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Posts Tagged ‘peronospora’

Comunicazione di servizio: a settembre 2008 è avvenuto il passaggio dal vecchio www.ilpandadevemorire.it all’attuale www.ilpandadevemorire. wordpress.com .
L’operazione sembrava perfettamente riuscita sul piano tecnico, ma non è stato così: parecchie fotografie sono andate irrimediabilmente perdute; dico “irrimediabilmente” per me, che sono un imbecille con ‘sta macchina di merda, mentre un Misterpinna qualunque la risolverebbe in trenta secondi netti -ma passa da una nave all’altra tutto il giorno a Trieste, l’inutile genio…- mentre il mio guru informatico Claudiochenecapisceparecchio non mi caga zero, visto che ha circa 500 computer con cimurro, fillossera, mixomatosi e peronospora da mettere a posto.

Io, nella mia ignoranza, ho provato a rimettere le foto sui vecchi articoli con “modifica”, ma non me le salva, forse per un problema di formato: non parlo di jpg o altro, parlo di formato del mio cervello…

L’unico sistema che ho trovato è quello di copiare il testo ed incollarlo su Live Writer, reinserire le vecchie foto, se le trovo ancora, o altre nuove con la stessa funzione, dopodichè ri-pubblicare il tutto.
Il problema è che non me lo rimette al posto giusto -il post seguente era nell’archivio di maggio 2008- ma me lo pubblica come nuovo, così qualcuno di voi potrebbe pensare che il Dottordivago ha l’Alzheimer, senza sbagliarsi di molto, peraltro.
Morale della favola: chi l’ha già letto può sempre darsi lo smalto sulle unghie dei piedi, se non sa come far passare dieci minuti.
Inoltre, repetita iuvant, chissà che non arrivi al Sindaco: bella stella, non vorrei che si illudesse di prendere ancora dei voti, in questa zona…
E non dico per me, che sto cercando casa da un’altra parte per “raggiunto limite di sopportazione”, semplicemente mi limito ad ascoltare i vicini.

Bene, il titolo originale era:

Vado dal Sindaco!

Ragazzi, oggi poche chiacchiere: questa è un’emergenza.

Dunque, io abito qui.

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Niente fuori dalla norma: palazzo con ingresso principale su un viale e ingresso di servizio su una via secondaria.
Ora faccio partire un programma cazzutissimo che mi permette di connettermi al più sofisticato servizio di immagini dall’alto: il fantascientifico Gallia Earth.

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Notate con che qualità d’immagine mi fornisce la vista dell’ingresso secondario? Stupefacente.
Vedete la riga blu del parcheggio a pagamento? Bene, memorizzatela, che dopo ci servirà.

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Beh, ragazzi, la vista della strada dove si trova l’ingresso principale è assolutamente mozzafiato: si contano gli autobloccanti del marciapiede. Ringrazio sentitamente anche la testa di cazzo che con la sua merda mi rende più “vissuto” l’ingresso condominiale, altrimenti troppo impersonale.

Vedete la riga gialla della corsia preferenziale?
Bene, memorizzate pure questa.

Ho deciso, vado dal sindaco.
E cosa ci vado a fare?
A protestare, è ovvio.
Non l’ho mai fatto, credevo di non doverlo mai fare.
Non ho mai scritto a giornali ed istituzioni, non mi sono mai incatenato in nessun posto, non ho mai telefonato all’amministratore del condominio per lamentarmi di qualcosa e, neanche da bambino, non ho mai frignato “Lo dico a mio papà”.
Non sono un rompicoglioni, ecco.
Ma adesso Spartacus strappa le catene.
Seguitemi un momento, che questa è proprio bella.

Allora, come si può vedere nella parte  precedente, sono prigioniero in casa mia.
La passata amministrazione, Dio la maledica, mi ha regalato una bella corsia preferenziale davanti all’ingresso principale: teoricamente riservata ai mezzi pubblici, nella realtà dedicata ai perdigiorno ed aristocratici clienti del Centro Snai, uno di quei posti dove si scommette su tutto, frequentato da veri gentiluomini.
Questi signori erano costretti a parcheggiare in seconda fila, poveri, e se volevano passare la giornata fumando sigarette e buttando sul marciapiede le ricevute perdenti (alla fine una giustizia c’è…) dovevano tenere un occhio alla strada per guardare male i vigili urbani che, consci del livello della clientela, passavano con gli occhi bassi.
Oggi, grazie alla corsia riservata, non devono più guardar male i vigili, che possono passare tranquilli senza che nessuno li mandi affanculo.

Però, se io mi fermo davanti al portone di casa mia -foto n° 3, in corrispondenza della scritta “Taxi”- per scaricare, che so, l’acqua minerale, mi “elevano regolare contravvenzione”.
Eh sì, c’è divieto di sosta e fermata, in teoria dovrebbero passarci taxi e bus, sempre che extracomunitari e maranza nostrani del Centro Snai lo permettano…
E ti raccontano anche che hanno aspettato un po’, prima di ignorare il cartello sul cruscotto “Residente: sosta breve per carico/scarico”.
Peccato che il loro po’ è più breve del tempo necessario a scaricare, portare la roba in casa e tornare, “senza fermate, neanche per pisciare”, come dice De Gregori.
Ma qui non ci sono pregiudicati che li guardano male, così possono tornare a mascherarsi da inflessibili tutori della legge, ‘sti cagasotto.

Per fortuna c’è l’entrata secondaria sul retro del palazzo -foto n° 2-.
Ma c’è anche quella parolina zozza che è il leit motive della mia vita: c’è un merdosissimo

però

Sempre la passata amministrazione, Dio la rimaledica, ha pensato bene di trasformare quel pezzo di via nella succursale del parcheggio di Lourdes: consumando una petroliera di vernice gialla ci ha fatto una fila di posti per disabili, che notoriamente girano in limousine, visto che i posti erano lunghi almeno sette metri l’uno.
Ora, parlar male di meridione, clandestini e disabili vuol proprio dire andarsela a cercare, qui una bella classificazione come razzista-xenofobo-senzacuore non me la toglie nessuno.

Ma qui, di disabili, non se n’è mai visto uno. Come dicevo in un altro post, da quelle auto non ho mai visto uscire non dico un invalido, ma anche solo uno con una punta d’ernia, un colpo di tosse, una brutta cera.
Tutti esemplari sanissimi, ma col permesso da handy; il più odioso era un medico, residente nel palazzo, che esponeva “medico in visita” e si faceva i cazzi suoi.
Però, per la serie “si stava meglio quando si stava peggio”, essendo tutti disabili fasulli non chiamavano i vigili se parcheggiavi cinque minuti per carico/scarico.

Ed ora?
Ora c’è la Nuova Amministrazione!
Maestro, sigla 20th Century Fox, prego:
Tattaratà – tara tara tarattara tara tara tara tara tarattarataaa- tararà -tararà – ta ta ta taaaaaaa…
La Nuova amministrazione ha raccolto il testimone dalla vecchia e ne ha stravolto la strategia urbanistica, ma siccome non si può buttare tutto, ha mantenuto la consolidata tradizione mandrogna che prevede che tutto ciò che gira male in città  finisca su per il culo a me.

Adesso sì che il nuovo avanza: hanno cancellato le righe gialle -che sfiga, eh, dottor Facciadimerda…- e le hanno fatte blu.
A pagamento.
No, non ridete, la cosa mi starebbe benissimo, non aspettavo altro: ho un ingresso sulla via, quindi ho diritto al permesso da residente, ovviamente pagando una cretinata.
Perfetto, con pochi euro sono a posto.

…Ehm… quella del “però” ve l’ho gia detta, eh?

Houston, abbiamo un problema.
Il mio tratto di via non ha diritto al permesso residenti.
Ferma la mula, fatemi capire: risiedo in una via col parcheggio a pagamento?
Sì.
Ho diritto al permesso residenti?
No.
Quindi, se sono residente senza diritti, è perchè c’ho la mamma maiala o perchè il mio condominio è l’unico caso di campo rom di nove piani?
Non è che a giorni mi arriva una molotov sul balcone?
Sì che ci vuole un bel braccio, visto che sto all’ottavo, ma non si sa mai…

Prima di dichiarare la secessione da Alessandria, in quanto Rappresentante della Striscia di Gallia  sono andato a parlare con un po’ di gente in Municipio

ciuchino ciuchino ciuchino

e dai Vigili Urbani

ciuchinociuchinociuchino

ma il Muro di Gomma di Ustica, in confronto, è un efficientissimo Ufficio Informazioni.

La cosa che mi fa incazzare così rabbia

è che il Dottor Facciadimerda ha già rispolverato il cartello “medico in visita”, e nessuno lo caga: mi sa che uno di questi giorni -avete presente uno di quelli sbagliati?-cerco un pretesto per piantargli un pugno sul muso.

 

 

 

 

Ma voi, a me, mi conoscete, no?
Ho già studiato qualche soluzione, certo.
Potremmo scavare una serie di tunnel che colleghino la Striscia di Gallia con un parcheggio; oppure, invece di andare io a fare la spesa, che poi non so dove scaricare, così come non può un eventuale fattorino, potreste darmi da mangiare voi con la fionda; o potrei dirottare aiuti per il Darfur e farli paracadutare sul balcone.

O potrei investire qualche cento euro in un kalashnikov sul mercato nero e fare un giro in municipio quando si riunisce la giunta comunale.

Intanto che ci penso, vado dal sindaco.

Dottordivago.

Aggiunta successiva: non ci sono mai andato, dal sindaco: ci avevo provato, con l’altro, ma mi hanno fatto scappare la voglia.

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