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Archive for 24 novembre 2010

La ricostuzione.

Qualcuno ha definito il giorno dell’omicidio di JFK “il giorno in cui l’America perse l’innocenza”, di altri avvenimenti è stato detto: “Nulla sarà più come prima”.
Beh, dopo l’alluvione, ad Alessandria nulla è stato più come prima: meglio sotto certi aspetti, peggio per altri.
Ed Alessandria ha perduto la sua innocenza.

Partiamo da quest’ultima.
Ad Alessandria non succede mai niente, poi c’è stata l’alluvione e siamo andati in pareggio con secoli di nulla.
Prima, però, potevamo parlare di Roma Ladrona e di aiuti a pioggia, anzi, a catinelle, per il Meridione, poi è toccato a noi.
Ora di cominciare a parlare di risarcimenti, ne ho viste di tutti i colori: come dico sempre, a parte chi ha avuto dei morti, la maggior parte di chi ha intravisto l’acqua del Tanaro firmerebbe per un’alluvione all’anno; e se qualcuno sostiene il contrario, otterrà da me una sola risposta: dovevi svegliarti.
Poi capirete a chi mi riferisco…

Avevo già accennato qualcosa in un’altra occasione ma ci torno su.
Alle elementari, quando si studiava la storia dell’antico Egitto, c’era il tormentone delle piene del Nilo, il cui fertile limo trasformava terreni riarsi in campi ubertosi (ehm… Storvandre… questa la mettiamo con “onusto”…).
Devo dire che anche la merdazza del Tanaro non ha scherzato.
Su Alessandria si è riversata la più imponente mole di denaro che si sia mai vista dal Barbarossa ad oggi ed è finita, per gran parte, nelle mani della neo eletta giunta leghista che, ad onor del vero, non si è comportata male; diciamo che solo un paio di anni prima ne sarebbero spariti la metà e il 90% della rimanenza sarebbe stato sprecato, loro sono stati più onesti.
Cosa vuoi mai… erano agli inizi, dagli tempo…

Comunque sia, soldi ne sono girati.
E gli Alessandrini si sono mossi bene: hanno dato il peggio.
Chi non ha avuto un danno-che-è-uno ma aveva una macchina da cambiare, ha presentato regolare richiesta e ha ottenuto il bonus.
Poi ci sono quelli come me, cioè quelli che hanno avuto l’acqua sotto casa ma è andata a bagno solo la cantina.
Si è scoperto che Alessandria era una specie di Coober Pedy se non addirittura “Il Regno Degli Uomini Talpa”: tutti tenevano tutto in cantina.
Collezioni di champagne che manco a Reims se le sognano, argenteria, pellicce, quadri sventuratamente parcheggiati lì il giorno prima dell’alluvione per imbiancare le pareti di casa, gioielli, ciclosincrotroni; e tutto questo ben di Dio era custodito in cantine piene di topi e puzzolenti di gasolio o di fogna, anche prima dell’alluvione…

Diavoli di Alessandrini… hai capito perchè i ladri forestieri non trovavano un cazzo in casa e ci davano dei barboni?
Era tutto in cantina, coglioni!

Hanno dovuto mettere un tetto ai risarcimenti: il 30% del danno, fino a un massimo di 1.250.000 lire, cifra che corrispondeva ad un danno totale di oltre quattro milioni di lire; tra svalutazione e cambio di valuta, direi un 4/5000 euro di oggi.
In cantina…
Credo che l’unica eccezione sia stata rappresentata dal mio amico Claudio.
Abita in una zona pesantemente colpita, anche se l’acqua si è fermata a quattro dita dal primo piano, dove lui vive; aveva una cantina molto bella e sana, mezzo metro sotto il livello stradale, con una splendida finestra sull’esterno, così lui ne aveva approfittato per farci la succursale dell’ufficio e dentro ci teneva il computer, il fax, la stampante, un impianto stereo per lavorare in allegria e un sacco di altra roba.
Quando si è trovato in coda per presentare la richiesta danni, dietro a gente che in cantina aveva i risparmi di una vita, dopo aver notato la faccia scoglionata degli impiegati che si vedevano presentare richieste di milioni, ha seriamente pensato di girare i tacchi; poi si è fatto avanti ed ha passato mezzora a spergiurare che lui aveva tutta quella roba in cantina, con l’impiegato che rispondeva “Sì, certo, come no? Lo scanner? Ahh, ce l’aveva lo scanner, certo… in cantina…”

Poi c’è stato uno che ha vinto il premio “Stupidità Mandrogna”: io.
Il sottoscritto, che in cantina non teneva un beneamato cazzo, non ha inoltrato regolare richiesta di risarcimento, come hanno fatto tutti.
Ma, sia ben chiaro, non per specchiata onestà: bruciato dal sacro fuoco della solidarietà, impegnato a portare aiuti ai bisognosi, non ho neanche preso in considerazione la cosa, non ci ho proprio pensato.
Dovevo svegliarmi.

Capito a chi mi riferivo? 
Vi sono più simpatico, adesso che ho smesso di fare il fenomeno ed ho iniziato a darmi del pirla, vero?
Ma mi rifarò con un ultimo colpo di coda.
Continua.

Dottordivago

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