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Archive for 24 aprile 2010

Il mostro

Ho appena preso una bracciata di conti che dovrei fare e li ho scaraventati lontano: m’aĝĝ’ rutt’ u cazz’… è suonato il campanello della ricreazione.

Quindi, prima vi beccate un po’ di ostensione, poi un raccontino.

Nota dell’autore:
per tutta la durata di quell’importante ed intelligente evento che è l’Ostensione della Sindone, questo blog vuole offrire ai suoi visitatori qualcosa di altrettanto serio, ostensando ostruendo ostiando proponendo di volta in volta oggetti di culto laici, sacri o pagani, purchè si tratti di pacchi clamorosi che rendono un mucchio di soldi solo a chi li vende, giusto per rimanere nel campo della Sindone.

180px-Hahnemann

Samuel Hahnemann,

fondatore dell’omeopatia.

E se con voi funziona,

ho due buone notizie:

la prima è che riuscite

a curarvi con la mente,

la seconda è che

non avete alcun

malanno da curare.

L’acqua fa bene

ma non se assunta

contando le gocce.

Si parlava di raccontino?
E vada per il raccontino.

1981, massimo 1982, sera d’estate: con una manciata di altri deficienti faccio la spola tra Baleta e la Piazzetta.
Come diceva Re Artù in un vecchio Carosello:

Come mai non siamo in otto?
Perchè manca Lancillotto!

”Dov’è Pedro?”
Io lo so: “Aveva del buono con una: mi sa che la porta a cena –va beh, diciamo “pizza”- e poi la fa star bene…”

È lunedì, non c’è una discoteca aperta nel raggio di 50 km, quindi “serata bassa”: si resta lì, nell’ombelico del mondo, del nostro mondo, intendo.
Verso l’una vediamo arrivare la macchina di Pedro: contrariamente al solito la parcheggia in modo maniacale, fa avanti e indietro quindici volte, come se non ci fosse tanto con la testa, poi scende e sembra un morto che cammina.
”Oh scemo, cazzo fai?”

Trema tutto, balbetta, non riesce quasi a parlare, ha come un accenno di lacrime agli occhi.
Ci penso io.
Pedro ha la capacità di ubriacarsi con l’alito di un ciucco, quando è al bar non deve neanche leggere le etichette delle bottiglie, sennò parte; lo guido fino al Moderno, dove le dosi sono più generose che da Baleta; la situazione letteraria richiederebbe un paio di bourbon doppi, in realtà gli faccio buttare giù uno Stravecchio Branca che, a parità di alcool, costa la metà: dobbiamo togliergli la macumba, non fare una degustazione o girare un episodio del detective Marlowe.
Funziona: la dose che normalmente lo avrebbe ucciso, lo riporta alla realtà.

In breve: ha minimamente sfamato la tipa, poi ha sondato il terreno; capito che la serata metteva bene ha deciso di piazzarsi tranquillo in un posto isolato.
E qui mi scappa di divagare.

Pedro non era un uomo da mezze misure.

Dico “era” perchè non c’è più. È quello di cui vi parlavo molto tempo fa: scoperto di avere una qualche forma di leucemia, ha pensato bene di farsi suicidare da un omeopata svizzero; dopo un anno di cure ha provato con un medico serio: troppo tardi, rien ne va plus.
L’Ostensione di oggi è dedicata a lui.

Niente mezze misure, dicevo: finchè c’era da fare il pirla era un Numero Uno, quando s’è messo a lavorare ha fatto una montagna di soldi, quando c’era da morire è morto da super pirla.
Uno senza mezze misure, come spende i soldi?
Casa: pacchiano-hollywoodiana
Auto: BMW X5
Moto: Harley Davidson
Cane: pit bull
Su queste cose l’ho sempre caricato come una sveglia: gli dicevo che dalla prevedibilità e scontatezza degli acquisti, probabilmente il suo personal shopper era Bobo Vieri o un altro calciatore.

Torniamo alla serata estiva: dove va “in camporella” un uomo senza mezze misure?
In un posto in cui il Conte Dracula non si sarebbe sentito tranquillo: troppo isolato, troppo inquietante.
Si trattava di una collina con la cima disboscata, tipo la testa di un frate, per capirci, ed era talmente isolata che noi ci andavamo a sparare, usando le cataste di tronchi come muro di contenimento per le pallottole.

Si ferma ed inizia le operazioni.
Piccolo particolare: in quel periodo, un mese si ed uno no, a Scandicci affettavano qualche coppietta e la cosa ci rimaneva in testa, un po’ come farsi una nuotata di notte dopo aver visto Lo Squalo.

Dopo dieci minuti, quando la caldaia spingeva a tutto vapore, sentono una tremenda botta sul retro della macchina, si immobilizzano e, nel silenzio, sentono qualcuno che si allontana di corsa.
Non so voi, io c’ho la pelle d’oca ancora adesso.
Pedro si raddrizza come una molla, mette in moto e parte, nudo come un verme, come se avesse visto il demonio, per fermarsi e rivestirsi solo alla vista delle prime luci della città; porta a casa la tipa in preda ad una crisi di nervi, che non ha smesso per un secondo di dargli del coglione per la scelta del posto, e viene in Piazzetta a raccontarci la storia.

Lo Stravecchio lo ha rincuorato, noi gli diciamo di tranquillizzarsi, forse era un animale…
Macchè animale… Fa due passi intorno alla macchina continuando a raccontare: “…ho proprio sentito come una manata, qui dietro…“
Si immobilizza, col dito che indica l’auto:

Aba.. tt…eeh…eeh… mrsz…

Ricomincia a balbettare, indicando il bagagliaio.
Andiamo a vedere e rabbrividiamo anche noi.

Nitida e spaventosa, l’impronta di una mano impolverata si mostra ai nostri occhi.
Continua.

Dottordivago

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