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Archive for 21 settembre 2013

Sapete perchè questa serie di tre post si intitola così?
Provo un po’ di vergogna, lo confesso, però ve lo dico lo stesso.

Lunedì scorso, di prima mattina, prima che le due stronze indemoniate mi mandassero a puttane la diretta dal Giglio nonchè il buonumore, ho visto le primissime operazioni per la rotazione della Costa Concordia ed ho sentito i primi dati dell’operazione.
Non ricordo quali e quanti mezzi e uomini fossero coinvolti, quello che mi ha lasciato incredulo è il costo dell’operazione: 600 milioni di euri, anche in tempi in cui “i soldi non valgono più un cazzo”, sono sempre ‘na cifra.

Tra l’altro, chi li tossisce? Il fatto che la Protezione Civile, nella persona di Gabrielli, abbia tutto in mano, mi insinua il sospetto che l’uccello ce l’abbia messo la Costa e il culo noi.

Mi scappa di divagare.
Vi ho mai parlato (certo che sì) della mia capacità di fare una cosa per la prima volta riuscendo a dare, ad un osservatore non proprio ferratissimo,  l’impressione di averla sempre fatta?
Si chiama “faccia come il culo”, unita ad una buona abilità manuale, capacità organizzativa e, senza falsa modestia, una prontezza non comune.
Esibizionismo e mania di protagonismo q. b.
Prontezza non comune solo per certe cose, mentre per altre sono un coglione: a volte ho dei momenti di ingenuità totale che mi lasciano incredulo, giuro, un bambino scemo, mi si spegne il cervello.
Ma solitamente mi piace risolvere i problemi.

Non sono bravo come lui, sia chiaro.
Be’, non è detto, semplicemente non mi sono mai trovato nella condizione di dovermi liberare di un cadavere con la testa esplosa all’interno di un’auto.
Però il mio approccio è lo stesso: calma glaciale, unita ad una certa leggerezza che sdrammatizza.

Sarà per quello che fin da sbarbato, ogni volta in cui le cose prendevano una piega imprevista o problematica, gli amici chiamavano me.
Ero un punto di riferimento per problemi da risolvere e consulenze malandrine, mentre per le questioni di cuore o che riguardassero comunque i sentimenti, non si presentava nessuno, per fortuna. A tenere lontani gli elemosinatori di comprensione ha sempre contribuito il fatto che parlo molto, quindi la gente ha sempre pensato che con me i loro segreti sarebbero rimasti tali per poco.
Errore madornale: non rompete i coglioni a me ma confidatevi con chi parla molto, con chi ha argomenti per tutte le occasioni e non ha bisogno di lavarvi il culo per ottenere un minimo di considerazione in una conversazione.

Insomma, che si trattasse di una gomma della bici bucata, un motorino che si fermava, un momento di tensione con qualcuno, organizzare una grigliata in spiaggia per 50 persone senza uno straccio di attrezzatura, un malore, un incidente… Cercavano me.
E a me piaceva da morire prendere in mano la situazione, cosa che non disdegno tutt’ora, anche se mi sono fatto un filino più furbo e mi lascio coinvolgere molto meno.

Così, per la millesima volta dalla notte del disastro, mi sono ritrovato a pensare come avrei fatto io.
Continua.

Dottordivago

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