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Archive for 30 aprile 2015

Proseguendo senza soluzione di continuità il post precedente, il sedicente “letto coreano” la “Terra degli Aliti di Merda” non l’ha mai vista, perchè sicuramente parto della mente di un lavativo milanese che si nutre solo di apericene.
Però, nella sua semplicità segna un punto di demarcazione, un confine, un vero spartiacque:

Se ne percepirai l’incommensurabile vuoto di utilità e senso, se ne comprenderai la nocività per il portafoglio, se ti sarà estraneo ed alieno al punto di non degnarlo neppure di un commento negativo, se la tua unica reazione sarà quella di fare un cenno tipo “non me ne parlare neanche…” al venditore, se te ne allontanerai con aria divertita, sostenendo con fierezza che tu, sul Feng Shui, ci caghi a spruzzo, allora tua sarà la Terra e tutto ciò che è in essa e –quel che più conta- non sarai un pirla, figlio mio.

Ora, chiedendo mille volte scusa a Rudyard Kipling, vorrei solo farvi riflettere per un attimo, ma con grande ammirazione, sulla carica di ottimismo e di amore per l’azzardo di uno che prende due carriolate di foglie di varie piante e scarti vegetali generici e li mette in un sacco, in combutta con un altro che vende quella specie di sacco dell’organico a 2000 euri.
Questa è Fiducia nel genere umano, è speranza nel futuro, è credere che il Pianeta possa partorire un essere così immensamente coglione da comperarlo.
Gente, giù il cappello, sciapò. Anche perchè si tratterebbe di un supercoglione moonwalkizzato che paga cento quel che vale zero, convinto di comperare la cosa più benefica dell’Universo Mondo mentre è la più allergenica: il fogliame contiene di tutto, dai pollini agli insetti alle uova degli stessi, quindi va trattato col vapore a 200 gradi (e addio “benèfici aromi rilasciati”) oppure con mille veleni, perchè se comperi della tosatura di giardino e potatura di siepe per 2000 euri e ti ritrovi a dormire con camole del grano, ragnetti, magari zecche e insetti della frutta, vai là e glielo spacchi un labbro, a chi te l’ha venduto…
Ma gli esperti di moonwalking danno il meglio nei locali più tecnologici o comunque ad alto tasso di gadget, tipo cucina e bagno. In quei due locali il moonwalking tocca vette altissime ed accomuna i due ambienti per mezzo di un Elemento Catalizzatore, una Materia Divina, una Pietra Filosofale, un regalo del Titano Dupont all’Umanità, in confronto a cui i doni di Prometeo agli Uomini (l’intelligenza, la memoria e il fuoco)  diventano una scatola di cioccolatini. In ginocchio, razza di scimmie evolute: sto parlando del

CORIAN

Ed ora permettetemi di uscire un momento dal Mito e di calarmi brevemente nella realtà.
PORCA DI UNA PUTTANA DI MERDA, è mai possibile che l’azienda che ha inventato il nylon, il kevlar, il teflon, il neoprene debba vendere l’anima al Diavolo del Guadagno ed inondare il mercato con un prodotto bello da vedere, costosissimo (alla vendita, non alla produzione) e che non vale un cazzo? Oddio, pensandoci, loro fanno bene, il materiale è bello, è l’uso improprio che lo rende “puro distillato di moonwalking”.
Quando ho iniziato a girare un po’ di mobilifici, forse a causa della mia aria aristocratica, mi sono sentito proporre, in prima battuta, solo cucine col piano in Corian, motivando la proposta con un lusingatore: «…e con questo ha il massimo!» Ora, d’accordo che “si tratta di un materiale composito formato da 2/3 di idrossido di alluminio (triidrato) e 1/3 di resina acrilica (polimetilmetacrilato) con aggiunta eventuale di pigmenti colorati”.
Ma alla fine è una lastra di plastica spessa 10/12 mm che incollata sul multistrato ed opportunamente giuntata ad angolo (giunta invisibile, devo riconoscere), dà l’illusione di un piano di 40 o 50 o, addirittura, 60 mm.
Quant’è il disturbo per un piano del genere, largo i canonici 60 cm della cucina? Dai 500 ai 600 euro al metro.
Ovviamente non ci ho pensato neanche per un momento ma ho posto alcune domande, solo perchè amo ripagare con ugual moneta chi mi sta palesemente prendendo per il culo: «Be’… però dove c’è il buco del piano cottura e del lavandino, diciamo un paio di metri, ne rimangono solo poche strisce, quindi costa meno, vero?»
«Eh… no… È una lavorazione dal pieno, quindi c’è il costo del piano, più la lavorazione…» e conclude con un inespresso “coglione”
Quindi, due metri di piano, composti all’80% dal vuoto, sgobbano un 1500 euri…
Comunicazione di servizio: mi ostino ad usare “euri” perchè gli euro, quando sono tanti o spesi male o palesemente rubati, diventano “euri”.

Ma non voglio fare l’avvocato del diavolo, restiamo sul piano pieno, quello “economico”, quello dove c’è più Corian che aria. Allora, per intenderci, la parte di piano di lavoro su cui appoggi la teglia del forno (circa 50 cm), costa dai 250 ai 300 euri.
Se la teglia è fredda. Se invece la teglia è uscita dal forno a 200°, quel mezzo metro costa come tutto il piano, che sarà da rifare, perchè il Corian, il dono della Scienza all’Umanità,

si fonde.

NON DEVE VENIRE A CONTATTO CON TEMPERATURE SUPERIORI AI 60 GRADI!
C’è scritto sull’elegantissima brochure che il (mancato) venditore ha così insistito perchè me la portassi a casa e me la studiassi, “visto che si capisce che è un tecnico”… C’è anche scritto il prodotto e la tecnica di pulizia da impiegare per ogni tipo di macchia, visto che ha anche l’abitudine di assorbire leggermente il rossetto, la matita per gli occhi e altre centinaia di prodotti che lascerebbero intatto un piano di nobile ed “economico” acciaio, così come uno di plebeo laminato.
Considerato che ci fanno un mucchio di lavandini, sia per la cucina che per il bagno, nasce la nuova moda di andare a scolare gli spaghetti nel bidet, almeno quello è di ceramica. Anzi, se uno mette il tappo al bidet e conserva l’acqua, una volta intiepidita, con il benefico effetto dell’amido contenuto, otterrà sicuramente un piacevole effetto rinfrescante per il culo. Perchè, a quel punto, se pensi a come hai speso i soldi, dovrà pure bruciarti un po’ il buco del culo, no?

Dottordivago

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