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Archive for 22 aprile 2015

Sottotitolo: Gli asteroidi

Arriva un asteroide: dove scappi?
Non parlo di un sassolino tipo Tunguska, che se già eri a 200 km di distanza lasciavi una frenata nelle mutande ma, fondamentalmente, ti faceva una pippa.
Parlo di una specie di fratello maggiore dell’Everest, 10/15 km di diametro, un E.L.E. (extinction level event), roba tosta, tipo quello “Bye bye dinosauri…” di 65 milioni di anni fa. Eh, fio mio, scappa ‘ndo te pare ma non hai speranze, non parliamo di soluzioni.
Bene, anzi,  male: ne abbiamo due che ci girano sulla testa, ve ne eravate resi conto?
Uno è costituito dal popolo dei barconi: è in arrivo un asteroide carico di scappati da casa, disperati, negher generici, morti in piedi, vunciùn assortiti, profughi, poveracci.
Arriva, arriva, fidatevi.
Adesso pensate ad una soluzione.
Trovata? No, non c’è.
Secondo voi, quelli che svolazzavano per un’ottantina di piani fuori dalle Torri Gemelle, l’11 settembre, avevano un’alternativa? Sì, ma peggiore.
Avevano una soluzione? No, non l’avevano. E quelli dei barconi sono messi uguale, quindi non li ferma nessuno.
Tranne Alfano, che vuole “affondare i barconi degli scafisti”.
Ok, Alfi, ci penso io, dimmi solo dove li tengono e di che colore sono, giusto per non sbagliarmi.
Dicono che ci sono un milione di muort ‘i famm’ belli pronti e caldi.
Ne sono convinto e di sicuro ce ne sono dieci milioni che ci stanno pensando.
Li fermi? E come?
Li riporti indietro? E dove?
Li tieni? E che ci fai? Dove li metti?
Questo è un post interattivo, questi sono solo spunti, aspetto risposte.

Il secondo asteroide ci ha già mandato un assaggio: è l’asteroide “lavoro”.
Lavoro, quello vero, non quello creato per decreto o per sondaggio. Soprattutto intendo “quello di una volta”, quel lavoro che definisci con una parola, non con un saggio.
«Professione?»
«Ecco… io mi occupo di ottimizzazione di sistemi per il terziario…»
«Grazie… grazie… ABBIAMO UN TORNITORE, QUI?…»
Parliamo di primario e secondario, su cui si basa il terziario: non possiamo essere un popolo di mediatori, immobiliaristi e broker. Ve lo ricordate il contadino che coltiva roba che si mangia? Ve lo ricordate quel lavoro per cui qualcuno è pagato per produrre una cosa che si può toccare e che verrà venduta un po’ più cara di quanto è costata? Vi ricordate che quella differenza, il guadagno, è il motore della società?
Bene, quel lavoro non c’è quasi più e a breve potrete cancellare il “quasi”.
Non c’è soluzione, come per l’asteroide. Un mio amico ha spostato la produzione in Serbia: direttore a parte, che è suo socio, il miglior dipendente gli costa 250 € al mese, in regola. Come dare torto a chi ci va? Prima o poi ci andranno tutti.
E col 70% di disoccupazione, entrate fiscali da Montenegro, manco i soldi per sanità e pensioni, chi si comprerà le mie finestre? Gli zumbòn dell’altro asteroide?
Forza, gente, siate interattivi, aspetto risposte.
Frettolosamente vostro
Dottordivago.

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