Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 2 luglio 2016

E con questa abbiamo messo a posto anche Monsieur Lapalisse, però non si tratta di un’affermazione: è un avvertimento, roba tipo “istruzioni per l’uso”.

Vi ho spiegato come mi sento in questo periodo e parto solo perchè sollecitato, avviato “a spinta”, ma non garantisco il finale, potrei addirittura lasciare una parola a metà, se mi molla il nervo, ok?

Marco, amico mio, ho visto solo adesso il tuo commento/messaggio e me ne scuso.

0207162

Brexit… cosa?…
Purtroppo ti risponde Carlo Gallia, il Dottordivago è momentaneamente ibernato.
E Carlo Gallia espleta solo attività vitali o indispensabili: riguardo le prime, dormo, mangio, bevo, piscio e cago; relativamente alle seconde, lavoro.
Punto.
Quando non faccio nessuna di queste cose, mi limito ad esistere.
So cosa mi succede intorno, non sono alienato, ho persino una parvenza di vita sociale, però non elaboro, non partecipo.

Ieri è successa una cosa abbastanza preoccupante.
Ero da un mio fornitore e chiacchieravo con il magazziniere, Beppe per tutti, Peppino per me, un caro amico. Mi raccontava di una consegna che ha fatto recentemente a Cannes, nella casa, o meglio, nel paese, tipo “Cannes 2”, che sta costruendo, per sè, un miliardario brasiliano.
Questo ha comprato il versante vista mare di una collina e lo sta riempiendo di dependance, hospitality, guest house, zone benessere e tutto quanto è edificabile a contorno di una specie di Taj Mahal o di Versailles che sarà la sua residenza. Uno scherzo da 200 milioni mal contati.
Peppino arriva lì e con il suo francese da “Noio volovan savuàr…” domanda dov’è la casa del tal Signor Pezzogrosso.
«È qui…»
«Qui dove?»
«Tutto quanto…»

E mentre Peppino racconta il suo stupore, il suo sentirsi uno stupido poveraccio, a me viene in mente una situazione simile, capitatami almeno trent’anni fa.

Succede che a Nizza mi riesce di spiegarla particolarmente bene ad una bella signorina di ottima famiglia, o di una famiglia di stronzi, non lo so, di sicuro carichi di soldi, proprio tanti soldi.
Finita la trasferta oltre confine, la storia continua per un paio di mesi, in cui vado a trovarla spesso, a casa sua.
Vive in una villa affacciata su un famoso lago, mi astengo volutamente dai particolari, e la prima volta mi dà appuntamento in città, dove si fa portare dall’autista e fa il suo giretto per negozi; quando arrivo, sale sulla mia macchina, dopo averla riempita di pacchi e sacchetti, il minimo di shopping giornaliero, e mi fa da navigatore.
Arriviamo a questa monumentale cancellata, svolto e percorro un viale dalle dimensioni, lunghezza/larghezza, del Cile.
«Mò che arriviamo… cambia la Provincia o è sempre la stessa?…»
«Vai avanti, scemo…»
Arriviamo dove il viale sfocia in una rotonda costituita da un giardino magnifico, al cui centro troneggia una villa Liberty di una bellezza che mozza il fiato.
«Porca puttana… se sei messa bene! Hai una casa fantastica!…»
E lei, molto Franca Valeri ne “Il vedovo”: «Giraci intorno, pirla, questi sono gli alloggi del custode e della servitù, casa mia è dietro…»
Mi ha risparmiato il “cretinetti” d’ordinanza, bontà sua…

Non continuo con la descrizione di casa sua, comunque la sensazione deve essere la stessa che provava chi si trovava di fronte la basilica di San Pietro, prima che esistesse Viale della Conciliazione: i vecchi romani raccontavano che uscivi dai vicoli e ti venivano le gambe molli, con il Colonnato e tutto il resto che si manifestavano di colpo.

Bene, ho raccontato tante volte questa storiella, ogni volta in cui si parlava di figure da straccione in situazioni aliene alla nostra realtà.
Ovviamente, mentre Peppino raccontava la sua, io ero pronto a partire con la mia, come si fa quando un amico racconta una barzelletta e te ne fa venire in mente un’altra, che non vedi l’ora di raccontare a tua volta.
Ecco, per la prima volta nella mia vita, mentre aspettavo il mio momento, mi sono detto:

…ma che la racconto a fare… non ne ho voglia…

IO!
IO HO AVUTO UN PENSIERO SIMILE!
Io, l’uomo con la più conclamata Sindrome di Roger Rabbit mai diagnosticata!
Io, il Dottordivago, “romantico cavaliere dal forte braccio, brillante ingegno e cuor di fanciullo”, io, il Cantastorie, colui che si è esposto a centinaia di figure dimmerda pur di raccontare una minchiata, qualcosa che facesse ridere gli astanti.

Eppure è successo.
Ovviamente io sto combattendo contro questa merda che mi gira nel cervello e mi chiude lo stomaco, quindi mi sono fatto violenza e ho raccontato la mia storia: monologo collaudato, successo garantito, nessuno ha notato la differenza rispetto al solito “Dottordivago, blogger per signora”.

Però è successo.
Quindi, capisci, Marcolino, perchè non parlo di Brexit?
So che c’è stata, milioni di parole e immagini dei tg mi sono scivolate addosso come acqua sulla roccia, mentre avevo gli occhi puntati sul televisore e il cervello da tutt’altra parte, durante il pranzo o la cena.
Non potrei dirti nulla di minimamente interessante.

Però… hai visto? Non ho finito la benzina.
Ti ringrazio e ti abbraccio, ti sarò sempre debitore per questa spinta e per quelle che seguiranno.
E rimangiandomi la dichiarazione iniziale di essere il supplente di me stesso, ho deciso di firmarmi comunque

Dottordivago

Read Full Post »