Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for 3 febbraio 2012

Quando qualcuno mi domanda: «Vuoi ridere?…» vado in crisi.
È una terribile domanda-trabocchetto: sai già che non riderai ma non puoi rispondere “no”, non sta bene, quindi rispondi “sì” e, mentre lo dici, ti prepari a una valanga di disavventure -se va bene- o di disgrazie -se va male- che l’interlocutore, inesorabilmente, ti scaricherà addosso.
Così predisponi l’assetto antisfiga: sorriso comprensivo di circostanza, sguardo leggermente perso nel vuoto, una mano nella tasca del giaccone che tocca ferro ravanando le chiavi, mentre l’altra, nella tasca dei pantaloni, ravana altro.

Se in questi giorni qualcuno mi domandasse “Vuoi ridere?”, mi butterei ai suoi piedi supplicandolo «Sì, sì, ti prego… fammi ridere!…».
Mi accontenterei di una storiella buffa, di una barzelletta vecchia, mi accontenterei anche di un “ABCDEFG…” recitato ruttando, come riusciva a fare Pino Romeo all’oratorio, quarant’anni fa.
Visto che qui, in questo Paese di merda in cui vivo, di ricevere buone notizie non se ne parla, vorrei almeno ridere per dimenticare.
Sono in uno di quei momenti in cui si è ritrovata tanta gente, gente che ne aveva talmente i coglioni pieni di tutto, che è finita per farsi acchiappare dai predatori che riconoscono un elemento in difficoltà che si sta allontanando dal branco: le greggi dei vari Testimoni di Geova, Scientology e sette varie sono costituiti da disperati adescati in momenti di particolare vulnerabilità e scoramento, ranghi tenuti serrati da cani da pastore molto ben addestrati e fedeli al padrone.

Ecco, ‘sta cosa delle sette l’ho detta tanto per dire, per fare un po’ di sensazionalismo, in realtà non corro alcun pericolo: c’è di buono che con le madonne che tiro tutto il giorno, Testimoni e Fratelli vari esplodono a dieci metri dal sottoscritto, come le zanzare nella pubblicità del Raid, mentre deve ancora nascere il Dianetico che me la racconti sulle possibilità di “potenziare la mente”: non la mente in generale, intendo la mia, in particolare…

Non ho un argomento per questo post, ho solo tanta rabbia per tutto ciò che vedo e che sento; è un trip sbagliato, è un acido cattivo, è uno stato allucinatorio perverso… cazzo, non è possibile che di mille notizie che mi arrivano non ce ne sia una buona!
Non ci perdo il sonno ma mi rovino la veglia, così mi sfogo con voi.

Non va, gente, così non va, stavolta ho veramente una brutta impressione: stanno vincendo Loro, ce la stanno facendo.
Non importa quali anime belle e menti acute ci prenderanno per mano e ci indicheranno la strada per risalire la china, non importa quali sacrifici ci chiederanno (fidatevi, rimpiangeremo quelli che oggi chiamiamo “lacrime e sangue”): non ce la faremo.
E non parlo mica di soldi, eh… magari sotto l’aspetto economico riusciremo a metterci una pezza. Quello che non aggiusteremo più è la nostra società, il cosiddetto consesso civile, quell’insieme di regole non scritte, di atteggiamenti, di comportamenti che sono l’essenza stessa della convivenza e che caratterizzano un popolo.

La gente mi fa schifo.
Certa gente mi fa schifo, per essere precisi, anche se è una fetta della torta che cresce continuamente, una lievitazione sbagliata. 
«E non cagarli, no-o?…» mi sono sempre detto. Il fatto è che è sempre più difficile, aumentano ogni giorno che passa, sono ovunque.
Parlo ovviamente di quelli che ho sempre definito “Panda”, quelli che realmente vorrei veder morire, quelli di cui è facile scrivere, magari trovando l’aspetto comico della faccenda.
Finchè si parla di una minoranza.
È anche più facile e divertente parlar male di qualcuno che non tesserne le lodi, così come vi faccio più ridere quando racconto sfighe personali o altrui che non se dovessi tirarmela da fenomeno.
Finchè si parla di sfighe light.
Quando invece hai la sensazione che tutta la società sia marcia, da ciò che vedi e senti in TV, a ciò che tocchi con mano intorno a te, quando il bombardamento di notizie che ti fanno scrollare la testa è incessante, lo scuotimento rischia di shakerarti neuroni, sinapsi e frattaglie cerebrali, balle non ce ne sono.
Non saprei neppure da dove cominciare, è come ritrovarsi con un’enorme soffitta da riordinare… Partiamo da un paio di giorni fa.

Il fatto è accaduto in tarda serata quando fra il minorenne e il genitore è scoppiata una violenta lite. Il ragazzo pretendeva che l’uomo gli comprasse il cellulare di ultima generazione, ma alla richiesta del figlio il padre avrebbe risposto con un secco “no”. L’iPhone costava troppo e il ragazzo non l’avrebbe ricevuto. Un rifiuto che non è stato accettato, tanto da spingere il minorenne a tentare di accoltellare il padre. I carabinieri, prontamente allertati, sono giunti sul luogo, ad Alatri, per sedare la lite, ma si sono visti anch’essi aggredire dal ragazzo. Il giovane, ormai fuori controllo, ha opposto resistenza e minacciato i militari con un coltello. Gli uomini dell’arma sono però riusciti a fermarlo e immobilizzarlo.
Il giovane, finalmente ammanettato, è stato arrestato e tradotto a Roma nel centro di prima accoglienza di Casal del Marmo. È ora accusato di tentato omicidio, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Tutto per un iPhone.

No, non tutto per un iPhone: tutto per uno stronzo.
Anzi, forse per tre stronzi: lui e i genitori.
Non so come l’hanno tirato su, so solo che è venuto male.

Si tratta di un’espressione di disagio di un singolo ma la società è sana e possiede gli anticorpi per combattere ecc. ecc.”

Ma vai a cagare…
Vuoi ridere?
Scommetto che il più a posto dei tre è lo sbarbato dal coltello facile e i genitori sono come quelli con cui ho litigato su Feisbuk per un paio d’ore…
Ebbene sì, martedì o mercoledì sera, non ricordo, vedendo la nevicata che sembrava non dovesse mai finire, ho guardato sulla pagina FB del Sindaco, forse la fonte più aggiornata sulle faccende di casa nostra.
Non ci potevo credere: per la prima volta nella mia vita ho passato due ore su Feisbuk, litigando con mezza città e dintorni.
I ragazzini scrivono al Sindaco: «CHIUDI LE SCUOLEEEE!!!!!!!!!», cosa che ha giustamente fatto indignare quella che recentemente è diventata una mia pupilla, la tenutaria di Welcome to the G point, una mente malata che si firma Giada Uh Signur (Giada Oh Signore), riprendendo la più classica delle esclamazioni dei nostri vecchi, “Giada”, appunto…
Cioè, no, dove cazzo c’ho la testa oggi? I vecchi dicono sempre “uh signur!”, come intercalare, e “uh signur, signur, signur”… in fine di frase.
La G non lo sa ma, avendo circa la metà dei miei anni (eh va beh, è un po’ passatella ma accontentiamoci…), è la mia testa di ponte per capire, in minima parte, il mondo di quelli che potrebbero essere i miei figli, se negli anni 80 non fossi stato molto, molto attento a quello che facevo col pisello.
Ho il sospetto che la mia testa di ponte sia anche una bella testa di minchia, una a cui la cattiveria piace almeno quanto l’alta pasticceria, però sa leggere e scrivere, così non mi incazzo quando leggo le sue cose daggiovani.

Comunque, se un pirletto di 16 anni scrive al Sindaco dandogli del “tu” è semplicemente perchè quelle venticinque o ventisei maestre che ha avuto alle Elementari erano troppo impegnate a prendere lo stipendio, per insegnargli le buone maniere, mentre i suoi genitori erano troppo impegnati a mettere un avvocato al culo o minacciare fisicamente chiunque avesse provato ad insegnare al loro cucciolo l’arcana scienza di “come si sta al mondo”.
Coi ragazzini di FB l’ho sbrigata in fretta, un paio di scaramucce e via, giusto il tempo di spiegare loro che ad essere lavativi fanno solo il loro mestiere, purchè non pretendano di raccontarla a me, l’uomo che, tranne una materia in prima superiore, è sempre stato promosso a giugno, arrivando a fine anno con i libri intonsi e rischiando la denuncia per falso in atto pubblico a causa di svariati Libretti delle Giustificazioni molto, molto particolari…  
Mi sono divertito di più coi grandi.
Così ho scoperto che ci sono genitori che magari si privano di qualcosa per poter mandare il figlio a sciare per una giornata a -20° a duemila metri e sono disposti a lottare con le unghie e con i denti contro il perfido potere costituito che vorrebbe mandare i loro cuccioli a scuola, nel bel mezzo di una nevicata.
A tutti loro ho dedicato un “Siete una banda di lavativi con le gambe molli…”, ricevendo la garbata risposta di tal Barbara Qualcosa che si è detta assolutamente non lavativa, perchè è lavativo chi ecc. ecc., con il tono Forrestgumpiano di “Stupido è chi lo stupido fa…”.
Le ho risposto che “non ho mai pensato che fosse una lavativa, ha solo le gambe molli e quella non è colpa sua…”

Una serata da vecchio bastardo incazzoso con il gusto della polemica.
Continua.

Dottordivago

Annunci

Read Full Post »