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Archive for 14 novembre 2011

Forza Italia!

Nel senso buono, non nel senso di “apologia di Berlusconismo”…

Anche se ho chiuso il post precedente con un “continua”, non mi andava di intitolare “Marco, Marta e Silvio 3”, visto che interrompo un momentino la serie per fare tanti auguri di cuore all’Italia.
Siamo diventati un popolo molle e fasullo ma, oltre ad essere l’unico popolo a cui appartengo, siamo sempre in grado di fare 85 minuti di melina (in questo caso direi una ventina d’anni) e poi, in zona Cesarini, rompere dei culi a tutti quanti, Germania e Francia compresi.
Abbiamo sempre dei Rossi/Tardelli/Altobelli da opporre ai Tedeschi o, nella peggiore delle ipotesi, dei Materazzi, con cui ne abbiamo combinate più di Bertoldo, ai Francesi. 
Ma oggi dipende molto dal CT, cosa di cui parleremo nel prossimo post.

Oggi voglio solo fare tanti, tanti auguri alla mia Italia, che odio e amo come pochi altri.

Ce la possiamo fare, ce la dobbiamo fare, dobbiamo tirare fuori il nostro lato migliore, ciò che ci distingue da tutto il resto del mondo. A questo proposito mi permetto di riproporvi un pezzo di settembre 2010, improntato all’ottimismo.
Ve ne giro solo un pezzo, tanto per cambiare l’avevo presa un momentino larga; per chi si fosse perso i due post, la storia inizia QUI.
Parto con l’autocitazione.

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Ora, cosa c’entra tutto ciò con il fatto che sono tornato da una vacanza greca con la convinzione che l’Italia ce la può fare?
Tornando dall’estero, fosse pure la Grecia e non la Scandinavia o il Lussemburgo, ti rendi conto che ci sono tante analogie tra la situazione di Sodoma e quella della nostra povera Italia: non fatemele ripetere, mi viene già la nausea solo a pensare di elencare la triste ed infinita lista di problemi e malcostumi che, oltre tutto, conoscete quanto me.
Per fortuna, a differenza di Sodoma, in Italia ti inchiappettano per strada ma non siamo ancora arrivati al punto di dire ad un padrone di casa “Fai uscire i tuoi ospiti che glielo buttiamo nello sgnau”, come accadeva nel post precedente. E con questo sono finite le cose che ci distinguono dall’antico merdaio mediorientale, per tutto il resto siamo piazzati uguale.

Visto che non mi risulta esistere un qualsivoglia Dio, non c’è nessuno che può incenerirci, salvo Ahmadinejad se gli diamo un po’ di tempo per organizzarsi, anche se spero che intervenga prima Israele.
Quindi ci limiteremo a scomparire, verremo cancellati dalla storia, dalla realtà, dalla logica delle cose: lasciamo perdere le nostre istituzioni marce, pensiamo piuttosto alla nostra evidente debolezza, noi che proprio non riusciamo a trovare lavoro in casa nostra mentre una decina di milioni di immigrati ci sono riusciti benissimo, noi obesi, noi deboli, noi molli sulle gambe, noi vecchi, noi falsi.

Noi che, alla faccia del mondo, ce la faremo.

Perchè lo sostengo, quando tutto suggerirebbe il contrario?
Ho cinquant’anni, ho avuto la fortuna di girare quasi tutto il mondo, di nazioni importanti mi manca la Cina continentale, dove mi ripropongo di farci prima o poi un giro, e l’India, dove non intendo andare neanche se mi pagano.
Non mi considero come

l’uom dal multiforme ingegno che città vide molte e delle genti l’indol conobbe

ma ne ho viste comunque tante e proprio per questo sono certo che noi abbiamo qualcosa in più, un qualcosa che, non so come, ci salverà.
Non parlo della millantata fantasia, della creatività, del gusto del bello: noi abbiamo un asso nella manica, quindi una ragione di esistere, quindi ce la faremo.

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Perchè noi ci laviamo il culo.

Perchè siamo noi il vero Popolo Eletto, il prediletto del Signore,
l’unico popolo al mondo che possiede quella specie di Santo Graal che è il Bidet.

Il Bidet rappresenta per noi quello che sarebbero stati i famosi Dieci Giusti per Sodoma e Gomorra, è per noi come l’Olio Crismale e l’Olio dei Catecumeni, è l’assoluzione dal Peccato Originale, è l’impenetrabile pelle di Achille –tallone compreso-, è l’armatura di Iron Man, è l’Occhio di Zoltec, è la vera Fede che ci eleva dal piano degli animali al livello degli Dei.

Sono trent’anni che, quando sono all’estero, mi ritrovo a lavarmi il culo nelle docce, nelle vasche da bagno, nelle tristi bacinelle che ti fanno trovare in bagno negli appartamenti in affitto, quando poi non mi ritrovo a fare contorsioni ed acrobazie alle prese con il lavabo dove, magari, cinque minuti dopo mi lavo i denti.
E mi rifiuto di credere che tutti i popoli del mondo si sottopongano a vita, non episodicamente come me, ad una tortura del genere.
La spiegazione più immediata e logica è che siamo gli unici che si lavano il culo.

I nazisti dividevano il mondo tra razza ariana e gli impuri, i razzisti tra bianchi e neri, i musulmani tra fedeli ed infedeli: no, il mondo si divide tra chi si lava il culo e quelli che lasciano le frenate nelle mutande.
E il fatto che noi siamo gli unici che appartengono alla prima categoria, avrà il suo cazzo di significato sì o no?
Gente, ce la faremo.

Dottordivago

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