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Archive for maggio 2009

pandagallia Ovviamente mi riferisco al raduno de ilpandadevemorire.

Mi rendo conto che sarà durissima: è già difficile decidere dove andare a mangiare una pizza quando si è in quattro, nella stessa città.
Qui dobbiamo mettere daccordo gente da ogni parte d’Italia, o quasi: sono esentati e giustificati la Niki da Kathmandu e Tuttoqua dall’India, anche se mi dispiace non poco; ci sarebbe anche Paz, che tra il Friuli ed il Brasile fa avanti e indietro come la pelle dell’uccello.

Tutti gli altri, perlomeno molti di quelli che mi marcano il territorio, sono a tiro di fine settimana.
A questo proposito, ci sarebbe da valutare se fare una cosa mordi e fuggi, tipo cena del sabato o pranzo della domenica, oppure individuare un posticino come si deve e dormire una notte in albergo.
La prima opzione è la più indolore, ma rischia di tagliare fuori i più lontani, sempre che abbiano voglia di partecipare; la seconda sarebbe sicuramente da preferire, sia per vederci con più calma che per muoverci con maggiore  tranquillità.
Non mi dispiacerebbe individuare un alberghetto al mare -niente di impegnativo, una cosa da non mettere in imbarazzo nessuno-  solo che, a causa della crisi, per i prossimi quattro mesi in Liguria sarà praticamente impossibile muoversi, salvo riuscire ad organizzare il tutto entro maggio.
E poi, cosa facciamo? Ci piazziamo in spiaggia a prendere il sole e guai a chi fiata?
Assolutamente no: la cena del sabato è sacrosanta, quella non si tocca; per la domenica mattina, con calma, avrei già in mente un paio d’ore di intrattenimento, giusto per arrivare all’ora del pranzo, dopodichè ognuno per sè e Dio per tutti.
Ma anche così, i problemi di rientro della domenica non ve li devo mica spiegare io, no?

Quindi si potrebbe optare per una cosa più filosofica: un posticino appenninico, giusto per centralizzare la “lochescion”; il programma potrebbe prevedere
-scusate se insisto- la cena di sabato ed una bella passeggiata domenicale durante la quale, in stile scuola peripatetica, la conversazione potrebbe decollare verso vette altissime, ma soprattutto accompagnarci fino all’ora del sacrosanto pic nic.
Qualora il tempo non permettesse, ci si potrebbe ripetere nella sede serale.

A qualcuno viene in mente un posto simile?
Avete altre proposte?
Riusciamo ad avere un’idea sul numero dei partecipanti?
C’è qualche data che preferite o qualcuna da evitare assolutamente?

Per qualsiasi comunicazione pubblica sapete come fare, per colloquii privati la mail del Panda è
ilpandadevemorire@gmail.com

Ancora una cosa, per gli uomini: evitate di farmi cento volte la famosa domanda. Vi dico già da ora che non lo so come siamo messi a figa, chiaro?
E poi, se ci fosse qualcuna che dopo due bicchieri la dà a cani e porci, è pregata di sedersi vicino a me…

Ci proviamo?
Vi prometto che l’ignoranza si taglierà col coltello…

Dottordivago

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Dicesi momento “sbleah” quello in cui uno avrebbe solo voglia di spalmarsi su un divano, ma l’amor proprio, per fortuna, glielo impedisce: pensandoci bene, credo che il rispetto per sè stessi sia il miglior vaccino contro la depressione.

La cosa buona di questo periodo è che non ho nessuna sfiga che mi pende sulla testa; detto ciò, posso ricominciare a scrivere a due mani, senza tenerne una sulle palle, che non si sa mai…

La cosa meno buona è che mi annoio.
E non perchè non so cosa fare: il lavoro non manca e c’è pure qualche cosa nuova in pista; quello che manca è la novità, lo stimolo, lo scrollone, il divertimento: le novità della vita, intendo, chi se ne fotte delle novità del lavoro!…
Lo so, c’è gente che se la passa peggio, ma io volevo la vita “come quella di Steve Mc Queen”, ed ero partito pure bene; un sacco di curve, svolte, saliscendi: un vero piacere guidare su una strada così.
Poi è cominciato ‘sto cazzo di rettilineo… La macchina è comoda e funziona bene, il tempo è buono, sul sedile del passeggero c’è Bimbi e mi auguro che la strada sia ancora molto lunga; se solo non sembrasse una retta che sprofonda nell’orizzonte…

Quando si sta passando un periodo come il mio si desidera dare una svolta, tipo mollare tutto e mettersi a produrre braccialetti a bordo di una barca a vela nei mari del Sud e venderli ai turisti, solo che io le odio, le barche a vela, e i miei braccialetti farebbero cagare, ne sono sicuro.
Se uno è un pirla, di solito prende una decisione avventata, tipo acquistare una casa al di sopra delle sue possibilità e vivere per essa; se il pirla è supportato da una degna compagna -una sottocategoria sono quelli che quando si annoiano da fidanzati decidono di sposarsi, per poi separarsi dopo sei mesi- molto spesso decidono di fare un figlio, solo che un figlio, come dicono loro, “ti cambia la vita”, ma non è il tipo di cambiamento che intendo io.
Ritengo che alcuni annoiati si dedichino alla beneficenza -tipo First Ladies o mogli di grandi uomini a cui non resta che vivere nell’ombra del consorte- ma si tratta dei casi più disperati; sono coloro che fanno i buoni perchè non sono in grado di essere cattivi, visto che sono capaci tutti di farsi appezzare regalando tempo e denaro: puoi essere il primo coglione del mondo ma sarai sempre il benvenuto in un villaggio africano, se arrivi con un camion di cibo e medicinali; e puoi essere un povero imbecille, ma nessun handicappato o anziano o barbone che stai aiutando te lo dirà mai.
Con questo non intendo dire che i benefattori sono una banda di pirla, assolutamente no, nella categoria ci sono persone il cui mignolo vale più di tre tipi come me tutti interi, però resta un modo per riscuotere  facilmente  consensi per chi non ha altre gratificazioni.

Pensandoci bene, è un po’ quello che faccio io: un sacco di gente si diverte nel leggere le mie minchiate, molti mi fanno i complimenti ed alcuni mi dicono che sono un genio.
Grazie mille.
Ma cosa accadrebbe se io dicessi:”Non intendo fare altro che scrivere cazzate: garantisco un post al giorno, corposo e curato, ma vi chiedo un sms al costo di un euro -tipo aiuti ai terremotati- alla settimana”.
Ve lo dico io cosa succederebbe: dovrei rispolverare il modem da 56 K, visto che non mi rimarrebbero neanche i soldi per pagare l’ADSL.

Tranquilli, non sto facendo un sondaggio di mercato: era una criptodivagata.
Ma la dice lunga sull’umore del Dottordivago…

Dottordivago

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