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Archive for 10 novembre 2011

Sottotitolo: supersfiga, sfiga e mezzasfiga

marco-simoncelli-1Sindaco-di-Genova-Marta-Vincenzicorna

Nel post Spartacus, titolo che non c’entra una fava col contenuto, se non nel senso di “strappare le catene” dell’impotenza, avevo preannunciato che avrei chiesto il vostro aiuto per una minchiata che avevo in mente.

Bòn, da quel momento, manco a farlo apposta, c’è sempre stato qualcos’altro di contingente su cui spandere un po’ di letame: e se non era la crisi era la Grecia, e se non era il governo era l’alluvione… eccheccazzo!… Oh, qui tocca anche portare a casa la pagnotta, mica si può scrivere e basta tutto il santo giorno…
Così quando c’è tempo, uno si mette lì e si ripropone di andare avanti con la misteriosa iniziativa, senza cagare tutto il resto. E invece no, mi tocca distrarmi ancora una volta dalla mia missione.

D’altronde, arrivano certi momenti…
Certi momenti che… come cazzo si fa a stare zitti?
Queste tre persone, che qui mostro sorridenti -come si dice… “parlandone da vivi…”- o se ne sono andate o stanno per andarsene, motivo per cui vorrei tributare loro l’onore delle armi e, tanto per cambiare, ricordare ai giornalisti che nel loro mestiere non devono dire minchiate per volontà divina, non sono obbligati, non sono “unti del Signore”, non hanno “sentito la chiamata”; caso mai, se hanno sentito qualcosa, potrebbe essere un tinnito o un tappo di cerume, comunque niente che un buon otorino non possa mettere a posto.

marco-simoncelli-1Partiamo dalla Supersfiga.
Siamo d’accordo che il povero Marcolone si è beccato la Sfiga Bisesta Sfiga Funesta?
Nel senso che una botta di sfiga così capita una volta nella vita…
No, dài, freddure a parte, una sfiga così capita una volta ogni quattro anni… ma non parlando di motociclismo, eh… bensì considerando ogni campo dello scibile umano: confrontato al suo destino infame, anche il classico “karma di merda” di uno sfigato medio, diventa un sei al Superenalotto.
Se si fosse inclinato un millesimo di grado in meno, probabilmente sarebbe rimasto in piedi; se fosse caduto altre mille volte in quel punto, lui e la moto sarebbero finiti nella ghiaia, ognuno per conto suo; sfiga nella sfiga, sbaglia “troppo poco” per stendersi e Marco è una bestia cattiva, un guerriero, capisce che non tutto è perduto, così resta aggrappato alla moto e la sua traiettoria, tra le mille possibili, va a incrociare i due che arrivano.
Oh, sarebbe stato un tiro difficile anche per un campione di tiro al piattello, quella cosa che sfrecciava da sinistra a destra…
Invece lo prendono; e dimmi te, dove lo centrano?
Ora… voglio dire… và che era lungo, Simoncelli, eh? Era lungo come la Quaresima, ce n’era di posto per centrarlo… Invece… 
Tac.
‘Na botta ‘n capo ‘ome a ‘oniglioli (una botta in testa come ai conigli), diceva Massimo, il mio amico di Montaione (FI), comune depisanizzato, quando minacciava i figli che facevano i capricci.
Sul coppino o l’osso del collo o come preferite chiamarlo: un pelo più in qua c’era la gobba imbottita, un pelo più in là il casco.
No, proprio lì lo pigliano, vaffanculo alla Sfiga Bisesta…
Senza voler gufare nessuno ma facendo un semplice calcolo statistico, posso capire se una cosa del genere fosse successa a Pedrosa: è alto un metro, di cui mezzo metro lui e mezzo metro il collo… voglio dire, hai già un 50 e 50…
Va beh, chiudiamola qui, che mi sta venendo il magone.

Naturalmente, un bel vaffanculo a giornalisti e commentatori che di moto dovrebbero capirne più di me. Hanno dato la colpa alle gomme, che sono uguali per tutti, hanno tirato in mezzo l’elettronica che, con tutto il male che se ne può dire, non c’entra, non ha mantenuto accelerata la moto: magari dopo una caduta il motore resta acceso e la ruota gira ma non ha coppia, non spinge.
Se il pilota chiude, la moto si ferma; se così non fosse, ad ogni curva ci sarebbe un camposanto.
Alcuni hanno tirato in mezzo la velocità.
Bravi, facciamo delle gare di regolarità come le auto storiche, così Marco avrebbe rischiato di morire cadendo da un’impalcatura, semplicemente perchè avrebbe preferito fare il muratore, che non certe cagate…
Onore a te, SuperSic, grande amico mai conosciuto.
E un abbraccio alla tua meravigliosa famiglia.

Passiamo alla sfiga, quella del Sindaco di Genova.

Sindaco-di-Genova-Marta-Vincenzi

Viene voglia di dirle “ridi in faccia a ‘sto cazzo”, eh?

Eppure io la difendo.
«Non ha chiuso le scuole».
E allora? Non dico gli alunni delle elementari, ma quelli delle medie o delle superiori, in una giornata di vacanza “regalata”, rischio 2 o 15, riuscivi a tenerli a casa?
Ma per piacere…
Sarebbero stati tutti a vedere la piena, con l’incoscienza e la voglia di mettersi in mostra tipica di quell’età: mi sa che la scuola ne ha salvati qualche decina…
E a quelli che sostengono che una ragazza di 19 anni non sarebbe morta mentre andava a prendere il fratello a scuola, consiglio di rileggersi il paragrafo precedente, quello in cui si parla di “se” e di sfiga.
Paradossalmente mi è piaciuta meno, la Marta, quando ha fatto “atto di contrizione” e si è presa sulla coscienza dei morti che non le competono.
Ho sentito dire: «Certo, se è destino, te ne fai una ragione ma se è colpa di qualcuno… allora è peggio.»
Certo che è colpa di qualcuno, di una lunghissima fila di qualcuno, una fila a cui il Sindaco si è attaccata per ultima.

Tutti i catastrofologi temono la frana del Cumbre Vieja, nelle Canarie, che provocherebbe uno tsunami epocale nell’Atlantico.
Io sarei preoccupato allo stesso modo se abitassi in Corsica o in Sardegna, nel timore che venga giù Genova, dal Passo dei Giovi alla Foce.
È una città in discesa che vive col freno a mano tirato, hanno costruito centinaia di palazzi che lo sa la Madonna dove sono attaccati, tutta roba che prima o poi viene giù, garantito.
Ma i Genovesi lo sanno e hanno provveduto: hanno costruito un’altra Grande Muraglia di palazzi in riva al mare, così quello che dovesse mai venire giù, si fermerebbe senza bagnarsi.
Ehm… gente… E l’acqua? Dove scarica? 
«Oh belinone, l’acqua la strada se la trova, no?»
Appunto, se la trova; e se non nel torrente Fereggiano, passerà  in Via Fereggiano, giusto? E se non capita un disastro tutte le settimane è perchè raramente piove come ha fatto l’altro giorno.
Insomma, la Marta si è beccata un’eredità di debiti e condannarla per i recenti disastri, non mi pare bello

Ad Alessandria siamo stupidi come i Genovesi, con la differenza che loro hanno una storia più lunga della nostra, hanno iniziato prima a fare minchiate sul territorio. Ma noi ci stiamo impegnando per recuperare.
Qui, al centro del triangolo industriale, in questi giorni è andato a bagno solo un centro commerciale e relativo distributore, fatto mai accaduto a memoria d’uomo.
No, non centrano gli sconvolgimenti climatici, quello è un posto in cui il Bormida ogni dieci anni va a farsi un giro: semplicemente, quattro o cinque anni fa non c’era niente da mandare a bagno, perchè negli 800 e rotti anni della storia di Alessandria, nessuno è mai stato così ciuccio da costruire lì.
Ma la cosa spettacolare è che il centro commerciale è costruito come una palafitta: parcheggio piano strada, pilastri e sopra tutto il resto, come dire “sì, sappiamo che potremmo andare a bagno, non siamo mica stupidi…”
Prima ho detto “la cosa spettacolare”? Errore mio, scusate.
La vera cosa spettacolare è che se mai il fiume si allarga ancora cento metri, sapete cosa fa su? 
La caserma dei Vigili del Fuoco, che poi sarebbero quelli che dovrebbero intervenire per primi in casi del genere, inaugurata nel 2007, annata nella media per Barbaresco e Nebbiolo ma eccezionale per le cagate, qui in Piemonte.
Però mi sa che chi l’ha voluta in quel posto, la sa lunga: avendo l’acqua in casa, i Pompieri sarebbero i primi a rendersi conto dell’emergenza. Diabolici…

Va beh, tornando a Genova, un vaffanculo di cuore ai giornalisti. E a chi, sennò?
Le abbiamo sentite tutte:
«A Genova, in meno di un giorno, sono caduti 400 millilitri di pioggia»
Oddio! Quasi mezzo litro d’acqua? Altro che scapparci il morto…
Un altro, senza riferimenti temporali, ci informa che «Ci sono stati momenti in cui eravamo prossimi ai 18 centimetri!», come diceva un mio amico mentre se lo misurava…
Ne ho sentite altre cento ma, come le barzellette, non mi vengono in mente quando servono. Comunque, inviati e corrispondenti, un atto di coraggio, forza: giù il microfono e dài col badile, che c’è bisogno…

È tardi, gente: Silvio lo vediamo domani, anche perchè stasera devo fare una verifica, poi vi dico…

Dottordivago

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… ci credo.

a

b

Raccontatemi quello che volete: non ci credo.
E il mio non è un “Non ci credooo!!!” dettato dallo stupore, è che proprio non ci credo, non è vero, è una minchiata, un pesce di novembre.

Ok, il mondo sta andando a puttane, siamo circondati da imbecilli, tutto quello che volete.
Ma a questa, non ci credo.

Dottordivago

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