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Archive for 29 Mag 2009

Paolo e Milla

Dove vanno i palloncini quando sfuggono dalle mani dei bambini?

Dovrei domandarlo al mio cervello, visto che va sempre a fargli compagnia.
In questo momento, ad esempio… vai a sapere come mi vengono in mente certe cose…
Mi metto qui per scrivere due righe, con l’intenzione di sostenere le ragioni di Brunetta vs poliziotti panzoni, poi mi blocco: c’è un mio lettore della prima ora, nonchè amico da sempre, che per mettere insieme il pranzo con la cena fa il poliziotto, e gli deve riuscire particolarmente bene -non so il lavoro, ma pranzo e cena vanno a gonfie vele…- infatti è in leggerissimo sovrappeso.
Uno che sapeva come parlare alla gente, a suo tempo disse:”Se la tua mano ti crea scandalo, tagliala”; non penso si riferisse alle pippe, sennò i produttori di protesi sarebbero più ricchi di Bill Gates e tutti noi avremmo la pensione di invalidità.
Ecco, prima che la mia mano batta sulla tastiera qualcosa che faccia apparire una piccola ruga di tristezza sul viso angelico di Ginko, io la taglio.
O quantomeno le faccio scrivere cagate su altri argomenti.

E partendo da un amico, me ne vengono in mente altri.
Amici mancati, purtroppo.

Naaa, non ho nessuna intenzione di farvi un ricco e succulento bocchino su amici morti, tranquilli; e tutto ciò anche se comincio ad avere un’età per cui, a breve, quando incontrerò un amico non mi domanderà “come va?” ma mi cancellerà il sorriso con un “Sai chi è morto spalando la neve?”.

E allora, ‘sti amici mancati chiamiamoli “amici fasulli” e non ci pensiamo più.

Vacanza di Pasqua a Cayo Largo, anni fa.

cayo-largo
Appena arrivati affitto una moto e vado a fare un giro con Bimbi fino all’unico micro-porticciolo dell’isola, in cerca di un boat-charter per la pesca; naturalmente, nel paradiso del comunismo caraibico, circondato dal mare, trovare una barca è come cercare gli impianti di risalita.
La cosa mi era già stata ventilata, ma lì ne ho la conferma: un cubano con una barca, dopo un giorno non è più un cubano, perlomeno non è più a Cuba ma a Miami, quindi le pochissime barche sono affidate a personaggi di provata fede socialista e graditi al regime; in più, per garantirsi la fedeltà dei nocchieri, l’affitto delle barche ha un costo stratosferico, così, anche se il governo si becca la fetta più grossa, resta un piccolo capitale per l’ammiraglio; per capirci, con il costo di un rottame per mezza giornata, si può trombare per un mese.

Oddio, un paio di uscite non mi cambierebbero lo stile di vita, ma ve l’ho già detto che sono una testa di cazzo?
In un posto dove l’aragosta al ristorante costa come un aperitivo da noi, una barca non può costare dieci volte tanto rispetto a Forte dei Marmi, quindi che se la tengano, ho anche l’attrezzatura per pescare da terra.

Mentre ci facciamo un birrozzo, vedo arrivare due coppie in moto: uno dei due maschietti ha le mie stesse intenzioni e siccome, a differenza di me, è fisionomista, ricorda di avermi visto sull’aereo ed all’arrivo in albergo, carico di canne da pesca, quindi si avvicina e mi domanda se so qualcosa a proposito di barche.
Prima di esporre quanto ho scoperto li invito ad accomodarsi al nostro tavolo: Paolo e Milla, seguiti da Marco e Paola, tutti da Milano; partiti due a due, si sono conosciuti in quanto vicini di posto in aereo.

Beh, quante volte vi è successo di conoscere una persona e di starci da dio dopo cinque minuti?
A me un sacco di volte, ma prevalentemente quando giravo il mondo da ubriaco, più recentemente mai.
Succede in quel momento, solo che io sono un tarro espansivo ed invadente, che attaccherebbe un bottone ad un orco: quello che mi stupisce è che a Bimbi succede la stessa cosa.
Oh, ‘sta vacanza promette bene…

Continua.

Dottordivago

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