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Archive for 9 agosto 2010

Non so bene cosa sto facendo, però soldi non me ne chiedono, la Silvietta sembra simpatica e non sa cosa farsene di un mio rene.
Niente… lasciate perdere… cose mie.

Dottordivago

P.S. Avviso ai naviganti: se iscriversi a Paperblog è peggio che beccarsi una ragade anale, ditemelo…

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Notizia di sabato:

Afghanistan, trucidati otto medici tedeschi e americani. I talebani:”Erano missionari cristiani”

Allineati e freddati con raffiche di mitra. Così sono stati uccisi 8 medici – 6 tedeschi e 2 americani – tutti oculisti, nel nord dell’Afghanistan. I loro corpi crivellati di colpi, assieme a quelli di due interpreti afgani, sono stati ritrovati dalla polizia afgana vicino al confine con il Pakistan, nella provincia del Badakhshan. Del gruppo di undici persone è rimasto un unico sopravvissuto, che ha raccontato i fatti alla polizia.

Otto volontari occidentali e due interpreti – I medici, in viaggio verso la provincia del Nuristan, si erano accampati in tenda: si trattava dell’ultimo giorno del loro viaggio – scrive lo Spiegel online – durato due settimane. Fra le vittime ci sono tre donne.
Il capo della polizia provinciale, Agha Noor Kemtuz, ha detto che i corpi delle vittime sono stati ritrovati vicino a quattro veicoli, crivellati di colpi, nel distretto di Kuran Wa Munjan. La portavoce dell’ambasciata americana a Kabul ha confermato l’assassinio di alcuni “cittadini statunitensi”. Il ministero degli Esteri tedesco ancora non conferma la notizia. Gli abitanti dei villaggi locali hanno detto di aver incontrato gli stranieri nei giorni precedenti. Tre giorni fa le loro auto erano state ritrovate crivellati di colpi e la polizia locale aveva inviato squadre di ricerca.

La rivendicazione talebana – L’ipotesi più accreditata era in principio che si fosse trattato di criminali comuni. Ma è da poco arrivata una rivendicazione nella quale i talebani, tramite un loro portavoce, hanno affermato di avere ucciso “nove missionari cristiani”. “Si erano persi – ha detto il portavoce dei talebani Zabihullah Mujahid – quando una nostra pattuglia li ha trovati hanno cercato di scappare e sono stati uccisi”. “Erano dieci, di cui nove stranieri, Cinque degli stranieri erano uomini e c’erano quattro donne. L’ultimo era un afghano”, ha aggiunto il portavoce. “Avevano bibbie in dari, carte, sistemi Gprs, facevano una mappa delle posizioni dei combattenti talebani”, ha ancora precisato il portavoce.

Pochi giorni fa ho parlato dei due artificieri italiani morti in quel posto di merda lì, definendoli semplicemente due onesti lavoratori che hanno scelto un lavoro pericoloso ed hanno deciso, volontariamente, di farlo in un posto molto pericoloso.
Diciamo che, volendo mettere una foto che li rappresenti, ci vorrebbe una via di mezzo tra le due pubblicate qui sopra, anche se molto più vicina al medico che a Rambo.
Onore ai caduti, sostenevo, ma gli eroi sono un’altra cosa.

Servono eroi?
Eccone qua otto, freschi di giornata.
Più freddi che freschi, però –e qui non si discute- eroi.

Non stiamo parlando di gente che a casa loro guadagnerebbe 1000 euro al mese che, in Afghanistan, vengono quintuplicati; qui si tratta di medici, in questo caso oculisti, che a casa loro non si sarebbero fatti mancare niente: 10/15.000 euro al mese sono alla portata di qualsiasi oculista che visiti al di fuori del SSN, senza la mutua, per capirci.

A causa dell’età ho un punticino di presbiopia: niente di che ma con gli occhiali è un’altra cosa, così, l’anno scorso, vado dall’oculista per una visitina e la relativa prescrizione lenti: dieci minuti, 120 euri; prima di me molti altri, dopo di me ancora di più: praticamente una giornatina da 2000 euro malcontati.
Ecco, a uno così verrebbe quasi da augurarglielo, l’incontro col Feroce Saladino; ma solo finchè si limita ad arricchirsi nella decadente Europa o nell’imperialista Occidente.
Nel momento in cui questo signore decide di andare a curare a gratis dei poveracci in un qualunque buco di culo del mondo, decisione che, nel caso dell’Afghanistan, ha lo stesso margine di rischio del giocare alla roulette russa con una pistola automatica, quel signore diventa immediatamente il mio eroe; non ho detto che lo inserisco d’ufficio nell’elenco dei più furbi, però nella mia personale Hall of Fame, sì: se è già un bel gesto rinunciare a “1” ed andare a rischiare la pelle per ottenere “5”, vogliamo dare un bel voto a chi lascia “10” e va a studiarsi una grana enorme per ottenere “0”?

Io non sono così.
Nel 2003, quando è iniziata la ricostruzione in Iraq, il megadirettore di un’azienda multinazionale mia fornitrice (per chi non lo sapesse, io produco serramenti), persona che conosco da quando era un semplice Direttore Commerciale, mi ha contattato e, un po’ sul serio, un po’ ridendo, mi ha detto: “Pensa a quanto può guadagnare uno che, conoscendo il nostro settore nonchè la lingua inglese, abbia voglia di trasferirsi qualche anno a Bagdad, con tutte le garanzie ed i contatti di cui possiamo disporre noi, come multinazionale…”
”E tu, quanto pensi possa sopravvivere uno così?”
”Maffigurati!… Quelli che ci rimangono sono babbei allo sbaraglio, senza una struttura, senza conoscenze e protezione…”

Naturalmente non mi ha convinto; per la precisione non mi ha mai, mai e poi mai sfiorato minimamente l’idea di starlo a sentire, quindi non abbiamo neppure affrontato l’argomento “soldi e garanzie”, di ottimo livello, a quanto mi lasciava intendere.
Pochi giorni dopo, a Bagdad, hanno fatto saltare in aria Sergio Vieira de Mello, inviato speciale delle Nazioni Unite, personaggio a cui erano stati dati molti più soldi e garanzie che a qualsiasi contractor nel merdosissimo Iraq.

Purtroppo era agosto ed il megadirettore aveva il telefono aziendale spento, così non ho potuto ribadirgli il concetto di andare a prendersela nel culo lui e tre quarti del Medio Oriente.
E non posso neanche dire di aver fatto la scelta migliore, visto che avrei preso più in considerazione la proposta di dargli un milione di euro per infilarmi sotto la scrivania e fargli un ricco e succulento pompino, che non di accettare un lavoro del genere: semplicemente, non mi sfiorava il pensiero.

Bertolt Brecht diceva: “Sfortunato quel popolo che ha bisogno di eroi”; pensate un po’ come siamo messi noi, che dobbiamo onorare otto oculisti…

Averne, gente così.

Dottordivago

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