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Archive for the ‘ANSiA’ Category

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Quando fischiano le pallottole e tutti scappano a nascondersi, quando il tempo che intercorre tra il comprendere e l’agire distingue gli uomini dai bambini, quando, come diceva Jesse Ventura in Predator  “Non ho tempo per sanguinare…”, cosa fanno gli altri blogger?
Si chiudono in casa a battere sulle loro logore tastiere con le loro gracili manine.
Invece, cosa fa il Dottordivago?

Fondamentalmente si fa i cazzi suoi, ma è come se fosse lì, sull’avvenimento.

Dovete sapere che abbiamo costituito un Supergruppo: Misterpinna sa tutto di navi, Tuttoqua sa tutto di aerei, Ipernova sa tutto; io sono lo scemo, quello che dice sempre cazzate, anche quando sta per scoppiare la macchina della merda; non abbiamo ancora individuato la figa del gruppo, quella che è tutto un turbinare di colpi di arti marziane :”Ha!… Ha!… Thump!… Crash!…” ma che, appena c’è da correre per salvare le chiappe, si sloga una caviglia e tocca portarla sulle spalle.
Da cui si evince che, per ottenere il posto, costituirà caratteristica preferenziale il fatto di non essere sovrappeso, oltre ad essere disposta a darla con entusiasmo a cani e porci, ovvio.

Quando è scoppiato il casino a Mumbai un membro del Supergruppo, Tuttoqua, era là; e perchè Tuttoqua non stava qua? Perchè c’aveva d’annà llà, semplice.

Il suo resoconto di prima mano lo potete leggere qui:
Ero a Mumbai durante l’attacco!

Oh, gente, quando Alitalia scioperava tenendo a terra mezza Italia, Misterpinna era bloccato a Fiumicino e ci teneva aggiornati in tempo reale, adesso lo scoop di Tuttoqua; Ipernova al momento è in Brasile per cazzi suoi, ma pronto a collegarsi per informarci su un’eventuale colpo di stato scatenato dai viados o sul caso del Redentore che, dall’alto del Corcovado, ha fatto il gesto dell’ombrello.

Ed io continuo a dire cazzate.

Ok ragazzi, compiti assegnati: se troviamo la gnocca, siamo a posto.

Dottordivago

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Oggi inauguriamo un nuovo filone: butto l’occhio sul sito dell’ANSA e, se trovo qualcosa che mi sconfifera, ci spargo su un po’ del mio ormai famoso letame.
Oh, ma come mi vengono certe idee? Saremo sì e no una milionata, in Italia, ad avere avuto una pensata del genere…

Mica per altro, qui si fanno le nozze coi fichi secchi, ragazzi: non ho energie psichiche sufficienti per un post “vero”.
Oggi ho passato la giornata facendo calcoli, ho dovuto addirittura rispolverare il compasso… Tira due righe, raccorda col compasso, poi ripetere altre mille volte; e poi fai i conti, e ricomincia.
Il tutto simpaticamente interrotto da qualche telefonata che ti fa perdere completamente il filo.

Adesso qualcuno mi dirà che per lui è ordinaria amministrazione: cazzi tuoi, amico mio, io sono abituato meglio e una giornata così mi lascia bollito: spero di contrarre a tempo di record il morbo della mucca pazza, così mi dà una rassodata al cervello che, al momento, rischia di colarmi dalle orecchie.

Vabbè, facciamo ‘sta prova?

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La vogliamo intitolare “Piccoli cazzoni crescono”?
O “Come sprecare una multa”?
Se io avessi un figlio che mi spende mezza paghetta per cambiare una suoneria al giorno, lo guarderei negli occhi e gli direi:”Ma tu, hai mai provato le canne? Cià, vieni qua che ti insegno, che se va bene il colpo mi diventi come Vasco Rossi o Jim Morrison ed è la volta che porti a casa due lire…”

Il figlio tredicenne di un mio amico era un ragazzino fantastico: a parte la bellezza fuori dal normale che mi faceva spesso dire “fatti fare due foto dallo zio, che le mettiamo su internet ed intasiamo tutti i siti pedopornografici del mondo”, a parte quello, era pieno di interessi, leggeva libri al ritmo di un critico letterario ed era bravo in un sacco di sport.
Poi gli hanno regalato il cellulare.
Capisco benissimo che se un figlio adolescente non ti fa girare i coglioni, c’è qualcosa che non va; e se te li fa girare non è che ti tranquillizzi, la cosa.
Il fatto è che lui, semplicemente, si è spento.
Adesso può sembrare che io esageri, ma vi sto dicendo la verità: non posa il cellulare nemmeno per mangiare, ha sempre una mano impegnata, anche a tavola; siete mai stati a tavola con un musulmano che mangia con le mani?
Io sì, parecchie volte.
Tiene sempre la mano “impura” sotto al tavolo e con quella non tocca cibo nè altro: un’appendice morta.
Mariolino è uguale: a differenza del musulmano, se c’è un salame sul tavolo lo sderna in trenta secondi, ma la mano impura è sempre sotto al tavolo a mandare sms alla cieca!
Lo scosta un momento da sotto la tovaglia -solo un pezzettino, come i giocatori di poker con le carte- vede la risposta e riparte; il resto della giornata lo passa coricato su un divano, con quel dito che sembra il becco di un picchio.
Ed è tutto uno scambiarsi suonerie, loghi e cos’altro non so.
E non l’ho più sentito dire una parola: se interrogato finge di non sentire, se tirato per i capelli in un qualsiasi discorso è solo un “mmm” dopo l’altro e non solo con me, che sono un cagacazzo, ma anche col resto del mondo.

Sarò un cavernicolo, ma mi sembra un’aberrazione.

Morale della favola: vorrei che queste aziende multate centuplicassero le truffe, così qualche cellulare volerebbe nel cesso e qualche ragazzino tornerebbe a parlare.

Basta, mi rimangono energie solo per le necessità vitali; per questa sera il mio neo-encefalo si mette in cassa integrazione a zero ore e lascia tutto in mano al cervelletto, quello della fame, sete, paura, difesa della prole -che non ho: un lavoro in meno…-; nel mio caso il paleo-encefalo recepisce solo i seguenti stimoli: cibo e nanna.
Cacca, forse, ma che non sia niente di impegnativo.

Dottordivago

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