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Archive for 3 febbraio 2009

Approfitto dello sfogo sulle bacchette per rispolverare la mia immagine di strenuo paladino dell’Occidente, moderno crociato che non impugna la spada per difendere il Santo Sepolcro -cosa di cui mi frega zero, visto che per me vale quanto la Casa di Babbo Natale a Rovaniemi o la Casetta di Marzapane di Hansel e Gretel- ma impugna la penna per difendere quel poco di buono che la nostra civiltà ha partorito.

Premesso che sono assolutamente favorevole al mantenimento delle tradizioni di tutti i popoli, faccio notare che fino a pochi anni fa, anche mangiarsi il vicino di casa era uso corrente a Papua Nuova Guinea, così come tenersi al collo le teste rimpicciolite dei nemici era un dettaglio che non doveva mancare nel look del gentiluomo indio-amazzonico e trombarsi le sorelle è tradizione consolidata presso i bifolchi Cajun, che però, sui gamberi, lasciali stare…

Ora, che gli arabi mangino con le mani seduti per terra o che gli Orientali lo facciano con le bacchette, mi va benissimo: per me potrebbero farlo anche estroflettendo la lingua come il camaleonte o assimilarsi una coscia di pollo tenendola sotto l’ascella, a mo di pianta carnivora.

Basta che non rompano i coglioni a me.

Ovvio che se dovessi stabilire io qual’è il sistema migliore, coltello, forchetta e cucchiaio darebbero due giri a tutti; grazie tante, è il mio sistema…
Però, poi, pensandoci bene, mi convinco che sì, tutti gli uomini nascono uguali, e poi prendono strade diverse, ok, ma la differenza sta in quanta strada fanno.
Mi spiego meglio.
Fino a duemila anni prima di Cristo mangiavamo tutti con le mani, poi, da noi, qualcuno è saltato su e ha detto: “Banda di schincioni, perchè non impariamo a mangiare da cristiani? Forchetta, coltello, cucchiaio, forchettine per lumache, pinze per asparagi… Eh?”
Tutti si sono guardati, ci hanno pensato, poi l’hanno mandato a cagare ed hanno continuato a strafocarsi a mano per tremila anni, fino al Medio Evo.
Poco tempo dopo, in Cina, uno ha pensato:”Sono cinese sì o no? E allora mi sa che gli copio l’idea a quell’altro, quello che si è fatto mandare a cagare”.
Poi si è fatto due conti e si è detto:”Sono cinese sì o no? E allora devo fare qualcosa che non costa un cazzo”.

E nacquero le bacchette.

L’uso delle bacchette in Cina risale al periodo Shang (1766-1123 a.C.), sebbene non si possa stabilire con esattezza quando esse sostituirono completamente le dita, delle quali possono, a ragione, considerarsi il prolungamento.
In origine si chiamavano zhu, vocabolo dal significato connesso al concetto di “aiutare”. Ma la sua assonanza con la parola “finire”, considerata di cattivo auspicio, fece sì che il termine venisse progressivamente mutato in kuaizi, “ciò che è veloce”.

“Veloce” una merda, ve lo dico io…

Comunque sia, lì sono arrivati e lì si sono fermati.
Come per tutto il resto: hanno inventato la polvere da sparo quando noi facevamo ancora le guerre a calci nel culo -e và che è un brutto morire, eh?- ma è stata necessaria un po’ di sana cattiveria occidentale per cominciare a farci dei morti in grande stile.
Cristoforo Colombo è arrivato in America con tre marcioni di caravelle quando i Cinesi solcavano i mari con navi lunghe 150 metri, che ancora adesso non sanno come facevano a costruirle, ed in America c’erano arrivati prima loro, ma il merito, e tutto il resto, ce lo siamo beccato noi.

Che poi, Colombo… Possibile che dobbiamo ancora andare avanti con ‘sta storia di Colombo che ha scoperto l’America? Ormai è appurato che, prima di lui, l’unico che non c’era ancora arrivato era proprio lui, un po’ come quelli che dicono “Oh, quella se la sono fatta tutti…” , tranne loro.
E poi si sposano il puttanone.

C’erano altre due grandi civiltà, quando noi avevamo ancora le pezze al culo:  Arabi ed Indiani.
Gli Arabi hanno avuto un periodo di qualche secolo in cui le cose gli andavano benone, ma non me la raccontano giusta: hanno preso i numeri indiani, li hanno chiamati “arabi” e ce li hanno portati; questo mi fa credere che tutte le altre invenzioni non so a chi le hanno zanzate, ma qualcuno che ancora piange c’è di sicuro.
E poi, con le mani mangiavano e con le mani mangiano; e tutti col culo per terra, visto che di sedie e tavolo se ne parlerà tra un altro millennio, se va bene.

Gli Indiani.
Poracci… La loro invenzione più grande è il concetto matematico dello zero.
“Buongiorno, vorrei brevettare un’invenzione”
“Di cosa si tratta?”
“Lo zero”
“E cos’è lo zero?”
“Niente”
“Faccia la cortesia, eh, non è che siamo qui a far ballar la scimmia, capito? Se ne vada!”

E ancora oggi sono seduti per terra, a mangiare con le mani.

Insomma, siamo partiti con l’handicap e li abbiamo raggiunti e doppiati, almeno sulle stoviglie.
Quindi, al ristorante cino-thai-viet-corean-giapponese, voglio le posate; le voglio per una ragione storica e culturale, oltre che per decidere se voglio mangiare una briciola o un boccone pantagruelico, tipo quella polpetta di riso del cazzo, grossa come un uovo, con sopra ancora un gambero e la statuina degli sposi, che secondo loro sarebbe da buttare giù come un’aspirina.
Se poi una volta mi gira, nessun problema, dammi quei bastoncini di merda, che ci facciamo quattro risate.

Ma l’uomo si distingue dagli altri animali per l’uso degli utensili: Orientali, Indiani ed Arabi sono come gli animali che trombano con ciò che hanno a disposizione; noi pure, ma abbiamo anche il vibratore e la pocket vagina.

E’ inutile, ci sono le categorie…

Dottordivago

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