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Archive for 16 febbraio 2012

Ma… Dante aveva detto qualcosa a proposito del Girone della Merda o me lo sono inventato io?
Beh, sia come sia, non so dopo quale trip o nel corso di quale piomba (sbronza, ndt)  ho avuto quella visione: ho teorizzato una parte di Inferno in cui vengono relegati gli incapaci, quelli che per tutta la vita hanno trasformato in merda tutto ciò che toccavano e condannati per questo a trasformare in merda qualsiasi cosa, per l’eternità.
Gli Angeli del Paradiso, impietositi, lasciano cadere ogni ben di Dio su quei disgraziati ma è tutto inutile: gli lanciano una scialuppa che permetta loro di galleggiare su quella melma immonda ma appena i dannati la toccano si trasforma in uno stronzone grande come un babana-boat; lanciano loro caramelle perchè si possano concedere un momento di dolcezza e queste, nella caduta, diventano cacche di capra; una fumante torta di mele resta fumante, sì, ma sotto forma di un merdone bovino, mentre fiumi di deliziose bevande prendono le sembianze e la consistenza dello spruzzone da cozza fetente.

Certo, sono esperienze precluse a chi non possiede grandi doti immaginifiche, scenari che richiedono capacità visionarie non indifferenti e per arrivarci bisogna essere una specie di Hieronymus Bosch che maneggi uno spazzolino da cesso a mo’ di pennello…
Ripeto, non è facile ma, per chi proprio volesse cimentarsi nell’impresa, la prima tappa, una sorta di prova di ammissione, è assistere allo spettacolo del Festival di Sanremo.

Stupiti?
Vero, non l’ho mai menzionato, tranne una volta, giusto per parlare male di Mina.
Quest’anno, causa neve, gelo e un impianto d’antenna fatto col culo da un cane rognoso, in occasione di Sanremo non mi funziona Sky.
Niente di nuovo sotto il sole: in negozio, il mio amico nonchè proprietario dei muri e uomo dal braccino più inesistente che corto, mi ha fatto un impianto di riscaldamento che fa cagare, quindi devo usare anche il condizionatore in funzione pompa di calore; per fortuna l’Uomo dal Braccio Corto non voleva spendere soldi per un contatore mio personale, così l’elettricità la paga per buona parte lui.
Peccato che nei giorni più freddi si è congelato il gruppo esterno, un po’ come una macchina che va solo in discesa e che, appena inizia la salita, ti molla a piedi o come una vagina di traverso che aprendo le gambe si stringe…
O come l’antenna di Sky che schiatta in concomitanza con Sanremo.

E da ben quattro giorni, porca troia, e finchè il tetto non sarà agibile, lassù è meglio che non ci vada nessuno.
Lo so, esistono i libri e il computer, ma stare un po’ sul divano con Bimbi non ha prezzo, quindi mi voto all’estremo sacrificio e mi cucco un po’ di Sanremo.
Dopo cinque minuti ne abbiamo già abbastanza, così mi metto a ravanare con il telecomando per sistemare i canali del digitale terrestre, visto che con Sky non serve, salvo tornare ogni cinque minuti al Festival per vedere se succede qualcosa.
Non ho intenzione di parlare di quell’imbecille falso come Giuda di Celentano, trovo ripugnante che sullo stesso mio pianeta vivano persone che lo apprezzano.
C’è altro di cui parlare, basta che ne trovi il tempo, tipo domani…
Continua.

Dottordivago

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