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Posts Tagged ‘Fabbio’

Se ogni tanto vi racconto le sfighe che mi capitano non è perchè sono particolarmente rognato, semplicemente le sfighe sono più divertenti da leggere, a volte pure da raccontare, salvo nei casi in cui si inizia con “Mi hanno dato tre mesi di vita…”; ecco, in un caso così vorrei avere la forza di continuare “…che culo, pensavo meno”; allora sì, che potrete considerarmi un tipo speciale.
Per il momento continuate pure a considerarmi un pirla qualunque: preferisco il semi-anonimato, se abbinato ad una salute di ferro.

Seguendo lo stesso ragionamento, è più divertente parlare male dei politici e delle istituzioni che tesserne le lodi: nel primo caso, spesso anche dicendo delle cazzate, si viene considerati dei mezzi Robin Hood, nel secondo caso, bene che vada, si passa per leccaculo.

Per questa occasione, vorrei parafrasare l’immortale opera di Andrea Vantini “Meno male che Silvio c’è”, mirabile esempio di quanto si possa cadere in basso col baciamento di culi, e trasformarla in “Meno male che Fabbio c’è”, sviolinata meno grave della precedente perchè suonata a livello locale e non nazionale, ed anche per il fatto che se la versione originale fosse stata dedicata veramente a lui, il nostro Sindaco, ne sono certo, ne avrebbe colto il lato ridicolo ed avrebbe fatto il possibile per farla sparire.

Sto menando il can per L’Aja, come diceva un amico olandese che arrivava al punto in un attimo, senza perdere tempo, ma abitava all’Aja ed aveva un cane da “scendere e pisciare”…
Visto? Stento un po’ a partire, non è facile parlare bene di un politico: mi sentivo  più a mio agio nello scrivere su piccole pirlate dell’amministrazione comunale, ora sono un po’ spiazzato.

Basta preamboli, arriviamo al punto.

Cos’ha fatto quest’uomo?

Fabbio
Non ha ridato la vista ai ciechi, non ha creato milioni di posti di lavoro e non si è tuffato nel fiume in piena per salvare un bambino: niente di tutto questo.
Ha fatto il Sindaco.
È venuto a conoscenza di una belinata che gli ho segnalato in La Striscia di Gallia non più tardi di venerdì scorso, cosa di cui, realisticamente, non poteva essere al corrente, e a distanza di una settimana l’ha risolta.

‘Azz… che figata, diranno i più sgamati e scettici di voi: allora facciamo un monumento al macellaio che taglia le bistecche ed al benzinaio che ti fa il pieno.
Amici miei, non è per niente scontato trovare chi, nel campo della Pubblica Amministrazione, svolga effettivamente il lavoro per cui è pagato; con la passata amministrazione non ho trovato uno che mi ricevesse, non parliamo di uno che mi ascoltasse.
Quando in città è partita la raccolta differenziata porta a porta, il mio condominio è rimasto forse l’unico in città ad avere i cassonetti sulla strada, visto che il cortile condominiale è rialzato rispetto alla strada ed accessibile solo attraverso una scala.
Questa situazione ha fatto sì che i nostri cassonetti diventassero la sede distaccata della periferia di Napoli, con i cassonetti pieni di qualsiasi schifezza, per niente differenziata, mezzora dopo lo svuotamento; la ragione di ciò è che siamo un popolo di merda, in primis, e poi perchè buona parte dei genitori che scaricavano i figli davanti alla vicina scuola approfittava della comodità dei superstiti cassonetti lato strada per buttare la rumenta della sera prima: i più educati scaricavano il pargolo che depositava -rigorosamente a casaccio- il sacchetto prima di entrare a scuola; i peggiori, quando la misura era colma e la schifezza creava una specie di barricata, lanciavano il sacchetto dal finestrino.

Sono andato quattro o cinque volte in municipio per sollecitare, non dico un controllo, ma almeno l’installazione di una telecamera, nella speranza che -fai un culo oggi, fanne uno domani- ‘sti mangiamerda si dessero una regolata: non sono mai stato ricevuto da nessuno, men che meno da Mara Scagni, l’ex sindaco, nome che in Alessandria equivale a quello di Pol Pot in Cambogia.
Avrò anche telefonato una dozzina di volte, ma trovare qualcuno al suo posto era come telefonare al Cremlino e farsi passare Bush.
Ci ho rinunciato ed ho continuato, perchè sono un pirla, a dividere i miei rifiuti ed a depositarli in mezzo a quel letamaio.

All’attuale Sindaco Fabbio ho segnalato via email i fatti di quella che ormai per tutti è la Striscia di Gallia, venerdì scorso; la cosa sarà arrivata a sua conoscenza lunedì e mercoledì sono stato contattato dai due gentilissimi funzionari che già  precedentemente avevano risolto un problema da me evidenziato e che volevano chiarimenti in merito.
Beh, stamattina ci siamo rivisti ed ho avuto la conferma che tutto era stato sistemato.
Che faccio, ci credo o no?
Mi reco nell’ufficio preposto ai permessi di parcheggio per i residenti e me ne esco col mio tagliandino che ho appiccicato al parabrezza con l’attenzione e la cura che un artificiere dedica solitamente ad una spoletta; sono arrivato a casa ed ho parcheggiato vicino all’ingresso posteriore del palazzo.
Se devo essere sincero, questa volta non dovevo scaricare niente, quindi avrei potuto parcheggiare in un altro posto, cercandolo dieci minuti, ma per questa volta ho sentito di meritarmelo: sono sceso dall’auto facendo la ruota come un pavone.
Nessuno mi guardava, ma per un momento mi sono sentito come quei coglioni “in lista” che, all’ingresso della discoteca, passano tronfi davanti all’umanità dolente in coda.

Sindaco Fabbio… posso chiamarti Pier?
No?
Okay, giusto, non esageriamo…

Dicevo: caro Sindaco, lei mi ha regalato un momento bellissimo, ma soprattutto avrò modo di apprezzare la cosa, insieme con i miei condòmini, quando dovrò scaricare la spesa, e potrò farlo, come sarebbe stato giusto da subito, senza mettere il gratta e parcheggia da mezzora.
Forse l’incanto durerà poco, forse quando tutti avranno il permesso sarà più difficile trovare posto, forse qualcuno, come ho fatto io oggi, se ne approfitterà; ma Lei ed i suoi collaboratori non ne sarete responsabili.

E, soprattutto, io non le romperò più i coglioni, promesso.
Fino alla prossima rogna…

Dottordivago.

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