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Posts Tagged ‘ricercatori’

Ocio…

Siamo alle solite: mi piace sembrare più ignorante e stronzo di quanto in realtà sono; poi, se c’è il rischio che qualcuno mi creda sulla parola, allora rettifico, anche se, come si dice nel mondo dell’informazione, “una rettifica è una notizia data due volte”…

Leggendo i post precedenti, quelli sui call center, qualcuno potrebbe pensare che, nella mia visione del mondo, l’unica strada per il successo sia il lavoro manuale.
Niente di più sbagliato e pensavo fosse chiaro.

Gente, studiate.
Detto da uno che ha dato tre esami all’università…
Per il vostro bene, se solo potete, studiate.
E se non ne avete voglia, almeno andate a scuola, che non è la stessa cosa che studiare.
Tra la gente che conosco vedo la differenza fra chi è andato a scuola e chi si è fatto mangiare i libri dalla vacca: anche solo passare qualche anno in più, a quell’età, con l’obbligo di esprimersi correttamente tutti i giorni, di tenere una penna in mano tutti i giorni, di confrontarsi tutti i giorni, è una cosa che forma una persona, che apre la mente, anche se i risultati scolastici non sono poi eclatanti.

La scuola ti lascia un non so che, anche nelle situazioni più stupide: afferri meglio certi concetti, sei più pronto, più aperto. 
Certo, frequentare non basta, per i risultati è necessario l’impegno, però la frequentazione scolastica è un po’ come la storia che raccontava sempre Joe Louis, il Bombardiere Nero: per essere campioni del mondo dei massimi devi avere il fisico e farti un culo così in allenamento, questo è poco ma sicuro; però, se vuoi padroneggiare fino in fondo le tue mani –e quindi i tuoi pugni- devi lavarti i denti un giorno con la destra e l’altro con la sinistra, la stessa cosa per allacciarti le scarpe, per abbottonare la camicia o per scrollartelo.
Poi ci vuole la volontà, infatti il vecchio Joe si lavava la faccia con la salamoia, per rendere la pelle del viso più coriacea e resistente ai colpi.
Ecco, la mera frequentazione della scuola non è di per sè sufficiente ma ha l’effetto di quei piccoli accorgimenti: male non fa, anzi…

Ho fatto l’esempio di Ale, ingegnere/serramentista, solo per spiegare che non ci si deve incaponire su una strada, se questa non porta da nessuna parte o se non si è disposti ad aspettare che lo faccia.
Ma a fronte dell’esempio di Ale, ho decine di amici medici, avvocati, ingegneri o commercialisti che hanno dato un senso alla laurea conseguita e contenti che sono.
Peccato che si tratta di laureati che non danno niente al mondo.

Il mondo cambia grazie ai cervelli.
Che poi il mondo vada avanti grazie al culo che si fanno tante formichine, è innegabile, ma è necessario che qualcuno indichi la via.
Succede anche che qualcuno indichi la via ai cervelli e che l’indicazione porti all’estero; da noi questo viene visto come uno scandalo –e lo sarebbe pure- ma allora, cosa dovrebbero dire gli Israeliani? O gli Indiani che, su oltre un miliardo di ciucci, hanno dieci cervelli buoni e sono tutti all’estero?

Poi, ‘sta storia dei ricercatori…
Ci servono come il pane, sono i famosi cervelli, già citati, che indicano la via.
Ma solo se cercano qualcosa di nuovo e utile per la comunità, sennò via, a friggere le patatine da McDonald: conosco un ricercatore (da ieri anche una ricercatrice, vero Voodoo Dolly?) che racconta certe cose…
Mi spiegate come si fa a prendere per dieci anni uno stipendio modesto -ma sempre uno stipendio…- per “ricerche” sulla letteratura italiana dell’800?
Anche perchè il ricercatore in oggetto non è perennemente in giro per soffitte a cercare inediti di Foscolo o Leopardi: questo non fa un cazzo tutto il giorno e, per sua stessa ammissione, se mai qualcuno gli domandasse cosa ha fatto negli ultimi anni, dovrebbe essere molto bravo a cambiare discorso, visto che non saprebbe cosa rispondere.
Dico davvero, spigatemi cosa c’è ancora da ricercare e scoprire su quell’argomento: forse nuove interpretazioni?
Ok, quando sei libero dal lavoro –uno vero…- ti metti lì e fornisci nuove interpretazioni di tutto quello che vuoi, anche del “W la figa” che ti hanno scritto sul cofano della macchina.
Ma non è mica finita, eh? La morosa dell’insostituibile luminare, meglio introdotta di lui, càmola un altro stipendio, più sostanzioso, per “ricerche” sull’arte orientale, con vari viaggi in loco caricati sulle nostre capaci spalle di contribuenti.
Queste cose le so io che frequento cantieri, chissà quante ne potrebbe raccontare qualcuno che conosce l’ambiente…

Purtroppo il nostro paese è pieno di laureati che non trovano sbocco nel mondo del lavoro; oppure, come Ale, trovano un lavoro che non li retribuisce sufficientemente, in termini di soldi o di soddisfazioni.
Ma non è colpa della società, è colpa loro che hanno scelto di specializzarsi in una materia con pochissimi sbocchi o tantissima concorrenza.
A quel punto, allora sì, occorre ripensare la propria vita.

Ho studiato filologia romanza, insegno lettere e guadagno 1200 euro al mese: sono contento?
Sì, resto.
No, voglio guadagnare di più: con questo lavoro ci riesco?
Sì, facendo così e cosà…
Oppure: no, quindi mi lamento e basta.
Oppure: no, cambio mestiere.
Cosa faccio?

A quel punto puoi anche decidere di sporcarti le mani, come Ale.
Così come la violenza è l’ultima risorsa degli incapaci, farsi un buco del culo come uno sbadiglio potrebbe essere l’ultima risorsa di un laureato insoddisfatto, no?

Dottordivago

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