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Posts Tagged ‘lavarsi il culo’

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All’Ammerica lo dicono a modo loro:

Hell will be frozen when…

“L’inferno si gelerà quando…” e lo usano per indicare un fatto che non si verificherà mai.

Mò lo uso io per introdurre il fatto del giorno, così eclatante che mi prendo la licenza di non continuare, per oggi, il post precedente, che ho terminato con un bel “Continua”: non intendo dimenticarmene, diciamo che lo congelo (eh beh, oggi gira così…) per un momento.

Ogni tanto casco nella cronaca cittadina e proprio poco tempo fa, era gennaio, ho pubblicato La fabbrica della merda .
Mi pregio sempre di tirarmela da “blog ad ampio respiro” per il fatto che ho lettori (italiani ed oriundi, of course) da tutto il mondo e questo mi fa piacere quando parlo di argomenti di interesse generale; quando invece parlo di fatti locali mi domando che senso abbia non farli conoscere maggiormente nella mia città: si sa che se un albero cade nella foresta e nessuno se ne accorge…

Così mi sono detto: “Hai visto mai che la cosa possa interessare a chi di dovere? Ho voglia di passare per rompicoglioni? Ho la faccia come il culo?”
Mi sono risposto “sì” ad ogni domanda e così ho mandato il citato post al sito del Sindaco ( www.fabbio.it ), Sindaco che ho sempre scritto con la minuscola ma che, forse, ‘sta maiuscola comincia a meritarsela.
Anzi, per correttezza, visto che gli ho mandato solo un assaggio, devo informarlo dell’esistenza di questo e pure questo , che gli avrei mandato prima, ma ci sono un paio di foto che mi scappano sempre e non riesco a mettere a posto, porca la galera.

Dunque, questa mattina parto da Aosta, arrivo in Alessandria, scarico Bimbi ed un po’ di spesa bloccando per due minuti la corsia preferenziale per il Centro Snai di cui parlavo, gentile omaggio dell’amministrazione precedente, carico tutto in ascensore -tranne Bimbi che si aggiusta da sè-  ed inizio a cercare un posto per la macchina, solo che manca un quarto a mezzogiorno e gli slot per parcheggiare in questa zona si aprono solo dopo le dodici, poi si ribestemmia dalle 13.30 fino a sera.
Vabbè, lascio il tempo a Bimbi di sistemare tutto e vado a prendere il caffè dal mio amico carrozziere, ‘tanto per non passare venti minuti a girare senza alcuna speranza: l’altro giorno sono andato a sbrigare un bisognino fuori orario a casa dei miei genitori, visto che la scelta era tra farmela addosso, prendere una multa o sgonfiare la macchina come un canotto e portarmela in casa; ci sarebbe l’opzione “farla al bar”, ma io sono un eccentrico e stravagante radical chic che, dopo, ha piacere di lavarsi il culo.
Và che fisse che c’ho io…
Rientro dopo una mezzoretta e, fermi davanti al portone, vedo un amico con un signore sconosciuto: mi stanno aspettando dopo aver parlato con Bimbi al citofono.
L’amico, responsabile dell’AMIU -la Nettezza Urbana del terzo millennio- mi presenta l’altro signore, ispettore della Polizia Municipale.

Primo pensiero: stavolta, non so come, ma ho preso una multa coi controcazzi…

E invece no: qualcuno ha letto il post che ho inviato, ne ha informato il Sindaco che, udite udite, vuole saperne di più!
Attenzione: non mi manda due sicari a gonfiarmi come una zampogna, no;
mi manda uno che conosco da trentanni (va beh, è un caso, e ad Alessandria non è difficile) ed un educatissimo e gentile Tutore dell’Ordine, i quali vogliono conoscere i termini esatti del problema, e non con domande scazzate e velate minacce, bensì con l’interesse tipico delle persone intenzionate a trovare una soluzione.

Beh, se l’inferno non è ancora gelato, il diavolo si è almeno preso il raffreddore.

Mentre mi aspettavano, si sono pure fatti un giro nei paraggi che, devo riconoscere, da qualche tempo hanno un aspetto più decoroso, nonostante l’impegno dei tanti mangiamerda che piuttosto che mettere un pacchetto di sigarette in un cestino sono disposti a strappare il cuore alla madre.

Cercherò di essere serio un minuto, non garantisco ma ci provo.
Dico la verità: non avevo nessuna speranza di essere preso in considerazione. Forse resterà lettera morta, o forse qualcuno comincerà a sentirsi un po’ responsabile del proprio lavoro.
Quasi sicuramente non vedremo mai uno spazzino che si prende cura di una zona, che ne diventa il custode, che nota i problemi e che, se non può risolverli, almeno li segnala; sarebbe una figura importantissima, a cui, personalmente, non farei mai mancare un caffè o una bevuta: uno che batte la stessa zona tutti i giorni, magari due volte al giorno, così come raccoglie la cartaccia potrebbe riprendere chi l’ha buttata, potrebbe segnalare una buca nell’asfalto così come una faccia losca,  ma questo è un problema di testa, non di istituzioni; forse qualche rumeno o albanese, teste indietro di una generazione -nel senso buono, inteso come voglia di lavorare- potrebbe essere fiero di un lavoro del genere, che io trovo dignitosissimo, ma prova a proporlo ad uno dei nostri aspiranti star del Grande Fratello, uno dei nostri giovani disoccupati, impiegati a tempo pieno come “spenditori di pensione dei nonni”, o a ricollocare qualcuno preso da un ufficio in cui ci sono quattro addetti a sbrigare il lavoro di uno.
Per adesso il Sindaco si è preso la briga, per interposta persona, ovvio, di farlo lui, il custode del quartiere.
Ed è una gran bella cosa.

Una figura del genere, il custode di quartiere, diventerebbe il vero tramite tra cittadini ed istituzioni; si era parlato tempo fa di poliziotti e carabinieri di quartiere, ormai introvabili come la figurina della Spal del ’69: mi fa ridere Franceschini quando propone di risparmiare -non ricordo come- svariati milioni di euro per assumere 5000 nuovi poliziotti: devo dirglielo io che il giorno successivo ci sarebbero i nuovi arrivati per strada e 5000 poliziotti in più negli uffici?
Ma, tanto per cambiare, la sto facendo fuori dal seminato.

Tornando all’argomento, è confortante che qualcuno si sia mosso dietro segnalazione di un cittadino qualunque: durante la passata amministrazione comunale avevo cercato più volte di parlare con il sindaco -minuscolo- o con un assessore, senza riuscire ad avere uno straccio di appuntamento o solo un briciolo di considerazione; che stia cambiando qualcosa?
Vi terrò informati, lettori locali e non, anche se ho il sospetto che Paz da San Paolo, Tuttoqua da New Dehli o la Niki da Kathmandu, giusto per fare qualche nome, non ci hanno mai perso il sonno: là, ringraziando la Madonna, hanno già tutti i problemi che vogliono.

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