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Archive for 7 settembre 2013

I problemi iniziano col ritardo della coppia di amici.
Bimbi è puntuale, loro no, e mentre li aspettiamo vedo aumentare la ressa.
Non mi piace aspettare ma mi piace ancora meno scassare la minchia alla gente, così la classica telefonata “dove cazzo siete” parte quando il ritardo supera la mezzora:
«Stiamo arrivando, abbiamo appena parcheggiato: volevamo venire in bici ma mi è caduta la catena e siamo dovuti tornare indietro ecc ecc…»
«Guarda, vi credo; non per fiducia, solo perchè a nessuno sarebbe venuta in mente una scusa del cazzo così…»

Ovviamente, quando arrivano gli amici, vicino al cibo ci sono le persone “a castello”, come i letti a militare, un vero merdaio: si vede la gente in coda pogare di brutto, anche senza musica dei Nirvana. In realtà si sgomitano e spintonano per una pizzetta, un piatto di patatine o un krapfen, una specie di iperlipidico ed ipercalorico “assalto ai forni” di manzoniana memoria:
«Junk-food o morte!»

Non parliamo dei bar con tavoli all’esterno: sono serate da bigami, ci vorrebbe una moglie che occupa il posto nel parcheggio e un’altra che si incatena al tavolino del bar…

Io non ho problemi, ho già fatto un bel pieno prima, ho mulinato le mandibole per una bella oretta, idratandomi diligentemente con le peggio birre da muratore, snobbando le sirene delle birre artigianali: secondo me, gli “artiggiani della qualità” vanno bene per i divani della Ferilli, la birra è una cosa seria.
Quindi mi scappa di divagare.

Domanda: se uno è frocio, gli piacciono gli uomini, giusto?
E allora perchè, nove volte su dieci, si mette con uno -non dico che sembra una mezza donna- ma che proprio un maschione non è?
E se uno beve birra, come me, non sarà perchè gli piace bere una cosa fresca e dissetante che più o meno sa di cereali fermentati e luppolo?
E allora perchè dovrebbe bere una cosa alcolica come uno zibibbo, in cui i cereali sono messi in minoranza da castagne, nocciole, frutti vari, miele, sottopiedi e retrogusti di pistacchio-eternit-mozzarella?
A bbastardi, non vi basta aver ucciso il vino?
Lo dico da anni, lo so. Ho smesso di bere vino (al ristorante, ovvio, mentre a casa mi bevo un bel barbera ignorante che sa di vino, alternato al Prosecco che, come quasi tutte le bollicine, non è stato stravolto più di tanto) da quando l’uva è diventata solo un elemento di volume e i sapori vengono aggiunti come in pasticceria. I sacri testi dicono che quel vino deve avere un sentore di mandorla? Tel chi la mandorla: tot gocce per tot litri, fatto.
Premesso che qualcuno, molti meno di quanto si creda, vinifica ancora seriamente, cari illusi che siete disposti a spendere 40 euro -o più- per una bottiglia di vino “importante”, voglio farvi riflettere su un paio di fatti.
In Italia è vietato fare il vino barricato mettendo i trucioli di legno nel vino, come invece in molti paesi fanno: noi siamo puristi, si deve mettere -giustamente- il vino nel legno, cioè nelle botti (barrique, da cui la denominazione).
Ma si dà il caso che io abbia fatto i serramenti in una villa hollywoodiana dell’Oltrepò Pavese, il cui proprietario ha fatto i soldi vendendo trucioli per vinificazione, più una serie di aromi concentrati che manco in profumeria-erboristeria…
In Italia è anche vietato aggiungere lo zucchero al mosto per elevare il grado zuccherino, che diventa grado alcolico dopo la fermentazione.
Uno dei posti in cui si produce più vino in Italia è Canelli: chi è il più ricco di Canelli?
Non faccio nomi ma è uno che ha uno zuccherificio.
Così, tanto per dire…E allora, piuttosto, parlate di TAV, inceneritori o centrali nucleari a Beppe Grillo ma non di birra artigianale con me, chiaro?

Continua.

Dottordivago

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