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Posts Tagged ‘tony robbins’

Sull’argomento ho già dato in un remoto passato, quel “3” non è lì per caso.
Raccontavo di non riuscire a capire come faccia tanta gente a farsi prendere per il culo a pagamento, lanciandosi in acquisti dissennati, sia di beni materiali che di balle di fumo.  
Da lì nasceva l’idea di mettere in piedi un’attività ad hoc, un vero e proprio Centro Malessere: se uno è disposto a pagare per farsi ricoprire di fango dalla testa ai piedi o di covare due ore sotto al fieno con una temperatura ambiente di 50°o perchè qualcuno gli impedisca di toccare cibo, perchè non dovrebbe venire nel mio Centro Malessere?
Il tono era questo:

…un beauty center che pratica trattamenti a base di elasticate sulle orecchie ghiacciate o una “terapia asciugante” che prevede come unico cibo salatini, semi di zucca e Pringles.
Unica bevanda, Red Bull.
Tiepida.
Per me terrei il ruolo di PR: accoglierei i maschietti con un bel calcio nei coglioni, mentre alle signore potrei infilare un topo vivo nella scollatura, terapia che riattiva la circolazione e rialza il seno; con un piccolo sovrapprezzo distribuirei frustate di commiato, poi aspetterei i clienti all’uscita e mi congederei con un sorriso e un calcio nella portiera dell’auto.

Dopo aver letto un post della Niki in cui propone di partecipare ad una cura disintossicante e di ringiovanimento, mi sono ricordato del mio amico Mauro e del suo periodo disintossicante e ritemprante.
Periodo che vado senz’altro a raccontarvi.

Di Mauro vi ho già accennato: lui e la Lella ci hanno ospitato tre settimane nel periodo dell’alluvione, nel ‘94; più che due coppie, eravamo una strana forma di simbiosi.
Mauro è un uomo fortunato: lavora dieci ore al giorno da quasi trent’anni ma fa una cosa che lo appassiona, quindi passa metà della sua vita praticamente divertendosi.
Appena tornato dalla naja, nell’82, s’è messo a cercare lavoro, solo che il Liceo Scientifico, pur formativo, se privo del coronamento della laurea, cosa a cui Mauro non pensava proprio, nella ricerca di un lavoro serve a poco.
Prima qualche lavoretto di quelli da farsi prendere per il culo da qualche banditello, poi la svolta: venditore per un broker.
Me lo ricordo come se fosse ieri; come tutte le sere, ci trovavamo da Baleta; due cagate, poi la notizia: “Ma sai che oggi ho iniziato un lavoro che è una figata? Davvero, mi piace da matti!”

Era il suo lavoro. 
Dopo pochi di anni è diventato subagente INA, sbriciolando tutti i record mondiali di “aumento del portafoglio clienti”.
Nel ‘97 mi ha abbandonato, il bastardo, per diventare agente generale INA in una ridente città rivierasca; “abbandonato” per modo di dire: Bimbi ed io eravamo più a casa loro che a casa nostra, avevamo la nostra camera da letto sempre pronta, partivamo per il week end il venerdì, appena finito di pranzare, e tornavamo di lunedì, a volte pure di martedì.
’Azz… stava quasi per scapparmi un “Bei tempi…”, detesto farlo, meno male che mi sono trattenuto…

Proprio in quel periodo, Mauro viene folgorato sulla via di Glendora, California, città natale di Tony Robbins, il “Guru dei Guru” dei manager.
Questo signore, cito testualmente

nei suoi libri e nei suoi seminari parla principalmente di come raggiungere il successo nella vita, superare le proprie paure, realizzare sé stessi, ottenere un corpo in salute ed energico, comunicare in modo persuasivo, migliorare le proprie relazioni, cambiare le proprie credenze negative, modificare il proprio stato d’animo a piacere e modificare i propri e altrui comportamenti negativi.

Minchia! E io sto qui a fare le finestre…
Dunque, Mauro e un’altra sessantina di agenti dell’INA vengono “invitati” dalla Compagnia a partecipare, a pagamento, ad un seminario del fenomeno.
La mamma di Mauro, figlio unico, non ha fatto figli scemi, quindi lui non gira il culo alla Compagnia e, obtorto collo, si ritrova un venerdì a Milano.
Si presenta questo gigante di oltre due metri, con uno staff di cinque o sei collaboratori, tutti in una forma fisica talmente clamorosa da essere inquietante.
E comincia a predicare il Verbo.
Venerdì e sabato fa un elmo spaventoso a tutti quanti, domenica ribadisce i concetti, dopo di che sale su un aereo con un assegnuccio da 200 milioni di lire, equamente coperto da Mauro e colleghi: uno sgobbo di oltre tre milioni pro capite.

Il week end successivo, ovviamente, siamo con lui e la Lella.
Il mio amico è trasfigurato, fisicamente e mentalmente.
Non fuma più ma, nonostante ciò, ha perso qualche carato di peso, parla in modo diverso, più fermo e volitivo ma senza l’ombra di aggressività.
Mi racconta tutta la faccenda, è letteralmente infatuato del Guru e delle sue teorie.
”Pensa –mi dice- che da una settimana ho messo in pratica i suoi insegnamenti e già mi sento un altro…”
”Ma cosa vi ha detto, di preciso?”
”Beh, l’aspetto psicologico e motivazionale è un po’ lungo da spiegare; però, per la vita di tutti i giorni…”

Continuo io per lui.
Prima non faceva un passo, per andare dal divano al cesso stava meditando di comperare una Smart, adesso è sempre a piedi come San Francesco.
Prima fumava trenta Marlboro al giorno, ora neanche una.
Prima si filtrava mezza bottiglia di vino a pranzo e l’altra mezza a cena, ora mezzo bicchiere.
Prima si sedeva in poltrona dopocena e si faceva un paio di whiskini di categoria, mò si succhia i denti. 
Prima aveva una dieta da iena, ora mangia carne una volta alla settimana e la sostituisce con il pesce.
Prima non toccava frutta e verdura, adesso sembra Bugs Bunny con la carota perennemente in bocca.
Prima lasciava fare alla Lella per quanto concerneva la cucina –e la Lella era nota per avere un consumo di condimenti pari ad una mensa aziendale- adesso dice “basta basta!” appena la bottiglia dell’olio inizia ad inclinarsi e non prende in considerazione il burro, neanche se gli proponessero di girare “Ultimo tango a Parigi 2”…

Scusate un attimo: mi scappa di divagare.

Ora è cambiata ma, come accennato, la Lella aveva la mano pesante con i condimenti. Una volta, dopo aver dichiarato che avrebbe preparato una pasta con i gamberi, le ho visto versare un litro di extravergine in una casseruola; ho pensato che la ricetta prevedesse di dorare prima le bestie e di elaborarle successivamente, poi me ne sono andato a comperare il giornale con Mauro. Quando ci siamo seduti a tavola, ho scoperto con orrore che nella stessa casseruola c’erano finiti pomodori, peperoncino e tutto il necessario, solo che l’olio era rimasto…
Lei ci aveva spadellato la pasta dentro, rendendola immangiabile: ad ogni masticata, la bocca si riempiva d’olio.
Da quella volta ho cominciato a farle un discorsetto sull’uso del condimento…
Un’altra volta l’ho proprio sgridata: era tornata da un giro in Francia con una miracolosa salsa per condire l’insalata: “Pensa, zio, mangio solo più insalatone senza aggiungere un goccio d’olio…”
”Mi fai vedere quella bottiglia?”
Era la solita emulsione di olio, maionese e qualche aroma: 700 calorie per 100 grammi, a fronte delle 900 dell’olio.
Solo che lei ne usava mezza bottiglia per volta.
Ho fatto due conti rapidi: ogni “insalatona” valeva circa 2000/2500 calorie, il fabbisogno giornaliero medio di un manovale.
Adorabile Mammalella…

“Ma la cosa più affascinante –conclude Mauro- è l’ottimismo e la carica positiva di quella persona…”
”Ah… è pure un cuor contento… “
”Assolutamente sì, ha un sorriso perenne stampato sulla faccia…”
Ostia… mi riscappa di divagare.

250px-Doctor_Hibbert Quando stavo in negozio, avevamo un cliente piazzato come il dott. Hibbert, il medico dei Simpson, uno che ride sempre, anche se sta dicendo ad un paziente che non c’è più niente da fare.
Un giorno il mio socio mi fa: “Certo che Massimo… o ha un bel carattere o è mezzo scemo: ride sempre…”
Poi abbiamo scoperto che era l’unico nipote di una quindicina di zii, tutti mediamente benestanti e senza figli; di questi zii ne partivano un paio all’anno e lui passava il suo tempo da uno studio notarile all’altro per intestarsi beni mobili ed immobili appartenuti a persone che non aveva mai cagato di striscio.
Così abbiamo capito: non era il carattere, era effettivamente un mezzo scemo. Ma aveva indubbiamente un sacco di motivi per ridere…

Tony Robbins non è uno scemo.
Ma sui motivi per ridere è messo bene anche lui: 200 milioni –spese escluse- per un week end, girando il mondo, per una quarantina di week end all’anno, trasformerebbero persino Buster Keaton in una specie di Joker…

“Allora, Mauro, fammi capire: vi ha detto di smettere di fumare, di ridurre drasticamente gli alcolici, di fare più movimento, di ridurre carne e grassi, di consumare molta frutta e verdura. Giusto?”
”Giusto”.
”E a proposito di un lungo pediluvio caldo, contemporaneamente ad una maschera-viso al cetriolo, sorbendo con la cannuccia una tisana di gramigna, non vi ha detto niente?”
”E questo cosa c’entra?…”
Gli indico quel metro cubo di riviste da donna che la Lella compera mensilmente:

C’entra. Se tu avessi dato un’occhiata ad una qualunque di quelle riviste, avresti letto le stesse identiche cose, risparmiando tre milioni, con in più la dritta sul pediluvio/maschera/tisana.
Ok, sulla rivista ti dovevi beccare anche venti pagine di sesso teorico ed isterismi epistolari ma se proprio ti serviva un rompicoglioni che ti dicesse le stesse cose a pagamento, potevo farlo io a metà prezzo, pirla!

Non c’è un cazzo da fare: le barzellette, bisogna saperle raccontare.
Chiunque gli avrebbe consigliato le stesse cose; ma se te lo dice uno che ti barba tre milioni in due giorni, allora ci credi.
Come le scosse alle orecchie per smettere di fumare: non sono le scosse che ti fanno smettere, è il pensiero di aver dato 500 euro a un dritto che ti ha dato la scossa alle orecchie, che non ti fa ricominciare!…

Nella primavera 2006 ero 85 kg mal distribuiti su 175 cm: “Mmm.. mi sa che mi tocca fare un po’ di fame…”
Per ottimizzare i sacrifici, vado da una dietologa amica di Bimbi (Elisabetta Borgini, piccolo spot…) a cui spiego cosa faccio di sbagliato (lo sappiamo tutti) e cosa sono disposto a fare; lei elabora i dati sulla base dei miei gusti e mi molla tre o quattro paginette di dieta.

In quattro mesi ho perso otto chili senza mai aver avuto fame.
A tutti quelli che si complimentavano per la mia linea ritrovata, facevo il nome della dietologa e, immancabilmente, tutti dicevano: “Eh sì, la Borgini è proprio brava…”

Lei è brava?
Per quattro mesi non ho preso un merdosissimo aperitivo e non ho guardato il barattolo della Nutella.
A metà mattina mangiavo un pacchetto di crackers anche se avrei potuto mangiare “40 grammi di pane con trenta grammi di prosciutto” ma se a quell’ora io entro in un bar, mi mangio il barista, non il panino della Barbie.
Per quattro mesi mi sono mangiato lo yugurt magro a metà pomeriggio…
E quella brava è lei?
Io sono bravo, porca puttana di merda!

Quindi, se siete interessati all’iniziativa della Niki, le faccio volentieri da cassa di risonanza; se non vi interessa ma volete spaccare la faccia a qualche euro, ricordatevi del Centro Malessere che sto progettando.

decorazioni-natalizie 2 Ed ora un finale natalizio.

Come stanno Mauro e Lella?
Benissimo.
Mauro ha ricominciato a fumare, mangiare e bere normalmente, è uno dei più brillanti assicuratori d’Italia e prevedo per lui un posto nel Consiglio di Amministrazione della Compagnia.
La Lella gode di ottima salute ed è sempre la persona più solare ed ospitale del mondo.

Solo che hanno divorziato.
Li vediamo ancora, raramente e separatamente, giusto per renderci conto di quanto, nel loro caso, 1+1 facesse 1000, non 2.
Ci manca da morire, quella coppia di squinternati.

Lo so, normalmente sono un amante del lieto fine.
Ma quelli come me, a Natale, sono tutti più stronzi.

Dottordivago

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