Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘SKY’

…i signori di SKY non si strapperanno i capelli.Premessa: questo post costituisce la richiesta di disdetta che invierò a SKY, e siccome sono incazzato invierò il link a tutti i blog che trattano di televisione ed a chiunque altro mi venga in mente.
Partiamo pure.Notizia dell’altro giorno:

MILANO – Sky diviene il secondo gruppo televisivo italiano per ricavi, dopo la Rai che mantiene la supremazia, e prima di Mediaset che scende al terzo posto. È quanto rileva la Relazione annuale al Parlamento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, presentata dal presidente Corrado Calabrò alla Camera. I ricavi per operatore risultano così distribuiti: Rai 2.723 milioni di euro, Sky Italia 2.640 milioni, Rti (Reti televisive italiane, la società cui fa capo Mediaset) 2.531 milioni.

Bene, sono contento per loro.
È da un po’ che volevo smettere di pagare per vedere SKY, visto che il servizio non mi soddisfa, però avevo paura di mettere sul lastrico il sciur Murdoch; ora so che gli affari gli vanno bene e che la mia rinuncia non innescherà parabole discendenti nei bilanci dell’azienda e che nessuno perderà il posto per causa mia, quindi posso tranquillamente dare disdetta.Dico la verità: mi girano le balle.
Di certo non mi mancheranno i film che propongono: non so di preciso quanto mi costa mensilmente il Pacchetto Cinema -credo intorno ai 25 euro-, il fatto è che con quella cifra vedrò sì e no un paio di film al mese, tanto mi soddisfa la programmazione; per carità, non dico che sia colpa loro, può pure essere che io abbia gusti strani in fatto di cinematografia, resta il fatto che, usufruendo poco di quel Pacchetto, ogni film che vedo su Sky mi costa come andare in due al cinema.
Sono anche sfigato: se c’è un film interessante è alle 11 del mattino o alle 4 del pomeriggio, e vigliacco se riesco a vederlo nel passaggio serale; sarà anche colpa mia e dei miei orari di lavoro assurdi -tipo mattina e pomeriggio…- ma non posso rompermi una gamba un mese sì ed uno no per stare a casa tutto il giorno e dare così un senso all’investimento.

E poi ho sottoscritto l’abbonamento a Sky per vedere i documentari.
Quelli sì che riesco a vederli, anche dieci o dodici volte: sono sempre gli stessi.
All’inizio impazzivo per “Com’è fatto”, una serie che, nel mondo, oltre al sottoscritto sarà seguita da altri tre pirla come me; mostrano come vengono realizzati gli oggetti più disparati, dai cucchiaini da caffè alle mietitrebbie.
Lo so, è da pazzi, ma a me piace fare le cose e pure vedere come si fanno: ho l’indole da pensionato, tipo quelli che se vedono dare una picconata per strada possono stare lì delle ore; solo che quando hai visto otto volte come viene realizzata una mazza da cricket o ti metti a produrle o spegni la tv.

Credo che il record sia saldamente nelle mani de “I meccanici del pianeta”, due  inglesi suonati che girano il mondo realizzando macchinari eco-sostenibili senza senso, dal rapporto costo-benefici improponibile, tipo un cuoci-paella solare in Andalusia, per cui una squadra di operai dovrebbe lavorare una settimana; è una solenne minchiata ma a me piace vedere cose del genere.
Solo che avranno realizzato cinque o sei episodi che vengono trasmessi a ciclo continuo, quindi comincio a domandarmi se è limitato il loro ingegno o se sono scemo io che li guardo.
Ma potrei digerire anche questo, tanto, gira che ti rigira, un documentario da vedere lo trovo.

È un’altra la cosa che mi manda la merda al cervello: la pubblicità ed il modo di proporla.
Se devo riconoscere che i film vengono interrotti raramente -e ci mancherebbe ancora…- i documentari sono interrotti ogni dieci minuti da serie di spot commerciali; più brevi di quelle di Mediaset, daccordo, solo che a “Casa Berlusca” sono gratis mentre su SKY mi costano una ventina di euri al mese del Pacchetto Mondo.
E non basta: non so se è solo culo o proprio cattiveria, ma riescono a mandare la pubblicità contemporaneamente su una dozzina di canali, quindi scordatevi lo zapping.
Ma non allontanatevi dal telecomando, per carità!
Il volume delle pubblicità è di svariati decibel superiore a quello della programmazione e questa cosa fa sì che, oltre ai coglioni, vi si rompano anche i timpani e che i rapporti di buon vicinato vadano a puttane.
Ma dico io: tutta ‘sta tecnologia che mettete in campo per sincronizzare le interruzioni pubblicitarie, non potete usarla anche per “fare i livelli”?

Quando esistevano le TV Libere alla fine degli anni 70 io ero cameraman, aiuto regista, aiuto redattore, ospite o conduttore d’emergenza e -all’occorrenza-lavacessi di TVA, un’emittente realizzata in un appartamento di 200 mq con il bilancio di una macchinetta del caffè piazzata in un qualunque ufficio di SKY.
Il Cigno leggeva il telegiornale: come per il confetto Falqui, “basta la parola”, ho detto tutto.
Beh, sapete qual’è stata la prima cosa che mi è stata insegnata?

Fare i livelli.

Significava, in parole poverissime, assicurarsi che il volume del televisore di chi ti guardava fosse sempre lo stesso, che si trattasse di un film o di un ospite in studio o del TG o della pubblicità di Eddy Fleurs, il fioraio al pianoterra di quello stabile; per fare ciò avevamo un impianto fantascientifico: un televisorino 14 pollici in bianco e nero sintonizzato sulla nostra emittente, per sentire ciò che sentivano i nostri -quattro- telespettatori a casa loro.
Questa banda di rimbambiti di SKY, con attrezzature che il comandante Kirk se le sogna, non è in grado di fare una cosa che noi facevamo con un mixer da 100 mila lire, nel Giurassico Televisivo.
O forse è una cosa voluta, per rendere più incisivo il messaggio, nel qual caso incisivizzami ‘sto cazzo, che io mi tengo i soldi dell’abbonamento.

Ah, sempre sull’aspetto tecnico: lo scienziato che mi hanno mandato loro per realizzare l’installazione probabilmente fa il doppio gioco, infatti mi ha collegato ad una parabola precedentemente piazzata da lui sul tetto condominiale ed io vedevo un canale sì ed uno no; l’ho chiamato un paio di volte ma forse credeva che volessi solo salutarlo, visto che non si è mai presentato.
Dopo sei mesi è sparito tutto: ho chiamato un conoscente che ha risolto la cosa in mezzora, 40 euro ben spesi; mi ha fatto anche salire sul solaio per farmi apprezzare il lavoro del fenomeno “autorizzato SKY”, che aveva fissato con lo sputo il palo di sostegno della parabola, la quale si comportava come un galletto segnavento ad ogni colpo d’aria.
Marca “bravo” al settore tecnico di SKY.

Ecco, mi mancherà il TG.
Il loro TG è indiscutibilmente il migliore in circolazione; per carità, non è tutto ‘sto di più: si incaponiscono su alcune notizie fino a farti prendere in odio pure le vittime del terremoto in Abruzzo o dell’esplosione di Viareggio, però Rai e Canale 5 sono peggio.
E poi, forse, hanno ragione loro: probabilmente il mondo è pieno di coglioni che vogliono vedere parenti piangenti o di gente che è sempre vissuta in un’incubatrice e che non sa come difendersi dal caldo in estate e dal freddo in inverno.
E poi c’è la possibilità di lasciar perdere la notizia principale e seguire gli altri fatti su una sottopagina dedicata.
Diciamo che ci sarebbe la possibilità: non so perchè ‘sta gente vuole a tutti i costi farmi incazzare, ma si può sapere perchè tra una notizia e l’altra devono mettere una specie di breve ma intenso rullo di tamburo -ad un volume folle, peggio della pubblicità- che mi fa fare un salto sulla sedia ed una riga nella mutanda?
Esempio:
“…sull’argomento il governo riferirà in Parlamento”
RATAPLAN!
“Passiamo ora… …così sostengono le fonti ufficiali”
RATAPLAN!
Dio vi maledica.

Caro Murdoch, ‘sto ragazzo se ne và.
Dunque, a questo punto mi ritrovo con un risparmio di 600 euro all’anno malcontati: visto che di rimettersi a fumare non se ne parla, potrei investirli in qualcosa via internet, così mando a cagare pure la Rai.
E dato che nel settore informatico sono un animale, si accettano suggerimenti.

Dottordivago.

Read Full Post »

Tornando ai massacratori della quarta settimana (vedi post precedente), penserete mica di aver esaurito la lista degli agenti patogeni di cui parlavamo, eh?
No perchè, il Dottordivago sarà un pirla, ma non è mica qua a far ballare la scimmia. E si rompe la testa anche per voi…

image image

Tanto per farci la bocca, cominciamo con due “virus opportunisti”, che in biologia sono quegli infami che, quando hai già un pallino in un’ala (*) per conto tuo, se ne approfittano e ti saltano addosso, complicandoti ulteriormente la vita.
(* dal gergo venatorio, significa stare poco bene, come un fagiano che ha preso una fucilata di striscio; per la precisione, io non sparo agli animali, era mio nonno che lo diceva sempre…)
Un navigatore o un ipod, da soli, che male possono fare?
Assolutamente niente, ad un organismo, pardon, ad un bilancio sano, ma nel contesto di cui parlavamo nella prima parte, cioè il bilancio cagionevole di uno che guadagna 1000 euro al mese e che in un anno devolve tra cellulare, cambio tv ed abbonamento SKY circa due stipendi, ecco, lì fanno dei danni: due aggeggini così e un terzo di stipendio s’è involato, e non sai neppure come.
Ora qualcuno mi domanderà quante persone conosco con quel reddito e la Sindrome da Shopping Compulsivo: parecchie.
L’altra sera una era a cena da me e, se non ne conoscete, fate un giro da Media World e date un’occhiata al bancone dei finanziamenti: difficilmente vedrete managers, direttori di banca, notai o dentisti: vedrete un sacco di gente che “non ce la fa più”. Ah, dimenticavo: da Media World non ci vuole la ricetta e, per quanto insistiate, non vendono farmaci salvavita.
E’ chiaro il concetto?

E quando uno “non ce la fa più”, cosa fa?
Stacca la spina.
image

Attenzione: questo è uno dei più pericolosi e virulenti; non per niente il settore turismo – non quello che gli altri vengono a farsi pelare in Italia, quello che andiamo noi all’estero- è uno dei pochi che, in questi tempi di pianto e stridor di denti, tira che è un piacere.
Sarà che il credito al consumo è arrivato (da mò) anche qui, ma al viaggio lungo ci rinunciano in pochi.
Qui spezzerei una lancia in favore degli sperperatori a lungo raggio: anche se andare in vacanza col finanziamento è additato da molti come la peggior forma di sperpero, trovo più nobile indebitarsi per conoscere un pezzo di mondo che per cambiare il divano solo perchè “80 euro al mese non te ne accorgi”. 
Personalmente, la voce “viaggi” ha un posto d’onore nei miei passivi di bilancio, ma in mia difesa dirò che spendo dinero già in cassa, cioè mio, e che nessuno ha mai sentito un lamento da parte mia relativamente all’argomento fine mese.
Andiamo avanti.
E rendiamoci conto da cosa, alcuni di noi, si fanno rovinare i fine mese.
Ancora poco tempo fa, se dovevi cambiare la macchina, o cacciavi i soldi o facevi un debito, e portavi a casa l’auto nuova.
Oggi, o cacci i soldi o fai un debito, e porti a casa un altro debito: il SUV.  
image

Sì, avete ragione, sono di parte e stavolta ho esagerato, confesso di aver messo la foto del SUV più brutto che ho trovato (vai con la voce del Rag. Ugo Fantozzi) : la SsangYong Rodius.
Roba che l’Arna e la Duna possono esporle al Moma, se non addirittura al Louvre.
Chiedo scusa, ma volevo esasperare il concetto; però resta il fatto che vorrei sapere in base a quale ragionamento uno che vive in città e appena può infila l’autostrada compera, non dico una porcheria come la Rodius, ma un qualunque SUV, cioè un’auto mezzo metro più lunga, larga, alta e pesante, che costa e consuma il 20% in più fornendo prestazioni inferiori di un’auto più corta, più leggera ecc. ecc.
Così come comprano cellulari con tante funzioni che neppure ne  conoscono un quarto, con la stessa mentalità comprano auto 4×4, quando due ruote motrici bastano ed avanzano, se uno non abita a Cervinia.
Affermazione valida se si esclude la mia macchina: sulla neve è una saponetta nel lavabo, ma se nevica c’è la Clio di Bimbi, con cui, con le invernali, si va dove tanti marcioni di 25 quintali si piantano…

Bon, vogliamo vedere un ultimo -ma non ultimo- esemplare di massacratore della quarta settimana?

image

‘Tel chì l’esemplare: l’elettrodomestico -volendo considerarlo tale- che negli ultimi cinque anni ha decuplicato le vendite.
Ce ne sono di tutti i prezzi, ma i più economici consumano come la Nimitz, se andasse ad energia elettrica, e se Media World te lo vende col finanziamento, l’Enel non rateizza le bollette.
Lo so, d’estate è una figata, ed alla qualità della vita non si deve rinunciare.
Ed è proprio da quest’ultima affermazione che partiremo nel prossimo sproloquio.

Dottordivago.

Read Full Post »

Vecchio esterofilo d’un Dottordivago…
Si poteva scrivere “I massacratori della quarta settimana”,ma una botta di ammerricano fa tutta un’altra figura…

Ragazzi, attenzione, abbiamo già finito di scherzare: questa è una faccenda estremamente seria.
Lo sapete che in Italia un sacco di gente non arriva a fine mese?
Il fenomeno è noto come “sindrome della quarta settimana” e i sintomi più evidenti sono:
-senso di vuoto nel portafogli;
-insonnia da bollette in scadenza;
-senso di vuoto nel frigo;
-fotofobia da spia riserva carburante; 
-il Bancomat ti manda a cagare.

Voi sapete che io faccio lo stupido, ma sono un mezzo genio, e non vi stupirà sapere che ho scoperto alcuni degli agenti patogeni responsabili della malattia e ve ne mostrerò le immagini, avvisandovi che la ricerca è solo all’inizio e che questi rappresentano la punta dell’iceberg; però, già così, diamo una bella inquadrata al problema.

samsung sch b600nokia 6500 slide fronte chiusopanasonic p341i
Questi sono i più spietati: per un bambino, o chiunque con un cervello da bambino, possono essere pericolosissimi; è sufficiente cambiarne uno all’anno -ne escono di nuovi tutti i giorni- e metterselo in tasca, ignorandone la pericolosità.
Sei in coda e ti rompi le palle? Chiami un amico: un euro, se sei breve. Sei in anticipo ad un appuntamento e non sai cosa fare? Fai due chiacchiere al telefono: altro euro, salvo complicazioni.
E questo più volte al giorno.
Il peggio del peggio? Atterra l’aereo che ti porta in vacanza in Brasile (a caso…) e si è appena spento l’applauso al pilota
-Madonna, che rabbia…!-
l’aereo sta rullando sulla pista ed inizi a sentire:”Sì, siamo atterrati adesso… No, il viaggio tutto bene… Sì, mentre aspetto i bagagli ti chiamo (!) … Ciao… Sì, ciao, ciao… Eh? Non sento bene… Pronto? Sì, adesso sì, ok, a dopo. Ciao ciao ciao.”
Tre euro, più dieci euri in attesa dei bagagli.
Il telefonatore annoiato, spende mediamente 70/80 euro al mese che, sommati all’acquisto del telefono ogni due anni, su base annua fanno 1000/1200 euro; guarda che combinazione: proprio uno stipendio di quelli che non arrivano a fine mese.
Lo dicevo l’altra sera ad un amico che si lamenta, giustamente, di guadagnare 1000 euro al mese, ma che ne spende 70 per il cellulare: gli ho messo il telefono sotto al naso e gli ho detto che lui lavora un mese all’anno per quel pezzo di merda, e dice di non potersi permettere di portare la moglie al ristorante, che ne avrebbe tanta voglia, una volta ogni tanto.
Andiamo avanti con un’altra “foto segnaletica”:

sony bravia kdl 40p3000 fronte

Cosa sono 50 euro al mese? Niente, per un plasma acquistato a 24 rate, ma sono comunque un ventesimo di un reddito basso, come dire che, per due anni, un bel mezzo stipendio finisce lì.
E cosa guardi sul plasma? Luca Giurato? Naa!…
Ci vuole la tv a pagamento, 30/40 euro al mese, salvo acquisti di pacchetti extra: e questa rata non scade, continua tutti gli anni, e si succhia un altro mezzo stipendio.
Sbaglio, o quest’anno abbiamo già lavorato due mesi per delle cagate?
Mi faccio due conti, poi ci sentiamo.

Continua.

Dottordivago.

Read Full Post »