dita nella marmellata, si dichiarerebbe “sereno”, mentre lui, da qualche giorno, proprio bene-bene-bene non dorme, anche se io sostengo che l’avviso di garanzia –probabilmente inviatogli da un pm che ha letto solo i nomi e non gli atti- è un atto dovuto e che potrà dimostrare la sua estraneità ai fatti.

Molte persone oneste vengono diffamate e, in alcuni casi, rovinate da farabutti.
Pensate a quel grande statista che è stato Bettino Craxi, morto in esilio per accuse che…
Mmm… mi sa che stavo sbagliando esempio.

Ora, mettiamo il caso che il Berto nazionale sia un galantuomo: mettiamo che abbia ragionato così:

“Gli appalti pubblici sono comunque una fossa biologica, bene che vada i soldi rubati o sprecati sono l’80%; a peggiorare la situazione ci si mette la burocrazia, che non riduce le ruberie ma dilata a dismisura i tempi, cosa che alla lunga dilata pure i costi, quando non lascia delle opere faraoniche incompiute. Quindi, con le procedure d’emergenza che consentono di scavalcare lacci e pastoie burocratiche, alla fine i lavori si fanno; per quanto riguarda i soldi… beh, quelli, persi per persi, almeno non sono tutti buttati in opere abbandonate, preda dei vandali.
Se poi, in tutta la faccenda, mi ci scappa pure la ciulatina… Eh, non è che il Silvio se lo può consumare, quel povero uccello: diamogli una mano”.

E se oltre alla ciulatina, per altro tutta da provare, gli è arrivato qualche altro regalino, non mi sento di condannarlo.
Chiamiamola real-politik o real-appaltik, se preferite, ma tenendo i piedi nel mondo reale, non volando sulle ali della fantasia e non parlando di un Paese delle Meraviglie in cui l’onestà e la correttezza crescono sulle piante, quello del buon Berto, vi sembra un ragionamento tanto sbagliato?

Diciamo che può disturbare le coscienze più sensibili, tipo quella di Di Pietro, novello sponsor di quel galantuomo di Vincenzo De Luca –pluri indagato lui, la moglie e pure il figlio, una famiglia da sterminare, come gli zingari…- o le coscienze “moralmente superiori”, tipo quelle di mezzo PD.

Microdivagata: giusto per non beccarmi del berlusconiano di ferro, dirò che alle Europee, turandomi il naso, ho votato IDV, solo per dare il voto a De Magistris; se mi si mastellizza pure lui… eh beh, allora…

Tornando alla “superiorità morale della sinistra”, capisco la tigna con cui Bersani chiede a gran voce le dimissioni del Berto, così come capisco che il gruppo costituito dagli amici del Berto ha portato via un bel po’ di appalti alle Coop, ma sicuramente non è per questo, non è per il fatto di essere stati tagliati fuori dalla spartizione di alcune sontuose torte, e dalla speranza di subentrare, che si scandalizzano.
Personalmente sono molto dispiaciuto per i lavori persi dalle Coop, vere Robin Hood dell’edilizia: quando c’è da prendere un lavoro per imprese private che pagano di tasca loro –gli stessi lavori che cerco di prendere io in quanto produttore di serramenti- le Coop tirano fuori certi prezzi, per le finestre, con cui io non riesco neppure a pagare il vetro mentre, quando a cacciare la valuta sono gli enti pubblici, gli picchiano giù certe mazzate che gli fanno fischiare le orecchie.
Appalti da cui io, casualmente, sono tagliato fuori, anche se non completamente: infatti, io come voi, contribuisco a pagarle, le mazzate di cui sopra.

Insomma, fino al momento in cui non ci sarà la certezza che era a capo di una specie di Piovra o di una “Loggia B2”, come dice il portaborse di Di Pietro, beh, fino ad allora io faccio il tifo per il Berto e per la sua faccia onesta.

Dottordivago

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Gente, sono braccato dal lavoro, mi sembra di avere il diavolo che mi corre dietro…

Quindi due-pensieri-due sulle ultime minchiate spacciate per notizie.

La scorsa settimana hanno messo in carpione un po’ di zingari perchè trovati in possesso di oggetti rubati; gli investigatori -… va beh, non diciamo niente-hanno altresì scoperto che avevano appartamenti di proprietà, svariati conti in banca ed auto di grossa cilindrata.
Ho un ricordo sbiadito come un sogno: avevo forse tre anni ed ero a spasso con mia nonna, quando vediamo passare alcune roulotte di zingari trainate da enormi Mercedes dell’epoca.
Mio padre aveva la Millecento ed io non avevo occhi che per quella macchina, ma mi sono reso conto che quelle degli zingari erano diverse; ho detto “Nonna… che macchinone!…” e lei mi ha risposto così:”Gioia, lo sai che bisogna stare attenti agli zingari perchè rubano tutto, così non fanno niente tutto il giorno e si comprano delle belle macchine…”.
Si è portata nella tomba il suo segreto, ma io sono sempre più convinto che fosse un agente della CIA, visto che sapeva cose che si scoprono solo oggi, più di quarantanni dopo.

Un’altra: c’è il sospetto -hanno proprio dichiarato così: sospetto– che qualcuno abbia giocato nel culo a De Magistris quando indagava su porcate che vedevano coinvolti gli allora Presidente del Consiglio Prodi e Ministro della Giustizia Mastella (mi sembra avesse quella carica, ma trattasi di un personaggio il cui ricordo, per fortuna, ho rimosso).
Il CSM ha il sospetto che il magistrato sia stato rimosso per bloccare le indagini, oltre all’altro sospetto, più vago, che Kennedy non sia morto dal freddo.

Un’altra: alcuni alti ufficiali dell’Esercito Italiano sono indagati in seguito al crescente sospetto che in occasione della strage di Nassirya non fossero state prese tutte le precauzioni necessarie per mettere in sicurezza il Quartiere Generale italiano.
Dopo l’attentato, quando ho visto le varie ricostruzioni in TV e letto articoli con dettagliatissimi disegni, ho avuto il sospetto anch’io, ma io sono nipote di mia nonna, quella della CIA, e ho lo spionaggio ed il sospetto nel sangue.
Questi credevano di essere in un campo nudisti e hanno tirato su un muro di terra alto due metri, per sottrarsi ad occhi indiscreti, lasciando libero un pezzo per l’ingresso; e siccome non sono mica stupidi, ci hanno messo una bella sbarra bianca e rossa come un passaggio a livello, sbarra che per i terroristi suicidi è come aglio e croce per i vampiri.
Vuoi mica fare un terrapieno di fronte all’ingresso, così chi vuole entrare di prepotenza ci deve girare intorno e fai in tempo a farlo a fette?
Naaa… e chi vuoi che se la pigli coi gentili e pacifici soldati italiani?
Probabilmente un autista ha detto:”Genera’, sta gip non tiene il servosterzo: che fatica agg’ ‘a fa’ per girare intorno al terrapieno?”
E così non l’hanno fatto, salvo poi sentire le dichiarazioni di un ufficialone quasi dislessico che sosteneva che non si poteva prevedere l’uso di armi non convenzionali.
Vero: in Iraq, se hanno bisogno un’auto, un carico di esplosivo ed un coglione che si fa saltare insieme, oh… non sanno da che parte cominciare.

Ormai lo sapete: sono sospettoso come mia nonna, quella della CIA, e comincio a pensare che da un serraglio di qualche allevamento siano scappati degli imbecilli col pedigree.
Ma questo è niente: il vero tarlo che non mi fa dormire la notte è: ma la coca cola, avrà le bollicine?

Dottordivago

P.S. Se qualcuno invia un commento dicendo “Se è sgasata, no”, lo sputo in faccia.

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