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Archive for 25 novembre 2011

RisPost 9

Dicesi “RisPost” una cosa che è partita come risposta ad un commento ma che, per deformazione dello scrivente, diventa lunga come un post, da cui l’elegante calembour.

Nel tardo pomeriggio di martedì ho pubblicato Richieste legittime, (da leggere prima, per chi se l’è perso, salvo non capire di cosa cazzo parlo qui) poi ho sbrigato due cose di lavoro ed ho spento il computer.
Mercoledì mattina, quando ho dato un’occhiata, mi aspettavo un paio di commenti entusiastici dai soliti tipacci e qualche amichevolmente risentito “Molto fine, davvero…” da parte dei più.
Niente di tutto ciò: apprezzamento su tutta la linea, inaspettato, persino eccessivo, addirittura da due gentili fanciulle quali Paulìn e Voodoo DoLLy.

Stavo quasi per rispondere “Ah, invece di scandalizzarvi mi tributate una sorta di standing ovation? Siete proprio brutta gente…”, poi ho pensato che, più che blimblanare coi commenti e col blog, sarebbe stato meglio mettere insieme il pranzo con la cena e mandare avanti un po’ di lavoro: ci penserò nel pomeriggio; e poi, metti che ne arrivi ancora qualcuno…

Arrivato.
E la Skakkina non le manda a dire, con un impegno degno di miglior causa: no, dico… ci incazziamo per le barzellette? 
Anche se… sarà inconscia autodifesa, posso sbagliarmi, ma mi pare che le critiche siano quasi più per chi plaude che per chi ha commesso il misfatto.

Ora, il post è una barzelletta e chi plaude ha solo la colpa di averla capita, ognuno cogliendone gli aspetti che preferisce.
A parte il Camagna, che non l’ha capita, ma con cui esiste una specie di gara a chi ne spara di più sul sesso, in forma rigorosamente teorica, come nelle partitelle tra amici, in cui “non vale stangare” e soprattutto ci si astiene da falli ed entrate cattive: si accenna ma non si fa.
Ops… parlando di cose da uomini, come in questo caso, e non della

Donna,

posso parlare di “falli” e di “entrate cattive”?
Va beh, partiamo: proviamo ad analizzare il post, come se fosse una cosa seria, ringraziando ancora Paulìn per essere arrivata prima di me…

I fatti: una ragazza turca viene in Italia a studiare e chiede che in università ci sia un luogo in cui lei possa pregare.

Primo bivio: bisogna vedere se la tipa “pretende un luogo di culto” o se, in realtà, ha solo domandato “Non ci sarebbe mica la possibilità di…?” e, tanto per cambiare, un giornalista non ha capito un cazzo ed ha gonfiato il nulla; in questo caso, il post non avrebbe ragione di esistere. Ma, visto che esiste, noi presumiamo che la notizia sia reale e che la tipa “pretenda”.

Secondo bivio: se pretende e studia a pagamento, «Signorina, vediamo cosa si può fare»; se viene qui a baffella, senza cacciare una lira, come ritengo più probabile, «Vedi di studiare, ringraziare e di non rompere i coglioni, sennò studia a casa tua», esattamente come risponderebbero, con tutte le ragioni, i Turchi a me nel caso di una mia richiesta analoga.
Oppure, entrando nel mondo delle barzellette, c’è la tradizione di lavare i piatti al ristorante se non puoi pagare, nel nostro caso ci sarebbe da dare una mano durante le funzioni Dionisiache…

Se invece che una Turca (e mi sono trattenuto dallo scontato collegamento con il famoso tipo di cesso) fosse stato un Turco, anch’egli avrebbe succhiato la fava del Gran Sacerdote con le Fisherman’s in bocca, perchè come “penitenza” per l’Officiante mi fa ridere, non per mille stronzate vessatorie nei confronti della

Donna.

Il Gran Sacerdote gli avrebbe domandato: «Sei musulmano? Sei Turco? Allora fumi come un Turco… Niente Bacco, passiamo a Tabacco, che per definizione stessa il Turco non può rifiutare: tieni, succhia il Sacro Sigaro…»

A qualcuno è piaciuta la “Messa in Quel Posto”.
Come per il “cesso alla turca”, è una figura molto scontata se avulsa dal contesto ma qui si parla di funzioni religiose, quindi ci sta come la senape forte nella tartare, giusto per non cadere nel solito cacio sui maccheroni.
Ma la “Messa” era il dito, non la Luna.
La battuta era “l’effetto lassativo” e “il cambiamento d’aria”, perchè fa riferimento all’antica raccomandazione che veniva fatta ai proprietari o gestori di convitti per ragazze di buona famiglia che studiavano lontano da casa:

Raccomandiamo la qualità del cibo e il quotidiano olio di ricino per combattere gli effetti del cambiamento d’aria…

Tutti i giovanotti che ronzavano intorno a quei convitti davano la loro piena   disponibilità per contribuire al benefico effetto, senza, per altro, intaccare la virtù delle giovinette, avendo ben chiare le parole del saggio

Cazzo in culo non fa figli

Ecco, la battuta stava lì e secondo me è proprio bella anche se, come tutte le battute, o la cogli o ti fa cagare quando te la spiegano.
Ulteriore, tenue, elemento umoristico è giocare sul fatto che in facoltà si tengano funzioni religiose, visto che l’università è fatta per le lezioni, non per il pur sacrosanto diritto alla preghiera, motivo per cui, sempre come dice Paulìn, l’unica università dotata di luogo di culto è la Cattolica, nome che dovrebbe già mettere sulla strada giusta…

Insomma, il mondo ha una forma, è rotondo, perchè un pianeta funziona meglio così. Idem per il mondo inteso come società: fortunatamente ci sono più normodotati che handicappati, quindi tutto ciò che è stato costruito è in funzione della maggioranza ma, se Dio vuole, ci stiamo attrezzando anche per gli altri. Però, se si deve pretendere di non trovare un municipio (non ricordo quale, roba da Striscia la Notizia) con l’Ufficio Disabili al primo piano senza ascensore, non si può pensare di sostituire capillarmente due scalini, ovunque si trovino, con una rampa per disabili lunga tre metri, semplicemente perchè in molti posti non ci sta: se aldilà dei due scalini c’è un bar, un handicappato fisico -e non nel cervello- capisce per primo che non è il caso di farne scaturire un’interrogazione parlamentare ma è sufficiente andare nel bar che si trova venti metri più in là.

Allo stesso modo è impensabile che un’università si doti di cappelle o luoghi di culto per tutte le religioni. Perchè è impensabile? Perchè è una stronzata: a scuola si studia, non si dovrebbe pregare nè fare le “assemblee musicali” spacciandole per “momenti di cultura alternativa”.
Anche perchè se si cede su un punto, poi tocca stare a sentire tutte le minchiate del mondo: per esempio, come la metteremmo con i cessi?
Fino a qualche decennio fa ce la siamo cavata alla buona, poi siamo passati ai servizi riservati “Donne” e “Uomini” o, come visto in svariati bar in giro per il mondo, “Dicks/Pussies” o “Cocks/Chicks”.
E mò, con ‘sta mania del politicamente/sessualmente corretto, finiremo per trovarci con file interminabili di cessi? Ve lo immaginate un locale con tre quarti della superficie occupata da gabinetti per:

  • Uomini
  • Donne
  • Ricchioni
  • Leccapapere
  • Transex
  • Non So/Non Risponde

Ci si ritroverebbe a girare per i bagni ribaltando le antiche abitudini e domandando: «Scusi, dov’è il ristorante?»

Ma non è il momento di divagare, torniamo a noi.
Il post sarà criticabile e discutibile sotto mille aspetti ma la Ska, con un notevole effetto sorpresa, becca l’unico che proprio non mi era passato per il cervello:

La Donna.

Non le donne, sia chiaro:

La Donna…

(mi raccomando, pronunciare con enfasi)

La Donna

non esiste, esistono le donne.

La Donna

l’hanno inventata i politici per prendersi i voti delle donne.

La Donna

dovrebbe mettere insieme la troia col SUV che parcheggia nel posto degli handicappati per fare colazione al bar, con le donne che si alzano alla mattina per prime e vanno a dormire per ultime perchè, oltre al lavoro, in casa non si finisce mai. 

La Donna,

quella idealizzata, è irreale, è come il mondo di Pandora, quello di Avatar, in cui ogni cosa è parte di un tutto, in cui tu pesti uno scarafaggio e dopo un attimo arriva un tirannosauro blu che ti fa un buco del culo come uno sbadiglio, mentre le donne, quelle vere, se possono se ne combinano di tutti i colori, altro che tutto ‘sto spirito di corpo… E lo sa qualunque uomo sia entrato in un locale solo o con una donna al fianco: se sei con un’altra, tutte le donne presenti ti cagheranno di più, è matematico. Ma le donne, se necessario, si fanno in quattro per un’amica o per un uomo e sono disposte a sacrificare la vita per mettere al mondo un figlio.

La Donna

mi ha rotto i coglioni, da quando è nata, sorgendo dal fumo dei reggiseni bruciati, al grido di “Io sono mia”. 
Sarebbe il caso di iniziare a prendersi meno sul serio, anche perchè a scendere in piazza urlando "Io sono mia" c’è anche il rischio che ti rispondano "E chi cazzo ti vuole?"…
Le donne sono meravigliose oppure delle tremende teste di cazzo, sono bellissime o dei terrificanti mucchi di letame, sono tutte uguali pur non essendocene una uguale ad un’altra.

Le donne, come diceva l’immenso Giovanni Scagliotti, sono così ignoranti che più ignoranti delle donne ci sono solo gli uomini.

La Donna

è una povera cretina e chi vuole i suoi soldi l’ha capito e la coccola: non c’è uno spot pubblicitario in cui, tra un uomo e una donna, non l’abbia vinta lei, perchè più furba, più sveglia e persino più forte nello stappare lo champagne. E se per assurdo non va così,

La Donna

se ne va dopo aver mollato uno schiaffone o il contenuto del bicchiere sulla faccia dello sfigato di turno.
Provate ad immaginare uno spot del genere a ruoli invertiti…
Lasciamo perdere, non voglio neppure pensare a che merdaio verrebbe fuori.

A me quel post fa ancora ridere, come ad altri lettori.
Se a te fa ridere la comicità colta alla David Riondino… beh, non litigheremo mai per accaparrarci l’ultimo biglietto per un suo spettacolo, fidati.
Per concludere, ci dai delle botte di sfigati e segaioli che ci sarebbe quasi da offendersi… se non fosse che lo facciamo regolarmente tra noi.

Noi che distinguiamo le barzellette dalla realtà.

Per quel poco che ti conosco, sono quasi certo del fatto che se tu leggessi altri cento post simili, non ti sfiorerebbe il pensiero di incazzarti: è questo, e in quel preciso momento, che ti ha preso inspiegabilmente male.
Ci tengo a dimostrarti che non te ne voglio e lo faccio prendendoti per il culo come faccio con tutti gli amici e come avrei fatto fino all’altro giorno con te.

Con tutte le barzellette che avrai sentito sui Carabinieri, quando li vedi passare non scoppiare a ridere indicandoli e definendoli “banda di coglioni”: non è vero che per cambiare una lampadina, uno la tiene ferma e altri mille fanno girare la caserma…

Dottordivago

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