Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for settembre 2012

Come dico sempre

Quando Roma era un villaggio, i suoi abitanti una banda di bifolchi e chi stava altrove era un barbaro, i Greci erano già froci.

E poi sono dei tarri tremendi, esattamente adorabili o insopportabili come i nostri tarri.
Morale, in Grecia ci  vado sempre volentieri.
Anche Bimbi, infatti è stata lei, dopo Pasqua, a dirmi che le sarebbe piaciuto andare a Creta, un’isola grande in cui si possa arricchire il polleggio balneare con qualche gita colta.
Mi metto al lavoro ‘n gopp’ a internètte e parto dai voli: la prendo larga e digito “voli Malpensa… “ come si chiama già Creta?… Adesso lo so, si chiama Heraklion, ma un po’ perchè sono un asino, un po’ perchè è una parola che ho sempre usato parlando in inglese con qualche straniero, scrivo “voli Malpensa – Iraklion”.
Niente di diretto. Possibile?
Clicco un altro link e mi si presenta un aeroporto sfigatissimo in cui atterrano solo voli provenienti da Atene. Non ci siamo, a Creta arrivano voli da tutta Europa, come minimo, così clicco su una mappa e mi vedo ‘sto posto:

kithiraMa questo sembra l’aeroporto di Alessandria…
Meglio dare una zoomata…
kithira1Kythira? E dove cazzo è ‘sto posto?
Mi sposto un pelino e vedo…
elafonissosquell’isoletta a nord, con quel baffetto bianco che sembrerebbe una spiaggia, proprio lì, nella fabbrica degli scogli: fa’ un po’ vedere meglio…
elafonissos1Ma pensa… sembrerebbe un bel posto. Ma come si chiama e dove cazzo è?
elafonisos2Ok, capito: si chiama Elafònisos (anche se i suoi abitanti scrivono Elafònissos) e sta lì, proprio sotto il Peloponneso. Merita di scoprire qualcosa di più, fa’ vedere due foto, va’…
ela2
Oh Madonna!…
ela1Uh Signùr!…
ela4
Madonna benedetta dell’Incoroneta di Foggia!

Alla sera sottopongo la pratica a Bimbi: «E se invece di girare Creta per vedere le poche pietre rimaste di una civiltà che tra i tanti pregi non aveva quello di costruire roba che durava, ci rincoglionissimo un paio di settimane in questo posto di merda?»

La Coca Cola ha le bollicine?
I know my chickens, conosco i miei polli: ci sono domande a cui la risposta può essere solo sì.
E mò scopriamo come si arriva in quel posto.
Continua

Dottordivago

Annunci

Read Full Post »

“Cariii… sono tornatooo…”
Avremo tempo per parlare di come sono andate le vacanze ma vi anticipo che le mie sono andate benissimo: se lo scopo delle vacanze è quello di tornare più rilassati, posso dire “missione compiuta”, ho le prove.

Sono una testa di cazzo?
Sì, fidatevi. Se vedo qualcuno parcheggiare male e occupare due posti, oppure approfittare di un posto invalidi senza esserlo, quasi sempre gli dico qualcosa.
Se sento dire una cagata -dall’obeso che sostiene di mangiare come un passerotto alla mammina che definisce “ingestibile” il bambino di cinque anni- sono pronto a dire la mia, anche se ci fosse da litigare.
Sono il terrore di quelli col raffreddore “per un colpo d’aria”

la sai l’ultima? Hanno scoperto degli affarini piccolissimi, i virus, e mi sa che è colpa loro

e faccio carne di porco dei tremebondi seguaci della “fisiologia della nonna”, quelli per cui la corrente d’aria è più pericolosa della corrente elettrica e il condizionatore “ti ammazza”.
Avete paura degli spiriti maligni e siete schiavi di convinzioni settecentesche?
Be’, non ditelo in mia presenza: non faccio come Franz il Mangiastupidi, che quando sentiva dire una cagata mordeva la testa dell’incauto tontolone, ma mi trasformo da affabile interlocutore a insopportabile cagacazzi.

Almeno quando sono “a regime”.
Tornato dalle vacanze, invece, passo un paio di giorni in balìa di una sorta di dolce jet lag, anche se non ho attraversato alcun fuso orario, e divento molto più tollerante.
Sabato sera, ad esempio, un po’ per il clima, un po’ perchè appena tornati, Bimbi ed io abbiamo deciso, dopo una ventina di sere al ristorante, di starcene tranquilli a casina.
Va beh… giusto un aperitivo per me, per salutare quattro pirla.

Il termometro segna 16° e tutti si lamentano della pioggia, dopo sei mesi in cui ad Alessandria non abbiamo visto una goccia d’acqua, Atacama ci faceva una pippa e in Corso Roma il vento faceva rotolare i tumbleweeds come nei film western. E io niente, manco un accenno di “Ancora un paio di mesi senza pioggia e ci saremmo fatti la doccia con la Levissima, banda di deficienti…”

«Eccolo che arriva, il turista… Bastardo, tu in vacanza e noi qui a 43 gradi…»
«43° mi sembrano tantini…»
«Anche 44, caro cazzone… E un pomeriggio, il termometro di via xyz segnava 50°. Ok, era al sole, ma 45 c’erano tutti…»
Normalmente avrei risposto che tutti i giorni mi guardavo il meteo di Alessandria e che la temperatura rilevata non ha mai superato i 38°, dopodichè mi sarei fatto spiegare l’utilità o il merito di insistere con queste cazzate sul tempo. Invece ho glissato con un “mi è andata bene…”

Non ho neppure battuto ciglio quando il macellaio che ha il negozio a fianco del bar ha sentenziato che passare da un caldo del genere ai 13° di quella mattina… eh, qualcuno girava l’occhio.
Quante volte ho idealmente morsicato la testa ad un interlocutore dopo un’uscita del genere…
Normalmente avrei spiegato che è vero l’opposto, cioè che il pericolo per un cardiopatico è il brusco aumento di temperatura e che il suo discorso è valido per uno che in Namibia sta otto ore al sole della Skeleton Coast e poi si tuffa a bomba nella Corrente del Benguela, che non supera mai i 13°. Per uno che si svegli la mattina ad Alessandria, il discorso non vale.

E invece… dovevate vedermi: ho assunto un’espressione fatalista del tipo “eh, triste a chi capita…”.
Sono un uomo nuovo.
Ero un uomo nuovo: oggi ho già litigato col telegiornale.

Dottordivago

Read Full Post »

« Newer Posts