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Archive for 11 settembre 2013

E quindi Bimbi, io e una coppia di amici siamo in giro a cercare di mangiare qualcosa.
Prima delusione: mi aspettavo decine di banchetti o carrozzoni più o meno attrezzati che servissero ogni ben di Dio; ne ho visto uno, quello della farinata che ho assaggiato in orario da merenda sinoira con i miei due vicini pensionati.

Tutto il resto è foia.
Nel senso che sono tutti infoiatissimi a barbare più soldi possibile a quelli che passano, dando in cambio il minimo: sì, devo confessare che il Capodanno Alessandrino mi ha proprio dato l’idea di trovarmi in una Liguria allargata.

Non ho girato tutti i locali ma sette o otto sì e l’offerta era penosa: come si può pensare di far arrivare la gente a mezzanotte a botte di patatine e tramezzini?
Per carità, tutta roba che va bene per l’aperitivo, peccato che la maggior parte delle persone aveva voglia di qualcosa che ricordasse più un pasto che non uno stuzzichino ma, soprattutto, avevamo tutti voglia di… “qualcosa”.

Ci saremmo accontentati di poco e sarebbe stato il momento giusto, data la mancanza di concorrenza da parte degli specialisti del finger-food.
Sarebbe bastato che un qualsiasi bar con i tavoli in strada (per l’occasione li hanno messi anche quelli che normalmente non hanno il dehors) si fosse dotato di cose semplici e riciclabili, nel senso di “congelabili e riproponibili” se la serata fosse andata storta. E roba preparata il giorno prima, da servire a mestolate, come in mensa, quindi senza personale o attrezzature extra: una mestolata in una fondina usa e getta, un cucchiaio di plastica e 20 secondi in microonde.

Piove, governo-di-larghe-intese ladro e la serata va male?
Fai un tot di vaschette, le congeli e hai svariate ciotole di intingoli per un mese di aperitivi, con l’unico rischio che, stando lì, migliorino come un Barbaresco.
Ovviamente facendo le scelte giuste.

Se io, che sono un pirla, fossi stato il titolare di un qualunque bar di Alessandria, mi sarei procurato una bella scorta di baguette (facili da ridurre in rondelle), avrei preparato un bel cartello con scritto “Pane e…” e avrei proposto qualcosa del genere:

  • un pentolone di baccalà, o in versione piemontese, con sedano-carota-cipolla-pomodoro-prezzemolo o quella più tarra che piace a me, con aglio-pomodoro-capperi-olive-eunabottadipeperoncino.
    Dice: «Il baccalà costa».
    No, basta comperare quello più sottile, costa un terzo ed è tutto pelle, la parte più grassa e saporita, che crea una cremina che raffreddandosi diventa quasi una gelatina ma tiepida (20 secondi di microonde) è una figata; alla ricetta prescelta aggiungi due o tre kg di patate lesse schiacciate, o crude a pezzettini, e fai andare finchè tutto si disfa; servi un mestolo di intingolo (che i più caga-amaretti di voi potranno chiamare “dip”…) nella ciotolina di plastica di cui parlavo prima e tutto insieme ti costa molto meno di un euro, compresi i crostoni; vendi il tutto a cinque/sei euri, facendo un figurone.
  • Un pentolone di chili con fagioli per gli esterofili.
    Dice: «Io sono un barista di Alessandria, chi cazzo lo sa fare il chili?»
    Per una serata del genere -e anche per una con gli amici- è sufficiente saper fare un ragù decente, magari infarinando la carne per dare cremosità; ci aggiungi fagioli neri messicani borlotti in scatola a piacere, un paio di peperoni e un paio di peperoncini jalapeño…
    Anzi, fai così: mettici un calabrese del genere
    peperoncino
    e non se ne accorge nessuno, fidati.
    Idem rapporto costo/ricavo del baccalà.
  • Una botta elegante: pentolone di trippa. Senza pomodoro e/o fagioli, hai già il chili. Una bella trippa lessa, tiepida, annegata in una salsa verde a piacere, praticamente un lampredotto al piatto.
    Impegno zero, rapporto costo/ricavo da pusher.
  • Abbiamo degli esotici?
    Una bella dadolata di petto di pollo (vai col tacchino, tranquillo, che non vede nessuno e costa meno…) che sguazza in un semplice e saporitissimo curry con pomodoro e yogurt greco, successo garantito.
  • Giro assaggi -mi voglio rovinare- 15 euro, per mangiare a sazietà quattro cose buone.

Insomma, ti sei fatto un discreto culo per una giornata ma hai quattro pentoloni che decuplicheranno il tuo investimento, oltre ad un sacco di gente soddisfatta con cui ti sei distinto in mezzo a tutti gli altri poveri di spirito.

E i vegetariani?
Eh già, ci sono pure quelli…
Dunque, vediamo cosa propone per loro il menù…
Ah, sì, ecco: gliel’ho detto io di diventare vegetariani?
Dai, per piacere, camminare, su…

Dottordivago

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