Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for febbraio 2012

luca_toni

Non c’entra Luca Toni e neppure il calcio: mi serviva solo il gesto.
È quello che sto facendo io dopo una serie di sbalzi di umore: SU dopo aver accolto con un certo entusiasmo l’arrivo di Mario Monti, GIU’ dopo il disappunto per il suo svolgere un compitino alla portata di qualsiasi governicchio, SU dopo il riconoscimento internazionale, GIU’ dopo le delusioni per una manovra-salva ricchi (ok, ha fatto ciò che sapeva sarebbe passato, resta il fatto che mi aspettavo più cazzutaggine), SU per l’abbassamento lento ma costante dello spread, sintomo di maggior fiducia nel Paese…

Insomma, aspettavo una prova, un segno, qualcosa che mi facesse capire se siamo davvero nelle mani giuste; un segno che, se Dio vuole, sembra arrivato.
Non so se salverà l’Italia ma almeno Roma l’ha salvata.
Non l’ha salvata da quattro dita di neve, toccava ad altri, quelli che hanno definito “un disastro” una cagata del genere, quelli che, tanto per cambiare, da bravo Bastian Contrario io assolvo: mi stupirei, anzi, mi preoccuperebbe, se la Città Eterna fosse pronta per le nevicate, a Roma vedono la neve un Papa sì e uno no, non possono essere pronti, non devono essere pronti, salvo immobilizzare per anni risorse e mezzi; soldi sprecati, come se in Norvegia fosse obbligatoria la profilassi anti-malarica.
E quando la neve arriva, pazienza: non si può uscire tutti i giorni dell’anno con il culo scoperto perchè prima o poi ci sarà il Gay Pride….

Monti ha salvato Roma dalle Olimpiadi.
Se i soliti marpioni non troveranno il sistema per riprovarci, dobbiamo festeggiare tutti quanti, mentre i romani dovrebbero fare una cosa come la festa del Pacha Mama, dove tutti quanti stanno ciucchi come asini per una settimana: noi tutti risparmiamo un tot di miliardi, loro anche qualche anno d’inferno.

Tutti contenti?
Chiedetelo ad Alemanno e ai vertici del CONI, che si vedevano già nuotare nei soldi come Paperon de Paperoni…
Banda di zozzoni… “Roma e l’Italia hanno perso una grande occasione”…
Ma de che? Forse Roma ha bisogno di qualcos’altro per attirare i turisti?
Una città come Roma dovrebbe mandarli via, i turisti, dovrebbe scoppiare di turisti, non dovrebbero più sapere dove metterli, i turisti.
Ma per far ciò Roma (e l’Italia in genere) dovrebbe smettere di raggirare i turisti, di deluderli, di maltrattarli e di derubarli, altro che Olimpiadi…

Tornando al fatto, marca “Bravo” a Monti.
Anche se, dopo ‘sta batosta alle mazzette olimpiche dei prossimi anni, con i partiti che lo sostengono nulla sarà più come prima.
E al suo posto, quando va in Parlamento, la bottiglietta dell’acqua me la poterei da casa…

Dottordivago

Annunci

Read Full Post »

Parentesi

‘Sta saga di “Vuoi ridere?…”, in cui parlo di cose che non mi fanno ridere, stento un po’ a mandarla avanti, anche per un fatto di tempo, così apro una breve parentesi.

Come ho già detto molte volte, non sono un fanatico di Feisbuk.
Lo considero come la candeggina: se ci pulisci il cesso è l’ideale ma se la usi spesso, se ci stai troppo a contatto, ti ci intossichi.
Ha i suoi pregi, niente da dire ma secondo me non durerà più molto: farà la fine delle giganti rosse, quelle stelle che crescono crescono crescono e poi si sgonfiano per diventare dei puntini opachi persi nell’universo.
FB morirà del suo stesso gigantismo.
Ormai tutte le aziende sono su FB, ogni marchio è su FB, chiunque ti invita a cliccare “mi piace” sulla sua pagina.
FB crescerà a dismisura, diventerà una rete nella rete ed a quel punto sarà talmente dispersivo che qualcuno creerà qualcosa di più raccolto, di “esclusivo”, per ricreare, praticamente, quello che è stato FB agli inizi.

Insomma, si sgonfierà o, come tira molto dire oggi, “imploderà”.
Oppure, visto il trend, verrà mangiato dall’interno, come la storia dell’adactylidium, ‘sta bestia di merda qua:
acaro

‘Sto zozzone, come le disgrazie, non arriva mai da solo: viene concepito e si sviluppa all’interno della madre insieme a sei/sette sorelle.
Mischino, viene da pensare, unico maschietto in mezzo a sei o sette cretinette che lo costringeranno a giocare con le bambole e i mini servizi da te… Va a finire che ‘sto povero disgraziato mi viene su frocio.
Assolutamente no: per non sbagliarsi -e forse per vincere il Campionato del Mondo di Incesto Acrobatico No Limit- usando come alcova il ventre della madre, si tromba e ingravida tutte le sue sorelle.
No, dico, eh?… Chi per primo ha detto “Non c’è più religione”, probabilmente pensava a ‘sta bestia qua.
Andiamo avanti, che non è finita.

Nel dopo sesso, già quando ne fai un paio, un certo languorino ti viene; immagina se te ne fai sei o sette, a scopo procreazione, quindi magari ti concedi la doppietta…
Eh sì, una dozzina di ciulate mettono appetito.
E un pezzo di merda così, nel ventre della mamma, in compagnia delle sorelle, cosa si mangia? Le sorelle?
Eh la Madonna!… Sarà un bastardo ma arrivare a quel punto… D’altronde con loro ha un bel rapporto… Infatti, aiutato dalle sorelle, visto e considerato che non esiste un’uscita preposta, si mangiano la mamma.
Ci mettono un paio di giorni, in cui la madre maledice il momento in cui è nata nonchè quello stronzo dello zio dei piccoli che l’ha ingravidata.

Oh là… una bella boccata d’aria dopo due giorni che mangi… è un po’ come la passeggiatina il pomeriggio di Natale, allo scopo di fare il posto per la cena.
Infatti la passeggiata ha uno scopo: trovare un uovo di Tisanottero, l’unico loro alimento, a parte mammà.
Va beh che non sarà il mio mestiere ma se io mi mettessi a cercare un uovo di Tisanottero, potrei tranquillamente morire di fame: troppo piccolo, non lo vedrei e, se anche fosse, ce ne vorrebbero miliardi.
Per loro, invece, è gigantesco, infatti poco dopo ne trovano uno e ci si attaccano, come farebbe Homer Simpson se trovasse una ciambella grande come il Colosseo.

Per la precisione ci si attaccano le femmine: sarà che il fratello le ha riempite come un agnolotto e di conseguenza “devono mangiare per due”, sarà che quando uno si è scopato mezza dozzina di sorelle all’interno della madre che poi si è mangiato, a livello di emozioni forti ha più poco da scoprire, fatto sta che il nostro gallo del pollaio si lascia morire di fame.

Le sorelle, invece, mangiano come delle iene, fino a quando iniziano a non sentirsi molto bene. Principio di indigestione?
No: il fatto è che, al loro interno, le sei o sette figlie da poco concepite, insieme all’unico figlio maschio della nidiata, dopo una botta di sesso mica da ridere, hanno iniziato a mangiare…

Ora, da questa storiella voi potete ricavare la morale che volete, io mi limito ad archiviarla nel file Il Padreterno aveva voglia di ridere, insieme alle altre bestie di merda di Viserbella dreamin’.
Resta il fatto che rende abbastanza bene l’idea di quello che, secondo me, succederà a Feisbuk.

2aSoprattutto se iniziano con cose del genere.
L’ho già detto altre volte: su FB non cercatemi, non coinvolgetemi, non tiratemi in mezzo a proposito di niente.
Nè giochini, nè applicazioni, nè guerre o fattorie: non vi cago.
Infatti, come potete vedere a lato, avevo 12 richieste per qualcosa, come al solito; e come al solito, appena mi ricordo, ignoro e cancello tutto.

Ma il messaggio col cuoricino non l’avevo mai visto.

Okay, è in mezzo alle pubblicità, quindi non mi sognavo di certo che fosse una cosa seria, tipo che da qualche parte nel mondo qualche gnocca da sturbo sbroccasse d’amore per me.
Però la curiosità di vedere “che cazzo si sono inventati stavolta”, quella effettivamente mi ha preso.
Ma sì, clicco, mal che vada ci sarà la foto della Irina o Veruska di turno che me la vuole dare senza se e senza ma, specificando che “no per soldi, mio è vero amore”.

E compare questo:
1a

Mi è venuta una pelle d’oca tipo suola delle Tod’s.

Dottordivago

ilpandadevemorire2

Read Full Post »

I Maya erano una banda di coglioni.
E fin lì… l’avevo già anche detto: quando siamo arrivati a casa loro li abbiamo trovati come i treni italiani, cioè “portavano ritardo”; non tanto, eh… solo cinque o seimila anni malcontati sull’invenzione della ruota e della scrittura.
E poi non conoscevano il cavallo, cosa gravissima, se pensiamo all’importanza che ha avuto nella nostra evoluzione; ancora più grave se ci domandiamo come possa svilupparsi una civiltà senza i salamini di Gidòn che, bontà a parte, avrebbero contribuito non poco alla tempra del loro sistema immunitario (mia nonna diceva che “fanno sangue”…) e non sarebbero morti quasi tutti di morbillo, ‘sto popolo di pirla che guardava le stelle…
Per scoprire che il nostro mondo sarebbe finito nel 2012.
Okay, mille ringraziamenti per patate, mais, cacao, peperoni e, volendo, pure il tacchino, piatto principe per i barbari del cibo ma che noi prendiamo in considerazione quando proprio non si sa cosa mangiare. Ancora grazie. 
Però, voglio dire, già che per tutto il giorno non facevano un cazzo d’altro, potevano almeno guardarci meglio, dentro a ‘ste stelle: avrebbero azzeccato una data un po’ più precisa, altro che 2012… 
No perchè… non so il vostro mondo ma di sicuro il mio è da mò che è finito.

E qui mi scappa di divagare.

Di solito la divagata nasce da un’associazione mentale che mi sorge in seguito ad una delle cose che ho appena scritto, in questo caso la musica è diversa.
Sarà che oggi è il mio compleanno (un “grazie” anticipato a chi mi farà gli auguri e un fantasmagorico “vadavialculo” a chi invece no…), sarà che la temperatura è aumentata di un bel 10° abbondanti e il pianeta Terra, in località Alessandria, ricomincia a ritrovare l’acqua in forma liquida, condizione imprescindibile per lo sviluppo della vita come noi la conosciamo, sarà quel che sarà ma, prima di continuare ad inoltrarmi in tutti i “pandismi” che tanto mi fanno girare le balle, vorrei parlare di qualcosa di positivo, oltre a festeggiare “quota 100”. No, bastardi, anche se è il mio compleanno, non è un riferimento alla mia età.
Circa tre anni fa scrivevo il post "La palestra, le scale, la vita", in cui raccontavo di aver trovato un buon esercizio “indoor” per tamponare la situazione, dopo aver mollato la palestra: fare le scale di casa mia.
Abito all’ottavo piano, praticamente un megastep a gratis. Così, grazie alle nevicate e all’impraticabilità dell’argine dove da un anno scarso ho scoperto la vocazione per la corsa, da una decina di giorni sono tornato all’esercizio che mi ha reso famoso nel mio condominio.
Famoso come pirla, ovvio.
Inizio con una cinquantina di piani, per la precisione sette volte sette piani: dal mio pianerottolo a quello del primo piano, poi giro il carretto e torno su, sette volte. Non faccio sette piani a caso o per complicarmi la vita, visto che la tabellina del sette è sempre stata incontrovertibilmente la più difficile: faccio inversione al primo semplicemente perchè al piano terra c’è quasi sempre qualcuno che aspetta l’ascensore o che infila depliant nelle cassette postali o che aspetta di infilare la cinesina che la dà via proprio lì, al pianterreno, zoccola tascabile (piccolina e minutina com’è, mi stupisco che non sia ancora “rimasta sotto i ferri” a qualcuno…) di cui vi avevo già parlato.
Ah, questa fa parte delle buone notizie: la cinesina continua ad acchiappare cazzi che è un piacere, però ha smesso di cucinare, ed è un piacere per noi.
Non so da quale provincia della Cina provenga ma di sicuro è un posto che le tre stelle Michelin se le sognano: l’unica cosa che mangiano è il pesce fritto, possibilmente frollato precedentemente per una decina di giorni, come un fagiano, così mentre aspetti l’ascensore sembra che qualcuno alle tue spalle stia friggendo un pescestronzo, morto per blocco intestinale.
Non so se ha cambiato dieta per scelta, è più probabile per necessità, visto che non ho proprio idea di cosa raccontassero ad un’ipotetica moglie gli uomini che uscivano da lì: avevano un odore addosso molto, molto più evidente del classico rossetto sul colletto della camicia; probabilmente sarà questo il motivo per cui non frigge più.
Comunque, al pianterreno c’è sempre qualcuno e capisco che non è normale vedere uno in tenuta sportiva che scende di corsa dalle scale per poi girarsi e tornare su, quindi mi impongo il giro di boa al primo piano.
Primo giorno 50 piani, poi 60, poi 70, 80, 90 e oggi, finalmente, il traguardo psicologico dei 100 piani: sono pronto per i 102 dell’Empire State Building.
Oddio, in questo momento ho la sensazione di non essere simpaticissimo ai miei tendini rotulei… Vedremo domani.

Avevo chiuso il post precedente raccontandovi della litigata epistolare su Feisbuk con un tot di genitori preoccupati che i loro bambini (studenti dello Scientifico e altre scuole superiori…) potessero farsi male camminando sulla neve per andare a scuola. 
Io non mi sono riprodotto, forse inconsciamente timoroso della pochezza del patrimonio genetico che avrei trasmesso ad un’eventuale prole… Ma soprattutto perchè non sopporto i bambini, non li ho mai potuti vedere.
bimbo 
Naaa… Io ci provo ma proprio non è il mio mestiere.
Prima sono dei Vasi di Pandora di pipì, cacca, moccio e rigurgiti, poi cominciano a rompere i coglioni e per vent’anni va così.
Sono tollerante e rispetto chi la pensa diversamente da me, tutti quanti, a parte gli interisti e i cultori di balli latino-americani, però non cercate di convincermi su quanto “i figli ti cambiano la vita”: lo so benissimo ma, se posso scegliermi il cambiamento, opterei per un “sei” al Superenalotto.

In compenso mi sono cuccato pochi figli degli amici e devo riconoscere che alcuni hanno fatto un buon lavoro, tirando su figli “normali”, bambini che quand’era il momento rompevano i coglioni -facendo per altro il loro mestiere- ma che sapevano stare al mondo.
Altri avrebbero fatto meglio a prendere un cane: probabilmente avrebbero rovinato di vizi pure quello ma, almeno, un cane campa poco e, extrema ratio, te ne puoi liberare in autostrada. 
Abbiamo smesso di vedere molti amici, da quando hanno avuto figli, ovviamente a causa mia: Bimbi sopporta, io no.
Non sopporto che un bambino di tre anni sia il signore incontrastato della casa, non sopporto che sia costantemente tra i coglioni, che si senta solo la sua voce, che si esaudiscano i suoi capricci, che non si possano dire due parole senza  essere interrotti dal piccolo o dal genitore che, incapace di farsi rispettare, ogni dieci secondi lo deve riprendere, per mille volte, sulla stessa cosa.
In realtà non sopporto un certo tipo di genitore.

Io ero un bimbo particolarmente intelligente: se non ubbidivo al primo richiamo di mia madre, al primo schiaffone afferravo il senso della faccenda.
Ricordo benissimo quando i miei genitori ricevevano amici: io e mia sorella li salutavamo, se ci portavano qualcosina ringraziavamo, poi scomparivamo nella nostra cameretta con i nostri giocattoli. E non rompevamo i coglioni a nessuno.
Alcuni amici hanno operato nello stesso modo e si sono ritrovati con dei figli; qualcuno ha fatto qualche concessione al dialogo e alla teorie moderne e si è dovuto “mettere in discussione, confrontare, ricredere”, giusto per diventare l’inconsapevole zimbello dei figli.
Una coppia, poi, ha ceduto su tutta la linea e si è ritrovata con una sorta di Anticristo. Sostenevano fosse ingestibile; resta il fatto che un paio di volte, in cui proprio non mi potevo fare i cazzi miei, gli è bastato sentire il mio tono di voce per rientrare immediatamente nei ranghi, mentre la cantilena di richiami dei genitori non lo sfiorava nemmeno. L’ultima volta che ci siamo visti a casa loro, ormai anni fa, dopo tre minuti il simpatico furetto aveva mandato affanculo suo padre e chiamato “vacca” sua madre. Lo so, non sono cazzi miei ma io gli avrei immediatamente gonfiato un labbro, poi ho pensato “mò l’ammazzo” e ho continuato a pensarlo per il resto della serata, dopo di che, come si dice, croce.

Più recentemente è arrivato un altro “nipotino”, un bimbo abbastanza tranquillo e simpatico, che sa essere anche piacevole.
Da solo.
Quello che mi fa impazzire è il comportamento dei genitori, non il suo.
Lo so, state già meditando la risposta, le so tutte:

Tu non puoi capire…

Io non capisco?

È vero ma non puoi tutte le volte…

Tutte? È sufficiente qualche volta, poi non sarà più necessario.

Fai presto, tu… Ma lo sai che si offende?…

E cosa fa? Ti fa scrivere dall’avvocato? Ti ritarda i pagamenti? Ti disereda?
Io facevo “Offeso” di secondo nome, poi mi è passata…

Se inviti due amici a casa tua perchè ti viene più comodo che non uscire, causa prole, almeno apprezza il mio enorme sacrificio -perchè lo sai che per me è un sacrificio…- e se tuo figlio di due anni vuole a tutti i costi spegnere la luce non puoi passare la serata ad alzarti per riaccenderla ogni trenta secondi, lanciando un inutile “Insomma!…”, non puoi per il semplice fatto che, parafrasando Grillo,

lui non si stancherà mai, tu nemmeno

Ma io sì.
Io ho il nervoso che mi strozza, che mi toglie il fiato, perchè non siamo ancora riusciti a dire tre parole senza essere interrotti.
Perchè tu puoi mettere sul tavolo il più bel giocattolo del mondo e tuo figlio non lo caga, puoi metterci un carillon che lancia note e bagliori e lui non sa se esiste, puoi avere Shrek e Roger Rabbit che danzano su quel cazzo di tavolo e lui non li degna di uno sguardo.
Ma appena ci metti le patatine che dovremmo mangiare noi, un qualsiasi cibo, fosse pure un pacchetto di grissini, allora il cucciolo ci infila le mani dentro, pasticcia il tutto, lo porta alla bocca, lo sbavacca: non mangia, semplicemente fa in modo che scappi la voglia a me.
Sai cosa? Mi è scappata, la voglia. Ma non è stato lui: sei stato/a TU.

E tu sei padronissimo/a di perdere ore e giorni a ripetere le stesse “sgridate”, puoi passare anni a sgolarti, è la tua vita.
Ma non provare mai più a dirmi: «Fate un salto da noi?…»
Continua.

Dottordivago

Read Full Post »

Quando qualcuno mi domanda: «Vuoi ridere?…» vado in crisi.
È una terribile domanda-trabocchetto: sai già che non riderai ma non puoi rispondere “no”, non sta bene, quindi rispondi “sì” e, mentre lo dici, ti prepari a una valanga di disavventure -se va bene- o di disgrazie -se va male- che l’interlocutore, inesorabilmente, ti scaricherà addosso.
Così predisponi l’assetto antisfiga: sorriso comprensivo di circostanza, sguardo leggermente perso nel vuoto, una mano nella tasca del giaccone che tocca ferro ravanando le chiavi, mentre l’altra, nella tasca dei pantaloni, ravana altro.

Se in questi giorni qualcuno mi domandasse “Vuoi ridere?”, mi butterei ai suoi piedi supplicandolo «Sì, sì, ti prego… fammi ridere!…».
Mi accontenterei di una storiella buffa, di una barzelletta vecchia, mi accontenterei anche di un “ABCDEFG…” recitato ruttando, come riusciva a fare Pino Romeo all’oratorio, quarant’anni fa.
Visto che qui, in questo Paese di merda in cui vivo, di ricevere buone notizie non se ne parla, vorrei almeno ridere per dimenticare.
Sono in uno di quei momenti in cui si è ritrovata tanta gente, gente che ne aveva talmente i coglioni pieni di tutto, che è finita per farsi acchiappare dai predatori che riconoscono un elemento in difficoltà che si sta allontanando dal branco: le greggi dei vari Testimoni di Geova, Scientology e sette varie sono costituiti da disperati adescati in momenti di particolare vulnerabilità e scoramento, ranghi tenuti serrati da cani da pastore molto ben addestrati e fedeli al padrone.

Ecco, ‘sta cosa delle sette l’ho detta tanto per dire, per fare un po’ di sensazionalismo, in realtà non corro alcun pericolo: c’è di buono che con le madonne che tiro tutto il giorno, Testimoni e Fratelli vari esplodono a dieci metri dal sottoscritto, come le zanzare nella pubblicità del Raid, mentre deve ancora nascere il Dianetico che me la racconti sulle possibilità di “potenziare la mente”: non la mente in generale, intendo la mia, in particolare…

Non ho un argomento per questo post, ho solo tanta rabbia per tutto ciò che vedo e che sento; è un trip sbagliato, è un acido cattivo, è uno stato allucinatorio perverso… cazzo, non è possibile che di mille notizie che mi arrivano non ce ne sia una buona!
Non ci perdo il sonno ma mi rovino la veglia, così mi sfogo con voi.

Non va, gente, così non va, stavolta ho veramente una brutta impressione: stanno vincendo Loro, ce la stanno facendo.
Non importa quali anime belle e menti acute ci prenderanno per mano e ci indicheranno la strada per risalire la china, non importa quali sacrifici ci chiederanno (fidatevi, rimpiangeremo quelli che oggi chiamiamo “lacrime e sangue”): non ce la faremo.
E non parlo mica di soldi, eh… magari sotto l’aspetto economico riusciremo a metterci una pezza. Quello che non aggiusteremo più è la nostra società, il cosiddetto consesso civile, quell’insieme di regole non scritte, di atteggiamenti, di comportamenti che sono l’essenza stessa della convivenza e che caratterizzano un popolo.

La gente mi fa schifo.
Certa gente mi fa schifo, per essere precisi, anche se è una fetta della torta che cresce continuamente, una lievitazione sbagliata. 
«E non cagarli, no-o?…» mi sono sempre detto. Il fatto è che è sempre più difficile, aumentano ogni giorno che passa, sono ovunque.
Parlo ovviamente di quelli che ho sempre definito “Panda”, quelli che realmente vorrei veder morire, quelli di cui è facile scrivere, magari trovando l’aspetto comico della faccenda.
Finchè si parla di una minoranza.
È anche più facile e divertente parlar male di qualcuno che non tesserne le lodi, così come vi faccio più ridere quando racconto sfighe personali o altrui che non se dovessi tirarmela da fenomeno.
Finchè si parla di sfighe light.
Quando invece hai la sensazione che tutta la società sia marcia, da ciò che vedi e senti in TV, a ciò che tocchi con mano intorno a te, quando il bombardamento di notizie che ti fanno scrollare la testa è incessante, lo scuotimento rischia di shakerarti neuroni, sinapsi e frattaglie cerebrali, balle non ce ne sono.
Non saprei neppure da dove cominciare, è come ritrovarsi con un’enorme soffitta da riordinare… Partiamo da un paio di giorni fa.

Il fatto è accaduto in tarda serata quando fra il minorenne e il genitore è scoppiata una violenta lite. Il ragazzo pretendeva che l’uomo gli comprasse il cellulare di ultima generazione, ma alla richiesta del figlio il padre avrebbe risposto con un secco “no”. L’iPhone costava troppo e il ragazzo non l’avrebbe ricevuto. Un rifiuto che non è stato accettato, tanto da spingere il minorenne a tentare di accoltellare il padre. I carabinieri, prontamente allertati, sono giunti sul luogo, ad Alatri, per sedare la lite, ma si sono visti anch’essi aggredire dal ragazzo. Il giovane, ormai fuori controllo, ha opposto resistenza e minacciato i militari con un coltello. Gli uomini dell’arma sono però riusciti a fermarlo e immobilizzarlo.
Il giovane, finalmente ammanettato, è stato arrestato e tradotto a Roma nel centro di prima accoglienza di Casal del Marmo. È ora accusato di tentato omicidio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tutto per un iPhone.

No, non tutto per un iPhone: tutto per uno stronzo.
Anzi, forse per tre stronzi: lui e i genitori.
Non so come l’hanno tirato su, so solo che è venuto male.

Si tratta di un’espressione di disagio di un singolo ma la società è sana e possiede gli anticorpi per combattere ecc. ecc.”

Ma vai a cagare…
Vuoi ridere?
Scommetto che il più a posto dei tre è lo sbarbato dal coltello facile e i genitori sono come quelli con cui ho litigato su Feisbuk per un paio d’ore…
Ebbene sì, martedì o mercoledì sera, non ricordo, vedendo la nevicata che sembrava non dovesse mai finire, ho guardato sulla pagina FB del Sindaco, forse la fonte più aggiornata sulle faccende di casa nostra.
Non ci potevo credere: per la prima volta nella mia vita ho passato due ore su Feisbuk, litigando con mezza città e dintorni.
I ragazzini scrivono al Sindaco: «CHIUDI LE SCUOLEEEE!!!!!!!!!», cosa che ha giustamente fatto indignare quella che recentemente è diventata una mia pupilla, la tenutaria di Welcome to the G point, una mente malata che si firma Giada Uh Signur (Giada Oh Signore), riprendendo la più classica delle esclamazioni dei nostri vecchi, “Giada”, appunto…
Cioè, no, dove cazzo c’ho la testa oggi? I vecchi dicono sempre “uh signur!”, come intercalare, e “uh signur, signur, signur”… in fine di frase.
La G non lo sa ma, avendo circa la metà dei miei anni (eh va beh, è un po’ passatella ma accontentiamoci…), è la mia testa di ponte per capire, in minima parte, il mondo di quelli che potrebbero essere i miei figli, se negli anni 80 non fossi stato molto, molto attento a quello che facevo col pisello.
Ho il sospetto che la mia testa di ponte sia anche una bella testa di minchia, una a cui la cattiveria piace almeno quanto l’alta pasticceria, però sa leggere e scrivere, così non mi incazzo quando leggo le sue cose daggiovani.

Comunque, se un pirletto di 16 anni scrive al Sindaco dandogli del “tu” è semplicemente perchè quelle venticinque o ventisei maestre che ha avuto alle Elementari erano troppo impegnate a prendere lo stipendio, per insegnargli le buone maniere, mentre i suoi genitori erano troppo impegnati a mettere un avvocato al culo o minacciare fisicamente chiunque avesse provato ad insegnare al loro cucciolo l’arcana scienza di “come si sta al mondo”.
Coi ragazzini di FB l’ho sbrigata in fretta, un paio di scaramucce e via, giusto il tempo di spiegare loro che ad essere lavativi fanno solo il loro mestiere, purchè non pretendano di raccontarla a me, l’uomo che, tranne una materia in prima superiore, è sempre stato promosso a giugno, arrivando a fine anno con i libri intonsi e rischiando la denuncia per falso in atto pubblico a causa di svariati Libretti delle Giustificazioni molto, molto particolari…  
Mi sono divertito di più coi grandi.
Così ho scoperto che ci sono genitori che magari si privano di qualcosa per poter mandare il figlio a sciare per una giornata a -20° a duemila metri e sono disposti a lottare con le unghie e con i denti contro il perfido potere costituito che vorrebbe mandare i loro cuccioli a scuola, nel bel mezzo di una nevicata.
A tutti loro ho dedicato un “Siete una banda di lavativi con le gambe molli…”, ricevendo la garbata risposta di tal Barbara Qualcosa che si è detta assolutamente non lavativa, perchè è lavativo chi ecc. ecc., con il tono Forrestgumpiano di “Stupido è chi lo stupido fa…”.
Le ho risposto che “non ho mai pensato che fosse una lavativa, ha solo le gambe molli e quella non è colpa sua…”

Una serata da vecchio bastardo incazzoso con il gusto della polemica.
Continua.

Dottordivago

Read Full Post »

« Newer Posts