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Posts Tagged ‘massa d’aria siberiana’

Gli animali si leccano le ferite dopo essersele procurate, gli uomini si sono addirittura inventati malattie psicosomatiche ed ipocondria.
Gli animali vanno in letargo quando arriva il freddo, alcune persone mandano in letargo il cervello quando qualcuno dice loro che farà freddo.
Ci sarebbe anche da dire qualcosa sulle donne, che se non hanno un problema se lo devono inventare ma questo è un altro argomento e voi sapete che non amo divagare…

Berlusconi ha capito tutto: siamo diventati una banda di teledipendenti rincoglioniti.
Tutto ciò che esce da quella scatola di merda è oro colato, anche se quell’oro dovesse andare contro al buonsenso o all’evidenza; e lui lo sa, da lì la ragione di esistere dei vari Fede, Minzolini, Vespa e personaggi minori, anche se parlare di figure “minori” di Emilio Fede, dovrebbe far pensare…

Abbiamo ricominciato con il telefreddo o freddo virtuale o come cazzo lo volete chiamare: la televisione dice che fa freddo e trovi in giro solo gente che sta morendo dal freddo.
Venerdì sera ero ospite con Bimbi a casa di un amico che fa la bagna cauda più buona del mondo: è talmente buona che deve organizzare almeno tre serate per accontentare tutti, visto che ama stare comodo ed il suo enorme tavolo quadrato, che potrebbe accogliere dodici/sedici persone, non ne conta mai più di dieci per volta. E dieci eravamo.

Mi scappa di divagare.
La tradizione prevede il consumo di verdure varie pucciate in quel Nettare degli Dei che è, appunto, la bagna cauda ma la maggior parte delle persone ignora che passarci dentro una fetta di carne cruda ha come effetto certo quello degli occhi che si incrociano, seguito dalla frustata di un selvaggio orgasmo gastronomico.
Io sono il Profeta di questa fede, quindi mi presento regolarmente con un quarto di manzo affettato che mi premuro di sporzionare tra i vari commensali, riservandomi la parte del leone senza alcun imbarazzo:
“Tu cosa hai portato? Una bottiglia di Asti Spumante per il dolce? E tu una scatola di amaretti per asciugare lo spumante? Bene, io ho portato due chili di ciccia di primiera, quindi mezzo chilo me lo sderno io”.
Sono fatto così, sono antico, anzi, ancestrale: per il cibo sono disposto a incurvare la schiena, rizzare il pelo, estrarre artigli, mostrare zanne o, più solitamente, incassare brutte figure e cadute di stile.

Introduzione ai fatti: la televisione parla di ondata di gelo da un paio di giorni.

Per svolgere le mie mansioni di iniquo distributore di cibo, mi presento in anticipo: sì, in giro ci saranno un paio di gradi in meno del dovuto ma il freddo è un’altra cosa.
Arrivano i commensali alla spicciolata, tutti accomunati da una postura che sembra quella del Comandante Scott e dei suoi uomini, poco prima di rimanerci tutti secchi, nella Tenda Rossa 
Tenda Rossa_storica Asterisco

“Madonna, che freddo… È tutto gelato!”
Occazzo… e io, non me ne sono accorto?
271762 Sono arrivato da mezzora e, temendo il realizzarsi dell’incubo prospettato nel film, esco in cortile a verificare: le pozzanghere sono molli pantani fangosi.
”Scusate, ma da dove arrivate? No, perchè… fuori ghiaccio non ne vedo…”
Risposta: ”Non hai sentito le previsioni? L’ondata di freddo dalla Scandinavia…?”
”Ho sentito le previsioni ma do più peso alle constatazioni: ghiaccio non ne vedo e tutto ‘sto freddo non lo sento…”

Ognuno ha le sue fisse; io, tra le tante assurde, ho quella di ragionare con la mia testa, a costo di fare discussioni: anni fa ho praticamente litigato con la titolare di un bar e qualche avventore.

Anno 2003, fine gennaio, “giorni della merla”, già normalmente i più freddi dell’anno; da un paio di giorni i meteorologi delle varie TV prospettano l’arrivo di “un’imponente massa d’aria siberiana che porterà le temperature parecchio sotto lo zero”.
Il mezzobusto di un TG si lascia addirittura andare ad un amichevole ed allarmato consiglio: “Guardate che non è il solito allarme tanto per dire: farà veramente freddo, tirate fuori sciarpe, guanti e cappelli…”
Vado a letto pensando a dove avrò messo quelle tre o quattro sciarpe che mi hanno regalato e che non ho mai cagato; i guanti già li uso, il cappello no, mi rifiuto, non sopporti i cappelli. E poi, in quella zona ho poco da perdere, capelli a parte…

Mi alzo alla mattina e come prima cosa controllo l’Oregon, più che altro un’occhiata veloce, e vedo un 3 che interpreto come –3 (si chiama trappola mentale: non vedi quello che c’è ma quello che ti aspetti di vedere): ovvio, vuoi mica che ci sia +3, no? L’ha detto la televisione…
Comunque, è una di quelle rare belle giornate con il cielo limpido e le montagne all’orizzonte, e anche con –3 non mi serve la sciarpa.

Esco: boh… io tutto ‘sto freddo non lo sento…
Salgo in macchina, segna +0.5
Ma…? Allora l’Oregon segnava +3!
È normale, il trasmettitore è appeso alla ringhiera del balcone ma risente del caldo del palazzo, quindi marca sempre un paio di gradi in più del piazzale sotto casa, lo verifico tutti i giorni.
Infatti si sta da Dio: temperatura sopra lo zero, sole e niente umidità, roba da farci la firma.

A quel tempo facevo colazione al bar, ora la faccio a casa: quando vedo panini e focaccine, non mi tengo, così mi uscivano delle colazioni da boscaiolo, innaffiate con una Beck’s… Adesso, con the e biscotti, la colazione è più triste ma di fronte a me c’è Bimbi, quindi…

Entro nel bar e la padrona sgrana gli occhi, facendo il classico gesto “Madonna… che roba…”, la forma di Body Language che vale per gran caldo, gran freddo e situazioni di merda generiche.
Vorrei risponderle nella stessa lingua ma davvero non capisco a cosa si riferisca, quindi uso la voce: “Eh?…”
Ripete il gesto e rincara la dose: “Ha sentito che roba?…”
”No, cos’è successo?”
”Lei è giovane, non patisce niente… ma non sente che freddo?”
”Magari alle cinque, quando è arrivata lei ma guardi che adesso è una bellissima giornata e non fa freddo…”
”MA NON HA SENTITO LA TELEVISIONE???”
”Sì, l’ho sentita ma lei, vuole sentire il mio naso e le mie orecchie?”
”Oh signùr… lei è sempre Bastian Contrario…”

E fino lì… Non posso darle torto, così mi creo l’alibi azzannando la prima focaccina pomodoro-mozzarella-pancetta-patè d’olive-acciughe… Mmmm…
Sorso di Beck’s accompagnato da un brivido della titolare e da un “non so proprio come fa…”
Entra un tipo sulla quarantina, duro come uno stoccafisso, che si tiene le mani e mima un brivido, così alza la palla per la schiacciata della socia, in questo assurdo doppio misto: “Fa freddo?…” dice la tremebonda.
Lui: ”Madonna, c’è da morire…”
A me: “Ha visto? Meno male che c’è ancora qualcuno che ragiona…”
Lui, l’alzatore, è lusingato, quasi si schernisce :”Mah… senza ragionare tanto… basta sentire la televisione…”

Ho capito.
”Dov’è la telecamera? Eh eh… vi ho beccati! Questa è una Candid Camera, eh? Per un attimo ci sono cascato, credevo diceste sul serio…”
”CERTO CHE DICO SUL SERIO –sbotta la barista- È SOLO LEI CHE DICE CHE NON FA FREDDO…”
Interviene un altro: “Freddo? Ma se è una giornata da cinema…”
L’alzatore non ci sta e lo fa notare, fiancheggiato da qualche altro cretino.
In un attimo scoppia un mezzo pandemonio; due gang si fronteggiano: gli algidi Frost, per cui Meteo5 è una sorta di Cuba e Giuliacci ne è il Che Guevara, contro i rubicondi Heat, in minoranza ma determinati a sostenere che è una bella giornata.
Per fortuna è mattina: già all’ora dell’aperitivo poteva scapparci la rissa.

Solo che i Frost, sentendosi dire “ma andate fuori a sentire e poi ditemi se fa freddo”, sentono crollare il loro mondo di certezze televisive –è pazzesco, sanno solo dire che “l’ha detto la televisione”!- e la prendono male.
Noi Heat ci guardiamo come i protagonisti di “Dal tramonto all’alba” di Tarantino, quando, nel locale, tutti quanti cominciano a trasformarsi in vampiri e mostri assortiti.
Ho capito: fuori le croci e le pallottole d’argento.
”OH BANDA DI… –vorrei dire “coglioni” ma mi tengo– SUONATI… siamo a gennaio, siamo sopra lo zero, c’è il sole… Ma lo capite o no che, più che lamentarci, dovremmo festeggiare?”
Poi vado loro incontro, mi ammorbidisco: “Salite in macchina, guardate il termometro e se siamo sottozero giro una settimana con una maglietta con su scritto “scemo”.

“Perchè, serve il termometro per capire se fa freddo?”
No, ci vuole la televisione, imbecille…

”Avete freddo? Tenetevelo, io sto bene così…” e finisco la Beck’s.
Non sono rimasto senza argomenti nè mi è mancata la voglia di lottare; semplicemente mi sono ricordato di una massima immortale, che dovrei seguire in ogni momento della vita ma di cui ogni tanto mi dimentico:

Non discutere con un idiota: qualcuno potrebbe non notare la differenza.
Inoltre, un idiota ti porta prima al suo livello, poi ti batte con l’esperienza.
Arthur Bloch (?)

Dottordivago

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