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Posts Tagged ‘negro zumbon’

Ya viene el negro zumbon
Bailando alegre el bajon…

Sono le prime battute de “El negro zumbon” (cercatelo ed ascoltatelo, è divertentissimo…) brano che nel 1951 veniva cantato e ballato da Silvana Mangano nel film “Anna”; nel 1952 se ne appropriò l’indimenticabile Flo Sandon’s, poi Perez Prado ed a seguire tutte le orchestre pseudo-caraibiche sorte sull’onda del successo dei vari mambo, limbo, rumba e tromba; il Bajon veniva presentato come “Il nuovo ballo che fa impazzire il Brasil” (letterale), ma credo che sia nato e spirato sulle note di quella canzone.
Se mi sbaglio, fatemelo sapere.

In compenso è rimasto scolpito nella roccia della memoria di noi Baletiani, gente per cui zumbòn -lo scrivo accentato perchè non vorrei mai che mi sbagliaste la pronuncia- è sinonimo di negro, come da testo originale; da quando esiste il policamente corretto, sta per nero, di colore, diversamente pallido o come cazzo preferite voi, comunque con intonazione simpatica e benevola: daltronde, che altro sentimento può ispirare uno che viene “bailando alegre el bajon”?

Ieri si sono incrociate due notizie: in Sicilia due nigeriani hanno fermato, trattenuto e consegnato alla polizia un matto che stava facendo quello che a breve farò io con i miei vicini di casa, stava cioè massacrando a martellate una non più giovanissima coppia; contemporaneamente in Puglia venivano arrestati sedici poliziotti come non se ne vedevano dai tempi di Serpico e di Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan, cioè sbirri che avevano scelto il Lato Oscuro Della Pula.
Purtroppo ai sedici corrotti faranno tò-tò sulle manine, a differenza di altri paesi in cui un poliziotto preso con le dita nella marmellata va in galera, perde
-ovviamente- il posto e gli tolgono la pensione; consoliamoci con la notizia che per il bel gesto i due zumbòn riceveranno l’agognato permesso di soggiorno, riconoscimento  giustissimo e sacrosanto.

Solo che io vorrei fare di più: perchè, invece di assumere 5000 poliziotti come auspicava Franceschini poco tempo fa, parlando dell’eventuale risparmio conseguente l’abortito election day, non sguinzagliamo 500.000 clandestini?
In palio mettiamo 50.000 carte d’identità.

Ronde Padane?
Formate da chi? Da bottegai con la pancetta che non acchiapperebbero uno scippatore paraplegico? O da fanatici nazisti veronesi che non aspettano altro che massacrare un marocchino che piscia contro un muro, situazione altrimenti risolvibile con un calcio nel culo?

Alle ronde civiche spetta l’unico compito di segnalare i fatti alle forze dell’ordine.

Perfetto: nel caso dei due siculo-zumbòn, tra la segnalazione e l’arrivo delle forze dell’ordine, il matto avrebbe avuto il tempo di realizzare una tartare battuta a martello anzichè al coltello, preparazione più idonea nel caso di carni un po’ in età come quella dei due pensionati.

Io sono per le Ronde Zumbòn.
Un po’ perchè ‘sti zumbòn arrivano con dei fisici tirati come cani da caccia, capaci di correre più veloce dello scippatore sullo scooter, un po’ perchè, a differenza del bottegaio con la pancetta, questi non si tirano indietro se c’è da sporcarsi le mani.
Per tre anni ho fatto avanti e indietro dall’Africa, e vi garantisco che lì le cose si fanno ancora “alla moda vecchia”; ho assistito a scene violentissime, ma realizzate con una naturalezza quasi comica, tipo vedere militari che per regolamentare l’ingresso in un magazzino che praticava i saldi riempivano di mazzate gli aspiranti acquirenti; non parlo di bacchettate con la canna, come nel Libro Cuore: questi usavano lo sjambok, e neanche quello tradizionale e cerimoniale realizzato con il pisello di rinoceronte o ippopotamo, bensì quello bastardissimo in nerbo di bufalo intrecciato, che deve fare un male…
Chi l’ha detto che sono pigri? Quei militari ci mettevano un impegno…
Battevano come fabbri.
E che ci vuoi fare? ‘Sti ragazzi son fatti così.
In Italia 200 persone si picchiano allo stadio ed il bilancio parla di dieci feriti, in Africa bisticciano in due e ci scappano 150 morti; non ho mai capito come facciano, ma hanno un certo talento, per queste cose.

Scherzi a parte, hanno un rapporto molto più diretto del nostro con violenza e sangue: conosco gente che può svenire aprendo la pancia di un pesce per eviscerarlo, mentre a me non fa nessuna impressione vedere macellare una bestia, per il fatto di aver aiutato mille volte mia nonna a scannare conigli e galline quando ero un ragazzino.
Ed è gente che quando sente gridare “al ladro” in uno dei loro mercati non si tira in disparte, è più probabile che il malcapitato faccia una brutta fine, purtroppo anche se lo fa per fame: da noi il progresso e la mancanza di solidarietà fanno sì che la gente si limiti a guardare di là, salvo -l’avete vista la nuova moda?- fare la faccia brutta quando il delinquente è ammanettato dalla polizia; allora sì che tutti si avvicinano con fare minaccioso ed i giornali parlano di “tentato linciaggio”, ma se solo l’ammanettato alzasse la testa di scatto e li guardasse in faccia, ne rimarrebbero proprio pochi…

Durante il nostro passato coloniale da operetta avevamo gli Ascari

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che per molti saranno stati dei rinnegati, ma chi li ha visti dichiara che erano soldati coi controcazzi.
Sì, le Ronde Zumbòn mi convincono sempre più.

Oh, non prendetemi per razzista: non limitiamoci ai neri, la porta sarebbe aperta anche a tutti gli altri extracomunitari, tutta gente che per un permesso di soggiorno farebbe ciò che nessun poliziotto farebbe per due scatti di carriera.

Devo essere impazzito: qui passa gente che non riesce a capire la storia del panda ed io scrivo ‘ste cose: mah, è proprio cercarsela, eh?

Dottordivago.

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