Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 20 marzo 2012

Già detto e ripetuto: il problema dell’Italia non è l’innegabile fuga dei cervelli ma il fatto che il resto del corpo lo lasciano qua.

Minchia che due coglioni!

Quanto mi piacerebbe poter dire:

Gente, siamo un popolo fantastico, non sbagliamo un colpo, tutti i giorni una figata via l’altra…

E invece no, sempre e solo “difetti di questo, porcate di quello, cazzate di quell’altro…”
Poi, se non hai il controllo dell’autostima a stecca e sei titolare di un cervello, ti viene pure il sospetto di essere come gli altri cazzoni: dubbio lecito, roba che non sarebbe proprio rimestare nell’assurdo, no?
E invece no.
Io faccio l’esame di coscienza, sono analitico e spietato, ogni tanto mi guardo anche allo specchio; non dico che la sfango sempre, a volte mi devo cazziare ma le mie sono minchiate che durano un secondo e a cui costa poco rimediare, cose classiche, tipo:

Porca troia, per quieto vivere ho morsicato nel limone e ho detto che è dolce, sono stato zitto con tre o quattro stronzi e poi ho sbroccato con l’unico che non se lo meritava…

Ecco, sbagli del genere si risolvono con una telefonata o una chiacchierata, roba di trenta secondi.
Altre cose, più gravi, per quanto ci pensi, non me ne risultano: per carità, ho mille difetti ma cerco di fare in modo che non ricadano sugli altri.
Cioè, gente… io faccio la differenziata, non tengo due posti con la macchina, non alzo il volume del televisore, chiudo bene le porte dell’ascensore, sul lavoro e nella vita in generale mi rifiuto di ciulare qualcuno che non se lo meriti…
Va beh, sono un cicinìn turbotarro, mando a dar via il culo qualcuno in macchina ma solo quelli che non vanno avanti e che credono di guidare in una sorta di dopobomba in cui sono gli unici sopravvissuti, tipo quelli che per far salire o scendere un passeggero si fermano in mezzo alla strada, quando basterebbe accostare un metro e “ci puoi pure stare tutto il giorno, lì, stronzo!”

In questi anni di “Panda”, ne abbiamo viste parecchie, insieme, eh?
Cose e mode fasulle, scomode e/o controproducenti e, incredibilmente, assurdamente autolesionistiche, masochistiche.
Ecco, tornando al mio comportamento, c’è di buono che se anche faccio qualche minchiata che mi sfugge, di sicuro la faccio a danno di qualcun altro, non combino cazzate a me stesso. Mmm… mi sa che non è vero: forse sono la persona a cui ne ho combinate di più…
E così il post è finito.
No, dài, teniamo per buona l’affermazione che non sono autolesionista e andiamo avanti.

Premesso che, a causa della limitatissima tolleranza di cui è capace il sottoscritto, per me le forme di “assurdo autolesionismo” sono molto più numerose che per la maggior parte di voi.
Nelle pratiche masochistiche metto, ad esempio, la musica roba hip hop,  l’ascolto del 90% della musica Jazz e di quasi tutte le musiche latinoamericane, tango escluso, perchè, come dicevo domenica a Bridget Jones e al Magico Darix (ero in “visita-parenti” a Torino e, credo in piazza Castello, alcune ballerine e un’obesa-mancata-per-un-pelo insultavano il buongusto a tempo di tango),

il tango è un terrificante dito nel culo ma è il modo che usa Dio per dirti che ti stai divertendo troppo.

È una noia mortale, d’accordo, ma come monito mi sembra un bel miglioramento dai tempi della pioggia di fuoco su Sodoma, del Diluvio e di Piaghe varie.

Poi?
Odio i tatuaggi, giuro, preferisco un melanoma a un cuoricino o una farfallina.
Molti di voi ne avranno qualcuno e contenti che siete, quindi non li metto ufficialmente nelle “assurdità autolesionistiche” ma continuo a pensarlo.
Lo stesso discorso non vale per lesioni più gravi, di tipo tribale: uno che paga un altro affinchè gli conficchi nel corpo dei pezzi di metallo o d’osso, o vive in un suo personalissimo Neolitico o è un pazzo.
E non venite a dirmi che anche gli orecchini sono un tipo di piercing, perchè non lo sono: sono una decorazione appesa in un posto dove non crea impiccio e problemi igienici, a differenza di un chiodino nel naso, che praticamente costringe una bella ragazza a soffiarsi il naso come Gattuso in campo, o di uno nella lingua che, oltre a creare problemi col cibo, non ha funzione estetica perchè manco si vede.
E non guardatemi con l’aria furbetta come per dire “ma si sente…”.
La mitica Barbara di Torino (ancùra Türin, post Sabaudo…), la vera Carlo Rambaldi del pompino, ti stupiva con effetti speciali ma senza servomeccanismi in bocca: solo puro talento.

Minchia se è tardi! Fatemi lavorare un po’, va’…
Continua.

Dottordivago

ilpandadevemorire2

Annunci

Read Full Post »