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Archive for 9 dicembre 2010

Come unica via di salvezza per l’Italia, Montegaglia e Marcezemolo invocano e auspicano la produzione di manufatti di altissima qualità, la famosa eccellenza, giusto per non farci fare le scarpe dai Cinesi, che ci copiano i prodotti medio-bassi e li rifanno meglio a un decimo del prezzo.
Mah, sarà… 
E se invece… se incominciassimo a copiare noi qualcosa da loro?…

miniera

Cina, condanna a morte manager miniera

di Ansa

(ANSA) – SHANGHAI, 2 DIC – Un tribunale cinese ha confermato in appello la condanna a morte con due anni di sospensione per due alti responsabili di una miniera nella quale, l’anno scorso, uno scoppio provoco’ la morte di 76 minatori.La corte provinciale dell’Henan ha rigettato l’appelllo dell’ex responsabile della miniera di carbone n. 4 di Pingdingshan,nel distretto di Xinhua.La corte ha confermato la pena capitale anche al suo vice.Rigettato l’appello di altri tre manager, condannati a 13, 15 anni e all’ergastolo.

Lo dico da una vita: facendo un Bignami del Vangelo, si evince che la summa del Gesù Cristo-pensiero è la seguente:

Ama il prossimo tuo come te stesso.

È lampante: se ti comporti con gli altri come con te stesso, di sicuro non vai in giro a fare troiate.
Se proprio devi girare interamente sul prossimo quello che è il tuo comportamento nei tuoi confronti, al massimo ti ritrovi ad offrire qualche sigaretta –che è un sistema per farsi del male- o, tutt’al più, a pasticciare nei pantaloni di qualcuno, comportamento riflessivo abituale dei maschietti. 
Quindi, con questo comportamento –non le pippe, parlavo dell’amare il prossimo…- si rendono pleonastici tutti i Dieci Comandamenti in un colpo solo.

Allo stesso modo, con un paio di Precetti Laici si può salvare ‘sta povera Italia:

1) Chi sbaglia paga
2) Bisogna lavorare

Riguardo al Primo Precetto Laico, siamo messi male. ma male male male.
Lasciamo perdere il caso del manager cinese a cui forse tireranno il collo: è un capro espiatorio, figlio di puttana ma sfigato, un po’ come Armanini che, di tutta Tangentopoli, è l’unico che si è fatto un cicinìn di galera; la Cina sta facendo il boom che sta facendo, proprio perchè non ci sono regole e tutti accettano la situazione, salvo fare la festa “random” a qualcuno.
Il problema è che il 90% dei crimini, da noi, al netto di sconti e riduzioni prevede pene inferiori ai tre anni, solo che, sotto i tre anni, in galera non ci va nessuno.
Se poi si tratta di fatti non di sangue ma di soldi, allora è ancora meglio: quando il colosso Enron ha fatto il botto, bruciando 60 miliardi di dollari, Jeff Skilling, Amministratore Delegato e “regista” della colossale truffa finanziaria è stato condannato a 24 anni di reclusione. E li sta facendo. Uno degli uomini più potenti del Paese.
Gli altri responsabili che hanno collaborato con la giustizia, non sono riusciti ad evitare pene comunque severe (10, 3, 2 anni di reclusione). E li stanno facendo o li hanno fatti.
La stessa fine l’ha fatta Bernie Madoff: è passato da un attico di 1500 mq a una cella di 4.

Il sciur Tanzi, che ha fatto un botto più piccolino ma che, rapportato all’economia italiana, ha un peso anche superiore a quello di Enron per gli USA, ha fatto qualche settimana dentro, nella bambagia di qualche infermeria o cella d’isolamento a cinque stelle; al momento, il suo pensiero più grosso è quello di tranquillizzare i suoi prestanome: “Nervi saldi, ragazzi, non vi cerca nessuno”.

Ho mirato al bersaglio più grosso, inteso come il più grosso tra quelli che non si fanno le leggi salva-culo; ma quanti ce ne sono, come lui?
Siamo sinceri: ok i valori, l’amore, la salute, la famiglia… ma quelli che mettono d’accordo tutti quanti sono i soldi.
E noi, che la sappiamo lunga, depenalizziamo i reati finanziari.
Marca “bravo” al Berlusca.

Secondo Precetto Laico: siamo messi pure peggio.
Non molti anni fa, “fare il ponte” significava attaccare la domenica al martedì o il venerdì alla domenica; se una festività cascava di mercoledì o giovedì, ci giravano le balle: niente ponte, porca troia.
Poi il sabato è diventato festivo per quasi tutti e il giovedì, quando festivo, è stato istituzionalizzato come ponte.
Siccome il progresso e le tecnologie fanno passi da gigante e i ponti sono sempre più lunghi, oggi è sufficiente un mercoledì di festa che si blocca tutto per una settimana.

Dice: “Eh… ma c’è anche Sant’Ambrogio, martedì…”
E dove cazzo ero, io, quando Bossi ci ha fatto diventare tutti Milanesi?
Noi Alessandrini, i Fiorentini, i Napoletani o i Siciliani, Sant’Ambrogio non ce lo siamo mai inculato quant’è lungo; però, perlomeno al mio paese, si ferma tutto lo stesso.
Aspetto due consegne di vetri, una da Bologna e una da Genova: secondo voi, in questa settimana ne vedo una?
No, c’è il ponte.
Non ho detto “zanzariere”, che in questo periodo, giustamente, quelli che le fanno battono un po’ la canna; ho detto “vetri”, senza di cui le finestre servono a poco ed io ne ho una montagna e mezza da consegnare, di merdosissime finestre…

Bon, facciamola corta: sappiate, cari pontisti, che sto pregando per uno tsunami in zone marittime, valanghe come se piovesse per le località di montagna e pioggia di merda sulle città d’arte.
Ah, già, ci sarebbe il crescente fenomeno dell’agriturismo…
Le cavallette! 

E orde di zingari in quei begli appartamenti deserti…

Dottordivago

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