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Posts Tagged ‘Maroni’

Non approfondisco nulla, non ci penso su, non analizzo, non sviscero.
Però a volte mi faccio qualche domanda e mi do qualche risposta, come suggeriva l’Insopportabile Gigi.

Stamattina, mentre facevo colazione, seguivo il TG24 SKY: apertura obbligata sul Padanian Pride, quello delle scope.
Come ho già detto nella risposta ad un commento, con Bossi ho un rapporto strano. Lo detesto per la Grande Truffa, non quella dei pochi euro rubati, intendo la truffa politica, quella del parlare dell’impossibile secessione per non affrontare ciò che sarebbe possibile e sancito dalla Costituzione, cioè l’Autonomia Regionale. Nel frattempo, però, ne hanno approfittato per infiltrarsi ovunque, con approccio imprenditoriale lombardo, nel senso che hanno raddoppiato le percentuali delle tangenti richieste rispetto a Tangentopoli.
Addirittura la cresta sul conto degli autisti…

Stacchetto musicale sulle note di “Attenti al lupo” di Lucio Dalla:

foto-trota

Padania mia fai bene a stare in pena,

questo Trota è una balena,

troppo ingorda da saziare… ecc. ecc.

Attenti al Trota, attenti al Trota…

Ah… se solo fossi capace di pasticciare con Youtube, questa mi diventava il tormentone dell’estate…

Torniamo al padre.
L’unico motivo per cui mi piace è il suo approccio da politico anglosassone, nel senso che quelli, solitamente, esordiscono con una battuta, lui con una cazzata. Ha rispettato il copione, parlando di complotti e di Roma Ladrona, l’obolo immancabile per i poveri di spirito, un tozzo di pane per la fame di minchiate degli attivisti più stupidi.
D’altronde la Lega ha sempre fatto così: a differenza di molti movimenti che partono dagli intellettuali e si allargano man mano alle fasce culturalmente più basse, loro hanno iniziato raschiando il fondo del barile, tirando dentro i più stupidi, poi c’è stato un momento in cui sono riusciti ad attirare le simpatie, se non degli intellettuali, almeno di gente che sapesse leggere e scrivere dignitosamente.
Ma la base è quella e tocca tirargli un boccone.

Poi si è scusato per la sua famiglia e lì gli ho voluto bene; ha anche detto di aver sbagliato, che avrebbe dovuto tenerli lontani dalla politica: sembrava di sentir parlare un vero pentito di mafia e della brutta fine che avevano fatto i figli seguendo le sue orme.
Una velata ammissione della fogna che è questa “seconda repubblica”, costituita da personaggi che fanno sembrare giganti i protagonisti di Tangentopoli, dal Grande Latitante Craxi al Forlani con la bavetta agli angoli della bocca, fino agli Armanini, i Cusani e i Greganti, tutta gente che, comunque, ha fatto almeno qualche mese di galera.
Ecco, sto già andando per i cazzi miei, sono sempre a rischio divagata.
Ora rientro.

Se non me lo sono perso, Bossi non ha detto niente su Rosi Mauro; Maroni sì, è chiaro che ce l’ha a morte con la pasionaria celtico-salentina e con gli altri ex magico-cerchisti.
Subito mi sono indignato per il rifiuto della Nera di dare le dimissioni, poi mi sono domandato se, per assurdo, questa abbia fatto bene; poi mi sono dato la risposta: se io avessi la coscienza a posto, col cazzo che do le dimissioni.
Siamo tutti d’accordo che l’iter corretto della “pratica Rosi Mauro” avrebbe dovuto prevedere un prolungato soggiorno in un reparto psichiatrico, dopo la famosa votazione sulla Legge Gelmini, quella in cui chi sostituiva la seconda carica dello stato (buono, quello…) ha fatto un’esibizione a metà tra un ospite di Biscardi e Sergio “A-va-va Amici” Baracco. 
Ora, salvo che -cosa possibilissima- io sia poco informato, non ho sentito gravi accuse a carico della Terrona Redenta, nè nell’intervento di Bossi nè dalla Magistratura; si vocifera di fondi neri girati dalla Lega al Sindacato, nel qual caso bisognerebbe dimostrare cosa ci ha fatto di sbagliato (salvo qualche aiutino al fidanzato che lei, per altro, disconosce) o di disonesto con quei fondi ma, soprattutto, ci sarebbe da domandare a “Pulizia” Maroni dove si trovasse in questi anni.  Resta il fatto che, a differenza del Trota, la Nera non l’hanno ancora incastrata con video o prove.

Lo so, con Rosi Mauro sto difendendo l’indifendibile, diciamo che faccio come quelli che scommettono su un cavallo morto, che mettono un euro su un bidone quotato mille a uno: difficile che vinca ma se ci azzecchi fai un figurone.
Visto che quasi certamente non ci azzecco, potrei addirittura suggerire un futuro per la Rinnegata, per quella che da Zio Tom leghista potrebbe diventare una sorta di “Buon Selvaggio”, una volta integrata nelle fila di un’eventuale Lega Sud: «I terroni nascono buoni, è al Nord che ce li rovinano…».
Tutto è possibile.
Continua.

Dottordivago

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Il cosiddetto “Uomo del Bengala” è un mio amico che, negli ultimi sette/otto anni, ha avuto due fidanzate importanti.
Non voglio sindacarne le ragioni ma, per due volte su due, ha fatto il discorso alla morosa di turno: così non va, c’è qualcosa che non funziona, non sono convinto, sarebbe meglio stare un po’ senza vederci…
Un discorso da figa, praticamente.
Ma senza possedere l’organo, cosa che in qualche modo conferisce un diverso atteggiamento tra il prima e il dopo.
Così l’Uomo del Bengala, per due volte, dopo qualche tempo si è ritrovato a ripercorrere i suoi passi; dopo aver riflettuto, ha capito che un rapporto può non essere idilliaco per 24 ore al giorno, sette giorni a settimana, ma valutando la situazione che si era venuta a creare, ha realizzato che era meglio prima e che quella determinata persona gli mancava.

E siccome solo gli imbecilli non cambiano mai idea, per due volte ha proposto “scurdammoce ‘o passato” ma…
Molti che la sanno lunga sostengono che se una donna dice “no” intende “forse”, se non addirittura “sì” e questo potrebbe essere valido all’inizio del rapporto; quando la storia finisce, se una donna dice “no”, fidatevi, al 99% è no.
La differenza tra l’uomo e la bestia si evidenzia in queste situazioni e molti diventano prima “fastidiosi ex”, poi stalker, poi persecutori, poi, in alcuni casi, carnefici.
Il mio amico non è una bestia, non in quel senso, almeno; è un uomo che, per due volte, si è ritrovato a darsi del coglione; indubbiamente con grande dignità e pacatezza e senza massacrare di racconti e rimpianti gli amici, però continuando a darsi privatamente ed insistentemente del coglione.

Oggi abbiamo un ministro piazzato come lui, solo molto più stupido.
Maroni ha dichiarato che, considerato l’atteggiamento dell’Europa sull’argomento migranti/rifugiati/clandestini, tanto vale ripensare all’utilità e al senso di un’Unione che si trova d’accordo solo se c’è da fare la guerra o da salvare le banche.

Imbecille.
Primo per una questione di conoscenza dei fatti, visto che l’UE non è mai stata d’accordo sulla guerra e qualcuno si è sempre chiamato fuori, a cominciare dall’attuale attacco a Gheddafi.
Secondo, perchè se mai qualcuno in Europa, malauguratamente, lo sentisse e se mai, per assurdo, qualcuno lo prendesse in considerazione (lo so che non succede… ma sai, a volte, la sfiga…), e se mai (okay, siamo nella fantascienza) qualcuno gli desse retta, ce l’avremmo nel culo.

Ma non “nel culo” e basta, intendo “proprio nel culo”.

Ci ritroveremmo soli, a darci dei coglioni, a guardare quei pochi euro rimasti come foto di un bel tempo passato che non tornerà.
Tutto questo mentre la benzina costerà ventimila lire al litro e la fame tornerà a farci visita, dopo settant’anni.

Sappiamo già che Maroni ritratterà, se non l’ha già fatto, definendo il tutto “una provocazione”.
Ma và?… E dove sta scritto che una provocazione è esente da conseguenze?
C’è chi risponde ad una provocazione con una denuncia, chi con un pugno sul muso, chi con una coltellata o peggio.
Chi ha detto che chi provoca è esente da colpe? Quel coglione d’un “artista” che a Milano aveva impiccato dei manichini di bambini ad una pianta, definendo la performance “una provocazione”, per me resta un povero scemo che non sa fare altro, non un artista.
Sarei curioso di sorpassare a 230 all’ora una pattuglia della Giusta, in autostrada, poi giustificarmi dicendo “è stata una provocazione”; immagino che farebbero come le finte vittima di Scherzi a Parte: «Ahhh… Beh, se è una provocazione…» e giù risate…
E un ministro che provoca l’Europa, come lo consideriamo?

Per una volta rischia di averla detta giusta Calderoli: richiamare i nostri soldati dall’estero, visto che la guerra è in casa nostra: mossa economica, politica e sacrosanta.
E se non basta, un’idea ce l’ho pure io.
Non capisco l’incaponimento e la paura nei confronti di questa migrazione: cos’ha di diverso da quelle che non abbiamo fronteggiato in questi anni?
Facciamo due conti: quanti stranieri sono arrivati in questi ultimi vent’anni?
Milioni.
E quanti romeni sono arrivati in tre o quattro anni?
Centinaia di migliaia.
Quanti nord africani arriveranno? Penso meno ma fossero pure di più non rappresenterebbero un problema, abbiamo le risorse.
Dove?

A livello mondiale l’Italia, con le sue 650.000 unità, è il primo Paese per utilizzo di auto blu, al secondo posto gli Usa, con 72mila, seguiti dalla Francia, con 63mila, al quarto posto il Regno Unito con 56.000, la Germania con 55.000, la Turchia con 51.000, la Spagna con 42.000, il Giappone, con 30.000, la Grecia con 30.000. Ultimo in classifica il Portogallo, con 22.000 auto blu.

Non considerando gli USA, esempio inarrivabile, se volessimo allinearci agli altri Paesi europei, considerando popolazione e PIL, dovremmo avere circa 40/50.000 auto blu.
Ce ne avanzano 600.000, che ci costano miliardi di euro all’anno: se ogni africano che arriva se ne becca una, a patto di ritornarsene a casa, ci toglie pure un problema.
Ne arrivano più di 600.000?
Se ne cuccano uno ciascuno, come badante o colf, i pensionati da più di 10.000 euro al mese.
Vengono qui in cerca di lavoro? Qual’è il problema? Diamoglielo.
Questi, per definizione, vengono per fare i lavori che gli Italiani non vogliono più fare, quindi è sufficiente trasformare in stipendi -per loro- quelli che al momento sono i sussidi di disoccupazione per quegli Italiani che proprio un lavoro non riescono a trovarlo, magari da quindici anni.
E non so quanti siano ma possiamo quasi fronteggiare un esodo dalla Cina.

E non scandalizzatevi se non verranno al Nord: con che coraggio raccontiamo al mondo che non potremo reggere questo esodo epocale, “che colpisce le regioni più povere d’Italia”, nel momento in cui la Regione Sicilia assume non ricordo quante migliaia di fannulloni, tra cui la “perla” di una bonifica fognaria che prevede 40 operai e 50 consulenti, o la Calabria con i suoi 20.000 forestali che non hanno neppure un albero ciascuno a cui dedicarsi?
O vogliamo parlare delle migliaia di braccianti agricoli in tutto il Sud a cui basta dimostrare ottanta giorni di lavoro all’anno (molto, molto spesso dimostrati sulla carta…) per vedersi integrare i giorni rimanenti con soldi pubblici?

Coraggio, amici maramau e zumbòn, non date retta: c’è posto per tutti.

Dottordivago

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