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Posts Tagged ‘Formula 1’

Vi ho ripetutamente detto che ho sposato una donna meravigliosa, vero?
Giusto per confermare la cosa, questo fine settimana Bimbi è andata ad Aosta, a trovare la sua mamma, per lasciare me, la risposta italiana ad Homer Simpson, a casa tranquillo a godermi una domenica di motori: tre gare del Motomondiale, due gare di Superbike ed un GP di Formula 1.
Il tutto in splendida solitudine, col frigo pieno ed il libero arbitrio totale in fatto di orari e menu, con la cigliegina sulla torta costituita dalla possibilità di cenare due sere con gli amici single, quelli che vedo poco quando al mio fianco c’è lei.

Evvai… E tutto ciò con l’unica incombenza di bagnare le piante!

Quindi, teoricamente, un fine settimana da foto ricordo, purtroppo finito con l’amaro in bocca.
Non mi riferisco all’incidente di Massa: lui per primo sa che chi viaggia a trecento all’ora ha un milione di modi per farsi male, e poi non è successo niente di irreversibile; volendo proprio essere stronzo, potrei far notare che disgrazie peggiori capitano a persone che non guadagnano milioni a badilate e che lasciano famiglie nella disperazione più nera, fatti che, purtroppo, sono molto più frequenti e di cui nessuno viene a conoscenza.

L’amaro in bocca me l’ha fatto venire Valentino Rossi.

Se esiste un Padreterno -va beh, non c’è, ma ho un passato da chierichetto ed ogni tanto lo cito per abitudine…- non era già abbastanza soddisfatto delle minchiate che fa normalmente?
Lasciamo stare epidemie, tsunami e zanzare, parliamo della razza umana.

Crea donne come Michelle Hunziker ed altre come la figlia di Wanna Marchi: ‘sta poveraccia si guarda nello specchio tutte le mattine… è obbligata a diventare la merda che è.
Ti tira fuori uomini come Hugh Jackman e poi si distrae con Brunetta, che per il suo operato è il mio idolo, ma che fisicamente non c’ha tutto ‘sto di più…
Per un Usain Bolt che corre cento metri con tre passi come il Gatto con gli Stivali,  mette in circolazione milioni di infelici e disgraziati.

Poi crea Valentino.
E me lo mette davanti.
Così mi mangio il fegato dall’invidia.

Non gli invidio i soldi ed il successo -beh, forse un pochino…- e neppure la capacità sovrumana di guidare la moto; quello che mi fa impazzire è vedere una persona baciata da un talento così grande, supportato da una determinazione granitica ed un’intelligenza formidabile: sono tre ingredienti esplosivi che messi insieme fanno davvero il botto.
Sulla moto è incontrovertibilmente il più grande, non si discute; così grande che sembra decidere lui, ogni tanto, di commettere un errore per sembrare umano; ovviamente, decidendolo lui, cade come dice lui: Lorenzo è scivolato alla velocita del suono lasciando scintille sulla pista come un tricchettracche in un capodanno napoletano, lui ha appoggiato la moto un attimo, l’ha tirata su e ne ha passati una mezza dozzina, con la leva della frizione rotta, quale ennesimo finto elemento di suspence, messo lì apposta per farci preoccupare dieci minuti.

Quando scende dalla moto è quasi meglio, anche se si sente che, come si dice al mio paese, “il maiale gli ha mangiato i libri”; è comprensibile: quando era ora di andare a scuola, lui aveva qualche mondiale da vincere…
Ed è proprio questo che mi fa schiumare dalla rabbia: pur essendo un mezzo bifolco -Vale, giuro, lo dico pur adorandoti- non ha mai sbagliato una parola ed una scelta, mai una mezza belinata per sbaglio.
Un essere superiore, puro esempio di razza dominante.

E non basta.
Ha la capacità di piacere a tutti, a differenza, che so, di Schumacher che, pur essendo il più grande, credo sia simpatico solo a me.
Non c’è un avversario di Valentino che ne parli male, a parte Biaggi, ma sono sicuro che il Corsaro, quand’è da solo, si infila una tuta col numero 46 e corre per casa facendo “Vroumm, vroumm, sono Valentino Rossi, vroumm, vroumm…”.

Ora sembrerò presuntuoso: la natura mi ha dato capacità non comuni.
Non si direbbe, a leggermi, eh? Eppure vi giuro che è così.
E mi ha dato anche l’intelligenza per capire che non ne sfrutto neanche l’uno per cento, così mi girano le balle; dico io: per combinare un cazzo, non potevo nascere bello tonto da non accorgermi di essere un pirla?
Mi manca un componente del mix esplosivo: la determinazione, la volontà, la tigna o come volete chiamarla.
Purtroppo, un qualunque asino che fa girare la ruota del mulino, qualcosa ottiene; un purosangue che dorme tutto il giorno non ottiene un cazzo.

Non devo più guardare la Moto GP, almeno finchè c’è Valentino; credo che mi butterò a corpo morto sulla F1.

Almeno lì c’è Barrichello.

Dottordivago

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Non ho mai giocato a calcio se non all’oratorio, ho sciato per poco tempo -giusto quanto bastava per capire che non mi piaceva-, non sono mai riuscito a sopportare il tennis nonchè un sacco di altri sport.
Giusto un po’ di pallavolo, soprattutto al mare, dove lasciavamo la spiaggia per andare a giocare al campo; adesso portano la sabbia nei palasport per i tornei di beach volley: mah!…
Per cui, ora, mi ritrovo un fisico che sembra un preservativo pieno zeppo di creme caramel.
Naaa… non è vero, a suo tempo qualcosina ho fatto:

ho fatto LA BOXE.

Dai 18 ai 24 anni: minchia che bello!

Lo sport più bello del mondo, se gli togli la cattiveria.
Il grosso difetto è che è l’unico sport che non prevede di battere l’avversario, come nella lotta, ma di fargli male o, per essere precisi, è stato il primo sport con quell’obiettivo, seguito poi da vari thai, full, kick, cric e croc.

Tranquille, ragazze, il mio volto che pare dipinto dal Botticelli non ne ha risentito più di tanto -il cervello qualcosina…- semplicemente perchè gli incontri li ho sempre fatti in palestra con tanto di casco e guantoni da 14 once; come chi va in moto non prevede di cadere -ma capita- nella boxe ci sono le testate, che non sarebbero ammesse ma prima o poi una la prendi, anche senza l’intenzionalità dell’avversario; io ne ho prese un paio, e sono gli unici segnetti, praticamente invisibili.
Già sento quelli che la sanno lunga “sì, figurati… in palestra… casco… once… che boxe è?”.
E’ LA BOXE, bellezza, quella che ti dà una forma fisica strepitosa, una resistenza a prova di tutto ed un aiutino anche per affrontare la vita con un altro spirito; quella boxe dove non cerchi di infilare il pollice nell’occhio o di trasformare un gancio corto in una gomitata ed un affondo in una testata; quella boxe che è scherma sublime e rispetto per l’altro; quella boxe dove tu cerchi di battere uno come un tamburo e lui cerca di batterti come un tappeto -sono due scuole di pensiero…- ma dove ti fermi se vedi l’altro in grossa difficoltà.
Fatta così, non c’è niente di più bello.

Ma perchè vi sto parlando di cose che vi interessano come la riforma agraria in Tagikistan?
Perchè se ne va un grande, magari un grande sconfitto, ma che proprio per questo merita l’onore delle armi.
La notizia non potete non averla sentita:

image

Vorrei soffermarmi sull’ultimo periodo: perchè un pugile dovrebbe essere differente?
Beh, tiro ad indovinare: perchè se non è in forma un muratore, il cliente si ritrova col muro storto, il pugile si ritrova storto lui.

Differenze a parte, pensa che passione deve avere uno per prendere tutte quelle botte…
Passione, a mio avviso, che si meriterebbe di meglio.

Su questo blog non scrivo quasi mai di sport, preferisco argomenti di più ampio respiro, che interessino quanti più lettori possibile.
Ne parlo un po’ di più, ma solo di motociclismo -motomondiale e Sbk- e di Formula 1, forse lo sport più rovinato del mondo; riesco ancora a seguirla, ma vedendola con gli occhi di chi ne ha conosciuti i passati fasti; un po’ come quando guardi quelle signore che sono state delle gran belle gnocche e le vedi ancora commestibili, salvo farsi dire da chi non l’ha mai vista prima “Ma che cazzo dici, sei scemo?”
Sopporto a malapena qualche incontro di calcio, ma deve essere come minimo la finale di Coppa dei Campioni, l’Europeo o il Mondiale.
E poi: Coppa dei Campioni una sega, tant’è che le hanno cambiato il nome e si chiama Champions League, una cagata di torneo che smentisce sè stesso; una volta, col vecchio nome, era un torneo giocato dai vincitori dei vari campionati nazionali che si scontravano sia a livello europeo che sudamericano; i due vincitori si contendevano il titolo Intercontinentale.

Oggi non so bene quante squadre, per ogni nazione, partecipino, ma so che sono diverse: però la squadra campione è una sola, quindi cosa c’entrano gli altri?

Avete mai sentito un prete dire “Solo i buoni andranno in Paradiso, magari insieme a quelli così così e pure a qualche testa di cazzo d’un peccatore”?
Io non frequento l’ambiente ma mi risulta che ci siano regole diverse.

In un post precedente disquisivo sul significato delle parole, quindi non intendo ricominciare adesso, però, se vuoi fare più incontri per guadagnare più soldi, oltre al torneo per i Campioni istituisci anche la Coppa dei Secondi, il Trofeo dei Terzi e la Giocachicazzovuole Cup.
Come si dice nella casa regnante inglese, non si mischia la merda con la cioccolata, of course…

Col nome in inglese, Champions League, la contraddizione dà meno nell’occhio ma, se bastasse cambiare nome, la sinistra governerebbe l’Italia da 14 anni, invece di farsi inchiappettare dal Silvio… così, tanto per fare un esempio…

Continua.

Dottordivago

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