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Archive for 17 settembre 2013

C’ho la mamma maiala?
No, certo.
Almeno non più, bella stella, visto l’età…
E se vi venisse di farmi notare che se mai una è maiala da giovane, una volta vecchia cambia solo l’aggettivo, io vi ricordo che si parla della mia mamma.

Ok, ricominciamo: c’ho forse la mamma maiala?
No.
Quindi anch’io voglio dire due troiate sul recupero della Costa Concordia.

Primo, anzi, enorme merito del parakuling (o come si chiama l’operazione) della Costa Concordia è l’avermi fatto decidere -e questa volta davvero, non gliela perdono- di mandare a cagare Sky.
Ieri mattina (lunedì, il giorno del via all’operazione) mi sveglio in splendida solitudine (Bimbi è da mammà) e con l’obbligo di stare in casa a cazzeggiare, visto che in mattinata devono venire un paio di idraulici per piazzare le termovalvole sui radiatori, operazione giusto un pelo meno inutile e dannosa del farsi molare i denti per avere la bocca da coccodrillo, come è tradizione tra gli Afar della Dancalia o tra gli smidollati che si credono di diventare cazzuti con piercing e varie lesioni permanenti.

Il programma mattutino prevede Nescafe lungo con Televideo, colazione con te, biscotti e TG (in questo caso Rai TG24), cacca santa: bello avere certezze, aaamo la routine!
Dopo, niente vestizione, bisogna aspettare gli “artiggiani della qualità”.
E quindi “costa quel costa, tiriamo su la Costa”, in diretta su Sky TG24, che sicuramente dedicherà un canale all’evento.

Non proprio, dedica tutto sè stesso: se la Concordia avesse avuto bisogno di un rene, Sky TG24 gliel’avrebbe donato.
Problema: non solo l’evento occupa un canale tematico, la Prima Pagina e l’edizione normale sul canale 100, ma hanno anche mandato lì due indemoniate che percorrono l’Isola del Giglio a caccia di un mostro o di un alieno o, almeno, di uno preoccupato.

Non so sull’isola come sono messi a mostri o alieni, di sicuro la preoccupazione non sanno cosa sia.
Anche la ricerca forsennata di un pessimista o di un complottista o di uno scontento generico dà esito negativo.
Imbufalita per l’insuccesso, una delle due stronze isteriche riesce ad agganciare Gabrielli il quale, solo ricordandosi di essere un gentiluomo a tutto tondo, nonchè di avere l’obbligo di essere politicamente corretto, riesce a trattenersi dallo strangolarla in diretta. Ha solo un attimo di esitazione quando, dopo avergli fatto notare che i lavori partono in ritardo, la stronza domanda se il temporale, causa del ritardo, non poteva essere previsto.
Rispondo io: previsto magari sì ma… quando l’hai previsto e lui arriva, poi, anche se sei al Giglio, ti tocca fare come a Milano, che quando piove lasciano che piova.

E a quel punto lì, Gabrielli mi ha deluso: avrebbe dovuto prenderla per i capelli e, con grande fermezza, obbligarla a succhiarglielo in diretta, magari con le lacrime agli occhi, non per sessismo, solo per dare una ragione di esistere a quella bocca.
Oppure, al limite, avrebbe potuto guardarla per un attimo, mandarla a cagare e andarsene, purtroppo con la certezza che la bastarda avrebbe ravvisato nel gesto “un palpabile nervosismo”.
Tra le due, ha scelto la terza: ha tentato di spiegare alcune cose ovvie a una cretina che non voleva intenderne.
No, no, buona la prima: doveva zittirla facendoselo succhiare in diretta.

Domanda: se due laide troie assatanate si comportano così, è perchè fanno colazione con la metanfetamina o perchè hanno un direttore che avalla un comportamento e, soprattutto, un indirizzo giornalistico del genere?
La seconda.
Quindi colpa del direttore e della linea editoriale, anche se, nota di demerito all’inviata, succhiarlo in diretta a Gabrielli avrebbe dato un senso alla definizione “servizio”.

Cazzo-devo-andare-da-una-cliente-porca-troia-che-due-coglioni.
Continua.

Dottordivago

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