Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘Forleo’

Una roba veloce, che sono di corsa.

D’Alema, da grande, voleva fare il ministro degli Esteri Europeo, ma l’Europa  Unita ha preferito dare il posto alla britannica Catherine Ashton.

Prodi ha dichiarato: “Ashton? Non so chi sia”
Probabilmente ha mentito senza sapere di mentire, nel senso che sa benissimo chi è ma gliel’hanno domandato nel bel mezzo di un pisolino; appena ha aperto gli occhi ha biascicato un mezzo “Tesoro… caffè…”, poi ha realizzato la situazione e si è dato un contegno ma il cervello stava ancora scaldando le candelette e proprio non s’è ricordato della sciura in questione.

Casomai mi sbagliassi e Prodi, davvero, non sapesse chi sia ‘sta Ashton, glielo dico io.

Catherine “Carneade” Ashton non è mai stata ministro nel suo paese e questa potrebbe essere la prova che non conta un cazzo, per il semplice motivo che se gli Inglesi hanno un cavallino vincente, lo fanno correre a casa loro e non gli fanno buttare via il fiato per l’Europa.

Non ha mai avuto cariche di rilievo in Europa, e questa potrebbe essere la prova che l’hanno battezzata “un ronzino” anche a Bruxelles, al punto di mettere lei, una Carfagna con la faccia di Rosy Bindi, in un posto dove non conta chi ci sta, tanto la politica estera europea la decidono a Londra, Parigi e Berlino.

Però, caro Ronf Ronf Romano, Catherine Ashton non è mai stata nel Parlamento Italiano negli ultimi trentanni – gli anni delle più grosse ruberie – proclamandosi candida come un giglio e senza fiatare su corruzione o finanziamenti occulti ai partiti ed ai politici.

Non ha mai deciso le nomine dei massimi dirigenti del sistema delle Coop italiane, nomine che le permetterebbero di gestire svariati miliardi.
Parlando in euri, of course…

Non ha mai avuto mafiosi come finanziatori dei suoi incontri-ricevimenti  pre-elettorali.

Non è mai stata beccata al telefono con Fassino a festeggiare l’acquisizione fraudolenta di una banca.

Non ha mai mandato al confino professionale My Darling Clementine Forleo, che su quelle telefonate stava indagando.

A questo punto, mi sembra assolutamente marginale il fatto che Catherine Ashton non ha mai considerato, fino a ventanni fa, la defunta Unione Sovietica come il paradiso del proletariato e fulgido esempio di democrazia in senso letterale, cioè di potere al popolo.

Infine -e questo dovrebbe rinfrescarti la memoria- non te l’ha mai picchiato nello sgnau quando eri Presidente del Consiglio, per ciularti il posto.

Adesso, babbanazzo, ti ricordi chi è ‘sta Ashton?

Dottordivago

Annunci

Read Full Post »

Dopo aver scoperto che Berlusconi possedeva il telecomando di Veltroni e che lo usava spesso per fargli fare tutto ciò che gli veniva in mente, a Franceschini hanno detto: “Fà quello che vuoi, basta che non ti fai trattare da pirla come quell’altro”; così l’uomo si è messo d’impegno a non fargliene passare una.

Voglio dire, a parlar male del Silvio è difficile sbagliarsi: ad azzeccarci ci sono le stesse probabilità di far centro come nel tirare una fucilata in un volo di storni, anzi, nel caso di Franceschini è stato come giocare alla roulette russa con un’automatica (se questa è troppo specialistica ditelo, che ve la spiego…).

È andato a toccargli i figli, nel Paese in cui i figli sono piezz’e core da piccoli e bamboccioni da grandi, comunque sia sono sempre un’istituzione e vengono tirati in ballo in ogni situazione.

Và, mi sa che ci scappa la divagata.
Una cretina col bimbo attraversa la strada senza guardare, tu inchiodi e quella non ti chiede scusa ma tenta di girarti la frittata dicendo “Ma insomma, c’è un bambino!…”; il bimbo l’ho visto, il problema è l’imbecille che lo porta a spasso.
Sulla stessa linea ci sono dei venditori che per risultare più affidabili buttano lì un “Guardi, sono un padre di famiglia…”, garanzia di cui poteva fregiarsi anche Stalin e la maggior parte dei gerarchi del Terzo Reich.

Sarà che non ho mai sopportato i bambini e figli non ne ho, ma ‘sta cosa mi infastidisce; succede spesso, chiacchierando con i clienti, che alla mia affermazione di non avere figli segua quasi sempre un momento di imbarazzo, che lascia spazio allo stupore o all’indignazione quando aggiungo “…e bene che sto”.
Una volta una signora ha accennato “…ma il primo istinto di un uomo è quello di volere dei figli…”; l’ho corretta dicendole che è il primo istinto di tutti gli animali, quindi anche dell’uomo, compresi i polipi del corallo che all’improvviso, senza che nessuno sappia come facciano a mettersi daccordo, rilasciano ognuno il necessario affinchè avvenga la riproduzione; eppure, anche un comportamento così poco responsabile -è un po’ come mettere sperma nelle confezioni di lavande vaginali- viene premiato con la nascita di miliardi di nuovi polipetti.
Inoltre, mi conosco bene, e so di non avere tutto ‘sto di più da trasmettere ad una nuova generazione, col rischio, anzi, di mandare in giro delle teste di cazzo come il loro padre.

Tornando a Franceschini, stavolta si è sorbito un po’ della sua medicina: ripeto, premesso che Berlusconi sarebbe da portare dal veterinario e farlo sopprimere, non puoi continuare a gridare allo scandalo se il Silvio fa “cu cù” alla Merkel, non puoi lanciare allarmi per il rischio dittatura se quello parla di rivedere la Costituzione -figlia di un preciso momento storico oggi dissolto-, non puoi invocare la moralità cavalcando l’uragano Noemi e farla sempre franca; sono tutte cose di cui, nel profondo, Franceschini se ne sbatte le balle, ma sono ottimi pretesti per colpire l’avversario politico.
Allo stesso modo, i figli di Berlusconi se ne fottono allegramente della sua uscita, ma ora fanno gli offesi e l’incauto esternatore deve invocare il fraintendimento, cosa nella quale il Silvio gli mangia in testa.

Attaccarsi alle cazzate è un’arma a doppio taglio, un po’ come i superpoteri per Superman: è comodo godersi super-vista e super-udito, ma col super-olfatto c’è il rischio che una quaglia possa essere peggio della kryptonite…

Invece di attaccarsi alle cazzate, Franceschini e soci dovrebbero provare seriamente a mandare in galera l’Uomo di Arcore, ma anche lì bisognerebbe essere coerenti: non puoi invocare la revoca del Lodo Alfano e spostare la Forleo e De Magistris se indagano su D’Alema o Prodi/Mastella.

Insomma, decidetevi, come ho detto stamattina dopo che un amico coetaneo, invidioso del fatto che sembro suo nipote, mi ha domandato “Quando ti decidi ad invecchiare?” e dopo cinque minuti che dicevo minchiate ha aggiunto “Quando ti decidi a crescere?”.

Un Peter Pan decerebrato e scurrile: ecco con chi state perdendo cinque minuti.

Dottordivago

Read Full Post »