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Archive for the ‘Politica’ Category

E’ un po’ tardi, ma facendomi forte del fatto che tra poco tirerò indietro l’orologio di un’ora, mi sa che ci scappano due cagate.

Cena devastante.
Un ristorante che mi sembra di essere in rete: hanno un menu che prevede una serie di antipasti, solo che un antipasto, in realtà, sono cinque antipasti, quindi come un sottomenu; lascia stare i primi e i secondi, che ce n’è un mucchio, e con i dolci si ricomincia coi sottomenu: c’è una lista di dolci che ne comprende alcuni che, in realtà, sono cinque dolci diversi…
Sì, lo so, gira la testa anche a me. Cambio.

Premessa dovuta: non ho seguito nulla, niente, zero virgola un cazzo, della manifestazione di oggi; qualcuno di quelli a tavola ha buttato l’occhio a qualche collegamento, ma di ufficiale non so niente.
Ho sentito parlare di due milioni e mezzo di persone: ci pensate che successo?

Nessuno ha mai radunato così tanta gente senza che poi cambiasse un cazzo, dopo.

Neppure a Woodstock erano così tanti, ed erano tutti ciucchi e fatti, eppure, dopo, qualcosa è cambiato; qualcuno si sarà ammazzato in macchina tornando a casa, qualcuno avrà picchiato la moglie e i bambini, qualcuno sarà finito in Vietnam, qualcuno avrà imparato a suonare uno strumento, qualcuna sarà tornata a casa piena come un agnolotto: capirai, tre giorni di amore libero…

Credo che a Roma fossero tutti sani, o perlomeno liberi da abusi alcolici o tossicologico-farmaceutici, eppure, fatto assolutamente straordinario, due milioni e mezzo di persone si saranno mosse per niente, l’entropia al contrario: il caos che genera spontaneamente l’ordine.
Cerco di chiarire il concetto: se metti una goccia di inchiostro in un bicchiere d’acqua, questa si colora, cioè si crea il caos spontaneamente; per fare il contrario, cioè separare l’inchiostro dall’acqua, occorre somministrare energia, cioè intervenire dall’esterno; questo perchè i sistemi sono portati spontaneamente al disordine.
Tranne i sistemi veltroniani.
Se due milioni e mezzo di persone si muovono in giro per l’Italia, un po’ di casino lo faranno, no?
Ed abbiamo ottenuto il disordine.
Poi sono tornati a casa dopo un giorno in piazza, stanchi ma felici, come la servetta che è andata a ballare il liscio: ha volteggiato rapinosa qua e là per la pista con tutti quelli che capitavano, si è immedesimata nel ruolo di protagonista della serata; forse, in un angolo, l’ha anche data a qualcuno particolarmente sveglio; poi, però, se ne torna a casa con due aloni di sudore sotto le ascelle ed i piedi che le fanno male, per ricominciare tutto da capo il giorno dopo.
E spontaneamente si ricrea l’ordine.

Walter, te lo dico col cuore, in quanto sono un tuo -mai più- elettore (niente di che, l’ho fatto solo per non votare il Totò Riina di Arcore…): Walter, sei un così incommensurabile coglione che mandi a puttane le leggi della fisica.
Come i buchi neri, in cui la gravità è così elevata che tutte le leggi che esistono se ne vanno a puttane, hai un tale vuoto nella testa che riesci a scombinare il mondo come noi lo conosciamo.
Noi ci aspettavamo che l’opposizione facesse le barricate e bruciasse i cassonetti per strada quando, per esempio, una manosvelta ha infilato il decreto salva manager in un ordine del giorno del parlamento; o quando i sindacati hanno bloccato l’accordo per Alitalia, che sarà una porcheria ma è sempre meglio che il crack; probabilmente, serenamente, pacatamente, ti stavi strizzando il pisello sul divano, davanti ad un film neorelista rigorosamente in bianco e nero e non te ne sei accorto, finchè non l’hanno tirato fuori i giornalisti.
I giornalisti!
In Italia!
Che fanno solo ciò che gli dite!
Probabilmente siete stati così tanto tempo assenti che i vostri galoppini hanno pensato “chi tace acconsente…”

E allora cosa fai?
“La vecchia guardia muore ma non s’arrende!” e così hai ripescato quei quattro pirla, oltre a me, che ti hanno votato; li hai caricati sui treni (a proposito, chi paga?) promettendogli una giornata in piazza cantando Bella Ciao con le bandiere della pace e del Che, sentendosi protagonisti del loro destino, protestando per le classi differenziali e per la riforma della scuola -che è arrivata ad un punto che una qualsiasi riforma, da quella della Gelmini a quella luterana, può solo fare del bene- per poi tornare a casa con le ascelle sudate ed i piedi gonfi, come la servetta.

Và che Berlusconi lo sa che hai a disposizione ‘sta vecchia guardia di pirla, c’erano tutti quelli che ti hanno votato, tranne me, ma io sono un neo arrivato già ripartito, per nessuna destinazione; gli altri fanno volantinaggio, cuociono a gratis salamini ai gastrofestival dell’Unità e se gli dici “Salta” rispondono”Quanto alto, compagno?”
E sa anche, il Silvio, che, al di fuori di una manifestazione ogni tanto, non subirà nessun danno.
Com’è ovvio, visto che siete due facce della stessa medaglia, come i ladri di Pisa.
Ma sono cose che ti hanno già detto in mille.
Mi fa ridere una cosa uscita a tavola stasera: così come esisteva la nobiltà potente, la nobiltà decaduta ed i parvenue, oggi abbiamo il Berlusca che rappresenta la criminalità organizzata, la sinistra estrema è la criminalità decaduta e tu sei la criminalità rincoglionita, arrivata da poco ma smaniosa di entrare nel gioco.
Sei il succedaneo politico del palo.
Solo che, ora di dividere, ti fottono sempre.

Dottordivago

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Ufff… che sospiro di sollievo.
Credevo fossimo tutti con le pezze al culo a causa della crisi mondiale delle Borse -e non è che cinture, portachiavi e portamonete se la passino bene- quando arriva il ministro Tremonti e tranquillizza tutti.

Ha dichiarato che l’Italia è al sicuro perchè la crisi è frammentaria e proteiforme.

E noi che pensavamo di essere nella merda fino agli occhi…
Va là che c’è andata bene.

Almeno, credo abbia detto così; per la precisione ha detto che “la cvisi è fvammentavia e pvoteifovme”.
Comunque, grazie lo stesso, siamo tutti più tranquilli.

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Oh testa di cazzo!…

Ma no, signor ministro, non dico a lei, ci mancherebbe…
C’è un amico, qui, che mi fa ridere e per me “testa di ….” rappresenta una forma di intercalare, forse un po’ greve, ma ruspante.
Un po’ come, per lei, suppongo sia “pevdindivindina”, no?

Quindi, stavo dicendo

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‘A testa de cazzo!…

No, niente, signor ministro, è un altro amico, qui, che fa i versi…
Insomma, mi fate andare avanti?

Dicevo, se quando uno parla avesse il piacere di essere capito, il nostro baldo ministro avrebbe detto: “La crisi non è uguale ovunque e cambia aspetto a seconda delle zone”.
Sì, avrebbe detto qualche parola in più, ma a fronte di due innegabili vantaggi: primo, l’avrebbe capito qualcuno di più; secondo, si sarebbe risparmiato un mucchio di evve che, francamente, male non avrebbe fatto…

Comunque, l’importante è che siamo nelle mani giuste e che salviamo il culo.

Mi suona solo un po’ inquietante la dichiarazione di Berlusconi, in cui afferma che lo stato (ahi…) interverrà in favore delle banche, che “potranno continuare ad operare come hanno sempre fatto”.

E io che credevo che cominciassero a lavorare onestamente…

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‘ A teste de cazzooooo!!!

Ragazzi, adesso basta che mi arrabbio, eh?…

Dottordivago

P.S. Scusate la mancanza di contenuti, ma avevo questa “emoticon” e non vedevo l’ora di usarla. Fateci l’abitudine, visto con chi abbiamo a che fare…

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Nella mia vita ci sono alcuni momenti scolpiti nella mia memoria grazie alla televisione.
Il più antico nonchè quello che ricordo con più piacere -il perchè, se vi interessa, ve lo potete leggere QUI – è quello del primo passo di un uomo sulla Luna.
Poi ci mettiamo il Live Aid del luglio 1982: non sarà stato un fatto epocale, ma ci va vicino.
Un momento che sono felice di aver vissuto è stata la sera del 9 novembre 1989, quando i berlinesi dell’est si sono riversati dalla parte giusta, mandando affanculo 70 anni di quella merda di comunismo; solo la convalescenza di un intervento al ginocchio mi ha impedito di fiondarmi là e stare una settimana ubriaco.
Poi, purtroppo, c’è anche l’undici settembre 2001: ne avrei fatto volentieri a meno, ma tant’è…
Non per mischiare il sacro con il profano, ma ci sta di diritto l’ultimo Gran Premio corso da Michael Schumacher, ad Interlagos, il 22 ottobre 2006. Immenso.

Ora, non so se Berlusconi ha in memoria qualcosa del genere, ma se ce l’ha, sicuramente ha assegnato un posto d’onore al discorso di Bertinotti dell’altro ieri agli Stati Generali di Rifondazione Comunista.
Più che un discorso una dichiarazione di intenti: quella di far sì che Berlusconi governi finchè morte non ci separi.

Tra i vari luoghi comuni tipo “i negri hanno la musica nel sangue” c’è quello che recita “Bertinotti è una persona coerente”.
Anche quando coerenza fa rima con masochismo e come sinonimo ha “non avere capito un cazzo”.
Ma l’avete sentito?
Vuole rispolverare la falce e martello e riedificare le Case del Popolo!
Le Case del Popolo? E per chi? Per chi si considera “popolo”, of course.
Il fatto è che Faustino non ha capito che oggi, tranne quei quattordici o quindici che l’hanno votato l’ultima volta, nessuno vuole essere considerato “popolo” come lo intende lui.
Oggi vogliono tutti l’esclusività: la vacanza esclusiva (magari sul Mar Rosso), la casa esclusiva (magari ai Lidi Ferraresi), il gioiello esclusivo (magari di Morellato), il matrimonio esclusivo ( a costo di farlo sembrare il capodanno di Fantozzi), il locale esclusivo (magari nel privè da dieci euro).
L’esclusività per tutti e per tutte le tasche.

Insomma, l’indiscusso profeta di questa religione è il Verdone di “famolo strano”, o meglio, Berlusconi è l’unico Dio e il coatto di Verdone è il suo profeta.
E questo fa le Case del Popolo…
Se il Partito dice che il giorno è buio e la notte è chiara, è il sole che si sbaglia, compagno Peppone.
E se il mondo e la società cambiano, non è il Partito che deve cambiare: sono il mondo e la società a doverlo fare.
CCCP, fedeli alla linea.
Marca “bravo” a Bertinotti.

Ed il Berlusca, per i festeggiamenti di Ferragosto, non si accontenterà del solito finto vulcano: vorrà anche un finto tsunami di champagne.
Certe iniziative dell’opposizione meritano festeggiamenti coi controcazzi.

Dottordivago

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In un commento mi si invita a dire:

Berlusconi devi morire, Bossi vaffanculo.

Ok, fatto.
Anche se solo sei mesi fa mi sarei rifiutato, oggi ne ho tutte le ragioni, soprattutto per l’immondo Silvio.
Però continuo a pensare che una proposta, pur demenziale, vale più che uno slogan.
Ma il mio amico Paz è giovane ed irruente, come nell’ordine delle cose.
Il fatto è che qualcuno li ha votati e mò ce li teniamo: ieri sera mi sono incazzato da matti vedendo la manifestazione di Piazza Navona, sono daccordo su quasi tutto, addirittura con la Guzzanti, che da quando si è rifatta non la userei neanche come fa il Berlusca con la Carfagna…
Grande Moni Ovadia con la vergogna di essere italiani e che tutto il mondo ci prende per il culo.
Bravo e preparato -ed un po’ primo delle classe- Travaglio.
Daccordo su tutto, ma mi rendo conto che sono bei momenti per gente di sinistra, che pensa di risolvere tutto con una giornata in piazza, sui trampoli, suonando strumenti etnici e colorandosi la faccia.
Io ho votato Veltroni come voto di protesta anti berlusconiana e minimamente semi costruttivo -c’era l’uno per cento di possibilità che ce la facesse- ma non sono di quella sinistra; darò il mio prossimo voto a chi prometterà di fare un culo così a chi sgarra, dai politici a chi butta cartacce a terra.

E’ l’unica ricetta: come nel cristianesimo l’unica regola su cui si basa tutto è “ama il prossimo tuo come te stesso”, in Italia l’unica regola deve essere “chi sbaglia paga”.
Tutto gira intorno a quel concetto.
 
Finchè non ci arriveremo, preferisco le proposte strampalate agli slogan.

Un caro saluto a Paz. Oh, a proposito, sei qua o sei là?
Beh, dove sei, sei: stammi bene.

Dottordivago

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Votatevelivoi.

Chi, al 13 aprile, volesse fare qualcosa di veramente costruttivo può gettare il certificato elettorale nei cassonetti della carta.
Non gettatelo nell’indifferenziato, che produce spazzatura.
Non bruciatelo, che produce CO2.
Non usatelo per votare, che produce politici tossico-nocivi.
Sì, lo so, raccontatemi quello che volete: che quello del voto è un diritto/dovere, che così facendo blablabla, che se tutti blablabla.

M’ pass’ manc’ pu’u cazz’. Votateveli voi.

Avevo già avuto modo di spiegare che, nella nostra precedente situazione politica, l’alternativa di voto tra i  due schieramenti Prodi/Berlusconi era come l’alternativa posta al naufrago che approda ad un’isola in cui gli unici due cibi disponibili sono vomito e merda di pipistrello. Qualunque sia la scelta fatta, sono due alimenti con cui si campa poco, e quel poco non è un bel vivere.
Oggi hanno ristampato il menu, ma la dispensa sempre quella è: si possono degustare anche unghie di pipistrello, croste di pipistrello e, per dessert, secrezioni di pipistrello.
Servitevi pure: io preferisco morire di fame. 

E dire che ero così contento di votare nel ’94…
Speravo ancora che Tangentopoli avesse un seguito e, contemporaneamente, il Berlusca costituiva “il nuovo che avanza” nonchè una ventata di imprenditorialità e di innegabile simpatia personale, che ancora oggi provo pur ritenendolo politicamente ripugnante.
In più stava con la Lega che, pur avendo dimostrato di essere corruttibile come gli altri, parlava comunque in favore del Nord, dell’impresa ecc. ecc.
Ecco, AN mi convinceva meno; vedevo ancora troppa gente pronta ad alzare il braccino, ed è una cosa che mi disturba quanto falce e martello, ma numericamente era poco significativa e, se proprio devo scegliere tra le dittature preferisco quelle di destra: durano meno.
E dagli il voto al Berlusca.
Che dopo due anni va a ramengo con mio grande disappunto e grandissimo dispiacere del mio amico Giorgio che, per pochi mesi, non matura la pensione minima da senatore.
Ah, gli ideali… 
Dico:”Poverino, non lo lasciano governare” e lo rivoto.
Non Giorgio: il Berlusca.
Vince Prodi.
Dopo due anni Baffinodalema lo tromba e, mentre Scalfaro fa il palo, rifà il governo con il voto di Cossiga e Diliberto: quando si dice “affinità elettive”. 
Lo rivoto nel 2001, il Berlusca, turandomi non solo il naso ma anche le orecchie -comincio a stufarmi di ciò che dice- e pure gli occhi -sono cominciati trapianti e lifting-.
Non parlatemi di quei cinque anni: sono anche colpa mia, lo so.
Arriva il 2006 ed io sono pronto al grande voltafaccia: Silviuccio… guarda che bel votino… guarda che bello…
Toh! Col cazzo che te lo do!
Sono pronto a tutto: voterei “di là” anche se la sinistra avesse come candidato premier Stalin, Beria o la buonanima di Pol Pot.
E mi presentano Prodi.
Vedo quella faccia e penso a boiardi di stato, megapresidenti per diritto divino, megadirigenti per diritto di nascita, megaladri che non si devono neppure sudare il voto una volta ogni tanto: essi esistono, essi sono, come il tempo e i pilastri dell’universo.

Sapete come si contano i punti a scopa? Scope, settebello, ori,ecc.ecc. Per la primiera è un po’ un casino: in caso di parità, a seconda delle regioni, si contano gli assi, i sei, i tre…
In caso di ulteriore parità vince chi ha il tatuaggio più bello o la moglie più gnocca.
Piuttosto che non votare o fare anghingò tre civette sul comò, io ho fatto la stessa cosa: Silvio e Romano per me pari sono, idem gli schieramenti, quindi ho contato gli assi, i sei, i tre e sono arrivato al due da picche, appannaggio del Berlusca.
Volete sapere qual è? Ve lo confesserò: ho pensato che con Prodi avremmo sentito rantolare e ronfare per cinque anni; col Berlusca, almeno, qualche barzelletta ogni tanto ci scappava.
Mi sono sentito molto “Jessica Rabbit”, che sta con Roger perchè la fa ridere. 
Ha rivinto Prodi, per modo di dire.
Ma si è attaccato a quei pochi voti di differenza per rifiutare un governo di salvezza nazionale, rifiuto fotocopiato dal Berlusca quando “Gano di Magonza Mastella” ha tradito “Rolando Prodi”.
Per quindici giorni ho persino sperato in Veltroni -tu pensa la disperazione cosa ti fa fare…- poi ho visto, anzichè proporre tecnici coi controcazzi, candidare operai sopravvissuti e precari, che vanno tanto di moda e portano qualche voto, ma ne capiscono quanto me: si è scordato un “pensionato che non arriva a fine mese”, ma provvederà quanto prima.
Arridatece Bettino! Anche se andrei a piedi in Tunisia per cagare sulla sua tomba, devo riconoscere che è l’ultimo governante che abbiamo avuto.

Morale?
A questi non gliene frega un cazzo dell’Italia e degli Italiani: vogliono i voti ed il potere. E basta.
No, non lo scopro adesso.
Vorrei che lo scopriste voi.

Dottordivago
www.ilpandadevemorire.it

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AAA Cercasi dittatore

Eh sì, amici miei e nemici dei panda, dobbiamo riconoscere che da questa situazione politica -e non solo- non se ne esce con nessuno virgola nessuno dei nostri attuali politici.
Forse cercando bene, ma bene bene bene, qualcuno lo potremmo pure salvare ma c’è il rischio che a mettere uno dei nostri politici attuali, anche il migliore, in un nuovo parlamento formato -parlando per assurdo- da gente per bene, sarebbe come mettere un bimbo con il morbillo in una scuola materna: magari involontariamente ma li impesta tutti nel giro di due giorni.
Premetto che lo scemo che scrive non è esente da critiche, avendo votato Berlusca dalla sua discesa in campo fino alle ultime elezioni; come tutti i drogati ho cominciato così, per provare, pensando che avrei potuto smettere quando e come avessi voluto. Poi, dopo aver visto cosa combinava, avrei voluto sì, smettere e disintossicarmi, ma le cattive compagnie, inteso come chi gli si contrapponeva, mi hanno tenuto schiavo del terribile vizio.

Daltronde, cosa potevo fare? Votare per l’Ulivo nel ’96?
E così facendo dare il mio contributo per portare al governo metà degli scarti della prima repubblica -l’altra metà stava dalla mia parte…- più quel pugno di ex comunisti che rappresentavano e rappresentano le uniche persone da non votare mai, neanche per finta.
Perchè?No, dico, ci rendiamo conto che questi hanno salvato le chiappe da Tangentopoli solo perchè, non avendo mai governato ufficialmente, venivano dopo i bersagli grossi del pentapartito?
Purtroppo le indagini hanno fatto la fine che sappiamo e Tonino il Poliziotto ha fatto in tempo a fargli fare solo una mezza figura di merda e niente più.
Questi si sono guardati, contati, toccati e, visto che c’erano ancora tutti e che nessuno si era fatto male, si sono accodati all’Uomo Che Demolì Le Partecipazioni Statali, vantando anche, allora come oggi, una presunta superiorità morale.
 
Moralizzatemi ‘sto cazzo è stata la prima risposta che mi è venuta in mente. 

Chi sedeva in Parlamento ai tempi del Califfo di Hammamet, Bettino il Grande, e non diceva niente, o era lo scemo del paese, che non si accorgeva che gli altri stavano rubando tutto tranne le autoradio oppure era ladro lui come gli altri.
E dimostratemi che mi sbaglio.

Visto come siamo combinati oggi, mi verrebbe di votare Lega; mica per altro, solo per interesse: tutti parlano di fare qualcosa per chiunque meno che per me. Almeno la Lega parla -e basta, purtroppo- a favore del Nord, dove mi pregio di abitare.
No, no, non ci siamo.

Quello che ci vuole è un bel dittatore.

Cos’è quella faccia? Dobbiamo ancora raccontarcela con la democrazia? Lo sapete qual’è stata la prima elezione democratica della storia? E’ stata quella che, a furor di popolo, ha liberato Barabba e messo in croce quel povero Cristo.

Ve lo dico io, fidatevi. Daltronde, quali sono le controindicazioni  per  un dittatore?
Libertà generiche, di stampa e di opinione: abbiamo qualcosa da perdere?
Libertà di manifestare. Perchè, se arrivasse uno che mette in galera chi vìola la legge, che applichi la meritocrazia nel lavoro, che tagli sprechi e privilegi, ci sarebbe qualcuno che vorrebbe manifestare il proprio dissenso?
Certo, il dittatore è portato ad arricchirsi in modo vergognoso, ma solo lui e pochi compari: rispetto ad ora sarebbe un bel guadagno.
Datemi retta, il dittatore è un investimento come il mattone.

E poi, nella nostra situazione abbiamo poco da scegliere.
Siamo come naufraghi su un isola in cui gli unici due alimenti sono merda e vomito di pipistrello: quale che sia la scelta fatta, si campa poco con entrambi.

E per quel poco, si vive male.

Dottordivago

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Bon, è andata. Mio papà l’ha sempre detto: “Meglio un figlio frocio che simpatizzante di Prodi”. Ed io, tieni tieni ma alla fine devo dirlo: mi stanno buttando tra le braccia di Romano, o quantomeno mi costringono a provare per lui un sentimento che ricorda la simpatia.

Nel post “Prodi, Giovanni e Giacomo” avevo già accennato alla mia folgorazione sulla via di Bologna -abita lì,no?- dovuta più che altro alla mia ormai nota simpatia per i perdenti. Adesso, vederlo in un angolo del cortile, tutto solo, con la sua testa grossa e i suoi lividi, che non piange, quello no, però comincia a sporgere il labbro inferiore  e a tirare su col naso- da noi si dice fare il casù, ma ci vorrebbe quella merda di una U coi puntini sopra, che non so dov’è…- ed è uno spettacolo che spezza il cuore.

E questo perchè due bulletti, anzi no, due viscidi ruffianetti che insieme non valgono la metà di Romanino, rischiano di fargli cadere il governo.

Il problema di Prodi è l’incompiutezza: è una merda, sì, ma non abbastanza per dei merdazzoni -scusate il neologismo ma merdoni mi sembrava poco- come il Lamberto (e pregiudicata signora) e l’Immondo Clem (con signora in attesa di giudizio).

A loro parziale discolpa posso dire che con quei nomi… sono cose che ti segnano. Se uno si chiama Clemente e non diventa Papa non ha capito un cazzo, mentre l’altro ricorda i fumetti erotici degli anni 70, tipo “Il Tromba, Il Lando e Il Lamberto”.

In realtà c’è poco da ridere: uno voleva che Prodi salvasse il culo della moglie, l’altro che salvasse i culi di mezza Ceppaloni. Il problema è che ne avevano combinate troppe; dovevano accontentarsi dell’indulto, tipo la sciura Dini o cercare di tamponare la situazione e tener duro un mesetto finchè tutto veniva messo a tacere, tipo Mastella, moglie, consuocero e mezzo parentado.

No, questi volevano il percorso netto: tutti assolti, tutti liberi, mille scuse e “quant’è per i danni morali?”. Come uno che gli casca l’orologio nella turca e pretende di ritrovarlo, come minimo, e pulito e profumato, in aggiunta.

Mi rimane una schizzetto di merda sulla giacca? E tu salutami il governo. Tanto ci penserà il Silvio a riportarli sulla poltrona.

Oh mama, il Silvio… Se penso che l’alternativa a Romano è lui, con la sua processione di sacrestani, chierichetti, viceparroci, curati e su su fino ai cardinali… Oh mama.

Sì, ma stavolta col cazzo che lo voto, il Circo di Arcore.

Questo non voto, l’altro nemmeno, come faremo, come faremo? Ormai votantonio votantonio votantonio… Avere un Antonio La Trippa da votare sarebbe già meglio.

E il povero Romano è lì che gira, e non sa a che santo votarsi, e non ha più niente da offrire a nessuno. Mi ricorda un po’ come diceva uno dei miei defunti maestri di vita, Giovanni Scagliotti: se trovo una donna a cui piaccia l’uccello molle, la faccio morire.

Dottordivago.

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