Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Woodstock’

E’ un po’ tardi, ma facendomi forte del fatto che tra poco tirerò indietro l’orologio di un’ora, mi sa che ci scappano due cagate.

Cena devastante.
Un ristorante che mi sembra di essere in rete: hanno un menu che prevede una serie di antipasti, solo che un antipasto, in realtà, sono cinque antipasti, quindi come un sottomenu; lascia stare i primi e i secondi, che ce n’è un mucchio, e con i dolci si ricomincia coi sottomenu: c’è una lista di dolci che ne comprende alcuni che, in realtà, sono cinque dolci diversi…
Sì, lo so, gira la testa anche a me. Cambio.

Premessa dovuta: non ho seguito nulla, niente, zero virgola un cazzo, della manifestazione di oggi; qualcuno di quelli a tavola ha buttato l’occhio a qualche collegamento, ma di ufficiale non so niente.
Ho sentito parlare di due milioni e mezzo di persone: ci pensate che successo?

Nessuno ha mai radunato così tanta gente senza che poi cambiasse un cazzo, dopo.

Neppure a Woodstock erano così tanti, ed erano tutti ciucchi e fatti, eppure, dopo, qualcosa è cambiato; qualcuno si sarà ammazzato in macchina tornando a casa, qualcuno avrà picchiato la moglie e i bambini, qualcuno sarà finito in Vietnam, qualcuno avrà imparato a suonare uno strumento, qualcuna sarà tornata a casa piena come un agnolotto: capirai, tre giorni di amore libero…

Credo che a Roma fossero tutti sani, o perlomeno liberi da abusi alcolici o tossicologico-farmaceutici, eppure, fatto assolutamente straordinario, due milioni e mezzo di persone si saranno mosse per niente, l’entropia al contrario: il caos che genera spontaneamente l’ordine.
Cerco di chiarire il concetto: se metti una goccia di inchiostro in un bicchiere d’acqua, questa si colora, cioè si crea il caos spontaneamente; per fare il contrario, cioè separare l’inchiostro dall’acqua, occorre somministrare energia, cioè intervenire dall’esterno; questo perchè i sistemi sono portati spontaneamente al disordine.
Tranne i sistemi veltroniani.
Se due milioni e mezzo di persone si muovono in giro per l’Italia, un po’ di casino lo faranno, no?
Ed abbiamo ottenuto il disordine.
Poi sono tornati a casa dopo un giorno in piazza, stanchi ma felici, come la servetta che è andata a ballare il liscio: ha volteggiato rapinosa qua e là per la pista con tutti quelli che capitavano, si è immedesimata nel ruolo di protagonista della serata; forse, in un angolo, l’ha anche data a qualcuno particolarmente sveglio; poi, però, se ne torna a casa con due aloni di sudore sotto le ascelle ed i piedi che le fanno male, per ricominciare tutto da capo il giorno dopo.
E spontaneamente si ricrea l’ordine.

Walter, te lo dico col cuore, in quanto sono un tuo -mai più- elettore (niente di che, l’ho fatto solo per non votare il Totò Riina di Arcore…): Walter, sei un così incommensurabile coglione che mandi a puttane le leggi della fisica.
Come i buchi neri, in cui la gravità è così elevata che tutte le leggi che esistono se ne vanno a puttane, hai un tale vuoto nella testa che riesci a scombinare il mondo come noi lo conosciamo.
Noi ci aspettavamo che l’opposizione facesse le barricate e bruciasse i cassonetti per strada quando, per esempio, una manosvelta ha infilato il decreto salva manager in un ordine del giorno del parlamento; o quando i sindacati hanno bloccato l’accordo per Alitalia, che sarà una porcheria ma è sempre meglio che il crack; probabilmente, serenamente, pacatamente, ti stavi strizzando il pisello sul divano, davanti ad un film neorelista rigorosamente in bianco e nero e non te ne sei accorto, finchè non l’hanno tirato fuori i giornalisti.
I giornalisti!
In Italia!
Che fanno solo ciò che gli dite!
Probabilmente siete stati così tanto tempo assenti che i vostri galoppini hanno pensato “chi tace acconsente…”

E allora cosa fai?
“La vecchia guardia muore ma non s’arrende!” e così hai ripescato quei quattro pirla, oltre a me, che ti hanno votato; li hai caricati sui treni (a proposito, chi paga?) promettendogli una giornata in piazza cantando Bella Ciao con le bandiere della pace e del Che, sentendosi protagonisti del loro destino, protestando per le classi differenziali e per la riforma della scuola -che è arrivata ad un punto che una qualsiasi riforma, da quella della Gelmini a quella luterana, può solo fare del bene- per poi tornare a casa con le ascelle sudate ed i piedi gonfi, come la servetta.

Và che Berlusconi lo sa che hai a disposizione ‘sta vecchia guardia di pirla, c’erano tutti quelli che ti hanno votato, tranne me, ma io sono un neo arrivato già ripartito, per nessuna destinazione; gli altri fanno volantinaggio, cuociono a gratis salamini ai gastrofestival dell’Unità e se gli dici “Salta” rispondono”Quanto alto, compagno?”
E sa anche, il Silvio, che, al di fuori di una manifestazione ogni tanto, non subirà nessun danno.
Com’è ovvio, visto che siete due facce della stessa medaglia, come i ladri di Pisa.
Ma sono cose che ti hanno già detto in mille.
Mi fa ridere una cosa uscita a tavola stasera: così come esisteva la nobiltà potente, la nobiltà decaduta ed i parvenue, oggi abbiamo il Berlusca che rappresenta la criminalità organizzata, la sinistra estrema è la criminalità decaduta e tu sei la criminalità rincoglionita, arrivata da poco ma smaniosa di entrare nel gioco.
Sei il succedaneo politico del palo.
Solo che, ora di dividere, ti fottono sempre.

Dottordivago

Annunci

Read Full Post »