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Archive for 18 novembre 2011

Nonostante gli abbia politicamente messo le corna nel 2008 e che non possa più sopportare l’idea di essere “governato” da lui, l’uomo Berlusconi è sempre rimasto nel mio cuore.
Cosa ci posso fare? Amo le simpatiche canaglie…
Se fossi una donna starei con un ladro d’auto che mi garantisca sesso e imprevisti, tipo Richard Gere in “All’ultimo respiro”, magari un po’ più furbo. 
Mi mancheranno le sue barzellette -quella di “Orchidea – orcodio” è assolutamente spettacolare- come mi mancheranno i suoi “cu-cù” e le altre minchiate che lo hanno sempre distinto dal paludato panorama politico italiano.

Ma non mancherà solo a me.
A parte un genio come Vauro, che ha la capacità di farmi ridere solo prendendo in mano la matita, molti detrattori del Berlusca lo rimpiangeranno, un po’ come successe in America dopo l’impeachment di Nixon, “il momento più drammatico per la comicità coast to coast”. 
Gente come Antonio Cornacchione dovrà cercarsi un lavoro, mentre Sabina Guzzanti, con ancora un paio di interventi di plastica, potrà riciclarsi nel Muppet Show o come modello per i testoni del Carnevale di Viareggio.
Benigni, che la sa lunga, si è già portato avanti con il lavoro; una volta c’era gente che per lavoro leggeva i contatori di acqua-luce-gas, lui adesso di mestiere legge la Divina Commedia, attività che ha lo stesso margine di incertezza del leggere il meteo del giorno prima: non puoi sbagliarti.

Mi mancherà la capacità di Berlusconi di essere anti-retorico e non allineato.
Tutti parlano di momento drammatico, a sentire loro a breve cominceremo a mangiarci l’un l’altro. Il Nostro risponde dicendo che in Italia i ristoranti sono pieni e gli aerei pure.
Qui mi ricollego al “prossimamente” di qualche giorno fa per mostrare -se non dimostrare- che ha perfettamente ragione, alla faccia dei monatti di sinistra
-quelli per cui ho votato io, tra l’altro…- che girano per le strade in cerca di cadaveri a cui dare pietosa sepoltura.
Come anticipato in Marco, Marta e Silvio 2, ho scattato queste foto in un ristorante cinese/finto-giapponese di Alessandria, in cui io e il mio “comunista di merda” preferito, il Cigno, da qualche giovedì ci ammazziamo di schifezze.

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Trattasi di ristorante “all you can eat” e con 25/30 euro -dipende dal bere- ti sfiguri di cibo; la qualità è decisamente mediocre per il 70% delle proposte ma cercando bene, non andando all’ingrosso/ingrasso a testa bassa, si rischia di mangiare decentemente, infatti abbiamo abbandonato il precedente cinese/ finto-giapponese del giovedì sera: qui ci sono persino le ostriche, piccole ma dignitose e non a rischio “spruzzone”, visto che con i quantitativi di cibo che girano, non c’è pericolo di trovare roba vecchia.

Giovedì scorso, con la polemica antiberlusconiana nelle orecchie, ho scattato le foto che vedete.
Io e il Cigno avevamo una fame porca, così abbiamo saltato l’aperitivo con due aspiranti compagne di cena, che sono arrivate alle nove insieme ad altre quattro amiche, quattro bei re magi, sedendosi ovviamente a un altro tavolo.
Insomma, io e il Cigno abbiamo messo in moto le mandibole alle otto meno dieci, come gli anziani che svernano nelle pensioncine in Liguria; nonostante ciò c’era già gente che pagava e se ne andava.
Alle otto c’erano una cinquantina di clienti, con ricambio continuo, anche perchè tutti arrivano, si strafocano senza i classici tempi di attesa e quando sono pieni come un uovo se ne vanno. 
Quando ho scattato le foto, alle nove e mezza, c’erano circa trecento persone, sempre con ricambio continuo e per l’intera serata abbiamo calcolato un cinquecento coperti malcontati. 
Ribadisco: era un giovedì sera, di novembre, in Alessandria, il che corrisponde a un Alessandrino su duecento a cena in quel posto.
E credetemi: la stessa sera le pizzerie non hanno acceso il forno per niente.

Non eravamo a una cena del Rotary o dei Lions, non c’erano solo notai, avvocati e imprenditori di successo: era pieno di gente comune, tra cui Peppo, il commesso di un mio ex dipendente, un tipo in gamba che si è messo in proprio.
So per certo che porta a casa poco meno di mille euro al mese ma su tre volte che vado in quel posto, è la seconda volta che lo trovo; ed è un ragazzo onesto, non è il tipo che arrotonda trafficando col cassetto dei soldi, anche perchè al mio amico, nonchè suo capo, non sfugge una virgola.

Quindi i casi sono due: o la famosa posizione baricentrica di Alessandria, al centro del Triangolo Industriale, tra mare e monti, ha fatto sì che da tutto il Nord Italia la gente venga a cena qui, o il popolo ha deciso, ormai da qualche anno, che il tradizionale “mettere via qualcosa” tutti i mesi non interessa più.
Il Cigno, noto “comunista di merda” nonchè titolare di un negozio hi-tech, scrolla la testa incredulo: riconoscere che Berlusconi possa aver ragione non figura tra le sue opzioni ma, da persona intelligente (goditela ma non t’allargare, non lo dirò mai più…) deve ammettere l’evidenza, oltre a rincarare: «…e io continuo a vendere dei telefoni da sette/ottocento euro…».

Semplicemente, come dice l’amico Diegoviola:

Non è la prima volta che sostengo che spesso e volentieri noi per primi non sappiamo vivere secondo le nostre possibilità ma dobbiamo sempre strafare. Qui gli italiani si stanno estinguendo perchè con la scusa del “non si arriva alla quarta settimana” risulta impensabile procreare. I figli in numero massimo di uno per coppia, e sempre più tardi, perchè prima bisogna finire di pagare la macchina, poi il mutuo, poi le vacanze… Oops, a 45 anni gli spermini non corrono più, le ovaie si sono rinsecchite e avanti di fecondazione… Mentre orde di beduini giunti via mare si moltiplicano a grappoli nei condomini che gli italiani non vogliono più abitare, si moltiplicano anche se l’unico stipendio che entra in casa è quello del capofamiglia che fa un lavoro che gli italiani non vogliono più fare. E allora mi chiedo: ma come cazzo fanno ad arrivare non alla quarta, ma anche alla quinta settimana, e a metter pure via i soldi per comprarsi gli elettrodomestici da riportare un po’ alla volta in Beduinia? La risposta è semplice: son disposti a vivere al di sotto delle loro possibilità (e non al di sopra come invece facciamo noi), mangiano pane e cipolla, fanno acquisti in supermercati dove non entrerei nemmeno per pisciare, ecc ecc.. I ristoranti son sempre pieni, si… ma quanti immigrati con famiglia ci vedete dentro?Attenzione, non è una critica a loro, mi rendo sempre più conto che invece si sono adattati a vivere come facevano i miei nonni negli anni 60, dove c’era uno stipendio solo che entrava e 4 figli da sfamare.

Non a caso accennavo al fatto che il buon Peppo non va a ravanare nella cassa del negozio in cui lavora.
Per mantenere uno standard di vita che lo stipendio non permetterebbe, si moltiplicano i casi di “dipendenti infedeli”, vedi il caso Rinascente di questi giorni, i facchini che aprono le valigie in aeroporto, i trasportatori che fanno sparire i pacchi e hanno sempre qualcosa da vendere, i postini che aprono la corrispondenza in cerca di contanti, i camionisti delle raffinerie che a 90 centesimi al litro per il gasolio e un euro per la benzina, ti portano tutti i fustini che vuoi…
Quando li beccano si dicono disperati perchè non arrivano a fine mese e, se proprio non l’hanno fatta fuori dal vaso, rischiano di farla franca, con l’appoggio del loro sindacato, che per una sorta di sciagurato Giuramento di Ippocrate,  considera sacro lo stipendio di un lavativo come un medico la vita.
Ho una domanda per le anime belle della sinistra, i miei eletti: è questa la gente che, se ben governata, può far rinascere l’Italia?
Ma soprattutto, seconda domanda: quello che sto facendo, è populismo o qualunquismo? Davvero, non lo capisco mai…
Per questo, di Berlusconi, apprezzo il fatto che è l’unico a dire certe cose.

Eh… Silvio, Silvio…
Mi mancherà la sua capacità di governare anche senza maggioranza: con lombarda ed imprenditoriale praticità, lui se la comperava, come la figa.
Salvo poi ritrovarsi in balia di Lavitola, Tarantini, Mora… o Scilipoti, che è peggio.

Mi mancherà anche quella strana e cangiante peluria sulla sua testa, per la cui manutenzione credo che Berlusconi spenda una cifra con cui una famiglia di cinque persone ci camperebbe e ci farebbe studiare i figli.
Capisco che i soldi non siano un problema, per lui, ma gli sarebbe convenuto farsi platinare, non inteso come tinta ma proprio come placcatura di platino: sì, d’accordo, farebbe un momentino “Fantasma del Palcoscenico” ma non la toccherebbe più per tutta la vita e risparmierebbe un mucchio di tempo.
Ma questo ci avrebbe privato del periodo post-operatorio, quello della bandana: è bello e molto democratico vedere un Primo Ministro che si comporta da scemo come i suoi connazionali.

Ciao bandito, poeta e saltimbanco, grande imprenditore prima, grande inquisito poi, dopo la “discesa in campo”, unico politico messo alla gogna, ridicolizzato ma mai condannato, per evitare che aprisse il libro, unico politico colpito fisicamente… Tutte cose che la dicono lunga sui suoi avversari.
Unico politico che, per un brevissimo tempo, io abbia amato.

Chi lo sa, forse tornerà: non sarò più suo complice ma credo che ci riproverà.

Dopo la dichiarazione di -breve- amore per Silvio, vorrei concludere dicendo qualcosa di sinistra ma non ne sono capace, non mi piacciono le cose di sinistra.
Tranne roba del genere: 

Dottordivago

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