Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘mozzarella’

Scopro che l’amico Enrico Bo ha vinto 70 euri al superenalotto.
In un posto noto ad entrambi, due ingressi su due vie diverse, si sarebbe commentato laconicamente “I soliti culi…”, quindi rinverdisco la tradizione e mi allineo, aggiungendo che una parte di vincita equivalente al costo di una bottiglia viene congelata d’ufficio dal sottoscritto -e voglio vedere con che coraggio Enrico potrebbe rifiutare…- visto che il Pandaraduno sta diventando una realtà.

Poi il nostro nuovo ricco espone una sorta di timore di vincere il malloppone da 61 milioni: non preoccuparti, per un amico potrei esporre il mio petto agli strali di quel tipo di sfortuna.
Posso offrire solo il petto, perchè il culo, quello, è già partito.

Sono uno dei più clamorosi mancati vincitori della storia.

Lo so, tutti hanno una schedina vincente non giocata, molti non sono diventati miliardari per una dimenticanza o un errore di trascrizione o un ripensamento in extremis: è una storia con molte analogie a quella del motociclista che si è tolto il casco e gli si è aperta la testa, scena che tutti sostenevano di aver visto, molti anni fa.

In un vecchio post intitolato Io sono la Sfiga la prendevo larga, da un punto di vista esistenziale; questa volta vorrei esporvi quanto sono sfigato al gioco,  dove sfigato è un blando eufemismo.

Ho fatto gli ultimi tre anni di superiori a Casale Monferrato: treno alle 6,27 ed arrivo alle 7,10 a Casale, quindi bivacco fino alle 8 scarse al Bar Giardino.
Il nostro gruppo era costituito da cinque persone, tra cui “Il Sistemista”; costui tutti i giovedì ci beccava i soldi per un sistema infallibile, che per quasi tre anni non ha mai realizzato più di otto punti al Totocalcio.
A poche settimane dalla fine della quinta, un giovedì Spartacus strappa le catene: mostro i miei soldi e dichiaro che mi strafoco cinque o sei colazioni tutte in una volta, piuttosto che fulminarli ancora una volta in quell’impresa disperata.

È il caso che vi dica che hanno fatto tredici?
Una milionata a testa, una fortuna, nel 1979, quando la discoteca costava 3000 lire.

Ci ho rinunciato per un tot di anni, fino ad un altro giovedì.
Dal ’90 al ’93 avevo un negozio a Milano, dove passavo la settimana, per rientrare ad Alessandria per il week end; pranzo e cena in una trattoria pugliese il cui titolare, manco a dirlo Nicola, il giovedì pomeriggio riceveva mozzarelle, burrate, provole ed altre meraviglie da Trani, quindi io ed altri pendolari disertavamo il pranzo per ammazzarci a cena: per mangiare qualcosa andavamo al bar Salgari, dove ci facevamo due panini ed io comperavo una schedina del totocalcio precompilata.
Un giovedì controllo la vecchia schedina e vedo che il tredici becca 436 milioni di lire, grosso modo tre quarti di milione di euri attuali.
La prima c’è, la seconda c’è, la terza c’è; arrivo intorno alla decima partita e il cuore mi scappa dal petto: c’è.
L’undicesima? C’è.
Gli ultimi due pronostici vengono coperti da un urlo inumano: sbagliati.
Ora io dico: perdere così è come perdere dieci volte.
Porca di quella puttana, non potevano essere sbagliate le prime due?
Va beh, prendiamolo come un test per il cuore.

Poco tempo dopo il tipo della ricevitoria mi chiede se voglio una schedina con uno strano micro sistema: sette colonne.
La controllo il giovedì successivo: ho fatto 1 su due colonne e 0 sulle altre cinque; negli anni 50, quando la Sisal pagava anche lo zero, avrei preso dei soldi, negli anni novanta ho preso solo delle cariche infernali dagli amici.

Una volta ho vinto.
Ma in un modo che quasi mi giravano le balle.
Anno 2001, nell’Era del Superenalotto; entro in un bar per un caffè, vedo la ricevitoria e mi ricordo che non ho controllato la schedina: una merda il primo numero, poi ne azzecco quattro; i quattro prendono 1.100.000 lire, che ho già in tasca, i cinque beccano 180 milioni; l’ultimo numero sulla mia schedina è il 68: guardo il cartello scritto a mano e vedo che l’ultimo numero potrebbe essere un 65 con un 5 molto chiuso o un 68 con l’8 incompleto.
Lo so, non era una cifra che mi avrebbe cambiato la vita, però le pulsazioni erano a 200 comunque.
Domando:”Ehm… signora, quello è un 8 o un 5?”

Mi sembra superfluo dirvi com’è andata a finire: lo sapete già che sono fortunato in amore.

Dottordivago.

P.S. Preparatevi: a giorni un TG scoprirà che il montepremi del Superenalotto ha superato i 60 miloni; ci faranno un servizio e tutti si fionderanno in ricevitoria, quadruplicando le giocate.
Per adesso il livello delle giocate è ancora nella norma: chi vuoi che se li inculi, 60 milioni di euro?
Va beh la crisi, ma non siamo mica ancora tutti barboni, no?

Annunci

Read Full Post »